Cineaqua: promette ma non mantiene

Cineaqua

Dopo aver visitato lo stupendo acquario tropicale di Porte Dorée, nel XII arrondissement, mi sono deciso a visitare Cineaqua, il secondo acquario di Parigi.
L’acquario si trova a pochi passi dalla Tour Eiffel, nella zona del Trocadéro, e purtroppo si è rivelato una mezza delusione.
E’ un luogo molto interessante da visitare per i bambini, gli adulti rimpiangono presto l’elevato costo del biglietto (20€).
Pubblicizzato largamente in tutta la città e nei principali media, Cineaqua non tiene fede alle promesse mantenute.
La visita completa dell’acquario si effettua in una quarantina di minuti e le specie presentate non sono tantissime.

Il famoso tunnel degli squali lascia molto a desiderare e molte vasche sono presentate in maniera decisamente minimalista.
Se gli adulti si annoiano, i bambini si divertono.
Cineaqua prevede varie animazioni dedicate ai più piccoli: uno spettacolo di pirati, varie proiezioni cinematografiche, un’area giochi e soprattutto la “vasca delle carezze” che consente ai bambini di toccare i pesci.
Tirando le somme, l’acquario del Trocadéro si perde in un bicchiere d’acqua: prezzo esagerato per uno spazio espositivo ridotto e poco valorizzato.
Se volete visitare un acquario a Parigi e non rimanere delusi, visitate quello di Porte Dorée.

Cineaqua
5 Avenue Albert De Mun
75016 Paris

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Leonardo in mostra

Leonardo in mostra

Leonardo da Vinci è senza dubbio uno dei più grandi scienziati e artisti di sempre.
Un personaggio talentuoso, eclettico e poliedrico che ha lasciato la sua vivida impronta nella sua epoca e la cui genialità continua a risplendere ancora oggi.
La Cité des Sciences et de l’Industrie, nel XIX arrondissement, consacra al grande inventore italiano una mostra intitolata Léonard de Vinci: projets, dessins, machines che si terrà dal 23 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013.
L’esposizione rappresenta l’occasione unica per scoprire i prototipi, gli schizzi e i disegni realizzati da Leonardo per concepire le sue innovanti creazioni.
Tra le tante opere esposte si possono ammirare lo scafandro d’immersione, la balestra gigante, un primo abbozzo di automobile, il vascello volante e tanto altro ancora.
La mostra è organizzata in collaborazione con il museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e saprà catturare l’attenzione di adulti e la curiosità dei bambini.

Cité des Sciences et de l’Industrie
30, avenue Corentin Cariou
75019 Paris

Dal 23 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013
Tutti i giorni dalle 10 alle 18

Gioco – concorso – quiz

Quiz

Il blog Italiani a Parigi, blog franco-italo-siculo-parigino, ha il piacere di presentarvi a grande richiesta la terza edizione dell’unico concorso del web in cui non si vince una beata mi…zzica.
Il principio del gioco è semplice, per vincere il quiz dovete indicare nel vostro commento:

– Dove si trova il rosone immortalato nella foto
– Cosa rappresenta

La prima persona che risponderà esattamente alle due domande vincerà il concorso.
Non si vince nulla (a parte un piccolo momento di gloria), ma prometto di inviare al vincitore una simpatica cartolina direttamente dalla ville lumière.
L’unica restrizione per partecipare: non abitare a Parigi. Inviare una cartolina parigina a chi già abita nella ville lumière perderebbe il suo fascino.

Che vinca il migliore!

Anagrammi metropolitani

Anagrammi metropolitani

Gilles Esposito Farèse è un ricercatore di fisica teorica al centro nazionale di ricerca scientifica presso l’Istituto d’astrofisica di Parigi.
Oltre alla fisica, Gilles ha un’altra passione: gli anagrammi.
Il ricercatore francese ha realizzato un’impresa che catturerà l’attenzione di tutti quei lavoratori pendolari che viaggiano quotidianamente utilizzando la metropolitana e, nel corso degli anni, hanno memorizzato i nomi di quasi tutte le stazioni.
Gilles si è divertito a sostituire il nome di ogni stazione con il suo corrispondente anagramma.
Se anche voi conoscete a menadito la metro parigina, divertitevi a identificare i nomi delle stazioni. Io li ho trovati quasi tutti senza dover guardare la mappa della RATP.

