Dall’aeroporto a Parigi

Un aereo dell’AirFrance

Il gruppo Aéroports de Paris gestisce l’aeroporto d’Orly e quello di Roissy Charles de Gaulle.
Il sito web del gruppo contiene tantissime informazioni utili riguardanti gli orari dei voli, i servizi, le corrispondenze tra i vari terminali, i mezzi d’accesso da Parigi e molte altre informazioni pratiche.
Entrambi gli aeroporti sono raggiungibili da Parigi utilizzando i trasporti pubblici (bus, RATP, RER).
Bisogna munirsi di un biglietto speciale acquistabile allo sportello di un a qulaunque stazione della metropolitana.

Vediamo nel dettaglio l’accessibilità di questi aeroporti.

Orly
L’aeroporto di Orly rappresenta lo scalo aeroportuale più vicino alla città.
Situato nella periferia sud è raggiungibile dal centro di Parigi in poco più di mezz’ora quando la circolazione è fluida.
Per raggiungere l’aeroporto di Orly potete:
– Prendere l’RER B fino a Antony e poi utilizzare l’Orlyval che vi trasporterà fino all’aeroporto.
Il biglietto dell’Orlyval costa circa 9€.
– Prendere uno dei tanti autobus AirFrance che partono ogni 15 minuti da place des Invalides e da Montparnasse.
– Prendere l’Orlybus che parte da Place Denfert-Rochereau.
– In alternativa potete prendere un taxi chiamando una delle tante compagnie disponibili (Alpha-Taxis, Taxis bleus, Taxis G7, Taxis 7000)
Contate almeno 35 minuti per raggiungere l’aeroporto e una tariffa che si aggira attorno ai 35/40€.

Roissy Charles De Gaulle
L’aeroporto Charles de Gaulle rappresenta il quinto aeroporto mondiale ed è uno dei più frequentati del mondo.
Situato a 23 km a nord-est dalla capitale francese, l’aeroporto dispone di tre aerostazioni.
Per raggiungere l’aeroporto di CDG potete:
– Prendere l’RER B fino alla stazione Roissy CDG terminal 1,2 o Roissy CDG terminal 3 in funzione del vostro terminale di partenza. Il biglietto vi costerà circa 9€.
– Prendere uno dei tanti autobus AirFrance che partono ogni 15 minuti da Place Charles de Gaulle-Etoile, Gare de Lyon e Porte Maillot.
– In alternativa potete prendere un taxi chiamando una delle tante compagnie disponibili (Alpha-Taxis, Taxis bleus, Taxis G7, Taxis 7000).
Contate almeno 45 minuti per raggiungere l’aeroporto e una tariffa che si aggira attorno ai 50€.

Aeroporto di Beauvais
L’aeroporto di Paris Beauvais si trova a Beauvais, nella regione della Picardia, a una centinaia di kilometri di distanza da Parigi.
Per raggiungere l’aeroporto di Beauvais potete:
– Utilizzare l’autobus ufficiale dell’aeroporto di Beauvais che parte da Porte Maillot. Dovrete prendere il bus almeno 3h prima l’ora di partenza del vostro volo e il biglietto vi costerà 17€.
– In alternativa potete utilizzare un servizio di navetta/shuttle che pagherete intorno ai 30€. Trovate molte società che offrono questo servizio su internet (per esempio Supershuttle).
– Altamente sconsigliato il taxi: data la distanza, le tariffe sono proibitive.

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Alloggi a Parigi: ostelli & hotel

Uno dei tanti hotel di Parigi

Avete preparato il fagotto e siete pronti per iniziare la vostra nuova vita a Parigi?
Se siete fortunati, conoscete qualcuno che vi possa ospitare e aiutare a cominciare l’avventura parigina.
Se non conoscete nessuno, le prime sistemazioni nella ville lumière saranno gli ostelli della gioventù e gli hotel: naturalmente si tratta di soluzioni temporanee che vi lasceranno il tempo di trovare il vostro equilibrio e cercare il primo appartamento.
La capitale francese abbonda di auberges de jeunesse che rappresentano la soluzione ideale per una clientela giovane e disposta a dividere la stanza con altri ragazzi.
Le camere degli ostelli presentano solitamente 4, 6 o 8 posti letto, una cucina equipaggiata accessibile a tutti e bagni/docce in comune.
Naturalmente potete restare in un ostello per un periodo limitato nel tempo ma le tariffe sono veramente interessanti.
Eccovi alcuni indirizzi e siti web (per prenotare direttamente online):

3 Ducks (quartiere Tour Eiffel)
6, place Etienne Pernet
75015 Paris

Cheap Absolute Paris (quartiere Bastille)
1, rue de la Fontaine au Roi
75011 Paris

