Il collegio dei Bernardini

Il collegio dei Bernardini

Sublime rappresentazione di arte cisterziana, il collegio dei Bernardini è stato restaurato nel 2008.
Oggi questa magnifica struttura ospita manifestazioni artistiche e conferenze ritrovando la sua originaria vocazione culturale.
L’istituzione è stata creata nel XIII secolo nell’ambito della prestigiosa università di Parigi al fine di formare i monaci dell’ordine di Cisterzio, più comunemente conosciuti come Bernardini.
Costruito su un terreno insalubre ai bordi del fiume Bièvre, l’edificio principale del collegio poggiava su una struttura in legno di quercia per evitare di sprofondare in questa zona paludosa.
Completato nel 1253, il collegio fu utilizzato per la formazione dei monaci dell’ordine fino al 1790, data di confisca da parte dei rivoluzionari.
Gli edifici furono venduti alla città di Parigi che li utilizzò come magazzini per il deposito del grano, come scuola e come caserma dei pompieri.
Nel 2001 il collegio dei Bernardini è stato acquistato dalla diocesi di Parigi che lo rinnova interamente.
Moderno e funzionale, l’edificio fonde magicamente le delicate linee dell’arte cisterziana e i riflessi della luce che penetra sotto le stupende volte.

Collège des Bernardins
20, rue de Poissy
75005 Paris

La Libreria filosofica Vrin

La Libreria filosofica Vrin

La libreria Vrin è la più grande libreria filosofica d’Europa frequentatissima dagli studenti della vicina Sorbonna.
Professori e allievi si ritrovano nell’assoluto silenzio per nutrire lo spirito e studiare le varie correnti di pensiero.
Sola libreria interamente dedicata al panorama filosofico, la Vrin offre un enorme archivio di libri che coprono tutte le aree del pensiero umano dalla filosofia medievale a quella contemporanea, da quella politica a quella analitica.
Le opere di Kierkegaard, Nietzsche, Hegel, Kant, Schopenhauer, Hobbes, Socrate, Aristotele e tanti altri filosofi, campeggiano sugli enormi scaffali sparsi un po’ dappertutto.
Topi di biblioteca e appassionati di filosofia condividono le stesse scrivanie studiando volumi polverosi e, talvolta, tra i bisbigli e i commenti a bassa voce, si accendono animate discussioni e scambi di opinioni che terminano in uno dei tanti café della Place de la Sorbonne.
Oltre ad essere una superba libreria, Vrin è anche un’importante casa editrice che pubblica ogni anno centinaia di opere.
La scrittrice Muriel Barbery ha citato questa libreria nel suo libro L’eleganza del riccio per illustrare l’estrema erudizione della portinaia-filosofa che fa da antagonista al racconto.

Librairie philosophique J.Vrin
6, Place de la Sorbonne
75005 Paris

Il dragone di Santa Margherita

Il dragone di Santa Margherita

Passeggiando spensierati tra i boulevard di Parigi, tenete sempre gli occhi ben aperti per carpire i dettagli nascosti che fanno la magia di questa città.
Nel quartiere di Saint Germain des Prés, ai piedi della rue de Rennes, alzando lo sguardo noterete una strana scultura che sormonta il portone di un elegante edificio.
Dotato di un corpo di felino, zampe con artigli affilati, ali ibride e una lunga coda di serpente, il dragone sembra uscire dal suo antro per spiccare il volo.
Si tratta del dragone di Santa Margherita che rappresentava il principale elemento decorativo del portale che dava accesso alla famosa cour du dragon (cortile del dragone), oggi scomparsa, che collegava la rue de l’Egout (attuale rue de Rennes) alla rue du Dragon.
Questa scultura, realizzata da Paul-Ambroise Slodtz, rappresenta un esempio di un elemento storico urbano che è arrivato fino ai nostri giorni.
L’originale di questo dragone rampante è oggi preziosamente custodito al museo del Louvre.

L’edificio a gradini della rue Vavin

L’edificio a gradini della rue Vavin

L’Art Nouveau ha saputo trovare originali soluzioni per rispondere alle necessità sociali di una popolosa città come Parigi.
L’edifico situato al numero 26 della rue Vavin, nel VI arrondissement, non passa inosservato: balconi che traboccano di vegetazione, rifiniture in ceramica bianca e una prospettiva frontale che s’innalza in maniera digressiva verso il cielo.
All’epoca in cui il palazzo fu costruito, la tubercolosi mieteva impietosamente vittime innocenti a causa dell’insalubrità delle abitazioni della capitale francese.
Per ovviare al dilagare dell’epidemia intorno al 1900 furono costruiti nuovi alloggi a basso prezzo che rispettassero le norme sanitarie attraverso specifici sistemi di aerazione e di esposizione solare.
A partire da questi parametri “igienisti” gli architetti Henri Sauvage e Charles Sarazin idearono e brevettarono il sistema di costruzione a gradini che consente a ogni piano di beneficiare adeguatamente di sole, aria e di un piccolo giardino personale.
L’abbondante uso di ceramica bianca, facilmente lavabile, rientra in questa ricerca di buone conzioni igeniche al fine di garantire uno spazio vitale salubre. 

