I Red Hot Chili Peppers a Parigi

I Red Hot Chili Peppers

Dopo aver infiammato il Palais Omnisport di Bercy il 18 e 19 ottobre 2011, i Red Hot Chili Peppers torneranno a giugno a Parigi per accendere lo Stade de France.
Un evento attesissimo dai fans francesi del mitico gruppo californiano che, 5 anni dopo il loro album, presentano I am with you.
L’interpretazione dei brani del nuovo album occuperà buona parte del concerto di Bercy ma anche i grandi classici come Under the Bridge, Aeroplane, Give it away e My friends faranno parte dello spettacolo.
Anthony Kiedis (voce), Flea (basso), Chad Smith (batteria) e John Frusciante (chitarra) sono sempre scatenati e il loro rock graffiante sa infiammare ancora i palcoscenici di tutto il mondo.
Precursori del rock californiano dalle sfumature funky, i Red Hot Chili Peppers restano un punto di riferimento indiscusso nel panorama rock mondiale.
I Red Hot sono un gruppo di successo che nel corso degli anni ha curato le ferite: cure di disintossicazione, incidenti in moto e altri eccessi che hanno contribuito alla loro reputazione di bad boys.
Il gruppo ha cercato incessantemente un chitarrista talentuoso e polivalente: Hillel Slovak (che si suiciderà nel 1988), John Frusciante, Jack Sherman, Jesse Tobias, Arik Marshal e  Dave Navarro si sono succeduti nel corso degli album.
Oggi il giovane Josh Klinghoffer ha assunto con talento il ruolo di chitarrista del gruppo.

Le origini del gruppo risalgono agli anni 70 quando Anthony Kiedis e Michael Flea Balzary, allora compagni di liceo, formano con Hillel Slovak e
Jack Irons il gruppo Anthym.
Nel 1980, i quattro ragazzi si esibiscono nei pub e nei club di Hollywood.
Sotto l’influenza di Flea il gruppo mescola funk e metal cambiando il loro nome in What is This ?  e, in seguito, The Red Hot Chili Peppers.
Nel 1983, i Red Hot Chili Peppers si rendono conto che i loro concerti hanno un grande successo e che non passano inosservati; bisogna anche dire che i ragazzi californiani suonano spesso completamente nudi utilizzando una calzetta per nascondere le parti intime.
Galvanizzati dal sucesso dei concerti, i Red Hot inviano una cassetta a diverse case discografiche e, pochi mesi più tardi, firmano un contratto con la EMI.
Il primo album The Red Hot Chili Peppers esce nel 1984.
Per vari motivi Hillel e Jack Irons non possono partecipare alle registrazioni e così faranno parte dell’album il chitarrista Jack Sherman e il batterista Cliff Martinez.
L’album non riscuote un grandissimo successo e Jack Sherman e Cliff Martinez lascia il gruppo.
Hillel e Jack Irons tornano a occupare i ruoli lasciati vacanti e l’album Freaky Style che mescola funk e punk-rock conosce un discreto successo.
Ritrovata la formazione originale, i Peppers realizzano il terzo album The uplift Mofo Party Plan che si rivelerà un fiasco e venderà pochissime copie.

E’ il periodo più difficile per il gruppo: il chitarrista Slovak viene ritrovato morto per overdose a soli 26 anni e Jack lascia il gruppo a causa di una depressione nervosa.
Rimasti di nuovo da soli, Anthony e Flea, fanno appello a Duane Blackbyrd Mc Knight e Darren Peligro che abbandoneranno il gruppo dopo poche settimane.
Anthony e Flea trovano un nuovo chitarrista, John Frusciante, e un nuovo batterista, Chad Smith.
Mother’s Milk viene pubblicato nel 1989 ed è dedicato a Hillel Slovak.
Il disco ottiene un ottimo risultato grazie a pezzi come Higher Ground (ispirato a un pezzo di Stevie Wonder) e l’anno dopo ottiene il disco d’oro.
I Red Hot rompono il contratto che li lega alla EMI e firmano con la Warner per tre album.
L’album Blood Sugar Magik vede la luce nel 1991 e include il successo mondiale Under the Bridge.
Nel 1992, Jack Frusciante lascia il gruppo nel bel mezzo di una tournée e viene rimpiazzato prima da Arik Marshall e poi da Dave Navarro.
Il sesto album del gruppo One Hot Minute viene pubblicato nel 1995.
Nel 1999, Californication irrompe nel panorama musicale riscuotendo un successo planetario grazie a pezzi come Otherside, Scar Tissue e Road Tripping.
La ricerca del groove domina tutti i brani dei Red Hot che riescono a creare un’alchimia unica e splendide atmosfere psichedeliche.

