Terrore senza fine

TOPSHOTS-PAKISTAN-FRANCE-ATTACKS-CHARLIE-HEBDO

L’odio verso la Francia e l’Occidente

Un’altra tragedia si è consumata lunedì scorso alle porte di Parigi, un altro orribile delitto perpetrato dal terrorismo islamico nei confronti del mondo occidentale.
Una coppia di poliziotti è stata barbaramente uccisa mentre si trovava nella propria casa di Magnanville, un piccolo comune nelle Yvelines, davanti gli occhi innocenti del figlioletto di tre anni.
Poco dopo le otto di sera, il comandante Jean-Baptiste Solvaing rientra a casa dopo una giornata di lavoro.
Un individuo, nascosto dietro il cancello che da accesso al terreno dell’abitazione, si getta sul poliziotto e lo accoltella selvaggiamente.
La vittima tenta di fuggire gridando ai vicini di chiamare i soccorsi e mettersi in salvo ma, Larossi Abballa, il suo assalitore, torna su di lui e lo finisce sferrando una serie di coltellate fatali.
Dopo aver assassinato il comandante Solvaing, Abballa si rinchiude in casa e sequestra la moglie del poliziotto, Jessica Schneider, segretaria al commissariato di Mantes La Jolie, e il figlio della coppia.
Giunta sul posto, la brigata anti-criminalitá circonda la casa e inizia a negoziare con il sequestratore.

Larossi Abballa utilizza il dialogo con la polizia per rivendicare il suo gesto: si dichiara musulmano praticante, dice di far parte dell’ISIS, lo Stato Islamico, e aggiunge di avere agito in risposta all’appello lanciato dall’emiro Abou Bakr Al-Baghdadi che aveva invitato, durante il ramadan, a uccidere gli infedeli in casa loro, insieme alle loro famiglie.
Al termine delle rivendicazioni, il terrorista interrompe le comunicazioni con la polizia che decide di intervenire e penetrare nel domicilio: Abballa viene ucciso dalle forze speciali, Jessica Schneider viene ritrovasta sgozzata e il bambino, di soli tre anni, salvo ma in stato confusionale.
Prima di essere ucciso, il jihadista si era filmato e aveva diffuso un video su Facebook dove ribadisce le sue rivendicazioni minacciando di trasformare l’Euro 2016 in un cimitero per la Francia.
Come spesso accade in questi tragici eventi, l’assassino era ben conosciuto dai servizi di polizia: era già stato condannato per terrorismo per la partecipazione a una filiera jihadista afghano-pakistana, era schedato con la Fiche S che designa gli islamisti radicali e le sue conversazioni telefoniche erano sotto controllo.

La lunga scia di sangue, terrore e violenza continua a dilaniare una Francia oramai in ginocchio.
Dopo la strage di Charlie Hebdo del 7 gennaio dello scorso anno, i sanguinosi attentati del 13 novembre culminati con la carneficina del Bataclan, numerosi omicidi di stampo islamico, come l’assassinio di Aurélie Chatelain e di Hervé Cornara, la gente aspetta misure concrete dal governo per arrestare gli attacchi terroristici.
Quante altre vittime bisognerà attendere prima che lo Stato intervenga concretamente per annientare la piaga del terrorismo islamico? Quanto altro sangue innocente dovrà scorrere? Se l’attentatore era già schedato e conosciuto dai servizi anti-terrorsimo, perchè non è stato fermato in tempo?
Lo stato d’emergenza tutt’ora in vigore, dichiarato dal Presidente della Repubblica Hollande, conferisce maggiore potere d’azione alle forze dell’ordine ma, purtroppo, non rappresenta una soluzione alla minaccia islamica.
Bisogna intervenire con il pugno fermo nei luoghi dove si predica l’odio e si propaga l’islamismo radicale, condannare in maniera dura chi si macchia di crimini di stampo terroristico ed evitare episodi di recidivismo.