26, rue Vavin
75006 Paris

L’Istituto d’arte e d’archeologia

L’Istituto d’arte e d'archeologia

Uno degli edifici più strani di Parigi si trova in una zona discreta della capitale francese, all’angolo tra l’avenue de l’Observatoire e la rue Michelet.
La creatività dell’architetto Paul Bigot è all’origine di questa originale realizzazione che risale al 1920 e che ospita l’Istituto d’arte e d’archeologia dell’università di Parigi.
Partendo da conoscenze eclettiche e da un’immaginazione pittoresca, Bigot ha creato un palazzo sorprendente e affascinante.
L’edificio è caratterizzato dall’uso di mattoni rossi di Gournay, scelti per la loro tonalità calda, e da un tetto particolarissimo che evoca le antiche fortezze.
Le alte arcate vetrate, le facciate decorate con scene storiche e mitologiche e il portone finemente ornato contribuiscono al fascino del monumento.
Dedicato interamente allo studio dell’arte e dell’archeologia, questo atipico edificio rappresenta una perla nascosta nel tessuto urbano di Parigi.

Istituto d’arte e d’archeologia
3, rue Michelet
75006 Paris

Il soldato del Ponte de l’Alma

Lo “zouave” de Ponte de l’Alma

Per più di cento anni la statua di questo soldato, piazzata sul ponte de l’Alma e celebrata da una famosa canzone di Serge Reggiani, è stata utilizzata per misurare l’innalzamento del livello della Senna.
Napoleone III, vittorioso dopo la guerra di Crimea, volle dare a un ponte di Parigi il nome di una battaglia nella quale i suoi soldati si erano particolarmente distinti.
La scelta cadde sull’attuale Ponte de l’Alma.
I pilastri del ponte furono ornati di statue rappresentanti i soldati che parteciparono alla missione: un granatiere, un artigliere, un fante (le zouave) e un soldato semplice.
André-Louis Gody, arruolatosi nell’esercito della Guardia Imperiale, aveva partecipato a tutte le battaglie di quella guerra che oppose la Russia a una coalizione formata da Francia, Regno Unito, Impero Ottomano e regno di Sardegna.
Gody servì da modello allo scultore Diebolt per la realizazione del famoso zouave che sarebbe diventato rapidamente celebre.
La statua che raffigura Gody è stata usata per tantissimo tempo per misurare il livello della Senna: quando la statua aveva i piedi nell’acqua la Senna era in piena, se l’acqua saliva fino alle cosce del fante il fiume non era più navigabile.
Durante la famosa inondazione del 1910, l’acqua raggiunse addirittura le spalle della statua!
In seguito al collasso della struttura, un nuovo ponte fu ricostruito nel 1970 e le statue che lo decoravano furono spostate.
Solamente la statua dello zouave è stata mantenuta, ma non ha conservato la sua funzione originaria: posizionato più in alto, il fante ha quasi sempre i piedi asciutti.

Una metropolitana panoramica

Linea 6: una metropolitana panoramica

La linea 6 della metropolitana parigina è particolarmente apprezzata dai turisti che visitano la capitale francese.
Questa linea della rete gestita dalla RATP effettua la metà del suo percorso all’esterno offrendo agli occhi dei passeggeri suggestivi scorci di Parigi e dei suoi monumenti.
Partendo da Place de l’Etoile la linea 6 esce per la prima volta all’aria aperta a Passy regalando una splendida vista panoramica sulla Torre Eiffel e sulla Senna.
Se avete la fortuna di essere a bordo di un vagone di questa linea al calar della sera, potrete gustare lo spettacolo della Grande Dame scintillante mentre il sole tramonta dietro di lei.
Il serpentone metallico continua il suo cammino all’esterno fino a Sèvres-Lecourbe per poi tornare a sprofondare nel sottosuolo all’altezza di Montparnasse per quattro stazioni.
Durante il rimanente tragitto la linea 6 riemerge nuovamente in superficie regalando suggestive vedute sul ministero delle Finanze, la biblioteca François Mitterand e la cattedrale di Notre Dame.