30 giugno 2012
Stade de France
rue Francis-de-Pressensé
93200 Saint Denis

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I Cranberries tornano a Parigi

The Cranberries

The Cranberries

Cranberries torneranno a Parigi il 25 novembre 2012 per esibirsi allo Zenith.
Brani come Linger o Ridicoulous Thoughts, eseguiti dall’inconfondibile e stupenda voce di Dolores O’Riordan, fanno ormai parte del patrimonio musicale collettivo.
E’ nel 1994 che il gruppo esplode e ottiene un successo mondiale grazie al singolo Zombie estratto dall’album No need to argue.
Potenti chitarre, ritmo incalzante e una voce penetrante, Zombie, canzone dal testo impegnato, denuncia le nefandezze della guerra nell’Irlanda del Nord e diventa rapidamente un vero e proprio inno.
Nel corso del loro successo i Cranberries hanno alternato dolci ballate (Ode to My FamilyLinger) a pezzi pop rock (Salvation, I Can’t Be With You ).
Nel settembre 2003 il gruppo annuncia, con grande dispiacere dei fans, lo scioglimento per ricomporsi 7 anni dopo.

25 novembre 2012
Zenith
211 Avenue Jean Jaures
75019 Paris

I Guns n’ Roses in concerto a Bercy

I Guns n’ Roses

I Guns n’ Roses si esibiranno il 5 giungo 2012 a Bercy.
Gruppo emblematico degli anni 80, i Guns n’Roses sono uno di quei gruppi che non lasciano indifferenti.
Gli assoli di chitarra di Slash e il carattere eccentrico di Axl hanno reso il gruppo famoso in tutto il mondo facendo conoscere il rock al grande pubblico.
Il gruppo si forma, nel 1985, dalla fusione di due gruppi già esistenti: L.A. Guns e Hollywood Rose che comprendeva Axl Rose e Izzy Stradlin.
I due gruppi decidono di scegliere il nome di Guns n’ Roses dalla volontà di conservare una parte del nome dei due gruppi.
Tuttavia i membri degli L.A. Guns saranno rimpiazzati rapidamente da Slash (chitarrista), Duff McKagan (bassista) e Steven Adleur (batterista).
Il gruppo inizia a esibirsi nei locali di Los Angeles e ottiene un contratto con la casa discografica Geffen Records.
Appetite for destruction, il loro primo album, vede la luce nell’estate del 1987 supportato dal primo single Welcome to the Jungle.
Il successo arriverà grazie alla canzone neo-romantica Sweet child o’ mine che lancerà il gruppo verso la notorietà.
La reputazione dei Guns n’ Roses cresce vertiginosamente grazie soprattutto ai concerti indiavolati.

Dopo una lunga tournée promozionale, il gruppo lavora al secondo album cambiando Adler con Matt Sorum e aggiungendo Dizzy Reed alle tastiere.
Use your Illusion I e II rappresenta un’opera ambiziosa e intensa in cui i pezzi e gli arrangiamenti vengono studiati minuziosamente.
I due album conoscono un grande successo e i singoli Don’t cry, la ripresa del brano di Bob Dylan Knockin’ On Heaven’s Door o ancora November rain diventano inni da stadio.
Il gruppo intraprende una tournée che durerà vari mesi e in questa occasione il cantante Axl Rose mostrerà i lati piú scuri del suo carattere tirannico e della sua personalità collerica.
In numerose occasioni Axl non riesce a controllarsi scatenando risse tra il pubblico o aggredendo cameramen e fans.
Il carattere insopportabile di Axl porterà tutti gli altri membri del gruppo a lasciare la formazione e nel 1996 il cantante si ritroverà da solo.
Axl recruta nuovi musicisti e si dedica alla realizzazione del nuovo album Chinese democracy che verrà pubblicato soltanto nel 2008.

