Una storia parigina – IV

Un amico inatteso

Un amico inatteso

La radiosveglia posta sul comodino aveva riempito la stanza di ritmi movimentati e contemporaneamente il segnale d’allarme del telefonino era scattato per avvisare Simone che era giunto il momento di svegliarsi.
La sua nuova avventura cominciava oggi. La guida dimissionaria lo aspettava per iniziare la formazione e aiutarlo a integrarsi nell’ambiente lavorativo.
Madame Tivolier gli aveva specificato che si trattava di un italiano e questo dettaglio bastava a rassicurare il catanese di belle speranze che confidava nella solidarietà tra compatrioti all’estero e nella simpatia italiana.
Come ogni mattina sintonizzò la radio sulla stazione preferita, che diffondeva prevalentemente musica pop contemporanea, e bevve frettolosamente un succo di frutta multivitaminico.
Non aveva riposato bene e aveva trascorso buona parte della nottata a cercare la migliore posizione per dormire: l’eccitazione per il nuovo lavoro lo aveva tenuto sveglio fino alle due del mattino.
Una doccia tiepida lo aiutò a scrollarsi di dosso il torpore mattutino e a ritrovare l’energia necessaria per affrontare la giornata.
Scese rapidamente in strada e decise di recarsi sul lungo-Senna a piedi, come aveva fatto il giorno in cui aveva consegnato il curriculum alla compagnia.
Si fermò davanti al bistrot Marguerite e, con una certa scaramanzia, ordinò le stesse cose che aveva scelto quel giorno fortunato: un pain au chocolat e un caffè ristretto.
Il traboccante tazzone di caffè aveva un aroma migliore dell’ultima volta.
Dopo aver pagato il conto, si precipitò fuori dal locale e percorse con grandi falcate gli ultimi metri che lo separavano dalla stazione dei Bateaux Parisiens.

Un ragazzone in uniforme, alto e di bell’aspetto, sostava davanti a un’imponente imbarcazione osservando la gente che passeggiava sulle banchine.
– Sei Simone Puglisi? Chiese il ragazzo continuando a scrutare i volti dei passanti.
– Si sono io. Vengo per il posto di guida di crociera.
– Ti aspettavo! Piacere di conoscerti. Io mi chiamo Gennaro. Sono felice di lasciare il mio lavoro a un italiano. Sono sicuro che ti troverai bene, disse l’uomo in uniforme stringendogli poderosamente la mano.
– Grazie. Il piacere è mio. Mi hanno detto che mi avresti formato al nuovo lavoro, rispose Simone rincuorato dal calore e dalla simpatia del suo connazionale.
– Certamente guagliò! Ti insegnerò tutti i trucchi del mestiere e nel giro di una settimana farò di te la migliore guida di tutta Parigi. I turisti faranno a gara per avere un posto sul tuo battello.
– Grazie Gennaro! Le tue parole mi rincuorano.
Elegante, sveglio, di chiare origini napoletane, anche lui trentenne, gioviale e molto professionale, Gennaro era un condensato di buon umore e allegria. Era proprio il tipo di persona di cui aveva bisogno Simone per ritrovare fiducia in se stesso e cominciare bene il lavoro.
– Con l’uniforme addosso sarai un figurino! Però mi raccomando poca confidenza con le turiste. Alcuni colleghi hanno perso il posto perché preferivano fare gli occhi languidi alle americane piuttosto che parlare dei monumenti. Statt’accort! Se ti beccano ti licenziano in tronco! Spiegò il napoletano accompagnando le frasi con ampi gesti.
Scorgendo lo sguardo terrorizzato di Simone che alla parola licenziamento si era immobilizzato, Gennaro lo rassicurò bonariamente.
– Ehi, tranquillo! Fuori dal battello puoi fare quello che vuoi. L’occhiolino alle turiste lo puoi fare…ma discretamente. Se vuoi un consiglio, lascia che siano loro a fare il primo passo. Eviterai malintesi e non rischierai il posto per un nulla di fatto. Ti assicuro che l’uniforme attira le ragazze come fa il miele con le api.
Simone sorrise e scorse nello sguardo complice del suo formatore i souvenirs delle tante avventure collezionate.
-Adesso basta parlare di femmine! Hai forse accettato l’incarico solo per cercare avventure piccanti?!? E’ un lavoro serio che richiede una buona conoscenza della storia dell’arte e il rispetto di tutta una serie di misure di sicurezza, esclamò il napoletano riprendendo un tono professionale.
– Non sono venuto per cercare l’anima gemella ma per lavorare come guida da crociera, rispose Simone assumendo un’espressione compunta.
– Va bene. Allora siamo d’accordo, replicò Gennaro porgendogli un librone dalla copertina rigida.
– Cos’è? Chiese incuriosito da quel mattone di almeno cinquecento pagine.
– E’ un libro di storia dell’arte che ripercorre la storia della città dalle origini fino ad oggi. Insomma, da Asterix a Sarkozy. Studiatelo bene perché è grazie a quello che guadagnerai la baguette quotidiana!

