Nana – Emile Zola

Nana – Emile Zola

Nana, nono romanzo del ciclo dei Rougon Macquart, fu inizialmente pubblicato a puntate nella rivista le Voltaire da ottobre 1879 a febbraio 1880.
Nana è la figlia di Gervaise Macquart e di Coupeau, i protagonisti del romanzo l’Assommoir.
Zola racconta la storia di una cortigiana che debutta in un opera teatrale intitolata la Venere Bionda tra le critiche e lo stupore di pubblico e giornalisti.
Il banchiere Steiner, il giornalista Fauchery, il conte Mouffat e tanti altri personaggi di spicco della societá parigina dell’epoca trovano Nana negata per il teatro, ma restano estasiati dalla sensualità selvaggia che emerge prepotente nelle scene in cui l’attrice appare nuda.
La bellezza e l’audacia di Nana sono le armi letali che la cortigiana utilizza per rovinare gli uomini che si invaghiscono di lei e che restano inesorabilmente invischiati nella sua ragnatela mortale.
Nana abita in un grande appartamento, pagato da uno dei suoi amanti, dove si susseguono i tanti antagonisti che riempiono le giornate della giovane donna: amanti, parrucchieri, amiche, fornitori e spasimanti (tra cui figura anche il conte Muffat).
Assalita dai debiti, Nana diventa sempre più crudele e si diverte a ridurre sul lastrico gli uomini che le girano intorno.
La sensuale cortigiana si allontana per qualche tempo per fuggire ai creditori e, dopo lunghi viaggi e avventure, tornerà a Parigi dove morirà di vaiolo.

Con questo romanzo Zola sfida la censura prendendo la sua eroina direttamente dal marciapiede e alimentando ulteriormente le polemiche scatenatesi già con la pubblicazione dell’Assommoir.
Zola mette risolutamente in mostra una sgualdrina, prodotto della civiltà moderna e agente distruttore delle classi elevate.
L’autore francese mette in scena un personaggio appartenente a uno dei ceti sociali più degradati e introduce il tema dell’ereditarietà che sarà il filo conduttore del ciclo dei Rougon Macquart.
Nana rappresenta la metafora di un decadimento che investe l’intera classe borghese, con le sue ipocrisie, i falsi miti e la pochezza morale; la giovane e bella protagonista morirà deturpata e consumata dal vaiolo in un’anonima stanza d’albergo mentre la Francia si avvia inconsapevolmente verso il disastro al grido di A Berlin.
Zola ci descrive un Secondo Impero dominato dalla follia del sesso e del piacere carnale, uno straordinario ritratto che immortala una giovane popolana capace di mettere ai suoi piedi l’intera aristocrazia parigina.
Nana incarna un personaggio osceno e depravato che spinge gli uomini alle più assurde follie: i suoi amanti, per lei, si indebitano, si suicidano e vanno in prigione.
Un libro potente in cui Zola illustra, utilizzando minuziose e precise descrizioni tipiche dello stile naturalista, il collasso e la decomposizione dell’Impero.

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