L’Assommoir

L'Assommoir

Gervaise, insieme ai suoi due figli, ha seguito il compagno Auguste Lantier fino a Parigi lasciandosi dietro la città di Plassans dove viveva.
Rapidamente Lantier la abbandona per un’altra donna e Gervaise si ritrova in una situazione difficile e precaria.
Trova lavoro come lavandaia e riesce a sopravvivere con molti stenti.
Gervaise incontra Coupeau, un’operaio che s’innamora di lei e comincia a farle la corte.
Dopo un lungo periodo di esitazione Gervaise cede alle avances di Coupeau e i due si sposano.
La nuova coppia ha una discreta qualità di vita grazie ad alcuni risparmi di Coupeau e, dopo poco tempo, la famiglia si allarga con la nascita di una bambina chiamata Nana.
Gervaise inizia a nutrire il sogno di aprire la propria lavanderia ma un incidente rovina le sue ambizioni: Coupeau cade da un tetto sul quale stava lavorando e tutte le economie della coppia vengono utilizzate per le cure.
Il sogno di aprire una lavanderia si concretizza ugualmente grazie a Goujet, il vicino di casa, che presta la somma necessaria per avviare l’attività.
Gervaise è felicissima e assume due aiutanti per rispondere alle richieste dei numerosi clienti.
Tuttavia la felicità di Gervaise non dura molto.
Coupeau, diventato disabile, sprofonda nell’ozio, nella pigrizia e soprattutto nell’alcool passando le sue giornate all’Assommoir, il bar del quartiere.
Lantier, l’ex marito di Gervaise, stringe amicizia con Coupeau e in breve tempo ritorna a far parte della quotidianità della donna al punto da tornare a vivere nella stessa casa.
Gervaise, sopraffatta dagli eventi, si abbandona a se stessa e si lascia andare al fatalismo e alla rassegnazione: trascura la lavanderia, accumula i debiti e perde anche l’amicizia con Goujet.
Nana, abbandonata al suo destino, scappa di casa.
La giovane lavandaia sprofonda nell’alcolismo ed è costretta a vendere la sua attività a Virginie, una sua impiegata.
Diventato pazzo, Coupeau muore a causa dei suoi deliri e Gervaise, sfrattata da casa e abbandonata da tutti, muore poco tempo dopo. 

L’Assommoir è il settimo libro della saga dei Rougon Macquart di Zola e fu inizialmente pubblicato a puntate nel 1876.
Si tratta di uno dei più bei romanzi di Zola che racconta la tragica rovina di una famiglia operaia immersa nel contesto popolare della Parigi del secondo impero.
L’alcolismo, l’ignavia e la rassegnazione distruggono progressivamente i legami affettivi conducendo ineluttabilmente i membri della famiglia verso la vergogna, la promiscuità, la decadenza e la morte.
L’Assommoir è uno splendido romanzo sul popolo che racchiude alcune magnifiche perle descrittive, tipiche dello stile naturalista di Zola, come la lite tra Gervaise e Virginie alla lavanderia o le allucinazioni di Coupeau in preda alla pazzia.
Zola ci consegna uno spaccato della classe operaia dell’epoca dotato di un incredibile realismo.
Lo scopo dell’autore francese non è quello di descrivere la classe operaia come debole o degenerata ma di enfatizzare le pessime condizioni di vita di questa gente.
Ammassati gli uni sugli altri in appartamenti minuscoli e insalubri, gli operai trovano nell’alcool una scappatoia per dimenticare la triste condizione in cui vivono.
La condizione operaia del XIX secolo viene descritta in maniera vivida e completa dalla penna di Zola e dal suo occhio attento.
L’opera è un pugno nello stomaco che lascia l’amaro in bocca e fa riflettere sulla crudeltà del destino e sull’impotenza dell’uomo di cambiare la propria sorte.

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