In attesa di esito

inps - in attesa di esito (2)

E’ appena cominciata la fatidica fase due e l’intero Paese guarda fiducioso al futuro.
L’Italia vuole lasciarsi alle spalle l’incubo Coronavirus per tornare al più presto alla normalità e alla serenità. I prossimi giorni saranno decisivi per determinare la ripresa delle attività lavorative e della vita sociale.
Dobbiamo essere tutti responsabili, cauti e nutrire fiducia e ottimismo nel futuro.
Non è di certo questo il momento di alimentare sentimenti negativi o gettare benzina sul fuoco delle tante polemiche scagliate contro il governo.
Tuttavia, superata la fase dei canti, balli e flashmob al balcone e messi da parte i tanti arcobaleni corredati dallo speranzoso slogan “andrà tutto bene”, risulta evidente come alcune cose non sono andate nel verso giusto.
Una vicenda, tra le tante, che non ha funzionato correttamente e che ha mostrato le orribili falle del farraginoso sistema burocratico italiano è l’attribuzione del bonus Covid-19 di 600€.

L’indennità erogata dal governo per sopperire alla chiusura eccezionale delle attività lavorative doveva dare una boccata d’ossigeno alle tante famiglie rimaste improvvisamente senza entrate, una platea di quasi 5 milioni di italiani: partite IVA, lavoratori autonomi, lavoratori stagionali del settore turistico e termale, lavoratori del settore agricolo e lavoratori del settore spettacolo.
Il Coronavirus si è abbattuto come uno tsunami sulle nostre vite privandoci delle più elementari libertà sociali e, cosa ancora più grave, paralizzando il sistema economico e produttivo.
Chi, come me, si è ritrovato senza stipendio a causa di questo maledetto virus ha tirato mezzo sospiro di sollievo nell’apprendere che il governo avrebbe stanziato un bonus.
In realtà tra teoria e realtà, tra belle parole e pragmatica attuazione, tra promesse e fatti scorre un drammatico abisso.

Sono un lavoratore stagionale e, ritrovatomi senza lavoro e senza salario, ho effettuato la procedura necessaria all’ottenimento del famigerato bonus relativo al mese di Marzo 2020.
Ho inoltrato la mia domanda sul sito dell’INPS il 2 Aprile alle 16:44 e ho ricevuto, il 7 Aprile, una email  di conferma di ricezione da parte dell’organismo previdenziale.
Da quel momento è calato il silenzio sulla mia domanda di bonus: nessuna comunicazione di accoglimento o di rifiuto, nessuna richiesta di informazioni aggiuntive…e naturalmente nessun pagamento.
Sulla base delle testimonianze trovate sul web, mi sono reso conto che in molti hanno già ricevuto il bonus e, paradossalmente, ad aspettarlo ancora sono proprio quelli che hanno inviato la domanda per primi: più di 900 mila domande sarebbero ancora in fase di accertamento.
E’ alquanto inquietante la dichiarazione di Tridico, presidente dell’INPS, che ha affermato che la maggior parte di queste domande saranno respinte per mancanza di requisiti o vizi di forma.
Suona come una beffa il fatto che proprio chi ha inoltrato la richiesta nei primi giorni di Aprile, lottando contro le mille difficoltà tecniche del sito web e fantomatici attacchi hacker, si veda negato l’indennizzo.

L’INPS aveva garantito che la somma sarebbe stata accreditata nei conti correnti dei beneficiari entro fine Aprile: oggi, 6 Maggio 2020, la sezione “esiti” della mia richiesta indica laconicamente “in attesa di esito”.
Nel migliore dei casi le rimanenti domande saranno regolarmente pagate nei prossimi giorni ma lasciatemi obiettare che il metodo comunicativo dell’INPS è risultato totalmente inadeguato.
Lasciare migliaia di persone appese a un criptico “in attesa di esito” non è un’ottima soluzione perchè questa enigmatica dicitura non significa molto: la domanda è stata accettata? È in lavorazione? È stata rifiutata?  Mancano informazioni? Sono finiti i soldi?

In questi giorni si parla dell’imminente decreto che includerà un nuovo bonus, relativo al mese di Aprile, probabilmente di 800€.
In pratica chi ha già ricevuto la prima indennità di 600€ si appresta a riceverne altre 800€.
E chi ancora attende la liquidazione del bonus di Marzo cosa dovrebbe fare? Continuare ad aspettare?
Gli innumerevoli disguidi tecnici e organizzativi dell’INPS hanno messo in moto un processo morboso che ha alimentato l’angoscia, l’ansia e lo stress di fasce di popolazione già stremate dalla quarantena e dal rischio del contagio. Molta gente ha ormai i nervi a fior di pelle ed è veramente squallido appesantire ulteriormente il fardello da sopportare con false illusioni e promesse non mantenute.
Sarebbe interessante anche capire quale logica abbia seguito l’INPS nel processare le richieste (di certo non l’ordine cronologico di presentazione delle domande).
La crisi trasversale generata dal Coronavirus ha evidenziato le mostruose lacune del sistema Italia: serviva una reazione decisa e liquidità immediata ai lavoratori e alle famiglie e, invece, si rischia di annegare nelle ataviche sabbie mobili della burocrazia.

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