Gli errori da evitare in un CV

Gli errori da evitare in un CV

Gli errori da evitare in un CV

La voglia di dare molte informazioni e il desiderio di fornire un’ottima impressione possono indurci a sovraccaricare inutilmente il curriculum.
Ricordatevi che i datori di lavoro impiegano pochi secondi per esaminare un CV e che la sua brevità è un requisito essenziale.

Ecco gli altri errori da evitare:

Una foto inappropriata
La presenza di una foto nel CV non è essenziale. Se avete deciso di inserire una foto, sceglietela con cura: dimenticate la foto in costume della scorsa estate o quella dell’addio al celibato. Optate piuttosto per una foto professionale e austera.

Interessi utili
Se non hanno niente a che vedere con il posto che vi interessa, lasciate da parte i vostri hobbies. Dire che amate leggere, andare al cinema e giocare a scacchi non vi permetterà di ottenere il posto più facilmente. Se, invece, praticate uno sport che denota la vostra tenacità o avete trascorso un anno in Australia per imparare  l’inglese, segnalatelo e sottolineatelo.

Errori di ortografia
Rileggete più volte il documento finale e fatelo correggere ai vostri amici e familiari. Il CV non deve contenere nessun errore ortografico.

Informazioni personali
Tutto ciò che non riguarda la sfera professionale deve essere eliminato dal vostro curriculum: religione, altezza, siti o blog, ecc. ecc.
Se le informazioni che inserite  non hanno nulla a che vedere con le competenze richieste per il lavoro, escludetele.

Email strampalate
I vostri amici trovano molto simpatica la vostra email miesembratodivereungatto@email.com ma un datore di lavoro potrebbe non pensarla allo stesso modo. Se non lo avete ancora, create un nuovo indirizzo email nome.cognome@email.com, eviterete di indisporre chi dovrà comunicare con voi.

Impaginazione stravagante
A meno che non cerchiate un lavoro nel campo artistico, prediligete la semplicità: testo nero su fondo bianco, scrittura facilmente leggibile e paragrafi ben suddivisi tra loro.

Bugie
Evitatele. Potrebbero rivoltarsi contro di voi con un tragico effetto boomerang.

Elementi negativi
Inviando un CV a un’azienda state cercando di vendervi. Evitate, dunque, tutto ciò che potrebbe dare una cattiva immagine di voi. Dire che avete lasciato il vostro precedente lavoro perchè il capo era un tiranno potrebbe indurre vostro futuro datore di lavoro a pensare che tra qualche tempo parlerete di lui allo stesso modo.

Annunci

Come redigere un buon CV

Un buon CV

Un buon CV

Dalle statistiche del blog, dai vostri commenti e dalle email che mi inviate, gli articoli relativi alla ricerca di lavoro a Parigi sembrano essere quelli che vi interessano di più.
Nei post che ho scritto in precedenza vi ho fornito alcune informazioni su come cercare e trovare lavoro nella capitale francese.
Se avete spulciato attentamente il blog avrete anche reperito notizie riguardo alle forme contrattuali esistenti in Francia, le sfumature culturali in ambito lavorativo, la varie forme di interruzione di un contratto  e i dati relativi alla disoccupazione francese.
Proprio perchè l’argomento lavoro sembra essere quello che più vi interessa, ho deciso di scrivere qualche post per facilitarvi la ricerca del vostro futuro lavoro a Parigi.
Chi prende la delicata decisione di lasciarsi alle spalle l’Italia, la famiglia e gli affetti, lo fa principalmente per la ricerca del lavoro.
Una tappa essenziale del processo di ricerca lavorativa è la stesura del curriculum.
Il CV è la vostra carta di visita nei confronti di un eventuale datore di lavoro e deve essere capace di convincere rapidamente il vostro interlocutore.

Ecco i punti fondamentali da rispettare per attirare l’interesse di un datore di lavoro francese.

Definite un obiettivo – Prima di iniziare la stesura del vostro CV, definite un progetto professionale. Fissatevi un obiettivo e formulate il curriculum in funzione di questo. La definizione di un progetto vi faciliterà la scelta delle competenze e delle esperienze da includere nel CV. E’ essenziale, inoltre, adattare il CV al posto che ci interessa.

Mettete un titolo – Mettete sempre un titolo al CV che inviate. Il titolo può corrispondere al nome del posto per il quale state inviando la candidatura.

