A Town like Paris

A town like Paris

Il luogo in cui lavoro attualmente si trova sulla rinomata avenue dell’Opera, a pochi passi dalla libreria inglese Brentano’s (situata al numero 37).
Amo leggere i classici francesi e rispolverare i racconti che hanno accompagnato la mia adolescenza e gli anni universitari ma, da quando lavoro accanto alla libreria inglese, mi lascio più facilmente tentare da romanzi e saggi anglofoni.
Ecco perché la sezione “idee da sfogliare” del blog troverete anche libri in inglese che trattano di un tema (Parigi per l’appunto) a me caro.
Si tratta spesso di storie di expat disadattati e nostalgici del proprio Paese d’origine che raccontano la battaglia quotidiana per cercare di integrarsi con i francesi e la loro mentalità.

Il primo libro che introduce questo piccolo florilegio di opere redatte nella lingua di Shakespeare è A town like Paris di Brice Corbett.
Giornalista australiano, Corbett offre un’ironica presentazione della sua storia d’amore/odio con Parigi.
Dopo aver lasciato Londra, in cerca di nuove avventure e determinato ad assaporare le delizie della ville lumière, Brice sbarca a Parigi munito solo di una valigia e la convinzione di essere approdato nella città che gli avrebbe cambiato la vita.
Il nostro eroe si lancia a capofitto nella vie parisienne scoprendone rapidamente le asperità che aveva sottovalutato.
Affitta una casa nel Marais e inizia ad abituarsi alla quotidianità parigina con le sue gioie e dolori.
Il giovane australiano brucia rapidamente le tappe: trova lavoro, frequenta le brasserie del suo quartiere, appare in un gioco televisivo, viene inviato a Cannes per intervistare alcuni personaggi famosi e cerca disperatamente l’amore.
L’amore arriva quando Brice s’innamora perdutamente di una ballerina del Lido, australiana come lui, con la quale si sposerà e si stabilirà definitivamente a Parigi.

Dalla sua posizione di osservatore lucido e distaccato, Corbett sa carpire le idiosincrasie dei francesi e i loro difetti.
Il fascino del libro nasce proprio dal colorito contrasto, tinto di sfumature altamente ironiche, tra lo spirito libero e indomito dell’expat australiano e le mille regole comportamentali dettate dalla cultura francese.

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