Il governo Hollande, dopo ogni tragedia recente, ha indetto marce, manifestazioni simboliche e momenti di raccoglimento per onorare e ricordare le vittime e ha invitato la popolazione a non amalgamare o etichettare l’intera comunità musulmana.
E’ giusto organizzare manifestazioni per riunire il popolo ed è comprensibile l’invito del governo a non fare di tutta l’erba un fascio per evitare derive razziste o xenofobe.
L’eccessiva tolleranza, però, può sfociare nell’indifferenza, il terreno ideale per l’anarchia e il caos: il governo deve prendere atto che una guerra è in corso e che la Francia è già da tempo nel mirino dei jihadisti.
Difendersi, in casa propria, è più che legittimo ma per farlo serve un governo capace di azioni concrete e di legiferare al fine di sradicare il terrorismo che prolifera indisturbato.
Se si continua a sottovalutare la minaccia che incombe sull’Europa, le profezie di Oriana Fallaci, che come una Cassandra inascoltata aveva previsto lo scenario odierno, diventeranno realtà.
La Fallaci che aveva parlato della fine dell’Europa e l’avvento dell’Eurabia fu processata in  Francia, nel 2002, con l’accusa di razzismo-religioso e xenofobia.
Eppure basterebbe rileggere i suoi libri, La Rabbia e l’Orgoglio (2001), La forza della ragione (2004) e Oriana Fallaci intervista se stessa (2004), alla luce degli eventi degli ultimi due anni per rendersi conto che le sue denunce, anche se scomode, crude e fastidiose, non erano poi cosi sbagliate.

Gay Pride 2016: la marcia dell’orgoglio

gay pride 2016 paris

La Gay Pride di Parigi

La marcia dell’orgoglio si chiamava inizialmente chiamata Gay Pride, poi Lesbian & Gay Pride, LGBT Pride  e alla fine ha preso il nome di Pride o marcia dell’orgoglio.
Si tratta di una manifestazione che promuove la libertà e l’uguaglianza per tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere (etero, lesbiche, gay, bi, trans).
La marcia è caratterizzata da una coloratissima ed eterogenea sfilata di partecipanti che mostrano senza alcun complesso il loro gusto sessuale.
Questa manifestazione si svolge nella maggior parte delle città del mondo, tutti gli anni, durante i mesi di maggio e giugno, per ricordare gli scontri di Stonewall che avvenero nella Christopher Street a New York .
Il 28 giugno 1969, un gruppo di lesbiche, gay e transessuali si ribellarono contro le forze dell’ordine che avevano fatto irruzione allo Stonewall Inn, un bar gay di New York, e una dura lotta, durata ben tre giorni, si scatenò tra la polizia e gli omosessuali.
Da quel giorno, gli scontri di Stonewall vengono considerati come il punto di partenza delle rivendicazioni egualitarie degli omosessuali.

Brenda Howard, conosciuta come la “madre dell’orgoglio”, alla testa del gay liberation front e della gay activists alliance, organizzò una prima commemorazione di quegli eventi a un mese dagli scontri.
Marce commemorative si svolsero anche a San Francisco e Los Angeles.
Col passare degli anni, le marce si sono propagate in tutti i Paesi e sebbene ognuna presenti le sue peculiarità, si ritrova sempre la stessa organizzazione.
In testa al corteo si trovano i personaggi ufficiali: uomini politici della regione, gli organizzatori della manifestazione e le associazioni.
Dietro questa prima rappresentanza del corteo si dispongono la maggior parte dei manifestanti riuniti attorno a colorati carri-camion dotati di potenti sistemi d’amplificazione che diffondono in prevalenza musica elettronica e house music.

La prossima gay pride di Parigi avrà luogo sabato 25 giugno 2016.