Vintage (quartiere Montmartre)
73, rue de Dunkerque
75009 Paris

Mije Fourcy (quartiere Marais)
6, rue de Fourcy
75004 Paris

Caulaincourt Square (quartiere Pigalle)
2, square Caulaincourt
75018 Paris

Se l’idea di dividere stanza con altra gente non vi tenta e preferite maggiore intimità, potete optare per uno tantissimi hotel sparsi sul territorio parigino.
Il sito che vi consiglio per effettuare le vostre prenotazioni in uno dei tanti hotel parigini è Booking.com, un motore di ricerca e prenotazione di hotel molto intuitivo e facile da utilizzare: vi basterà selezionare le date della vostra permanenza a Parigi e un’ampia selezione di hotel vi sarà presentata.
Potete cercare in base al budget, alla zona, alla vicinanza di un determinato monumento o in base al feedback di chi ha già alloggiato nell’hotel.

Prima di prenotare l’hotel che avete scelto, verificate le condizioni d’annullamento per evitare brutte sorprese o malintesi.
Al momento della prenotazione specificate il tipo di camera richiesta e gli eventuali servizi aggiuntivi.
Le camere sono generalmente disponibili a partire dalle 14h/15h (check-in) e il giorno della partenza devono essere liberate intorno le 11h/12h (check-out).
Tenete presente che si considera bassa stagione (e quindi le tariffe sono meno care) il periodo che va dal 1 novembre al 31 marzo mentre l’alta stagione va dal 1 aprile al 31 ottobre.
Non dimenticate che in occasione dei grandi eventi (Natale, capodanno, 14 luglio) e delle grande fiere e saloni (moda, auto, agricoltura) i prezzi salgono vertiginosamente: se volete recarvi a Parigi in queste occasioni, prenotate con largo anticipo.

I documenti necessari per vivere a Parigi

Un passaporto italiano

Se avete deciso di lanciarvi nella vostra avventura parigina e siete pronti a fare i bagagli per lasciare lo Stivale e raggiungere l’Esagono, sappiate che non avrete bisogno di molti documenti.
Per la permanenza sul territorio francese necessiterete solamente della carta d’identità.
Se intendete risiedere a lungo a Parigi o in Francia, dovrete iscrivervi all’AIRE (albo italiani residenti all’estero), entro tre mesi dall’espatrio, recandovi al consolato italiano.
In realtà potete iscrivervi all’AIRE anche dopo tre mesi dal vostro arrivo in Francia senza essere multati o ricevere sanzioni.
Per iscrivervi vi basterà compilare il modulo, che trovate anche sul sito del consolato italiano di Parigi, fornire un documento d’identità e un attestato di domicilio.
Il consolato provvederà a comunicare il vostro stato d’italiani residenti all’estero al vostro Comune d’origne che aggiornerà il profilo come AIRE inviandovi una notifica via posta.

Uno dei principali vantaggi dell’iscrizione all’AIRE per un cittadino italiano residente a Parigi è sicuramente la possibilità di potere richiedere il rinnovo della carta d’identità o del passaporto direttamente in consolato.
Per quanto riguarda la patente di guida, potete tranquillamente utilizzare la patente che avete ottenuto in Italia che vi consente di guidare in tutta Europa.
E’ possibile eventualmente chiedere di convertire la patente italiana in quella francese.
La conversione della patente al formato francese non è obbligatoria ma comporta alcuni vantaggi da non sottovalutare: uno tra tutti, il fatto che la patente francese (a differenza di quella italiana) non scade mai.

Lucia Iraci: una parrucchiera sociale

Lucia Iraci davanti al suo salone

Questo post racconta una bella storia che ha per protagonista una siciliana a Parigi: Lucia Iraci.
Lucia, originaria di Canicattì, è oggi una delle parrucchiere più gettonate della capitale francese come dimostra la grande affluenza di clientela nel suo salone in rue du Vieux Colombier (VI arrondissement).
Un salone di coiffure chic ed elegante dove si possono incrociare donne sofisticate e alla moda ma anche donne più sfortunate e in situazione di precarietà: ragazze-madri, donne picchiate dai mariti o vittime di altre violenze, disoccupate o in preda alla depressione.
Lucia ha creato un’associazione chiamata Joséphine pour la beauté des femmes per aiutare queste donne in difficoltà a ritrovare la fiducia in se stesse e a reintegrarsi nella società: tagli, shampo, acconciature e altri servizi di bellezza sono offerti gratuitamente alle donne bisognose d’aiuto.

