Germinal

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Germinal

Germinal è senza dubbio uno dei romanzi più conosciuti di Zola.
Apparso inizialmente a puntate, dal novembre 1884 al febbraio 1885, l’opera venne pubblicata nel marzo 1885.
La trama della narrazione si sviluppa a Montsou, nel nod della Francia, e si concentra sulle condizioni di vita e di lavoro dei minatori di queste zone.
Il protagonsita della storia è Etienne Lantier, figlio di Gervaise Macquart e Auguste Lantier che animano la trama dell’Assommoir.
Erede della vena di follia che attraversa la famiglia Rougon-Macquart, Etienne conosce eccessi d’ira incontrollabili sotto l’effetto dell’alcool.
Dopo essere stato licenziato da un cantiere per aver litigato violentemente con il suo capo, Etienne trova lavoro presso la miniera di Montsou dove simpatizza con Maheu e sua figlia Catherine diventando rapidamente un minatore apprezzato per il suo lavoro.
Il giovane protagonista del romanzo nutre una forte passione per la politica e aderisce alle idee del socialismo che assimila grazie ai volumi fornitigli del militante Pluchart.

Etienne crea una cassa di risparmio e conquista la fiducia dei lavoratori rivendicando con veemenza i diritti dei minatori e la pretesa di condizioni di lavoro adeguate.
La protesta dei minatori sfocia in uno sciopero violentissimo e in un braccio di ferro estenuante con i gestori delle miniere.
Esasperati per le grosse perdite finanziarie, i padroni delle miniere fanno ricorso all’esercito che non esita a sparare sulla folla pur di garantire l’accesso alle miniere da parte dei lavoratori.
Lo sciopero termina tragicamente con la morte di decine di minatori uccisi dai soldati.
I lavoratori rinfacciano a Etienne l’inutilità di quello sciopero che li ha gettati in una miseria ancora più nera di prima.
I minatori, sfiduciati e rassegnati, scendono nuovamente nelle miniere per riprendere il lavoro.
Lo stesso Etienne e Catherine ritornano in miniera e resteranno bloccati a causa di un crollo della struttura.
Caterina morirà aspettando i soccorsi mentre Etienne riuscirà a salvarsi.

Il libro di Zola è dotato di un incredibile realismo e descrive minuziosamente le drammatiche condizioni di vita dei minatori e le ingiustizie che sono costretti a subire.
Il tema della lotta di classe che scorre lungo tutta la storia e che sfocia nello sciopero aggiunge una nota epica alla già superba struttura narrativa.
Zola aveva studiato a lungo le condizioni dei minatori e aveva letto numerose opere su tale argomento prima di lanciarsi nella stesura di un’opera interamente dedicata alle loro vite.
Si tratta del primo romanzo francese che vede come eroi gli operai e che enfatizza l’importanza dei conflitti di classe che oppongono lavoratori, padroni e organizzazioni sindacali: un romanzo popolare, scritto nella lingua del popolo, che segnò le coscienze dell’epoca perché ebbe il coraggio di puntare l’obiettivo su una classe sociale alienata e sfruttata.
Descrivendo la precarietà e gli stenti delle famiglie che lavorano in miniera, Zola traccia un vivido spaccato di una difficile realtà sociale che paragona in maniera sferzante alla borghesia dell’epoca.

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