Gioco – concorso – quiz

Gioco – concorso – quiz

Il blog Italiani a Parigi, blog franco-italo-siculo-parigino, ha il piacere di presentarvi la seconda edizione dell’unico concorso del web in cui non si vince una beata mi…zzica.
Il principio del gioco è semplice, per vincere il quiz dovete indicare nel vostro commento:

– Dove si trova la statua immortalata nella foto
– Cosa rappresenta

La prima persona che risponderà esattamente alle due domande vincerà il concorso.
Non si vince nulla (a parte un piccolo momento di gloria), ma prometto di inviare al vincitore una simpatica cartolina direttamente dalla ville lumière.
L’unica restrizione per partecipare: non abitare a Parigi. Inviare una cartolina parigina a chi già abita nella ville lumière perderebbe il suo fascino.

Che vinca il migliore!

La prima foto di Parigi

La prima foto di Parigi

Questa foto di 173 anni fa è la prima foto di Parigi.
Louis Daguerre è uno dei personaggi più conosciuti del XIX secolo ed è conosciuto per essere uno dei pionieri della fotografia.
La dagherrotipia, il primo processo fotografico per lo sviluppo delle immagini, fu inventato proprio dal francese in collaborazione con Nicephore Niepce.
Nel corso di lunghi esperimenti i due cercarono continuamente un metodo che permettesse di bloccare l’immagine.
Si dice che Daguerre raggiunse il suo obiettivo per caso: l’inventore si accorse che un’immagine era rimasta immortalata su una lastra che aveva lasciato nel suo armadietto di chimica grazie alla presenza dei vapori di mercurio di un termometro rotto.
Il dagherrotipo era nato e sarebbe stato presentato al grande pubblico nel 1839 dallo scienziato François Arago presso l’Académie des Sciences.
L’immagine si ottiene attraverso una lastra di rame su cui viene applicata elettroliticamente una lastra d’argento.
I tempi di esposizione sono lunghi e vanno dai 10 ai 15 minuti.

Quando Daguerre perfezionò la sua invenzione, i tempi di esposizione erano ancora più lunghi e si aggiravano intorno ai 30 minuti.
Ecco perché i primi dagherrotipi rappresentavano paesaggi, viali o piazze vuote: tempi di posa così lunghi non permettevano di registrare oggetti in movimento.
Tuttavia esiste una eccezione.
Si tratta di una foto del boulevard du Temple realizzata nel 1939 che, oltre a essere la più antica foto di Parigi, rappresenta anche la prima foto che immortala un essere umano.
A sinistra, nella parte bassa della foto, è possibile identificare un lustratore di scarpe intento a pulire i piedi di un cliente.
I due soggetti sono rimasti in quella posizione per almeno mezz’ora e sono stati immortalati dalla foto di Daguerre.
A causa dei lunghi tempi di posa, nella foto non compaiono le carrozze, i cavalli o la gente che passeggiava ma si distinguono perfettamente le sagome dei due personaggi.
Un altro aneddoto singolare ruota intorno a questo dagherrotipo del 1839.
Dopo aver sviluppato la lastra, Daguerre non si accorse subito della presenza dei due uomini sulla foto.
Fu solamente due anni più tardi, quando il francese invitò a casa sua un collega americano chiamato Samuel Morse, che la scoperta avvenne.
Morse, famoso per aver inventato il telegrafo e l’omonimo alfabeto, fece notare a Daguerre l’inconfondibile sagoma di un essere umano.

Il pianeta Barbes

Il pianeta Barbes

Il quartiere Barbès rappresenta un pianeta a parte nella galassia parigina, dotato di una forte personalità e caratterizzato da un volto multietnico.
Il visitatore che per la prima volta sbarca in questo poliedrico universo viene immediatamente catturato dal suo irresistibile fascino.
Appena scesi alla stazione Barbès-Rochechouart l’atmosfera popolare di questo quartiere, ritmata dal grido “Malboro, Malboro, Malboro” dei venditori di sigarette di contrabbando, invade ogni singola particella del vostro spirito.
Il caleidoscopico meltin-pot di Barbès fa convivere insieme “commercianti” che propongono sui marciapiedi cinture Gucci o Louis Vuitton contraffatte e artisti che hanno scelto questa zona di Parigi come luogo d’ispirazione.
Poco lontano da qui s’innalza la collina di Montmartre che accoglie la Place du Tertre e i suoi pittori e ritrattisti di strada.
A piedi è possibile raggiungere Barbès da Place Blanche (famosa perché ospita il Moulin Rouge) continuando sul boulevard de Clichy: zigzagando tra i sexy shop di Pigalle e schivando abilmente i butta-dentro dei peep-show che vi invitano ad assistere a piccanti spogliarelli, arriverete in questo animato quartiere della capitale francese dove chiunque si sente a casa.