L’erba del vicino…parigino

Due simpatici vicini di casa

Il parigino ha un rapporto particolare con i vicini.
Se nella mia Sicilia natale i vicini fanno quasi parte della famiglia, qui a Parigi il vicino è un entità amorfa e indefinibile.
In una città in cui le relazioni umane sono costantemente bloccate dalla diffidenza che aleggia sovrana sui rapporti interpersonali, il vicino viene visto come un nemico da allontanare ed evitare.
Da quando abito a Parigi ho cambiato casa parecchie volte e in tutti i posti in cui ho abitato non ho mai simpatizzato o conosciuto i miei vicini.
Pur ritenendomi una persona mediamente socievole, non sono mai riuscito a rompere quel resistente muro fatto di pregiudizi, diffidenza e indifferenza che separa ogni parigino dal proprio dirimpettaio.
I vicini vengono visti come potenziali nemici che vivono barricati dietro mura ostili e che tramano nell’ombra, loschi personaggi che cospirano contro di noi e che possono metterci in pericolo in ogni momento.

In Italia, soprattutto nel Sud, il vicino è un punto di riferimento su cui poter contare e con cui condividere piccoli momenti di quotidianità.
Se avete fatto un dolce vi viene istintivo portarne una parte al vicino, se dovete assentarvi per qualche giorno pensate immediatamente al vostro vicino per occuparsi dei pacchi e della posta o per dare da mangiare al gatto, se non avete più sale per terminare la ricetta che stavate realizzando vi recate immediatamente dall’inquilino della porta accanto.
Se fai un dolce e vuoi farlo assaggiare a qualcuno il vicino parigino è l’ultima persona a cui vai a pensare perché non sai come potrebbe prendere il tuo gesto.
Se hai bisogno di un pizzico di sale per finire la ricetta che stavi preparando, preferisci scendere a comprarlo dall’arabetto del quartiere (che te lo vede il triplo del prezzo normale) piuttosto che bussare alla porta del vicino.
Qui a Parigi, vai a bussare dal vicino soltanto se un’infiltrazione d’acqua proviene da casa sua e devi andare a chiedere la constatazione “amichevole”.
Le conseguenze di quest’enorme diffidenza, che caratterizza Parigi come tutte le grandi città, si sono palesate nel 2003 in occasione della grande ondata di caldo afoso (la famosa canicule) che ha tristemente segnato l’estate di quell’anno.
Quasi ventimila persone hanno perso la vita in quell’occasione: si é trattato nella maggior parte dei casi di persone anziane, abbandonate a se stesse, che da anni vivevano nella solitudine piú totale e che non hanno trovato nessun aiuto.

Il vicino parigino non é solitamente un personaggio su cui potete contare in caso di bisogno ma resta inaccessibile e costantemente nascosto nella sua casa-trincea.
Tuttavia, esiste un giorno dell’anno in cui il vicino diventa simpatico e accessibile: il giorno della festa dei vicini.
In quest’occasione la metamorfosi che non ti aspetti si compie: quello che fino a pochi giorni fa era un eremita che viveva rintanato nella sua abitazione diventa una persona umana e vuole venire verso di noi, quello che sembrava essere un orco solitario che si nascondeva dietro una porta blindata si rivela essere un simpaticone.
Quando ho visto che il condominio in cui abito attualmente organizzava una festa dei vicini, mi sono detto che nessuno avrebbe partecipato talmente era bassa la considerazione che avevo dei miei vicini.
Fortunatamente ho dovuto ricredermi: la gente era allegra e disposta al dialogo e tutti, stimolati dall’atmosfera festiva e dall’alcool, volevano raccontare la propria vita e conoscere gli altri.
Mi sono reso conto che in quel condominio che mi ospita da diverso tempo, abitano persone interessanti, di nazionalità e culture diverse, che durante il resto dell’anno vivono mimetizzate nell’anonimato parigino.
E’ stata davvero una bella occasione di convivialità e condivisione.
Peccato che il giorno dopo siamo tutti ritornati a nasconderci nelle nostre case e che bisognerà aspettare la prossima festa dei vicini per poter scambiare nuovamente qualche parola con quelle entità misteriose che abitano la porta accanto.

10 Risposte

  1. Scusami, ho letto un po’ dei tuoi post su Parigi e i parigini, e volevo farti una domanda: perché non te ne vai se tutto per te è così odioso? Che ci stai a fare? Torna in Sicilia se ritieni che in Italia (e soprattutto al sud) tutto sia migliore.
    O no?

  2. Ciao Federico,

    La domanda che mi poni è pertinente e ti confesso che me la sono già posta milioni di volte.
    La voglia di tornare in Sicilia effettivamente è tanta.
    In quell’isola splendente ho i miei affetti più cari e la gente sa ancora sorridere e prendere tutto con leggerezza.
    Qui a Parigi la gente evita di guardarti negli occhi.
    Cosa mi fa restare? Il legame che si è creato tra me e questa città, la ricchezza culturale, la sua magia e naturalmente le numerosissime possibilità professionali che, ahimè, mancano nella mia odiata-amata Sicilia.
    Quindi, per rispondere alla tua domanda, so bene cosa “ci sto a fare a Parigi”.
    Non penso che al sud Italia tutto sia migliore ma dopo 7 anni trascorsi a Parigi penso di avere una visione abbastanza lucida per sottolineare i difetti dei parigini e per enfatizzarne le note stonate.
    Ti assicuro che anche noi siciliani abbiamo tantissimi difetti ma non cambierei il mio popolo e la mia cultura con niente al mondo.
    G

    • Un’esperienza di vita di 7 anni può bastare per capire pregi e difetti del posto in cui si vive e fare un paragone con la nostra isola. Il blog mostra Parigi con gli occhi di un siciliano, quando Gaspare comincerà a scrivere post su Parigi con gli occhi di un parigino io probabilmente non lo leggerò più.

  3. Bel blog!

    E anche un bel post! I miei complimenti!

    Spero avrai tempo di ricambiare la visita…tra vicini di blog, s’intende😉

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/01/24/odioimieivicini/

  4. al nord i vicini sono esattamente come i parigini.. almeno in veneto🙂

    • sarà per questo che io a Parigi mi trovo sempre molto bene… sono veneta! ma mi trovo bene pure al sud!
      Tra i miei vicini di casa ho persone che arrivano anche da sud, alcuni sono simpatici, alcuni sono invadenti, tutti chi più chi meno con i loro pregi ed i loro difetti … senza distinzione di provenienza.

  5. … scusate non vorrei essere fraintesa, intendo dire che i pregi ed i difetti li abbiamo tutti, indipendentemente dalla nostra provenienza e cultura.

  6. Tranquilla Grip,
    Non avevo frainteso il tuo messaggio molto saggio.
    Hai proprio ragione: abbiamo tutti pregi e difetti.

    Spero che il blog ti sia piaciuto.
    A presto
    G

  7. Bravo per il tuo italiano, ricco, corretto e molto piacevole. Bestia ormai rarissima, non solo su internet🙂 E bravo per questo sguardo ironico, che su Parigi abbiamo tutti noi che abitiamo qui da anni. Sappiamo perché siamo qui e rimarremo, ma nei nostri sogni più dolci siamo sempre nel paese del sole. Bizzarra relazione, assai difficile da compredere per chi è sempre giù o per chi, appena arrivato, è ancora abbagliato dal fascino del nuovo.

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