Parigi senza glutine

Un campo di grano

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, e in particolare ad alcune sue componenti proteiche chiamate gliadine, che interessa tantissime persone (in Italia le statistiche parlano di un italiano su cento).
Chi soffre di questa intolleranza alimentare non può consumare pane, pasta, biscotti, pizza e tutti quegli alimenti a base di frumento, segale, orzo, avena e triticale.
Se siete celiachi o celiache e vi apprestate a trascorrere le vostre vacanze a Parigi, potete dare un’occhiata a questo interessante sito che racchiude una lista di indirizzi di ristoranti che propongono menu senza glutine.

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Le parolacce in francese

Le parolacce in francese

Le parolacce in francese

Ricevo tantissime email da compatrioti che desiderano lasciarsi alle spalle il Belpaese e iniziare una nuova vita a Parigi.
Spesso, però, gli italiani che aspirano a diventare abitanti della ville lumière non presentano un requisito fondamentale: la padronanza della lingua francese.
Malgrado la motivazione e la voglia di andare via da una realtà che vi sta stretta e nella quale non vi riconoscete più, se non possedete almeno le basi linguistiche l’integrazione nel tessuto sociale parigino sarà impossibile.
Se decidete di trasferirvi a Parigi senza conoscere una parola di francese, le possibilità professionali saranno limitatissime: potrete solamente lavorare in ristoranti italiani assumendo mansioni che non richiedano il contatto con il pubblico.

Cosiglio, a chi desidera ardetemente iniziare una nuova vita a Parigi ma non conosce la lingua, di seguire un buon corso prima di compiere il grande passo.
L’Alliance Française propone un’ampia scelta di corsi linguistici, concepiti in base alle conoscenze già possedute dagli studenti, per l’apprendimento del francese direttamente a Parigi.
Personalmente ritengo più saggio la frequenza di un corso linguistico prima della partenza per la Francia.
Chi non volesse affrontare le onerose spese d’iscrizione, può sempre sfruttare quella inesauribile e preziosa miniera d’informazioni chiamata Internet.
Esistono tantissimi materiali dedicati all’apprendimento del francese sparsi tra le maglie della Rete, bisogna avere pazienza e spulciare minuziosamente tutte le fonti disponibili.

Non essendo un professore di francese non posso aiutarvi a imparare questa lingua che rappresenta la chiave di accesso al vostro sogno di abitare a Parigi.
Cercherò di darvi una mano nei limiti delle mie possibilità, consigliandovi dei link utili e pubblicando qualche sporadico post che vi permettà di possedere le basi per pronunciare qualche semplice frase al vostro arrivo nella ville lumière.
Il primo passo da compiere è quello di studiare la fonetica: il francese presenta suoni e fenomeni fonetici sostanzialmente diversi dall’italiano.
Basti pensare che la lingua dei nostri cugini galli comporta ben 12 vocali e una serie di consonanti nasali inesistenti nella lingua italiana.
Questo interessante sito presenta una panoramica della fonetica francese corredata da supporti audio per ascoltare la pronuncia e da utili esercizi per facilitarne l’apprendimento.
Infine per dare un piccolo contributo a chi il francese non lo conosce, fornirò qualche dritta linguistica per compiere i primi passi nella città di Voltaire e Robespierre.
Comincerò i miei articoletti linguistici dalla fine, ovvero da quella zona d’ombra che ogni lingua possiede: le parolacce.
Troverete di seguito le parolacce maggiormente usate dai francesi nel linguaggio quotidiano con la relativa traduzione.
Cercate di memorizzarle e ascoltatene la pronuncia utilizzando questo sito (inserite la parola che volete ascoltare e selezionate “lingua francese”).

IMPORTANTE: Imparate queste parole ma non utilizzatele mai durante le vostre future conversazioni in francese. Le state imparando soltanto per sapere se qualcuno vi sta insultando.
Utilizzandole nei vostri discorsi suonereste volgari alle orecchie degli interlocutori francesi che non avranno voglia di proseguire la conversazione con voi.
Quindi imparatele ma non usatele!

Merde

Il significato lo si capisce facilmente. Viene utilizzato spesso come imprecazione.

Putain

Equivale al nostro “caz*o!” Lo si sente continuamente per le vie di Parigi e tra le tante parolacce francesi è quella che viene utilizzata maggiormente in ogni sorta di situazione.

Chier

Significa “cag*re” e anche questa parola viene usata spessissimo dai francesi specialmente nell’espresstione “fait chier” paragonabile al nostro “Vaff*nculo!”. I francesi amano lamentarsi continuamente e questa espressione spunta frequentemente sulle loro labbra.

Bordel

Letteralmente equivale al sinonimo italiano (bordello) usato per esprimere una situazione caotica. Usato come imprecazione questo termine potrebbe essere associato al nostro “Caz*o!”
L’espressione “Bordel de merde” enfatizza maggiormente il senso di contrarietà di chi la pronuncia.