5 giugno 2012
Palais Omnisport de Bercy
8 boulevard de Bercy
75012 Paris

Sting: Back to Bass

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Sting in concerto

Sting si esibirà il 3 aprile 2015 allo Zenith di Parigi.

Gordon Matthew Sumner, in arte Sting è nato nel  1951 a Newcastle.
Si appassiona ben presto al jazz, impara da solo a suonare il contrabbasso ed entra a far parte della Newcastle Big Band nei primi anni 70.
Non potendo vivere di sola musica, continua i suoi studi di lettere e diventa professore.
Ma Gordon si rende conto di avere una voce particolare e decide di entrare in un nuovo gruppo: i Last Exit, come cantante e bassista.
Il suo nome d’arte, Sting, risale a questo periodo e proviene dal fatto che indossasse spesso un T-shirt a strisce gialle e nere.
Durante un concerto nel 1976, il batterista Stewart Copeland (Curved Air) lo nota e gli chiede di formare un nuovo gruppo con il chitarrista corso Henri Padovani: è la nascita dei Police, gruppo rock dalle sonorità molto diversificate.

Nel 1978, pubblicano il single Roxanne e pubblicano, uno dopo l’altro, 5 album che contengono pezzi che ottengono un successo mondiale come Message in a bottle, Walking on the moon o ancora Every breath you take che resta per otto settimane in testa alla classifica americana.
Nel 1986, il gruppo si separa ma si riforma nel 2007 per dar vita a una tournée mondiale che attira piú di 2 milioni di spettatori
Sting continua la sua carriera da solista e pubblica numerosi album: The Dream of The Blue Turtles (1985), Nothing Like The Sun (1987), The Soul Cages (1991), Ten Summoner’s Tales (1993), Fields of Gold (1994), Mercury Falling (1996), Brand New Day (1999), All this Time (2001), Sacred Love (2003) e Songs from the Labyrinth (2006).
Nel 2009, si ripresenta sulla scena con l’album If On a Winter’s Night in collaborazione con il produttore e arrangiatore Robert Sadin e nel 2010 pubblica Symphonicities dove interpreta le canzoni più conosciute dei Police accompagnato dalla Royal Philarmonic Concert Orchestra.

3 aprile 2015
Zenith
211 Avenue Jean Jaures
75019 Paris

Ricordi dell’inondazione del 1910

Ricordi dell’inondazione del 1910

Alcune vie di Parigi ricordano ancora un evento che ha segnato la storia della città e che compare in molte foto d’epoca ingiallite dal tempo: l’inondazione del 1910.
Fu la più importante inondazione del nostro secolo che la regione parigina abbia conosciuto e sconvolse drammaticamente la vita dei parigini.
Fotografie, documenti, cartoline, opere letterarie e spezzoni di film hanno contribuito a scolpire la gravità di quella catastrofe nella memoria collettiva.
L’anno scorso un’interessante mostra intitolata Paris inondé 1910 ha ripercorso attraverso documenti inediti e scatti suggestivi le fasi salienti di quello storico evento.
La città fu duramente colpita e i simboli della modernità e del progresso subirono un duro colpo.

Priva d’elettricità e acqua potabile, Parigi rimase oscurata e paralizzata e le linee della metropolitana e del treno furono completamente allagate.
All’origine di quella che è passata alla storia come una “settimana terribile” vi furono condizioni meteorologiche eccezionali.
A un’estate 1909 particolarmente piovosa seguì un inverno caratterizzato da abbondanti precipitazioni e lunghe nevicate che fecero salire rapidamente il livello della Senna.
Il 28 gennaio 1910 il fiume parigino raggiunse gli 8.50 m!
Alcuni souvenir della piena del 1910 sono ancora disseminati nel tessuto urbano di Parigi: si trovano indicazioni dell’altezza raggiunta dalla piena della Senna nella rue de Bellechasse (75007 – nella foto), rue des Ursins (75004) e rue Mazarin (75006).

