I parigini e i soldi

Arpagone: L’avaro di Moliere

Sabato sera in un elegante ristorante parigino.
La coppia che occupa il tavolo di fronte al nostro sembra trascorrere una stupenda serata.
Sono due eleganti ragazzi francesi e dai loro sorrisi si intuisce una sintonia perfetta.
Le luci soffuse del locale in cui ci troviamo e un’atmosfera decisamente romantica fanno da contesto agli allegri discorsi dei due giovani.
Anche noi approfittiamo pienamente di questa bella serata e ci godiamo gli ottimi piatti.
Ogni tanto il mio sguardo si dirige incosciamente verso il tavolo di fronte per carpire scene d’intimità della coppia che continua a scambiarsi effusioni e coccolarsi.
I due piccioncini intervallano dolci moine alle squisite portate della cena.
E’ davvero una bella scena e mi dico che è bello vedere coppie così legate e in sintonia.
Dal comportamento e dalle premure del ragazzo, mi rendo conto che si tratta di una delle loro prime uscite insieme.

Mi godo la cena ascoltando le risate felici del tavolo vicino e ogni tanto mi capita di lanciare un’occhiata invadente.
Ad un certo punto rilevo un radicale cambio d’atmosfera, il tono della voce dei due diventa immediatamente serio e le risate spensierate hanno lasciato il posto a un gelo glaciale che avvolge tristemente il tavolo vicino.
Mi chiedo cosa abbia potuto causare quel cambiamento repentino d’atmosfera, quale evento abbia trasportato violentemente quella coppia dall’allegria all’imbarazzo.
Lancio una rapida occhiata al tavolo per cercare una spiegazione e capisco immediatamente cosa sta succedendo: è il momento del pagamento, il momento della fatidica addition!
Il ragazzo che fino a quel momento si era comportato come un perfetto gentiluomo ricoprendo di attenzioni e carinerie la sua compagna si trasforma in un severo contabile e, tirata fuori una mini-calcolatrice, inizia a esaminare minuziosamente lo scontrino.
Dopo aver individuato il montante relativo al SUO pasto, passa lo scontrino alla compagna invitandola a fare la stessa cosa.
Accanto allo scontrino si trovano adesso due carte di credito: quella della ragazza e quella del ragazzo che divideranno salomonicamente il costo della cena.
L’alone di magia che circondava quel tavolo si sgretola miseramente davanti i miei occhi increduli e, lasciando il ristorante, ringrazio il cielo di essere italiano.

Gli italiani avranno mille altri difetti ma di certo non l’avarizia che è, a mio avviso, uno dei peggior difetti esistenti.
Ogni volta che torno in Sicilia assisto sistematicamente a divertentissime scenette al bancone del bar: la gente sgomita letteralmente per pagare il caffé, la birra o il pranzo ai propri amici perchè vuole avere questo piacere e perchè si sente onorata di poterlo fare.
Non voglio etichettare tutto il popolo francese come avaro ma durante la mia permanenza a Parigi ho potuto assistere a numerose scene di tirchiaggine acuta che mi hanno portato a scrivere questo post.
Ricordo una collega che pur di non pagare trenta centesimi per avere un caffé dal distributore automatico, veniva al lavoro con delle bustine di thé che immergeva in una tazza d’acqua calda riscaldata al microonde.
E che dire di Marie Laurence che mi ha chiesto con un gran sorriso i venti centesimi che mi aveva prestato il giorno prima durante la pausa pranzo?
Conosco varie coppie francesi che stanno insieme da molto tempo e che continuano a dividere tutto.
Vogliamo parlare poi di quei genitori mangia baguette che chiedono ai figli il pagamento di un affitto mensile?!?
In ogni caso non è solo il sottoscritto che pensa che i cugini francesi abbiano le braccine corte.
Un recente sondaggio realizzato dal sito turistico Expedia.fr, che ha intervistato circa 4500 hotel del mondo intero, ha incoronato i cugini d’Oltralpe come i turisiti più tirchi del mondo.
Sono sicuro che in questo momento state pensando a quel vostro amico francese che, come Arpagone nell’Avaro di Molière, calcola costantemente le spese e che non trova mai il portafoglio al momento di pagare.

Morale della favola: quando uscite con i francesi non ragionate troppo alla maniera italiana di pagare tutto per tutti e non fate troppo gli splendidi o rischiate di fare la fine dell’Alouette, farvi levare le piume!

Alouette, gentille Alouette
Alouette, je te plumerai.
Je te plumerai la tête,
Je te plumerai la tête,
Et la tête, et la tête,
Alouette, Alouette, Aaaah…
Alouette, gentille Alouette,
Alouette, je te plumerai.
Alouette, gentille Alouette,
Alouette, je te plumerai.
Je te plumerai le bec,
Je te plumerai le bec,
Et le bec, et le bec,
Et la tête, et la tête,
Alouette, Alouette, Aaaah…
Alouette, gentille Alouette,
Alouette, je te plumerai.
et le nez… et le dos… et les jambes…
et les pieds… et les pattes… et le cou.

4 Risposte

  1. C’è da dire che… “paese che vai, usanze che trovi”.
    Qui in Svezia è normale dividere il conto al centesimo, e molte ragazze si offendono se non lo fai.
    Qualche tempo fa avevo scritto sul mio blog un post su quello che succede quando una ragazza italiana si fa invitare a cena da uno svedese… A volte certe situazioni hanno un che di esilarante!😀

  2. Grande Daniele!! Bellissimo post! …che dire? Svedesi, francesi…una faccia , una razza!

  3. Io sono Italiana, e a me da fastidio quando un ragazzo mi offre sempre qualcosa.
    Certo non bado a ul centesimo in più
    però è giusto che ognuno paghi il suo😉

    • Penso che tutto dipenda da come il gesto viene interpretato: se lo si vede come un gesto di cavalleria è bello e galante che il tuo ragazzo paghi per te, se pensi che con quel gesto voglia comprarti la cosa cambia radicalmente di significato…

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