Una sola pagina – Anche se avete un portfolio di esperienze ricchissimo, fate in modo di sintetizzarle e di riassumerle efficacemente in una sola pagina. Un CV non è un romanzo autobiografico ma deve presentare in maniera coincisa e chiara i punti chiave della vostra formazione e del vostro percorso professionale.
I responsabili delle assunzioni impiegano mediamente 30 secondi per esaminare il CV di un candidato.

Rispettate la cronologia – Ogni storia ha un inizio e una fine. La stessa regola vale per il curriculum che deve presentare prima le esperienze più recenti per sottolineare le ultime competenze acquisite. Lo stesso principio deve essere seguito nella presentazione del percorso scolastico e formativo presentando i diplomi e le certificazioni ottenute dal più recente al più antico.

Occhio all’ortografia! – Non c’è niente di peggio di un CV pieno di errori di ortografia. Il francese è una lingua piena di particolarità e accenti che non esistono in italiano e che possono facilmente indurci ad errori di battitura o di sintassi. Non sprecate la prima possibilità di fare buona impressione a causa della fretta o della distrazione.
Chiedete sempre a un madrelingua di rileggere il vostro CV prima di inviarlo all’azienda.

Strutturate il CV – Curate attentamente l’impaginazione e la strutturazione del CV per facilitare la presentazione delle informazioni essenziali.
Create delle sezioni e suddividetele tra loro: informazioni personali, esperienze professionali, competenze, percorso scolastico e formativo, lingue parlate, ecc. ecc.

Foto: si o no? – Riguardo alla possibilità di inserire una fotografia nel CV esistono due scuole di pensiero. La presenza della foto non è di nessun interesse per i datori di lavoro e potrebbe provocare un giudizio che prescinda dalle vostre competenze.
Se proprio ci tenete a inserire una foto, almeno non scegliete una foto dove siete in spiaggia nel bel mezzo di una partita di beach volley!

Non mentite! – Le bugie hanno le gambe molto corte e non vanno lontano. E’ inutile cercare di impressionare l’azienda vantandosi di parlare quattro o cinque lingue e di praticare sport estremi. La verità viene presto a galla e rischiereste una brutta figura a causa della menzogna inserita nel CV. Meglio essere onesti.

Rinominate – Se inviate il CV via email, ricordate di rinominarlo appropriatamente con il vostro nome e cognome. Optate per un documento Word in formato .rtf o eventualmente un PDF.

Kafka sulla spiaggia

Kafka sulla spiaggia

Kafka sulla spiaggia

E’ il titolo del libro di Haruki Murakami che ho appena finito di leggere.
Se non conoscete ancora l’universo onirico e allucinato di Murakami, la lettura di Kafka sulla spiaggia è il miglior approccio possibile per scoprire lo stile e la fantasia di questo scrittore giapponese.
L’autore di La ragazza dello Sputnik, Nel segno della pecora e L’uccello che girava le viti del mondo, ci offre un racconto picaresco contemporaneo, una road story, un romanzo di formazione incentrato sulla figura di un adolescente di quindici anni perseguitato da una profezia edipica.
La storia si sviluppa seguendo la fuga del giovane Kafka Tamura, una fuga lungo i meandri dell’adolescenza segnata dalla ricerca di se stesso e della verità.
Accompagnato dal “ragazzo chiamato corvo” (che rappresenta l’alter ego e la coscienza del protagonista), Kafka sfugge dal padre e dalla profezia che gli ha svelato e nel corso del suo peregrinare scopre rivelazioni inquietanti che colmano le enormi lacune della sua esistenza.
Parallelamente il romanzo sviluppa il viaggio errabondo di Nakata, un anziano signore un pò bizzarro e ritardato, capace di parlare con i gatti e provocare strani fenomeni.
Il percorso di Nakata è caratterizzato ugualmente da una costante ricerca d’identità e da un indagine introspettiva che converge verso lo stesso traguardo a cui approderà Kafka.
Non è un caso se le loro storie termineranno nello stesso luogo: la biblioteca della signora Saeki, creata in onore del suo amore di gioventù e per il quale aveva composto la canzone Kafka sulla spiaggia.
Nel personaggio della signora Saeki si ritrovano le ricerche dei due protagonisti.
La donna, come Nakata, ha solo metà della sua ombra ma al contrario dell’anziano giapponese che non ha memoria e che vive in un presente continuo, Saeki vive cristallizzata nel passato della sua storia d’amore e nel dolore del tempo trascorso.
Il ricordo del suo giovane innamorato è l’unico elemento che testimonia che un tempo anche lei ha vissuto.
Kafka troverà protezione e rifugio in quella biblioteca e s’innamorerà dello “spirito vivente” di Saeki ovvero della proiezione della quindicenne innamorata.

