La sinagoga della rue Pavée

La sinagoga della rue Pavée

Le testimonianze dell’Art Nouveau sono disseminate un pò dappertutto a Parigi e talvolta possono concretizzarsi in opere sorprendenti.
Nella stretta e grigia rue Pavée, nascosta dai palazzi circostanti, si trova un gioiello architettonico di rara eleganza realizzato dal celebre Hector Guimard, il maggiore rappresentante dell’Art Nouveau in Francia.
Un’imponente facciata, caratterizzata da finestre alte e strette, si presenta agli occhi dei passanti in tutta la sua grandiosità e magnificenza.
La vocazione di questo edificio non è immediatamente comprensibile se non si considera la stella di Davide che ha rimpiazzato un antico triangolo.
E’ una sinagoga che testimonia la massiccia presenza della comunità ebraica in questo quartiere di Parigi comunemente conosciuto con il nome di Marais.
Gli ebrei si insediarono in questo arrondissement, che ospita tra l’altro la frequentatissima Place desVosges, soprattutto all’inizo del XX secolo.
La sinagoga della rue Pavée fu commissionata a Guimard dalla comunità ebraica del quartiere che pagò collettivamente la realizzazione dell’opera.
L’architetto parigino, famoso per aver decorato in maniera inconfondibile alcune stazioni della metropolitana, disponendo di uno spazio esiguo decise di sviluppare la struttura dell’edificio in altezza.
All’interno, due mezzanine laterali costeggiano la navata centrale e la luce penetra grazie alle vetrate del tetto e un’ampia vetrata situata nel fondo della navata.
Guimart, che concepiva le sue opere nella loro totalità, ha inoltre realizzato i mobili, le decorazioni, le panchine, i lampadari e gli elementi liturgici.

10, rue Pavée
75004 Paris
Visitabile esclusivamente su richiesta o durante le Journée du Patrimoine

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La Biblioteca Saint Geneviève

La Biblioteca Saint Geneviève

La stupenda Biblioteca Saint Geneviève, situata nel cuore del quartiere latino, rappresenta un’essenziale miniera d’informazioni per i tanti studenti che animano questa frizzante zona della capitale francese.
L’esterno dell’edifico è maestoso e la facciata è caratterizzata da 810 nomi di letterati illustri che hanno contribuito con le loro opere ad arricchire il patrimonio umanistico dell’umanità.
Se sarete abbastanza pazienti per affrontare la lunga fila d’attesa che spesso si crea davanti questo luogo di cultura, apprezzerete il magnifico interno della biblioteca dotato di due navate gemelle e di una sublime bellezza aerea che invita all’elevazione dello spirito.
La disposizione delle scrivanie, la luce modulata al punto giusto e in generale l’atmosfera che domina la biblioteca Saint Geneviève offre un contesto ideale per gli studenti parigini.
La biblioteca fu creata nel VI secolo, sotto il regno di Clovis, per l’abbazia Sainte Geneviève che anticamente occupava i locali dell’attuale liceo Henri IV.
L’istituzione ha conosciuto nel corso della storia momenti di gloria e di abbandono fino a quando Henri Labrouste, nel XIX secolo, decise di spostare l’ubicazione della biblioteca nell’attuale edificio situato di fronte al Panthéon.
Oltre ad essere un importante luogo di studio e di ricerca, la biblioteca è diventata un luogo d’incontro per i tantissimi giovani adolescenti che si danno appuntamento davanti questo luogo di cultura che hanno ribattezzato amichevolmente BSG.

Bibliothèque Sainte Geneviève
10, place du Panthéon
75005 Paris

Fatevi uno Champo

Il cinema Champo

Nel cuore del quartiere latino due mitiche sale cinematografiche hanno resistito alla storia e al trascorrere del tempo.
La sala più antica, lo studio des Ursulines, fu aperta dall’attore Armand Tiallier nel 1925 e ha sancito la nascita del cinema d’avanguardia.
Oggi il celebre cinema presenta una programmazione esigente e organizza regolarmente incontri con i protagonisti della settima arte, rimanendo fedele al suo originario spirito militante.
Poco lontano, accanto al ristorante Balzar, si trova l’altra perla rara per i cinefili parigini: le Champo.
Identificabile facilmente per la caratteristica facciata che richiama l‘età d’oro del cinema, lo Champo passa in rassegna i grandi classici del cinema francese per la gioia degli apapssionati del genere.
La famosa sala cinematografica organizza eventi e omaggi in onore di registi che si sono particolarmente distinti per la loro produzione come Jacques Tati.
Lo Champo è stato dedicato, nel 1988, proprio al compianto regista francese, in occasione del centenario di questo monumento del cinema.
Minacciata da vari progetti immobiliari, la facciata e la sala del cinema sono stati classificati “monumento storico” nel 2000.
Tra le tante iniziative organizzate dal cinema vanno segnalate Les Nuits du Champo che prevedono proiezioni cinematografiche da mezzanotte all’alba per i cinefili incalliti.
Alla fine delle proiezioni notturne il cinema offre anche la colazione ai suoi fedeli seguaci.

