La legge Hadopi e i suoi limiti

La legge Hadopi e i suoi limiti

A due anni di distanza dall’entrata in vigore della famosa legge Hadopi, creata per lottare contro chi scarica illegalmente da Internet, il presidente Sarkozy e il governo francese si felicitano del bilancio positivo.
L’Eliseo ha affermato in una dichiarazione ufficiale che i risultati della legge Hadopi sono incoraggianti e hanno mostrato un netto calo della pirateria informatica proteggendo i diritti di autori e i creatori.
Sarkozy e le istituzioni di governo che hanno emanato questa legge liberticida si compiacciono degli effetti benefici sui comportamenti scorretti degli internauti e degli ottimi risultati ottenuti.
In realtà la situazione è ben diversa e gli utilizzatori della Rete hanno già trovato innumerevoli modi per schivare la legge Hadopi.
Prima di illustrare i metodi principali escogitati dai webnauti per evitare questa odiosa legge che vuole tarpare le ali alla libertà di Internet, risulta utile ripercorrere i contenuti e le modalità d’applicazione della stessa legge Hadopi.
La versione definitiva (chiamata Hadopi 2) di questa disposizione legislativa è entrata in vigore il 28 ottobre 2009 dopo l’approvazione definitiva del Senato.
E’ una legge che mira a colpire, attraverso un sistema di avvisi e sanzioni, i pirati del web che scaricano illegalmente film, musica e altro materiale protetto dal diritto d’autore.
Il sistema di filtraggio utilizzato sorveglia l’uso che ogni utente fa di Internet e si insinua impietosamente nelle vite private di ogni singola persona che naviga sul web.
In questo modo risultano maggiormente bersagliati da questo procedimento gli utilizzatori di reti Peer to Peer (P2P), come eMule o Bittorrent, che vengono sospettati e inquisiti a prescindere dal loro uso della Rete.
La libertà della rete Internet viene fortemente lesa e colpita.
La legge Hadopi, conosciuta anche come legge Création et Internet, prende il suo nome dall’acronimo di Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des droits sur Internet, l’autorità amministrativa che si occupa di sanzionare l’uso illegale di Internet.

L’applicazione della legge Hadopi si fonda sul concetto di risposta graduata  da parte dell’utente: dopo aver inviato un’email e una lettera raccomandata all’utilizzatore che ha infranto la legge, il Comitato per la Protezione dei Diritti decide di sospendere l’abbonamento Internet del pirata per una durata che può variare dai tre mesi a un anno.
L’abbonato che viene colto in flagranza di reato sarà costretto a pagare il suo forfait Internet alla società che lo fornisce ma non potrà utilizzare il servizio.
Inoltre, come se non bastasse, all’abbonato incolpato di pirateria viene anche vietato di sottoscrivere un abbonamento con un altro fornitore di servizi Internet.
Il sistema concepito dal governo francese nell’ambito della legge Hadopi è stato spesso paragonato all’autovelox dove alcune postazioni di controllo vengono piazzate lungo l’autostrada per sorprendere e multare gli automobilisti che superano i limiti di velocità.
Se per quanto riguarda le automobili è possibile identificare il proprietario del veicolo grazie alla targa d’immatricolazione, nel caso di Internet è possibile identificare l’utilizzatore di una connessione attraverso l’indirizzo IP (che sta per “Internet Protocol“), un numero composto da quattro cifre comprese tra 0 e 255 (per esempio 192.168.0.1) che identifica in maniera unica ogni computer e corrisponde all’indirizzo al quale quella postazione Internet si trova.
Se volete conoscere il vostro indirizzo IP potete connettervi su questo sito www.ip-adress.com, vi renderete conto con quanta facilità potete essere localizzati.
La legge Hadopi presenta, in realtà, pecche macroscopiche riguardo questo processo di identificazione dei pirati.
Nel caso di una famiglia o di una azienda è possibile identificare solamente il titolare dell’abbonamento e non chi ha commesso il reato: in questo caso tutti i componenti della famiglia o tutti gli impiegati sarebbero privati ingiustamente della connessione.
E che dire poi delle persone che si connettono utilizzando le connessioni non protette dei vicini? Il pirata è protetto dietro l’anonimato e a pagare la multa è l’inconsapevole vicino colpevole solamente di non aver protetto la sua connessione Internet.

Questa legge liberticida ha drasticamente cambiato le abitudini degli internauti francesi che non si sono scoraggiati e hanno trovato numerosi stratagemmi per evitare di finire nelle maglie della Hadopi.
Uno dei sistemi più utilizzati per farsi gioco di questa legge ridicola è quello di utilizzare una rete VPN (Virtual Private Network – rete privata virtuale) che permette di nascondere il proprio indirizzo IP e di navigare nel totale anonimato.
L’uso del VPN è estremamente semplice e richiede soltanto l’installazione di un piccolo programma.
Un’altra soluzione per aggirare la legge Hadopi  è il direct download ovvero piattaforme (megaupload, megavideo e rapidshare sono le più conosciute) che archiviano enormi quantità di file che possono essere scaricati anonimamente.
Esiste anche la possibilità di guardare i propri video o canzoni preferite  in streaming su Youtube o Dailymotion .
In Italia non esiste ancora una legge bavaglio simile all’Hadopi ma l’AgCom ha tentato ripetutamente di limitare la libertà della Rete italiana attraverso normative per regolamentare la tutela del diritto d’autore in Internet.
Riusciremo a resistere a questo ulteriore tentativo di privazione di libertà?

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