Si tratta di un’opera meno umanista rispetto ai precedenti libri di Murakami e maggiormente caratterizzata dall’elemento simbolico.
Le pagine del libro sono popolate da strani personaggi forgiati finemente dall’immaginazione dell’autore giapponese (Jonny Walker, il colonnello Sanders) e da fenomeni soprannaturali (la pioggia di sanguisughe, lo svenimento collettivo degli studenti) che impreziosiscono la lettura della narrazione conferendogli una dimensione fantastica.
Un’atmosfera di misticismo soggiacente e un profondo senso di mistero dominano la narrazione che si conclude lasciando ampio spazio all’interpretazione del lettore.
Il romanzo non possiede una reale chiusura, é compito del lettore trovarne una ricomponendo e interpretando le simbologie disseminate lungo le pagine del libro.
Quello che è certo è che una volta iniziata la lettura di Kafka sulla spiaggia, diventerete dipendenti e vi appassionerete al racconto che alterna abilmente le peripezie dei due protagonisti: i capitoli dispari raccontano la storia di Kafka “il ragazzo di quindici anni più coraggioso del mondo”, i capitoli pari seguono le vicende di Nakata che in seguito a un misterioso episodio della sua adolescenza ha perso la capacità di leggere, scrivere e ragionare normalmente.
Lasciandovi ammaliare dalla prosa elegante di Murakami approderete in una dimensione magica e viaggerete all’interno di voi stessi, alla ricerca della verità.
Sprofondando tra le soffici maglie della narrazione, attraverserete un sogno delicato e struggente fatto di tanti tasselli impregnati di onirica profondità: l’amara malinconia di Saeki, la rabbia di Kafka per essere stato abbandonato dalla madre, il vuoto e il senso di privazione di Nakata a cui è stato rubato il passato.

Le nuove campane di Notre Dame

Le nuove campane di Notre Dame

Le nuove campane di Notre Dame

Nell’ambito delle celebrazioni dell’850esimo anniversario della cattedrale di Notre Dame, un nuovo insieme di campane è stato sistemato nelle torri dell’imponente costruzione gotica.
Nove campane luccicanti sono arrivate giovedì scorso davanti il sagrato di Notre Dame acclamate dalla felicità dei fedeli accorsi per l’evento e dallo sguardo estasiato dei curiosi che si trovavano a passare da quelle parti.
Dopo aver affrontato un lungo viaggio in camion durato circa otto ore, le campane sono arrivate a Parigi sfoggiando fieramente il proprio nome inciso sul metallo: Marie, Gabriel, Anne-Geneviève, Denis, Marcel, Etienne, Benoît Joseph, Maurice e Jean Marie.
Le campane sono state realizzate in una fonderia di Villedieu-les-Poêles (nella regione della Manica) per sostituire le antiche campane della cattedrale che datavano del 1856 ed emettevano un suono di cattiva qualità.
Le nove realizzazioni sono state costruite per durare dai 200 ai 300 anni e sono state benedette solennemente da Monsignor Vingt-trois.
I parigini potranno ascoltare per la prima volta il suono delle nuove campane il prossimo 23 marzo, la vigilia della domenica delle palme.

Gioco – concorso – quiz

Gioco - concorso - quiz

Gioco – concorso – quiz

Eccovi un nuovo quiz parigino, il primo del 2013, per testare la vostra conoscenza della ville luimière.
Questo concorso fotografico non è facilissimo ma è alla portata dei veri amanti della capitale francese, di chi ama ogni elemento decorativo di questa città che trasuda arte e di tutti coloro i quali cercano sempre i significati profondi nascosti dietro le apparenze.

Il blog Italiani a Parigi, blog franco-italo-siculo-parigino, ha il piacere di presentarvi l’ottava edizione dell’unico concorso del web in cui non si vince una beata mi…zzica.
Il principio del gioco è semplice, per vincere il quiz dovete indicare nel vostro commento:

– Dove si trova questa rappresentazione scultorea
– A chi rende omaggio l’opera
– Chi la ha realizzata

La prima persona che risponderà esattamente alle tre domande vincerà il concorso.
Non si vince nulla (a parte un piccolo momento di gloria), ma prometto di inviare al vincitore una simpatica cartolina direttamente dalla ville lumière.
L’unica restrizione per partecipare: non abitare a Parigi. Inviare una cartolina parigina a chi già abita nella ville lumière perderebbe il suo fascino.
Che vinca il migliore!