A year in the merde

A year in the merde

Forse un giorno scriverò anch’io un libro per raccontare le mie avventure da “italiano all’estero” per aiutare e divertire altra gente che come me ha fatto questa scelta.
Magari lo farò quando sarò in pensione, se la pensione esisterà ancora!
In ogni caso per adesso non ho nè il tempo nè la pretesa di scrivere un libro e mi limito a riempire questo blog di articoletti.
Nell’attesa del mio debutto da autore mi diverto a leggere le storie di altri expat ovvero immigrati che, come me, si sono lasciati tutto alle spalle per stabilirsi a Parigi.
L’ultimo libro che ho letto a tal proposito s’intitola A year in the merde di Stephen Clarke, un giornalista inglese che racconta le sue vicissitudini durante la permanenza a Parigi.
Il libro racconta la storia di Paul West, pseudonimo che designa l’autore, un giovane britannico che viene a lavorare per un anno a Parigi.
Il fascino del libro deriva dall’abilità di Clarke nel descrivere le sue idiosincrasie a contatto con la cultura francese con tanti aneddoti che denotano lo shock culturale.
Il giovane inglese pensa di essere sbarcato su un altro pianeta quando si rende conto che ogni mese è segnato da uno sciopero diverso, che le riunioni di lavoro durano ore, che le strade di Parigi sono tappezzate di cacche di cani (il titolo del libro deriva proprio dalla frequenza con cui il protagonista le calpesta) e che i camerieri delle brasserie decidono quando è il momento di servire i clienti.

La trama del romanzo narra la fase di adattamento a Parigi di questo giovane inglese di belle speranze venuto in Francia per aprire una catena di saloni da tè all’inglese.
Il protagonista del romanzo sembra essere un incrocio tra Mister Bean, Hugh Grant e David Becham che giorno dopo giorno impara a convivere con i mille problemi della quotidianità parigina.
La lettura del libro è gradevole e contiene alcune perle d’umorismo e sagacia che impreziosiscono la narrazione stigmatizzando le contraddizioni della cultura francese.
La burocrazia, il mondo del lavoro, i trasporti e la politica francese vengono scandagliati attentamente dall’occhio critico di Clarke che emette la sua pungente sentenza.
Stephen Clarke scrisse questa sorta di “guida di sopravvivenza” in Francia per divertimento.
Inizialmente stampò solamente duecento copie da distribuire ad amici e conoscenti mettendo in vendita su Internet le rimanenti copie.
Grazie a un massiccio passaparola e all’attenzione di alcune librerie, il libro ottenne immediatamente un grande successo.
A year in the merde è diventato oggi un best-seller internazionale (è stampato in ben 16 paesi), una sorta di manifesto degli expats parigini.
La storia è raccontata egregiamente mantenendo il giusto equilibrio tra comprensione ed ilarità pungente.
Un libro da leggere assolutamente.

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