L’orologio della Conciergerie

L’orologio della Conciergerie

Dopo più di un anno di lavori, la Conciergerie ha mostrato ai parigini il suo nuovo volto.
Fino a poco tempo fa la facciata del famoso palazzo parigino era nascosta da un’enorme impalcatura che ha permesso a una squadra di restauratori di dare nuova luce al prospetto del monumento.
I lavori continueranno ancora all’interno della Conciergerie fino al 21 novembre 2012 e, fino a tale data, non sarà possibile visitare il palazzo che solitamente si visita unitamente alla vicina Sainte Chapelle.
Se la Conciergerie (che durante la rivoluzione fu adibita a prigione e accolse Maria Antonietta prima della fatidica esecuzione capitale sotto la ghigliottina) resta chiusa, è possibile apprezzare la facciata da poco restaurata, il nuovo tetto della torre dell’orologio e soprattutto lo splendido orologio che da il nome alla strada in cui si trova il palazzo, quai de l’Horloge per l’appunto.
L’orologio che si trova sull’omonima torre situata di fronte al pont au Change, fu costruito dal meccanico tedesco Henri de Vic intorno al 1370, sotto il regno di Carlo V, e rappresenta il primo orologio pubblico apparso in Francia.
La torre dell’orologio fu costruita nel 1310 da Philippe le Bel e un tempo ospitava una campana che suonava per le grandi cerimonie: la campana risuonava per tre giorni e tre notti consecutive per le nascite e le morti dei re o per la nascita dei loro primogeniti.
La campana della torre dell’orologio è tristemente passata alla storia per avere dato il segnale d’inizio del massacro di San Bartolomeo, il 25 agosto 1572, quando tantissimi ugonotti (protestanti) furono sterminati dalla fazione cattolica.

Ma torniamo allo splendido orologio dorato che campeggia sulla facciata della Conciergerie.
L’orologio è stato restaurato, sotto il regno di Enrico III, dallo scultore Germain Pilon che realizzò due statue rappresentanti la Legge e la Giustizia.
Il quadrante misura un metro e mezzo ed è decorato da raggi dorati fiammanti, la lancetta più lunga rappresenta la lama di una lancia, quella più piccola è ornata da un fiore di giglio, il meccanismo odierno risale al 1849 e le ore sono indicate in numeri romani in rilievo sulla pietra.
Il frontone dell’edicola contiene questa iscrizione latina Qui dedit ante duas, triplicem dabit ille coronam mentre la parte inferiore dello stilobato porta questa frase Machina quae bis sex tam juste dividit boras Justitiam servare monet legesque tueri.
Quest’orologio, vero e proprio gioiello di tecnica e arte, merita sicuramente una visita da vicino.

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