Simone prese il librone e rimase qualche secondo a contemplare la copertina colorata che riportava una fotografia della facciata principale del Louvre.
L’idea di rimettersi a studiare lo eccitava. Leggeva spesso romanzi e riviste d’attualità ma non apriva un libro per motivi di studio dai tempi dell’università.
Tra i banchi dell’ateneo catanese, si era dimostrato un ottimo studente in grado di ottenere la Laurea con il massimo dei voti e di appassionarsi con buoni risultati a discipline diverse e complesse.
Adesso, però, temeva che le sue capacità d’apprendimento si fossero arrugginite e che il tempo non gli sarebbe bastato per digerire tutte quelle pagine.
– Non ti preoccupare, intervenne Gennaro indovinando i pensieri e i dubbi del siciliano. Questo mattone è pieno di immagini! E poi non devi mica impararlo a memoria o diventare un professore universitario. Devi assimilare le informazioni principali e saperle spiegare ai turisti. E’ facile. Fidati di me: se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque!
Il sorriso riapparve sulle labbra di Simone che ringraziava il cielo di aver trovato quel simpaticone partenopeo a fargli da istruttore.
– La parte teorica dovrai studiarla da solo, continuò Gennaro. Io ti spiegherò la parte pratica del mestiere: accogliere i passeggeri a bordo, farli scendere in maniera ordinata, le disposizioni particolari per i viaggiatori in sedia a rotelle, le nozioni di primo soccorso, la verifica delle misure di sicurezza e le persone da contattare in caso di urgenza. Ti spiegherò perfino cosa fare in caso di caduta di un passeggero nelle acque della Senna. In sei anni di servizio non mi è mai successo. Ma non si sa mai cosa può accadere a bordo.
Simone ascoltava attentamente le parole della guida esperta e cominciava ad affezionarsi a quel personaggio gioviale che gli avrebbe rivelato i segreti della navigazione.
– Oggi faremo solamente una visita informativa a bordo,  riprese il napoletano invitandolo a seguirlo. Ti parlerò brevemente della storia del battello, ti illustrerò le sue caratteristiche e ti mostrerò le particolarità tecniche dell’imbarcazione. Alcune informazioni non ti serviranno direttamente per il ruolo di guida, ma è sempre meglio conoscere il giocattolo galleggiante che ti porterà a spasso per i prossimi mesi.
– D’accordo, intervenne Simone. Possiamo cominciare la visita e le spiegazioni.
Gennaro accompagnò l’aspirante guida alla scoperta delle varie parti del battello: l’ordinata cabina del capitano con i principali strumenti di navigazione, la polverosa sala macchine, la stiva contenente il materiale tecnico e il pontone.
Gli parlò dei termini marinareschi, gli spiegò l’importanza dei nodi e gli insegnò come realizzarne alcuni, gli argomentò con svariati esempi le differenti andature della barca e le manovre essenziali.
Simone aveva assorbito, come una spugna, tutti i dettagli delle spiegazioni del suo nuovo collega e si sentiva sempre più interessato al ruolo di guida.
– Fermiamoci qui per oggi, disse Gennaro. Troppe informazioni in una sola volta potrebbero confonderti. E poi io me ne vado tra una settimana. Il tempo non ci manca.
– Va bene. Ci vediamo domani alla stessa ora, rispose Simone avviandosi verso la discesa del battello.
– Mi raccomando. Non dimenticare i compiti a casa Simò! Aggiunse la guida napoletana indicando il libro di storia dell’arte poggiato sul bancone.
– Lo imparerò a memoria come se fosse una poesia, concluse Simone infilando il librone nello zaino.
– A domani!
Stanco ma soddisfatto del suo primo giorno da guida apprendista, il giovane siciliano riprese il cammino verso casa e ripensò alle emozionanti novità che avevano travolto la sua vita.
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La V puntata tra cinque giorni…

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