Per informazioni:
www.gaypride.fr

Loi El Khomri: la protesta continua!

loi travail manif

Le proteste contro la Loi El Khomri

Il popolo francese si prepara per la grande manifestazione nazionale di domani, martedì 14 giugno, per protestare contro il progetto di legge El Khomri che vuole cambiare radicalmente la legge sul lavoro.
Il leader del sindacato CGT, Philippe Martinez, prevede una partecipazione massiccia a Parigi, dove il corteo di protesta partirà alle 13:00 da Place d’Italie in direzione degli Invalides.
L’estenuante braccio di ferro tra governo e sindacati è entrato in una pericolosa impasse che sta paralizzando il Paese: gli scioperi si susseguono, dai trasporti alla nettezza urbana, la tensione sale e le manifestazioni si moltiplicano.
L’amara pillola del Job Act, passata senza troppi problemi nell’Italia di Renzi, non viene digerita dai cugini francesi che rifiutano di accettare la precarizzazione del lavoro.
La legge El Khomri si ispira dichiaratamente al Job Act italiano che ha falciato, nel marzo 2015, l’articolo 18 che consentiva il reintegro dell’impiegato in caso di licenziamento abusivo, aumentando la flessibilità delle condizioni lavorative e la precarietà dei contratti.
A differenza degli italiani, i francesi non accettano la svalorizzazione dei diritti dei lavoratori e, in risposta al governo, protestano, manifestano e bloccano il sistema sociale per esprimere il proprio malcontento.

Il governo ha risposto con fermezza ai manifestanti indicando l’intenzione di non ritirare o modificare la legge El-Khomri e di farla passare, in modo forzato, utilizzando il dispositivo 49-3.
L’articolo 49-3 della Costituzione, l’arma fatale del governo, permette al Primo Ministro di approvare un progetto di legge sotto la propria responsabilità.
Il disegno di legge viene considerato adottato a meno che una mozione di censura, presentata nelle 24 ore seguenti, venga votata dall’Assemblea Nazionale.
Questa impopolare decisione, che ha bloccato il dialogo sociale, ha gettato nuova benzina sul fuoco determinando l’inasprimento delle tensioni sociali e il moltiplicarsi degli scioperi delle mobilitazioni di massa.
La rabbia della gente è palpabile come ha dimostrato l’arrivo concitato del Ministro dell’Economia, la settimana scorsa, alla posta di Montreuil, dove si era recato per celebrare un francobollo commemorativo dell’ottantesimo anniversario del Fronte Popolare.
Emmanuel Macron è stato accolto da slogan ostili, urla, fischi e lanci di uova da un gruppo di sindacalisti della CGT ed esponenti del PCF, oppositori della legge El Khomri.

Perché il governo non vuole assolutamente fare marcia-indietro davanti alle manifestazioni e alle rivendicazioni del popolo?
Per quale motivo Valls e Hollande rifiutano ogni forma di dialogo con gli antagonisti sociali e, di fronte a un Paese indebolito dagli scioperi e dalle tensioni, continuano verso una direzione suicidaria?
Come mai un governo di sinistra assume questa attitudine autoritaria nei confronti della gente che lo ha votato?
La riforma del lavoro francese, come il Job Act italiano, non è altro che l’applicazione della volontà della Commissione Europea di imporre ai suoi membri misure di austerità e riforme coercitive: il governo francese chiede al suo popolo di versare quelle famose lacrime e sangue che il ministro Fornero, versando patetiche lacrime di coccodrillo, chiese a noi italiani durante il governo-fantoccio Monti.
I governi si vedono depauperati e svuotati della loro sovranità nazionale che viene rimpiazzata da poteri superiori e da bieche logiche capitalistiche.
Le politiche nazionali vengono progressivamente sostituite dai dictat dettati dalle istituzioni europee e dalla globalizzazione finanziaria che avanza come una macchina da guerra.
Solo il popolo unito, dotato d’una solida coscienza di classe e guidato dalla volontà di resistere e salvaguardare la propria identità e i propri diritti, può arrestare questa pericolosa avanzata.
L’opposizione dell’Italia si è rivelata molto debole e le riforme piovute dall’alto sono state adottate: il Job Act è passato, l’articolo 18 scomparso e i diritti dei lavoratori calpestati e umiliati.
Il popolo francese si mostra più coeso, solidale, unito e battagliero.
Riuscirà a resistere?

