I parigini e lo sciopero

Lo sciopero in Francia

Lo sciopero è lo sport preferito dai francesi e dai parigini in particolar modo.
Se decidete di visitare Parigi e non parlate nemmeno una parola di francese, imparate almeno la parola grève.
Questo termine francofono potrebbe esservi utile a darvi delle risposte quando vi troverete davanti le porte sbarrate del Centro Pompidou che volevate visitare o quando osserverete sbalorditi un vagone dell’RER B riempito all’inverosimile.
Per i francesi lo sciopero éèuna condizione essenziale nella quale s’identificano e si realizzano.
Da quando sono in Francia ho sempre guardato a questa sfumatura combattiva del carattere dei francesi con una certa invidia soprattutto se paragonata al fatalismo del popolo italiano.

Il francese medio è intransigente e ne se laisse pas faire per niente al mondo.
Il popolo francese è sempre pronto a scendere in piazza, ad alzare la voce, a manifestare, a bloccare tutto e incrociare le braccia quando un principio democratico viene messo in discussione o quando il governo cerca di far passare leggi che intaccano gli ideali di “libertà, uguaglianza e fraternità” sui quali si fonda la costituzione francese.
Dopo tutto sono i nostri cugini transalpini hanno fatto la rivoluzione francese.
Un carattere combattivo e rivoluzionario che ho sempre invidiato ai francesi perché dotati di un forte spirito solidale e una coscienza comune che, ahimé, manca nello Stivale.
L’italiano preferisce lamentarsi al bancone del bar con gli amici, fare e disfare il mondo davanti una pizza, immaginare un sistema ideale in cui tutto funziona ma difficilmente scende in piazza per difendere i suoi ideali.

I francesi, invece, sono sempre pronti a scioperare e protestare le braccia.
Forse anche troppo.
Se è vero che gli italiani scioperano e manifestano poco, bisogna pur riconoscere che i francesi abusano dello sciopero e peccano dell’eccesso opposto.
Durante i sette anni trascorsi a Parigi ho visto scioperi d’ogni genere: scioperi generali, scioperi durati settimane, estenuanti bracci di ferro tra governo e sindacati e manifestazioni colorate.
Ogni pretesto è buono per farli scendere in piazza: le pensioni, l’inflazione, i diritti sociali, le vacanze, la pioggia.
Emblematico è l’episodio che ha caratterizzato lo scorso mondiale di calcio della nazionale francese quando i giocatori, in sciopero, hanno rifiutato di scendere dall’autobus e di allenarsi prima della partita.

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7 Risposte

  1. Come al solito, ottimo lavoro!

  2. Oddio quanto sono d’accordo con te! Ho esattamente la stessa sensazione di “rispetto” riguardo questa abitudine di urlare a ogni costo… anche se il calvario mezzi di trasporto ogni tanto mi fa pensare “ma perché non stanno zitti per una volta?!”. ;-p

  3. Quando scriverai un altro dei tuoi bellissimi racconti? 🙂

  4. Ciao !!!,
    Grazie per la tua stima.

    Non mi mancano nè la pssione nè le idee….mi manca il tempo!
    Avrei bisogno di una giornata di 48h per realizzare tutte le idee che mi frullano nella testa.

    Cerchero’ di accontentarti rapidamente

    Un abbraccio
    G

  5. Merci beaucoup:)
    Gentilissimo…
    Beato te che sei liiiiiiiiiiiiiiiiiiii…. baci, ciaociaoooo…

  6. […] francesi è lo sciopero. Avevo già sottolineato questa sfumatura culturale dei cugini galli in un articoletto che avevo scritto qualche tempo fa, ritorno a parlarne per enfatizzare ulteriormente una particolare […]

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