Murakami a Versailles

Murakami a Versailles

Uno degli eventi più attesi di quest’autunno è senza dubbio l’esposizione dell’artista plastico giapponese Takashi Murakami ospitata dalla reggia di Versailles fino al 12 dicembre.
I critici non hanno tardato a contestare duramente la scelta di utilizzare il sontuoso palazzo di Versailles per ospitare le opere coloratissime e psichedeliche dell’artista nipponico.
L’eleganza e il fasto dei grandi appartamenti reali e della famosa galleria degli specchi contrastano effettivamente con le opere di Murakami ispirate all’universo manga…ma l’arte contemporanea è fatta anche di questo.

L’immaginazione di Murakami mescola magicamente le tradizioni antiche della cultura giapponese con il mondo dei fumetti e dei cartoni animati manga.
Il risultato della sua produzione artistica è irresistibilmente divertente giocando sul contrasto tra Occidente e Oriente e tra passato e presente in maniera ludica ed intelligente.
La creatività di questo carismatico artista sembra non avere limiti: T-shirts, film d’animazione, borse, statue, quadri….
Recatevi, dunque a Versailles, per assistere all’incontro eccezionale tra il regno del re Sole e quello del Sol levante. Da non perdere!

Reggia di Versailles
Dal 1 Settembre al 12 Dicembre 2010
Esposizione “Murakami Versailles

Blue Elephant: una zuppa come a Bangkok

Il Blue Elephant

Il Blue Elephant è un indirizzo che vi consiglio vivamente se avete voglia di concedervi una cena esotica e originale senza spostarvi da Parigi.
Una sala magnificamente decorata da piante tropicali vi accoglierà in uno dei ristoranti thailandesi più chic della capitale.
Il ristorante è molto ampio e le decorazioni ricche e curate nei dettagli: piante tropicali, un laghetto artificiale con varie specie di pesci, luci soffuse e i camerieri indossano i vestiti tradizionali.
I menù presentati hanno prezzi ragionevoli e sono stati studiati per permettervi una scoperta della cucina thailandese.
Da provare assolutamente il brunch domenicale che propone un immenso buffet di specialità thai realizzate sul momento da un’equipe di chef dagli occhi a mandorla.
Il buffet include antipasti, piatti e dessert ma il pezzo forte è indiscutibilmente la zuppa che riproduce fedelmente i sapori di quella di Bangkok.

Blue Elephant
43 Rue de la Roquette
75011 Paris

La Maison Georgienne

La Maison Géorgienne

La Maison Géorgienne vi accoglie in un’atmosfera gioiosa per farvi conoscere la cucina dell’Europa dell’Est.
Il ristorante è suddiviso in tre piani dotati ciascuno di una propria identità e di uno stile particolarissimo.
La decorazione è curata nei dettagli e i piatti sono deliziosi.
La Maison Géorgienne non è soltanto un ristorante ma è anche un luogo d’intensi scambi culturali: canti polifonici, serate a tema, concerti, letture ed esposizioni vengono organizzate durante tutto l’anno.

3 rue Sabot
75006 Paris
Metro: Saint-Sulpice

Il Tanganika: un luogo di scambio

Il Tanganika

Il Tanganika è un ristorantino africano, situato nel VII arrondissement di Parigi, che prende nome dall’omonimo lago africano, uno dei grandi laghi d’Africa.
Il Tanganika, secondo lago africano per superficie dopo il Vittoria e secondo al mondo per profondità dopo il Baikal, è il lago più pescoso del mondo.
Il suo nome Etanga’ya’nia en Bembé (o Kibembe), significa “luogo di scambio” ed è per questo motivo che i proprietari del ristorante, nati poco lontano dal fiume africano, hanno scelto questo nome.
Lo scambio che il ristorante propone nasce dall’incontro tra i gustosi piatti africani e i delicati vini francesi.
Il contesto è accogliente e riposante, abbellito da quadri tradizionali dai colori caldi e decorato con i simboli tipici africani.
Il Tanganyika è anche un luogo di promozione della cultura e dell’arte africana dove le opere di vari artisti vengono esposte.