Le Champollion
51, rue des Ecoles
75005 Paris

Studio des Ursulines
10, rue des Ursulines
75005 Paris

Il collegio dei Bernardini

Il collegio dei Bernardini

Sublime rappresentazione di arte cisterziana, il collegio dei Bernardini è stato restaurato nel 2008.
Oggi questa magnifica struttura ospita manifestazioni artistiche e conferenze ritrovando la sua originaria vocazione culturale.
L’istituzione è stata creata nel XIII secolo nell’ambito della prestigiosa università di Parigi al fine di formare i monaci dell’ordine di Cisterzio, più comunemente conosciuti come Bernardini.
Costruito su un terreno insalubre ai bordi del fiume Bièvre, l’edificio principale del collegio poggiava su una struttura in legno di quercia per evitare di sprofondare in questa zona paludosa.
Completato nel 1253, il collegio fu utilizzato per la formazione dei monaci dell’ordine fino al 1790, data di confisca da parte dei rivoluzionari.
Gli edifici furono venduti alla città di Parigi che li utilizzò come magazzini per il deposito del grano, come scuola e come caserma dei pompieri.
Nel 2001 il collegio dei Bernardini è stato acquistato dalla diocesi di Parigi che lo rinnova interamente.
Moderno e funzionale, l’edificio fonde magicamente le delicate linee dell’arte cisterziana e i riflessi della luce che penetra sotto le stupende volte.

Collège des Bernardins
20, rue de Poissy
75005 Paris

La Libreria filosofica Vrin

La Libreria filosofica Vrin

La libreria Vrin è la più grande libreria filosofica d’Europa frequentatissima dagli studenti della vicina Sorbonna.
Professori e allievi si ritrovano nell’assoluto silenzio per nutrire lo spirito e studiare le varie correnti di pensiero.
Sola libreria interamente dedicata al panorama filosofico, la Vrin offre un enorme archivio di libri che coprono tutte le aree del pensiero umano dalla filosofia medievale a quella contemporanea, da quella politica a quella analitica.
Le opere di Kierkegaard, Nietzsche, Hegel, Kant, Schopenhauer, Hobbes, Socrate, Aristotele e tanti altri filosofi, campeggiano sugli enormi scaffali sparsi un po’ dappertutto.
Topi di biblioteca e appassionati di filosofia condividono le stesse scrivanie studiando volumi polverosi e, talvolta, tra i bisbigli e i commenti a bassa voce, si accendono animate discussioni e scambi di opinioni che terminano in uno dei tanti café della Place de la Sorbonne.
Oltre ad essere una superba libreria, Vrin è anche un’importante casa editrice che pubblica ogni anno centinaia di opere.
La scrittrice Muriel Barbery ha citato questa libreria nel suo libro L’eleganza del riccio per illustrare l’estrema erudizione della portinaia-filosofa che fa da antagonista al racconto.

Librairie philosophique J.Vrin
6, Place de la Sorbonne
75005 Paris

Il dragone di Santa Margherita

Il dragone di Santa Margherita

Passeggiando spensierati tra i boulevard di Parigi, tenete sempre gli occhi ben aperti per carpire i dettagli nascosti che fanno la magia di questa città.
Nel quartiere di Saint Germain des Prés, ai piedi della rue de Rennes, alzando lo sguardo noterete una strana scultura che sormonta il portone di un elegante edificio.
Dotato di un corpo di felino, zampe con artigli affilati, ali ibride e una lunga coda di serpente, il dragone sembra uscire dal suo antro per spiccare il volo.
Si tratta del dragone di Santa Margherita che rappresentava il principale elemento decorativo del portale che dava accesso alla famosa cour du dragon (cortile del dragone), oggi scomparsa, che collegava la rue de l’Egout (attuale rue de Rennes) alla rue du Dragon.
Questa scultura, realizzata da Paul-Ambroise Slodtz, rappresenta un esempio di un elemento storico urbano che è arrivato fino ai nostri giorni.
L’originale di questo dragone rampante è oggi preziosamente custodito al museo del Louvre.

L’edificio a gradini della rue Vavin

L’edificio a gradini della rue Vavin

L’Art Nouveau ha saputo trovare originali soluzioni per rispondere alle necessità sociali di una popolosa città come Parigi.
L’edifico situato al numero 26 della rue Vavin, nel VI arrondissement, non passa inosservato: balconi che traboccano di vegetazione, rifiniture in ceramica bianca e una prospettiva frontale che s’innalza in maniera digressiva verso il cielo.
All’epoca in cui il palazzo fu costruito, la tubercolosi mieteva impietosamente vittime innocenti a causa dell’insalubrità delle abitazioni della capitale francese.
Per ovviare al dilagare dell’epidemia intorno al 1900 furono costruiti nuovi alloggi a basso prezzo che rispettassero le norme sanitarie attraverso specifici sistemi di aerazione e di esposizione solare.
A partire da questi parametri “igienisti” gli architetti Henri Sauvage e Charles Sarazin idearono e brevettarono il sistema di costruzione a gradini che consente a ogni piano di beneficiare adeguatamente di sole, aria e di un piccolo giardino personale.
L’abbondante uso di ceramica bianca, facilmente lavabile, rientra in questa ricerca di buone conzioni igeniche al fine di garantire uno spazio vitale salubre. 

26, rue Vavin
75006 Paris