La messa degli animali

La messa degli animali

Due volte all’anno (la prima domenica di Novembre e di Maggio), presso la chiesa Santa Rita nel XV arrondissement ha luogo una messa particolarissima e altamente folkloristica: la messa degli animali.
Sotto l’egida della Santa, protettrice delle prostitute, delle cause perse e dei ladri, una folla composta da animali di tutte le razze e taglie accompagnata dai rispettivi padroni si accalca per ricevere la benedizione.
In questa chiesa, situata poco lontano dalla sede dell’Unesco, in occasione della festa di San Francesco d’Assisi, si può osservare un viavai incessante di zebre, dromedari, lama, cani, gatti, pesci, conigli e pappagalli che si ritrovano a celebrare una messa esclusivamente dedicata a loro.
Molte delle persone presenti tengono un cane al guinzaglio, altri badano a più di un animale, altri ancora hanno portato una fotografia del loro animale.
Un grande camion fa scendere gli animali da circo che vengono lasciati davanti la chiesa trasformandola in una grande arca di Noè.
La messa viene recitata in latino secondo il rito di Pio  V, la cerimonia dura circa due ore e l’omelia verte naturalmente sui temi legati al mondo animale.
La messa termina con la tanto attesa benedizione “Soyez bénie, petite créature de Dieu. Que Dieu, la Vierge sainte Rita vous aient dans leur sainte garde et qu’ils vous accordent longue vie auprès de vos maîtres!“ 
Finita la cerimonia, bestie e umani tornano a casa felici di aver preso parte a questo rito che esiste dal 1993.

Eglise Catholique
Gallicane Paroisse
Sainte Rita
27 Rue Francois Bonvin
75015 Paris

Le serrature del diavolo

I portoni della cattedrale Notre Dame

Prima di entrare nella cattedrale di Notre Dame soffermatevi a guardare sulle ante dei portali laterali, le magnifiche serrature finemente decorate che sono considerate dei veri e propri capolavori.
Queste serrature furono ordinate ad un abile fabbro chiamato Biscornet, che davanti all’importanza del lavoro, ebbe un momento di panico e si sentì incapace di realizzare l’opera.
La leggenda vuole che fece, allora, appello all’aiuto del Diavolo.
Quando le serrature furono montate sui portoni vennero contemplate con grande timore.
In che modo Biscornet aveva potuto immaginarle in quel modo e come aveva potuto lavorarle in tal maniera?

Poiché era il solo a poterle aprire, il giorno dell’installazione, andarono a cercarlo e lo trovarono svenuto accanto alla forgia.
Alla fine per aprire le porte fu necessario aspergerle di acqua santa.
Alcuni dicono che in quel momento il diavolo grugnì talmente forte che la cattedrale tremò.
Quello che è certo è che Biscornet, prostrato dalla paura e dai rimorsi, morì poco tempo dopo portando con sé il suo segreto.
Il segreto delle serrature di Notre Dame è andato perso e nessuno lo ha mai ritrovato.

La Festa dei Pazzi (La Fête des Fous)

La Festa dei Pazzi (La Fete des Fous)

Ogni cosa nasconde un rovescio della medaglia!
E’ il caso di Notre Dame de Paris, la cui santità ci seduce al punto di farci percepire solamente pietà, bontà, giustizia divina e trasporto dell’anima.
Sapevate che una volta all’anno (alcuni dicono a Natale, altri a Pasqua) si organizzava a Notre Dame la Festa dei Pazzi?
A questa festa partecipavano diaconi, preti, chierichetti e penitenti, uomini e donne, appena vestiti o completamente nudi che percorrevano la città praticando degli strani rituali: alcuni si bucavano le carni con dei chiodi e segnavano il loro passaggio con il sangue, altri benedicevano gli spettatori con termini osceni ed eseguivano danze lugubri, altri ancora mangiavano minestra in un angolo dell’altare o bruciavano sterco di animali al posto dell’incenso.

Nel corso della serata la febbre saliva, si beveva, ci si insultava, ci si batteva davanti la chiesa e persino i preti, ubriachi, insultavano la folla scagliandogli contro pietre e rifiuti.
Ogni tanto questa strana processione faceva tappa in luoghi di prostituzione…e tutto terminava nell’orgia e nell’eccesso peggio che a Sodoma e Gomorra.
Queste riunioni, per quanto possa sembrare incredibile, si protrassero fino al XVI secolo con la benedizione del re stesso.
La Festa dei Pazzi durava una giornata intera ma l’indomani tutto era dimenticato e la chiesa tornava alla normalità: la minima blasfemia o il più piccolo sacrilegio venivano puniti secondo le dure leggi della giustizia divina.
Si racconta la storia di un penitente che, non essendo ancora tornato al suo stato normale, disse una parola di troppo che pagò duramente: gli fu inchiodata la lingua sulla scrivania!

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