Un’iniziativa lodevole da parte della parrucchiera siciliana che nel suo salone “sociale” si occupa di coccolare le donne maltrattate per aiutarle a credere di nuovo nella vita e per tornare a sperare.
Ogni ultimo lunedì del mese, Lucia, accompagnata da un’amica truccatrice, riceve nel suo salone queste donne segnate dalle sofferenze della vita.
Le donne che chiedono l’aiuto di Lucia trovano in lei una donna capace di ascoltare e capire i loro problemi, un essenziale conforto psicologico e un’importante valvola di sfogo.
Lucia Iraci, che ha collaborato con i più grandi creatori e fotografi (Christian Dior, Yves Saint-Laurent, Bettina Rheims e Peter Lindbergh) ha voluto aprire le porte del suo salone a quelle donne che la gente non guarda più, per ridare loro dignità e rispetto.

Salon de coiffure Lucia Iraci
13, rue du Vieux Colombier
75006 Paris

L’odioso processo d’identificazione

Berlusconi assapora avidamente il Belpaese

Il portinaio (o meglio il gardien per dirla alla francese) del palazzo in cui si trova il mio ufficio è una persona molto saggia.
Originario del sud della Francia, questo arzillo sessantenne si è ritrovato a Parigi per via di tutta una serie di eventi ma ha mantenuto la parlantina e la vitalità tipica dei meridionali.
Mi fermo con piacere a discutere con lui quando vado a ritirare la posta e le sue opinioni e la maniera di esporle denotano una profondità culturale non indifferente.
Nei 10-15 minuti che trascorro quotidianamente nella sua stanzetta discutiamo di tutto: politica, sport, religione, attualità francese e italiana.
Ho imparato a conoscerlo e so che si tratta di un uomo dotato di molta esperienza che crede in quello che dice.
Spesso mentre gli espongo una mia particolare riflessione o punto di vista, lui si ferma a fissare un punto nel vuoto per poi riemergere da quella pausa contemplativa con piccole perle di saggezza.
Il suo atteggiamento meditativo mi ricorda quello dei gatti che talvolta fissano un punto indefinito nello spazio dando l’impressione di vedere qualcosa che noi non vediamo, c’é chi sostiene che vedano spiriti o fantasmi!
In ogni caso non penso che il mio amico portinaio veda i fantasmi o che sia capace di comunicare con gli spiriti ma penso che le parole che pronuncia dopo qui brevi intervalli riflessivi hanno un maggiore peso.
Stamattina l’incontro con il concierge (altro termine francese per definire il portinaio) ha assunto un tono dolce-amaro poiché il loquace e arguto signore francese, appena riemerso da una breve trance introspettiva, mi ha chiesto Est-ce que vous êtes tous comme Berlusconi en Italie? (siete tutti come Berlusconi in Italia?).
Ho risposto che la maggior parte degli italiani è gente onesta e con buoni valori e che Berlusconi con il suo comportamento sta rovinando la reputazione degli italiani.

Tuttavia la sua domanda ingenua ma dalle chiare tinte provocatorie mi ha abbastanza destabilizzato e mi ha portato a una lunga riflessione.
Sono arrivato alla conclusione di affermare che l’odioso processo d’identificazione “italiano = Berlusconi” si è oramai inesorabilmente compiuto e che agli occhi del mondo l’italiano medio si comporta come il nostro benemerito primo ministro.
In Italia non si ha ancora la percezione dei danni che questo personaggio sta causando all’immagine del nostro Paese: molti italiani s’indignano e gridano allo scandalo chiedendo le dimissioni di Berlusconi che ha infangato con il suo atteggiamento il nome dell’Italia; molti altri vivono le recenti vicende che hanno come protagonista l’uomo politico più rappresentativo del Belpaese come una mera vicenda di gossip.
Se da un lato buona parte degli italiani è delusa dal Rubygate che ha messo a nudo un viscido universo fatto di festini, bunga bunga e altre perversioni senili, dall’altro molti sostengono che non bisogna violare la privacy del premier e che quest’ultimo a casa sua può fare quello che vuole.

Penso che lo sdegno degli italiani all’estero nei confronti di Berlusconi sia più compatto e unanime.
Quando il mio portinaio mi ha chiesto se noi italiani fossimo tutti come Berlusconi, ho visto i miei sacrifici e la mia dignità d’italiano all’estero infrangersi nel sorriso stereotipato del premier.
Per chi ha lasciato l’Italia e fatica duramente all’estero, essere paragonato a Berlusconi è la peggiore offesa possibile.
La maggior parte degli italiani all’estero ha lasciato l’Italia di malavoglia: una marea di giovani che hanno abbandonato lo Stivale (che pur amavano tanto) perché in quel sistema avvelenato da troppi anni di egemonia berlusconiana non c’era posto per loro.