Tanganika
33 rue Rousselet
75007 Paris

Delizie franco-nipponiche: la pasticceria Sadaharu Aoki

La pasticceria Aoki

Il pasticcere giapponese Aoki propone un originale connubio tra i sapori giapponesi e la pasticceria francese.
Nascono da quest’incontro goloso originali creazioni come l’éclair al tè verde, il macaron al wasabi o ancora fagioli rossi zuccherati.
Nato a Tokyo nel 1968, diplomato presso la scuola di cucina Machida, Sadaharu Aoki è arrivato in Francia nel 1991, dopo aver lavorato nella pasticceria Chandon di Tokyo.
Quattro negozietti dalla doppia nazionalità sono disseminati negli arrondissement parigini:

Boutique Ségur
25 rue Pérignon
75015 Paris

Boutique Vaugirard
35 rue de vaugirard
75006 Paris

Boutique Port Royal
56 boulevard de Port Royal
75005 Paris

Boutique Lafayette Gourmet
Galeries Lafayette Gourmet 1er étage
40 Boulevard Haussmann
75009 Paris

Oltre alle boutiques parigine, Aoki ha anche aperto tre pasticcerie a Tokyo.

Berimbar: tapas a volontà

Il Berimbar

Questo piccolo ristorantino spagnolo, mimetizzato tra i ristoranti, i pub e i negozietti della rue Oberkampf, ricostruisce a Parigi la gioiosa atmosfera spagnola.
In questo regno delle tapas potrete assaporare sapori iberici classici come le croquetas (formaggio di capra o salame serano), le albondigas (polpette di carne con salsa alle mandorle e funghi) e sapori più particolari come gamberoni saltati alla vodka o al Pastis.

Berimbar
131 rue Oberkampf
75011 Paris

Festa mobile – A moveable feast – Ernest Hemingway

A moveable fest -Hemingway

In questo libro, pubblicato dopo la morte di Hemingway, il grande scrittore americano racconta i suoi anni trascorsi nella capitale francese.
Hemingway ci descrive la Parigi degli anni venti quando Montparnasse inizia a diventare rinomata e i grandi cafés frequentati dagli artisti sono Le Dôme, La Coupole e il bar americano le Select.
Lo scrittore frequenta principalmente La Closerie des Lilas che ama per la calma e la tranquillità che gli consente di trovare l’ispirazione per i suoi romanzi.
A Parigi Hemingway diventa grande amico di due donne: Gertrude Stein e Sylvia Beach.
Gertrude Stein ribattezzerà con il nome di Lost Generation tutti quegli americani che come Hemingway hanno vissuto la guerra e ne hanno raccontato le fasi salienti.
Sylvia Beach, invece, era la proprietaria di una libreria (ancora esistente) nel quartiere latino chiamata Shakespeare and Company e pubblicò alcune novelle del romanziere americano.

Questo volumetto, che si situa a metà tra il romanzo e il diario intimo, conserva numerosi aneddoti e ricordi legati alla permanenza di Hemingway e sua moglie Hadley nella capitale francese.
Nel corso della narrazione ritroviamo numerosi narratori americani che compaiono nelle esperienze parigine di Hemingway: Ezra Pound, Scott Fitzgerald, Joyce e altri ancora.
Nonostante la povertà che lo scrittore e la moglie conoscevano in quel periodo, le loro giornate sembrano trascorrere felici e spensierate animate da piccoli piaceri come le scommesse alle corse dei cavalli o le vacanze tra le montagne innevate.