Foutre

Ovvero “fot*ere“. Lo si ritrova nelle espressioni “Va te faire foutre (vai a farti fot*ere)” o “J’en ai rien à foutre (non me ne frega niente)”.

Con / Conne / Connard/ Connasse

Tante parole per dire la stessa cosa: “Cogl*one”.

Ta gueule

Maniera molto volgare e aggressiva per dire “Stai zitto/a!”

Salop / salope / pute

Donna di facili costumi…

Fils de pute

Figlio della donna di facili costumi…

Bite

Significa “Caz*o” ma in questo caso non come imprecazione ma proprio per indicare il pistolino degli uomini

Chatte

Uno dei tanti falsi amici della lingua francese che può causarvi imbarazzanti fraintendimenti. Questa parola significa “gatta” ma viene anche utilizzato per riferirsi all’organo genitale femminile.

Niquer / Enculer

Equivalente di “fott*re”

Baiser

Corrisponde al nostro “scop*re”.
Anche questo termine rappresenta una trappola letale per gli italiani da poco trasferitisi a Parigi.
L’italiano ingannato dalla somiglianza fonetica tende a tradurre la frase “Ti bacio” con “Je te baise”.
Se commetterete questo errore, direte al vostro interlocutore “Ti sc*po” al posto di “Ti bacio” che in francese si dice “Je te fais la bise” o “Je t’embrasse”.

Se il tema delle parolacce vi appassiona, vi consiglio di visitare il sito The Bad Word che classifica le parolacce più famose in francese e italiano.

Esistono molte altre colorite espressioni che popolano la volgarità della lingua francese ma non vi sarebbe utile apprenderle.
Adesso che conoscete le principali parolacce francesi potrete capire se qualcuno vi offenderà durante la vostra permanenza a Parigi.
In ogni caso non usate mai queste parole, non fareste altro che sporcare le vostre espressioni e indisporre chi vi ascolta.
Cercherò di proporvi qualcosa di più interessante la prossima volta che scriverò della lingua francese.

Installazioni urbane intelligenti

La champignonnière

Mimetizzati tra le maglie del tessuto urbano parigino, le cosiddette “installazioni urbane intelligenti” hanno da poco fatto la loro comparsa sul suolo della capitale francese.
Un insieme di prototipi realizzati nell’ambito di un progetto lanciato nel 2010 allo scopo di sviluppare in maniera sostenibile la città di Parigi.
Dopo un periodo di prova/esposizione di un anno, i modelli più utili e funzionali verranno realizzati.
Una delle idee più interessanti è situata nel cuore del XX arrondissement (30, rue louis lumière, 75020 Paris) e sicuramente non passa inosservata: U-Farm, la champignonnière urbaine, un enorme contenitore destinato alla produzione di funghi a partire dai rifiuti agricoli o dagli scarti di prodotti agro-industriali (come il tufo di caffé).
Questa unità di produzione agricola è mobile e modulabile e può produrre fino a 5 tonnellate di funghi.

Esistono altri interessanti prototipi di installazioni urbane intelligenti, tra questi vale la pena ricordare L’abribus 2.0, una sorta di smartphone gigante che informa e intrattiene i viaggiatori che aspettano l’autobus e il Petit poucet (pollicino) che consiste in un sistema d’illuminazione intuitivo e a basso consumo (piccole luci incastrate nel suolo s’illuminano al passaggio della gente).
Speriamo che i prototipi di queste interessanti idee diventino presto parte integrante del tessuto urbano parigino.

Evacuazione della linea 12

La metro parigina

Quante volte vi è capitato di restare bloccati in un vagone della metropolitana che si ferma tra due stazioni?
Capita spesso che il tragitto della metro s’interrompa improvvisamente a causa di un problema elettrico, un pacco sospetto da controllare o un incidente tecnico.
Solitamente il vagone resta bloccato solo pochi minuti prima di riprendere il suo cammino e continuare il suo normale percorso.
Purtroppo a volte non va così.
I passeggeri della linea 12 che hanno preso la metro mercoledì scorso, intorno alle 19h, si ricorderanno a lungo dell’odissea che hanno vissuto per tornare a casa.
La linea verde della metro parigina è rimasta bloccata per un’ora e mezza tra le stazioni Montparnasse e Jules Joffrin a causa di un grave incidente occorso alla stazione Saint Lazare.
Nulla di scioccante per chi ha l’abitudine di usare i trasporti pubblici, se non fosse per il fatto che i passeggeri rimasti intrappolati nei vagoni hanno dovuto evacuare la metropolitana a piedi.
Come si vede nel video, vari passeggeri hanno percorso in fila indiana il tragitto della metro fino a raggiungere la stazione più vicina.
Una situazione abbastanza insolita nei sotterranei della ville lumière.