La piscina galleggiante Josephine Baker

La piscina galleggiante Josephine Baker

Questa originale piscina galleggia dal 2006 davanti la biblioteca François Mitterand.
Prima di lei, un’altra piscina galleggiante era molto amata dai parigini, la piscina Deligny creata dall’omonimo nuotatore nel 1801 e frequentata da personaggi celebri come Audrey Hepburn, la principessa Grace e Errol Flynn.
La piscina Deligny è affondata miseramente l’8 luglio 1993 portando con se un pezzo di storia di Parigi.
Per consolare i parigini orfani della loro piscine flottante è stata realizzata la piscina Josephine Baker che comprende un solarium, un bacino di 25 m X 10 m e può accogliere fino a 500 persone.
Molto frequentata durante il periodo estivo, la piscina galleggiante offre una prospettiva ludica e originale sulla Senna in questo quartiere dell’est parigino, a pochi passi dal giardino di Bercy e dalla passerella Simone de Beauvoir.

Piscine Josephne-Baker
21, quai Francois-Mauriac
75013 Paris

Il Pompidou si protegge!

Il Pompidou si protegge!

L’artista irlandese Bryan McCormack ha tappezzato il Centro Pompidou con 80 000 preservativi di tutti i colori.
Il famoso museo di arte contemporanea ospiterà fino al 5 dicembre questa installazione effimera e originale intitolata Les sons de ma vie. Preservation is life“.
L’effetto di questi colorati preservativi che decorano le pareti di vetro del Centro Pompidou è sconcertante e spettacolare al tempo stesso.
L’opera di McCormack è stata inaugurata martedì in occasione della cena di gala organizzata dalla fondazione Aides au Centre Pompidou nell’ambito della raccolta di fondi per la ricerca sull’AIDS.
I visitatori che utilizzeranno le scale mobili esterne per salire in cima al museo parigino si troveranno davanti tanti colorati condom che ricordano l’importanza del sesso sicuro.
Ogni piano del Centro Pompidou è stato decorato con un colore diverso, dal verde al blu cielo, e da un suono che richiama il battito del cuore di persone di età diverse (più si sale di piano e più avanza l’età del battito del cuore).
Al piano di colore rosa, il primo, l’artista fa ascoltare i velocissimi battiti del cuore di un feto nel ventre della madre.
Al piano successivo si ascolta il suono del cuore di un bambino di sette anni.
In cima, il suono di sottofondo che accompagna i visitatori è il battito del cuore dello stesso  McCormack.
L’artista ha spiegato che “Il preservativo è associato all’AIDS, al sesso, alla contraccezione e alla religione. Spesso non se ne parla o lo si considera un argomento taboo. Ho voluto che la gente guardasse al preservativo in maniera differente, con leggerezza, in modo neo-pop. Tutti conoscono il preservativo. Quando è isolato può simboleggiare tantissime cose ma se lo si riproduce decine di migliaia di volte, il pubblico perde i suoi riferimenti.”

La casa di Serge Gainsbourg

La casa di Serge Gainsbourg

La casa situata al numero 5 bis della rue de Verneuil, nel VII arrondissement, è diventata un vero e proprio luogo di pellegrinaggio per tutta una generazione.
Questa dimora è stata l’abitazione del grande poeta e cantante francese Serge Gainsbourg che vi si stabilì nel 1969.
Un appartamento su due piani che il compianto cantante francese occupò fino alla sua scomparsa nel 1991.
La casa di rue de Verneuil ha visto susseguirsi i tanti amori di Gainsbourg tra cui Brigitte Bardot e Jane Birkin.
Passando davanti la casa dell’artista non resterete indifferenti.
Il muro è letteralmente ricoperto da messaggi, dediche, disegni, parole di canzoni e frasi lasciate da anonimi fans in memoria del proprio idolo.
Il colpo d’occhio colorato e stravagante sarebbe sicuramente piaciuto a Gainsbourg, famoso per le sue bizzarrie e per la creatività.
E’ davanti questa facciata multicromatica che nel mese di marzo scorso tantissimi ammiratori di Gansbarre (questo era il suo soprannome) si sono riuniti per celebrare il ventesimo anniversario della sua morte.
Charlotte Gainsbourg, figlia del cantante, avrebbe voluto trasformare questo luogo in un museo ma la casa di rue Verneuil è sfortunatamente troppo piccola per ricevere visitatori.
Serge Gainsbourg, autore di celebri pezzi come Je t’aime, moi non plus, Je suis venu te dire que je m’en vais, Le poinçonneur de Lilas e Les feuilles mortes, riposa nel cimitero di Montparnasse.
Un giardino in suo onore è stato inaugurato nel 2010 presso il comune di Lilas.

Maison de Serge Gainsbourg
5 bis rue de Verneuil 75007
Metro: Rue du Bac