L’impiccato che non voleva morire

L’impiccato che non voleva morire

La Place Maubert porta questo nome dal XII secolo.
Si pensa che il nome provenga dal Maestro M.Albert, più conosciuto sotto lo pseudonimo di Alberto il Grande, un alchimista domenicano che scrisse numerosi trattati di magia.
Era un’epoca in cui il rogo dell’inquisizione iniziava a bruciare e la piazza avrebbe visto la fine di molti eretici e blasfemi.
Si racconta la storia incredibile di un ragazzo accusato di aver assassinato il suo maestro.
Il giovane fu impiccato e il boia che dopo una buona mezz’ora venne a staccargli la corda dal collo, si rese conto che il ragazzo continuava a dimenarsi.
Fu sul punto di tagliargli la gola ma alcune donne, sensibili a quella scena, gridarono al miracolo e implorarono il boia di concedere la grazia.
Quest’ultimo accettò e il giovane che non aveva smesso di proclamare la sua innocenza affermò di essere resuscitato “Ero morto diceva e la mia preghiera nel momento in cui trapassavo mi ha riportato in vita”.
Nessuno aveva mai sopravvissuto ad un’impiccagione dopo mezz’ora di supplizio e ciò suscitò un grande clamore in tutta la città.
Lo stesso re Francesco I graziò il miracolato e l’inchiesta che il sovrano fece condurre provò che il ragazzo non aveva mentito: il suo maestro era stato assassinato dalla moglie.
Non bisognò altro per confermare il miracolo.

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