Euro 2016: un campionato ad alto rischio

euro 2016 hooligans marseille

Hooligans scatenati a Marsiglia

L’Europeo di calcio 2016, da poco cominciato, si presenta come un evento ad alto rischio per la Francia e la sua sicurezza.
Il clima, già tesissimo per le proteste contro la legge sul lavoro El-Khomri e il rischio di nuovi attentati a opera di estremisti islamici, è stato ulteriormente inasprito dall’esplosione di violenza legata al campionato di calcio europeo.
Ieri sera, poco prima della partita Inghilterra-Russia, bande di hooligans scatenati hanno messo a ferro e fuoco Marsiglia: tifosi russi e inglesi si sono affrontati lanciando sedie, bottiglie e distruggendo i ristoranti e gli elementi urbani della città.
I sanguinosi episodi hanno tristemente ricordato i drammatici scontri del 1998 in occasione della partita della coppa del mondo Inghilterra-Tunisia.
Scene di guerriglia urbana e violente risse si sono susseguite prima e dopo la partita e un tifoso inglese versa ancora in gravissime condizioni lottando tra la vita e la morte.

Le forze dell’ordine erano consapevoli del rischio che incombeva su questa partita, avente un livello di rischio 3 su 4, ma non hanno potuto contenere la violenza dilagante dei gruppi di facinorosi.
In virtù di conflitti geopolitici, rivalità storiche e discriminazioni religiose e razziali, altre quattro partite presentano un alto rischio di scontri e violenze legate all’hooliganismo: Turchia-Croazia, Germania-Polonia, Inghilterra-Galles e Ucraina-Polonia.
Il governo francese ha cominciato a riflettere a nuove efficaci misure per contenere la violenza, come il divieto di vendere alcolici o la chiusura delle Fan-zone durante le partite a rischio.
Il ministro dell’interno, Bernard Cazeneuve, ha duramente condannato il comportamento deplorevole di questi pseudo-tifosi e ha assicurato che la situazione è sotto controllo.
Tuttavia non bisogna dimenticare che, poco prima dell’inizio dell’Euro 2016, un uomo intenzionato a compiere attentati sul territorio francese è stato arrestato, in Ucraina, con 125 chili di TNT e un vero e proprio arsenale di armi.

Colpo di fumine a Parigi

parc monceau

L’ingresso del Parc Monceau

Lo scorso 28 maggio, otto bambini e tre adulti sono stati colpiti da un fumine mentre festeggiavano un compleanno al Parc Monceau, nell’VIII arrondissement di Parigi.
Un fenomeno simile si era verificato in Germania, qualche ora prima lo stesso giorno, in uno stadio di calcio dove trentacinque persone erano state fulminate.
Una tempesta particolarmente violenta si è abbattuta sul parco parigino con conseguenze drammatiche: la scarica elettrica del fulmine ha raggiunto il gruppo che si riparava sotto un albero.
La festa di compleanno si è trasformata in tragedia.
Il comandante dei pompieri, Pascal Gremillet, che fortunatamente si trovava nel parco è intervenuto immediatamente alla vista di quel gruppo di persone allungate per terra e ha praticato un massaggio cardiaco e la respirazione bocca-bocca a un bambino in arresto cardiaco.
Dopo l’incidente, il bambino versa ancora in gravi condizioni mentre gli altri si sono ripresi e sono stati dimessi dall’ospedale.
Per proteggersi dai fulmini quando ci si trova all’esterno bisogna evitare di ripararsi sotto gli alberi, allontanarsi dalle linee elettriche e telefoniche e non indossare o toccare oggetti metallici.