Un tempo gli emigrati italiani in Francia venivamo dispregiativamente definiti rital o macaroni con chiaro riferimento al principale cibo della loro alimentazione.
Le nuove generazioni di migranti italiani sembrano essere destinate all’epiteto “berlusconi” (con l’accento sulla i finale naturalmente) con chiaro riferimento agli intrallazzi, alla corruzione e alle feste sregolate.
Questo processo di assimilazione e d’identificazione di cui è vittima ogni italiano all’estero è uno smacco troppo pesante per chi paga già il prezzo di essere lontano dal proprio Paese.
Le infelici sortite del premier durante i principali incontri internazionali, dal G8 alle riunioni europarlamentari a Bruxelles, sono state amplificate a livello internazionale gettando un velo di vergogna sull’Italia.
Se un tempo l’italiano veniva immaginato dagli stranieri come un latin-lover spensierato con la chitarra in mano, adesso il cliché dell’italiano è quello di un vecchio in età avanzata che ama circondarsi di giovani donne e che crede di poter comprare tutto grazie ai suoi soldi.

Quando Berlusconi uscirà dalla scena politica (succederà mai?!?), gli italiani dovranno fare i conti non soltanto con i danni materiali legati al suo malgoverno (dall’Aquila a Pompei) ma soprattutto con gli ingenti danni recati all’immagine del nostro Paese.
Bisognerà trovare il modo di spiegare al mondo intero che l’Italia non è fatta soltanto di personaggi come Emilio Fede, Bruno Vespa, Augusto Minzolini, Lele Mora, Maurizio Belpietro e Berlusconi.
Bisognerà inventarsi un sistema per ridare dignità alle donne italiane e affermare con forza che oltre Ruby, Nadia Macrì, Iris Berardi, la Daddario, la Minetti e le gemelle de Vivo esiste una maggioranza femminile che non si lascia comprare.
Considerando che il prossimo primo ministro italiano difficilmente avrà lo stesso potere mediatico di quello attuale, l’impresa di risollevare l’immagine dell’Italia si presenta abbastanza ardua.
Lo scandalo legato alle notti di Arcore ha enfatizzato ulteriormente una situazione divenuta oramai insostenibile in cui il primo ministro italiano, nascondendosi dietro lodi e immunità di ogni sorta e sventolando spavaldamente un macroscopico conflitto d’interesse, sfida la dignità del popolo italiano.

I Black eyed peas allo Stade de France

I Black eyes peas

I Black Eyed Peas saranno in concerto allo Stade de France il 22, 24 e il 25 giugno 2011.
Il gruppo di hip hop americano, originario di Los Angeles, si forma nel 1995. Inizialmente il gruppo era formato da tre componenti, Will I Am, Apl de Ap e Taboo a cui si è successivamente aggiunta la cantante Kim Hill.
Il loro primo album Behind the front esce nel 1998 con un discreto successo ed è seguito rapidamente da Bridging the Gaps, il secondo album che ha visto la partecipazione di vari artisti come Macy Gray, Mos Def, De la Soul e Wyclef Jean.

Kim Hill sarà sostituita dalla bella Fergie che parteciperà all’album Elephunk (2003), l’album della consacrazione dei Black Eyed Peas che li vede imporsi sul palcoscenico della musica mondiale grazie a pezzi come Where Is The Love?, Hey Mama e Let’s Get It Started.
L’album, che ha veduto più di 6 milioni di dischi, vede la partecipazione di grandi artisti del calibro di Justin Timberlake e Travis Barker.
Il gruppo si caratterizza per lo stile hip hop fortemente influenzato da ritmi soul, jazz e latini.
Nel giugno 2005, Monkey Business, il quarto album dei Black eyed peas, vede la luce e molti dei pezzi contenuti nell’opera (tra i tanti Pump it e Don’t lie) diventano rapidamente dei tormentoni.
Il gruppo decide, poi, di separarsi per un breve periodo e permettere a ogni componente di provare la carriera solista.
La separazione durerà poco e nel 2007 il gruppo si riunisce per dare vita a uno splendido DVD intitolato Live from Sydney to Vegas.
Nel 2009 i BEP rinnovano il successo planetario con l’album The E.N.D.
Il primo single estratto dall’opera, Boom boom pow arriva rapidamente in testa delle classifiche mondiali. I gotta feeling, il secondo single estratto dall’album, conosce un uguale successo.

Attenzione! I biglietti per il concerto di giugno vanno a ruba!

22, 24 e il 25 Giugno 2011
Stade de France

Mollo tutto …e vado a Parigi

Uno scorcio tipicamente parigino

Cari lettori,
ho il piacere di condividere con voi un intervista da “italiano a Parigi” rilasciata al sito “Mollo tutto“.
Cliccate qui per leggerla…spero vi piaccia!
Gaspare