Parigi a occhi chiusi

Parigi a occhi chiusi

Scoprire Parigi a occhi chiusi, questa è l’insolita attività proposta dalla compagnia di danza e teatro Projet in situ che ha immaginato un duplice percorso coreografico per scoprire la città in maniera insolita.
Paris les yeux fermés è  un’interessante iniziativa che mira a sensibilizzare il pubblico sulla condizione dei non-vedenti e invita i partecipanti a vivere una ricchissima esperienza sensoriale.
Martin Chaput e Martial Chazallon, i due coreografi che hanno concepito l’idea, hanno già animato passeggiate a occhi chiusi in altre città come Ginevra, Montréal e Marsiglia e hanno impiegato più di tre mesi per adattare il loro progetto al tessuto urbano parigino.
Bendati e accompagnati da una guida che conosce perfettamente il quartiere, percorrerete il parco Buttes Chaumont, berrete un caffé a casa di un parigino e attraverserete le vie del XIX arrondissement assaporandone i profumi e i suoni.
Attraverso quest’esperienza intensa e liberatrice riscoprirete un quartiere che pensavate di conoscere stimolando la vostra immaginazione e i vostri sensi.
Nell’arco di due ore e mezza vi impossesserete di una Parigi segreta fatta di delicate essenze e suoni impercepibili ai passanti frettolosi.
Solamente alla fine del percorso potrete conoscere la guida che vi ha accompagnato ma il tragitto effettuato resterà segreto per non rovinare la magia dell’esperienza vissuta.
Camminando a occhi chiusi si assapora una dimensione extra-sensoriale particolare, si riscopre il proprio corpo, si rivaluta l’atmosfera urbana e si può immaginare il quotidiano delle persone cieche.

Il 6, 7, 8 e 13, 14 luglio 2012
La visita guidata a occhi chiusi è gratuita.
Non dimenticate di prenotare allo 01 40 03 78 10.

Appuntamento dalle 13h alle 17h45 presso
FRAC Ile de France
Le Plateau
75019 Paris
Metro: Jourdain

Ballon et papillons

Ballon et papillons

Se passeggiando per le vie di Parigi vi capiterà di incontrare qualcuno che ammiccandovi vi dirà “vuoi venire a vedere la mia collezione di farfalle?”, non pensate subito all’invito malizioso di un perverso sconosciuto.
Potrebbe trattarsi di una semplice proposta culturale per assistere a un’interessante esposizione che si tiene in questo periodo al parco André Citroen.
Dal 30 giugno al 2 settembre 2012, il parco parigino situato nel XV arrondissement accoglie una mostra intitolata Ballon et Papillons (mongolfiera e farfalle) per celebrare questi eterei e colorati lepidotteri.
Il padiglione solitamente usato per la manutenzione della mongolfiera che staziona nel parco fin dal 1999, il cosiddetto Ballon Air de Paris, è stato eccezionalmente adibito a spazio espositivo per ospitare una miriade di variopinte ed eleganti farfalle.
La mongolfiera, visibile da vari punti della città, ha già accolto più di 600 000 passeggeri e viene anche utilizzata per analizzare la qualità dell’aria parigina.
La funzione ambientalista del Ballon de Paris si è ulteriormente rafforzata grazie a questa iniziativa che caratterizzerà tutta l’estate 2012.

Il padiglione della mongolfiera è stato convertito in una gigantesca serra e accoglie circa 300 specie di farfalle.
Nell’ambito di quest’esperienza ludico-pedagogica, piccoli e grandi potranno trasformarsi in perfetti entomologi e scoprire splendide farfalle dai nomi affascinanti: il pavone di giorno, l’azzureo, il macaone, la piccola tartaruga, la megera e tante altre ancora.
Una speciale serra permette di osservare in tempo reale la nascita delle farfalle che escono magicamente dalla crisalide.
Lo scopo della mostra Ballon et papillons è di far conoscere l’universo delle farfalle al pubblico parigino e di sensibilizzarlo verso i rischi della loro estinzione.
La presenza di farfalle in Francia tende a diminuire drammaticamente e si è dimezzata nel giro degli ultimi 15 anni.
Le farfalle, oltre a essere dei bellissimi insetti, svolgono un importante ruolo nell’ecosistema naturale partecipando all’impollinazione e alla produzione di vari tipi di frutta e verdura.

Informazioni pratiche
Expo Ballon et papillons
Dal 30 giugno al 2 settembre
Tutti i giorni, dalle 10h alle 18h
Metro: Balard o Javel

Gli animali della RATP

L’asino e il facocero

La Ratp ha recentemente lanciato una nuova campagna per sensibilizzare il pubblico contro la maleducazione e l’inciviltà nei trasporti pubblici.
Avevo già scritto un post su questa iniziativa pubblicitaria, intitolata Restons civils (rimaniamo civili), che illustra in maniera simpatica i comportamenti da evitare sui trasporti pubblici.
Torno a parlare di questa originale campagna per segnalarvi l’uscita di due nuovi cartelloni:

– un asino che blocca le porte della metro per entrare dopo il suono della sirena
– un facocero che mangia ignorando la presenza degli altri passeggeri

Molto simpatica, inoltre, è la parodia realizzata dal sito Les demoiselles de Paris che enfatizza ironicamente i difetti dei parigini.