 

Taxi baby seat : in viaggio con i cuccioli

bimbi viaggio

In viaggio con i bimbi

Le soluzioni per spostarsi un punto A a un punto B a Parigi non mancano: metro, bus, Velib, Autolib, taxi, Uber e tanto altro ancora.
La situazione si complica quando lo spostamento include la presenza di bambini piccoli e si vuole farli viaggiare in condizioni ottimali.
La settimana scorsa ho dovuto recarmi all’aeroporto d’Orly per partire per l’Italia e ho cercato disperatamente un taxi/navetta equipaggiato di seggiolini e rialzi per accogliere i miei due bambini (2 e 20 mesi).
Sebbene la normativa del Codice di Sicurezza Stradale non impone l’utilizzo dei seggiolini ai taxi, volevo fare viaggiare i due cuccioli in maniera comoda e, soprattutto, sicura.
La mia ricerca sulla Rete è stata lunga e le compagnie più note, come Taxi G7 e Uber, mi hanno risposto che i seggiolini per il trasporto dei bimbi avremmo dovuto fornirli noi e recuperarli alla fine del viaggio in taxi.

Dopo estenuanti consultazioni di forum per genitori e siti dedicati all’argomento, mi sono imbattuto sulla perla rara: Taxi Baby Seat, il primo servizio di taxi accessibile alle famiglie.
La prenotazione della vettura deve essere effettuata (via mail, telefono o SMS) almeno 24 ore prima specificando se si necessita di 1 o 2 seggiolini o rialzi per bambini.
La mia esperienza con Taxi Bay Seat è stata ottima : il giorno della partenza, puntuale all’ora stabilita, un autista ci aspettava sotto casa.
L’auto, una Mercedes Viano molto comoda e spaziosa, ha accolto me, mia moglie e i nostri due pargoli comodamente seduti sui seggiolini messi a loro disposizione.
L’enorme cofano ci ha permesso di trasportare tranquillamente passeggini e valigie.
Il servizio è prenotabile anche per il ritorno, dall’aeroporto al domicilio: l’autista vi aspetterà agli arrivi e vi condurrà al taxi per riaccompagnarvi a casa.

Iovine’s: una pizza imbattibile

iovines paris

Iovine’s: la pizza più buona di Parigi

Il tempo è nuvoloso oggi a Parigi e per ritrovare un pò di sole ho fatto un salto a Napoli, durante la pausa pranzo, concedendomi una deliziosa pizza da Iovine’s.
Situata a pochi passi dalla Borsa, dal Louvre e dal Palais Royal, la pizzeria contemporanea Iovine’s porta l’arte della pizza napoletana nel cuore di Parigi.
Il forno a legna di Nicola Iovine sforna autentici capolavori dalla pasta friabile e riccamente farciti di ingredienti genuini.
Le mie papille gustative sono andate in estasi davanti a una pizza Iovine copiosamente guarnita: mozzarella di bufala, pomodoro datterino, prosciutto di Parma, rucola scaglie di parmigiano e olio d’oliva ed  ho finalmente trovato una risposta all’eterna domanda “Dove mangiare la pizza più buona di Parigi?”

La pizza preparata e servita da Iovine’s non è un semplice impasto di acqua, lievito e farina ma un prodotto raffinato, curato nei dettagli,  foriero di una tradizione centenaria, una creazione personale, il frutto di una ricerca attenta e minuziosa.
Dall’amore per la buona gastronomia, la passione, la ricerca, il rispetto della tradizione napoletana nasce una pizza squisita e facilmente digeribile.
L’inconfondibile pizza di Nicola Iovine ha una pasta leggera realizzata con farina biologica italiana e una lunga lievitazione, fonde in bocca ed è sublimata da accompagnamenti gustosi e freschissimi.
Secondo me, la più buona di tutta Parigi.

Iovine’s
7 Rue du Colonel Driant
75001 Paris