Frankenstein – Mary Shelley

Frankenstein

Il romanzo capolavoro di Mary Shelley può essere catalogato tra i grandi romanzi horror dell’epoca come Dracula e Dr Jeckyl e Mr Hyde.
In realtà il romanzo è disseminato di simboli e significati nascosti che lasciano intendere come Shelly abbia denunciato con un secolo d’anticipo i rischi delle manipolazioni genetiche e delle folli ambizioni dell’uomo nei confronti della natura.
Un romanzo horror e filosofico al tempo stesso che trabocca di spunti di riflessione.

Victor Frankenstein, uno studente brillante, corona il suo sogno di dar vita a una creatura dalle sembianze umane.
Il giovane studente rimpiange rapidamente la sua iniziativa quando si rende conto che la sua creatura tende a seminare morte e disgrazie.
Attraverso questo romanzo Mary Shelley s’interroga sull’origine della crudeltà umana.
Il mostro creato da Frankenstein che cerca soltanto d’instaurare un rapporto con gli esseri umani viene respinto e disprezzato da tutti.
Esasperato dalla cattiveria della gente, la creatura si vendica dell’odio ricevuto sulle persone che incontra.
L’autore si chiede se la crudeltà propria di alcune persone è innata o se deriva dalla cattiveria che hanno ricevuto.
La narrazione è dotata di molteplici dimensioni: il rapporto con l’Altro, la relazione tra il mostro e il suo creatore, i rischi della scienza, la bellezza e la potenza della natura.

Lo strillone torna in voga

Le crieur de rue

Nel XX arrondissement un uomo ha ripreso l’attività secolare di strillone di strada, un mestiere che affonda le sue radici nella cultura cittadina dei tempi antichi e che sembra trovare una nuova rinascita.
Alla maniera dei banditori pubblici d’un tempo, Olivier raccoglie i messaggi degli abitanti del XX arrondissement per divulgarli a squarciagola nelle vie e nelle piazze: dichiarazioni d’amore, case da affittare, ricompense, eventi culturali e annunci di vario tipo.
Un rullo di tamburo annuncia il suo arrivo tutti i venerdì e sabato nelle strade più frequentate del quartiere.
Adornato da una colorata ed originale tenuta, parte in tournée nel quartiere Amandiers per conto dell’associazione La 20ème chaise al fine di strillare le attualità locali.

Lo strillone di strada sfida le condizioni meteorologiche più difficili pur di annunciare al pubblico i vostri messaggi.
Olivier conosce le zone strategiche per raggiungere un maggior numero di pubblico e la sua voce profonda e potente raggiunge gli angoli più nascosti della città.
Dopo aver abbandonato la sua antica attività di cantante, il moderno annunciatore di messaggi ha modernizzato un mestiere ormai sconosciuto.
Se volete ascoltare Olivier e i suoi annunci, recatevi nel quartiere Amandiers il sabato tra le 10h30 e le 12h o il venerdì tra le 18h30 e le 20h.

Per maggiori informazioni contattate l’associazione La 20ème chaise allo 01 43 49 02 49

Belleville story

Belleville story

E’ da poco uscito un fumetto ambientato a Belleville, il multietnico quartiere di Parigi situato nel XX arrondissement, che racconta una storia brillante e palpitante.
Malherbe e Perriot, autori del fumetto, sono riusciti a creare un’opera che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Il racconto si sviluppa tutta in una notte nei meandri del cosmopolita e popolare quartiere parigino.
Freddy, un piccolo delinquente della zona, si trova invischiato in un intrigo nebuloso che lo vedrà al centro di una lotta sanguinosa tra gang cinesi e malavitosi polacchi.
Quella sera Freddy crede di dover consegnare un carico di televisori rubati e si renderà conto solo all’apertura delle porte del camion che in realtà aveva trasportato clandestini cinesi.
La Belleville che viene dipinta nel corso della narrazione e dei disegni non è quella colorata e frizzante che la maggior parte dei parigini conoscono ma viene immaginata come un covo di loschi individui che tramano nell’ombra.