La voix lactée

La voix lactée

Una nuova installazione artistica è stata recentemente inaugurata tra i corridoi sotterranei della metropolitana di Parigi.
L’opera, intitolata La voix lactée, si trova nella stazione Saint Lazare lungo il tragitto di corrispondenza tra la linea 14 e la linea 9, e rappresenta un’enorme bocca.
Interamente realizzata con minuscole tessere di mosaico, l’insolita rappresentazione è il frutto di una collaborazione tra la RATP, che gestisce la rete della metropolitana parigina, e la canadese STM (Società dei trasporti di Montréal).
Alla fine di un lungo corridoio bianco, incorniciata da una volta arrotondata, questa bocca gigante sorprende i pendolari e li invita a riflettere sul suo significato.
Passando frettolosamente i passeggeri della metropolitana gettano uno sguardo distratto sull’opera dell’artista Geneviève Cadieux e solamente pochi si fermano qualche istante davanti queste enormi labbra.

Un breve passo della poesia Une fois seulement di Anne Hébert campeggia sulla parete adiacente:

Bien avant les images et les couleurs
La source du chant s’imagine
A bouche fermée
Comme une chimère captive

Utilizzando l’immagine delle labbra isolate dal resto del corpo, l’artista utilizza i codici della comunicazione commerciale per stigmatizzare lo sguardo maschile che trasforma la donna in oggetto sessuale.
Se ci si sofferma attentamente sull’immagine, si può capire che le labbra esposte non appartengono a una giovane donna.
L’artista ha fotografato il viso della madre e ne ha isolato la bocca trasformandola nell’oggetto della sua creazione.
Il passante distratto ignora questo profondo significato nascosto nella realizzazione della Cadieux che rimanda alla sfera intima della maternità.
L’aspetto trasgressivo e provocatorio dell’opera risiede proprio nella “vecchiaia” della bocca e dal fatto che l’idea è stata realizzata da una donna.

Inaugurata il 4 ottobre 2011 in presenza dell’artista, La voix lactée rientra nel programma di scambi artistici che la RATP ha instaurato con vari paesi del mondo.
Nel 1966 la RATP aveva donato al Canada una splendida decorazione, realizzata dall’architetto Hector Guimard, per abbellire l’ingresso della stazione Square Victoria a Montréal.
L’opera di Geneviève Cadieux ricambia l’antico dono realizzato da Guimard.
La voix lactée è un’opera già conosciuta dagli abitanti di Montréal: la stessa bocca, intitolata questa voltaLa voie lactée, è proiettata su un pannello luminoso posto in cima al museo d’arte contemporanea della città.
Due opere simili ma diverse (una luminosa, evanescente e lontana, l’altra vicina, tangibile e splendente) che caratterizzano lo spazio che occupano.

Un assaggio di primavera

Flowers that bloom at midnight

La primavera è arrivata in anticipo ai giardini delle Tuileries sottoforma di tre giganteschi fiori colorati che incuriosiscono i passanti.
Si tratta di tre enormi sculture facenti parte dell’esposizione, recentemente ospitata al Centro Pompidou, dell’artista giapponese Yayoi Kusama.
I tre fiori psichedelici fanno parte della collezione intitolata Flowers that bloom at midnight e riproducono l’universo angosciante dell’artista nipponica e le sue visioni allucinate.
I fiori rivestono un ruolo essenziale nella cultura giapponese e simboleggiano il rinnovamento, la gioia e il piacere effimero.
Con lo sbocciare della primavera, i giapponesi si riuniscono sotto gli alberi di ciliegio e si lasciano sfiorare, in segno di buon auspicio, dai petali che cadono armoniosamente dagli alberi.

Yayoi Kusama, come Murakami, reinterpreta questo tema poetico tratteggiandolo di sfumature spaventose e inquietanti.
Queste surrealiste rappresentazioni floreali provengono direttamente dalla fantasia allucinata della Kusama che si è auto-definita come una moderna alice nel paese delle meraviglie.
Oggi ottantaduenne, l’anziana artista continua a vivere in un universo fantastico che traduce nelle sue opere insolite e stravaganti.