Eloisa e Abelardo: un amore senza fine

Eloisa e Abelardo

Eloisa e Abelardo

Il cimitero del Père Lachaise custodisce innumerevoli segreti e storie da scoprire.
Quella di Eloisa e Aberlardo è una delle storie piú tragiche di tutti i tempi.

Come per Romeo e Giulietta o Tristano e Isotta, si tratta di una storia a metà tra realtà e leggenda (ma in buona parte confermata dalle numerose testimonianze storiche).
Il teologo e filosofo Abelardo, che all’epoca dei fatti era quarant’enne, diventa precettore d’Eloisa che allora aveva 17 anni.
Tra i due scoppia rapidamente una passione carnale irrefrenabile e le lezioni pomeridiane, presso la casa dello zio d’Eloisa, Fulberto, si trasformano in incontri amorosi.
Eloisa resta incinta e per sfuggire allo scandalo i due si rifugiano in Bretagna da Abelardo, dove si sposano in gran segreto.
Fulberto, scandalizzato per quanto successo, fa rapire Abelardo privandolo, attraverso l’evirazione, di tutta la sua virilità.
Lo zio d’Eloisa accusa Abelardo di aver tradito la chiesa e di aver violentato sua nipote.

Disperato Abelardo si fa monaco e Eloisa prende i voti.
Tuttavia l’aggressione violenta non ha separato i due che sono rimasti innamorati l’uno dell’altro.
Gli amanti divisi si scrivono lettere dai rispettivi monasteri e questo scambio epistolare resta oggi una delle più belle corrispondenze amorose di tutti i tempi.
Alla sua morte Eloisa viene seppellita a fianco di Abelardo.
La loro storia ha talmente sedotto l’immaginario collettivo che, nel 1817, le loro spoglie sono state trasferite al cimitero del Père Lachaise e la loro tomba é diventata una tappa obbligata per gli innamorati di tutto il mondo.
I due amanti riposano sotto un vero e proprio mausoleo gotico.
Una coppia di statue raffiguranti i due innamorati giacciono l’una accanto all’altro per rappresentare la loro unione ultra-terrena.

« Tu sais, mon très cher, tout le monde le sait, combien j’ai été éprouvée par ta perte, combien, dans cette misérable circonstance, une monstrueuse trahison, qui a fait le tour du monde, m’a ravie de moi-même en t’enlevant à moi. »

«Les plaisirs amoureux qu’ensemble nous avons goûtés ont pour moi tant de douceur que je ne parviens pas à les détester (…). Au cours même des solennités de la messe, où la prière devrait être plus pure encore, des images obscènes assaillent ma pauvre âme (…). Loin de gémir des fautes que j’ai commises, je pense en soupirant à celles que je ne peux plus commettre. »
(Lettre, Héloïse à Abélard)

3 Risposte

  1. E’ una storia bella e tragica insieme, è stato emozionante vedere dove riposano i due amanti. Almeno nella morte l’amore ha tronfato.

  2. Anche se tragica e’ comunque una bellissima storia d’amore.

  3. concordo e mi complimento col mio conterraneo autore del blog!
    un abbraccio

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