Trovare lavoro a Parigi

Trovare lavoro a Parigi

Trovare lavoro a Parigi

Da quando ho messo online il sito Italiani a Parigi e questo blog ho ricevuto tantissime email riguardo la possibilità di trovare un lavoro a Parigi.
Trovare lavoro rappresenta uno dei tasselli fondamentali che permettono, a chi decide di vivere a Parigi, d’integrarsi nel tessuto sociale.
Troverete in questo post alcuni consigli per evitare che la ricerca di un’attività professionale nella ville lumière si trasformi in una snervante odissea.
La capitale francese custodisce una miniera di occasioni che aspettano di essere colte al volo, spetta a voi procedere in maniera intelligente e carpire le tante possibilità disponibili.
Il vostro futuro datore di lavoro non vi chiederà documenti particolari per finalizzare la vostra assunzione: successivamente all’entrata in vigore delle norme comunitarie, tutti i cittadini europei hanno il diritto di spostarsi liberamente in un altro Paese della comunità e trovare un lavoro.
Un tempo agli italiani che si stabilivano in Francia veniva richiesta una carte de séjour per giustificare la loro presenza nel territorio francese, oggi basta semplicemente essere in possesso della carta d’identità.
Altri documenti che dovrete presentare per procedere alla vostra futura assunzione sono il RIB (relevé identité bancaire), un’attestazione della carte vitale e un justificatif de domicile che certifica la vostra residenza attuale.

Tappa obbligata per un italiano a Parigi alla ricerca del suo primo lavoro è il Consolato italiano (5, Boulevard Emile Augier, 75016 Paris).
Recatevi al consolato per visionare gli annunci affissi nella bacheca sita all’ingresso e al tempo stesso lasciate un annuncio in cui vi presentate e spiegate che tipo di lavoro cercate:la vostra caccia al lavoro è iniziata!
Dopo avere depositato il vostro annuncio/CV al Consolato italiano, recatevi all’ Istituto di cultura italiana (73, rue de Grenelle – 75007 Paris) per ripetere la stessa operazione.
Il Consolato e l’Istituto di Cultura sono frequentati quotidianamente da tantissimi italiani residenti a Parigi che consultano sistematicamente gli annunci esposti in bacheca.

Un importante passo da compiere per accelerare la ricerca di lavoro è recarsi all’ANPE (Agence Nationale pour l’emploi), il punto di riferimento indiscusso per la ricerca di lavoro a Parigi che rappresenta l’equivalente del nostro ufficio di collocamento.
L’ANPE dispone di centinaia d’agenzie sparse sul territorio nazionale al fine di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
All’ ANPE potrete consultare gli annunci esposti nelle bacheche, ottenere informazioni, navigare su siti specializzati attraverso le postazioni internet e iscrivervi come demandeur d’emploi.
Le agenzie ANPE sono molto ben strutturate e dotate di tutti i mezzi per permettervi di effettuare delle ricerche corrispondenti alle vostre competenze.
Esistono, inoltre, agenzie ANPE specializzate in determinati settori come quello turistico, alberghiero, informatico, dello spettacolo e della ristorazione.
Se la vostra ricerca di lavoro verte principalmente su incarichi di tipo manageriale consultate piuttosto il sito dell’APEC (Association Pour l’Emploi des Cadres) che si rivolge ai giovani diplomati in istituti superiori o Università (almeno 4 anni di studi).

Un altro strumento essenziale per chi si avvicina per la prima volta al l’universo del lavoro francese sono le agenzie CIDJ Centres d’Information et de Documentation Jeunesse che offrono tutta una serie di utili servizi.
Ricordo che durante i primi mesi della mia permanenza a Parigi ero un assiduo frequentatore del CIDJ sito vicino la Tour Eiffel (101, quai Branly – 75015).
Si tratta di luoghi preziosissimi per la vostra ricerca di lavoro e per ottenere informazioni fondamentali sul mondo del lavoro francese.
Troverete uno spazio d’informazione con numerose schede consultabili sugli organismi e le agenzie di collocamento e orientamento, annunci di lavoro e postazioni informatiche.
Numerosi consulenti sono a vostra disposizione per aiutarvi a perfezionare la vostra ricerca, spiegarvi il funzionamento del sistema lavorativo francese, seguirvi nella preparazione del curriculum vitae e della lettera di motivazione.
Da non sottovalutare gli annunci sulle riviste specializzate e sui principali quotidiani francesi come il Figaro (martedì e venerdì) Le Monde (martedì) e Libération (tutti i giorni).

Personalmente ho trovato i miei primi lavoretti tramite il Fusac.
Si tratta di una rivista destinata agli anglofoni di Parigi che propone una sezione di annunci di case in affitto, servizi e numerose opportunità professionali.
E’ possibile consultare gli annunci online anche se la versione cartacea, distribuita gratuitamente in numerosi pub della capitale, contiene molti più annunci.
La gente che pubblica annunci sul Fusac è prevalentemente straniera o si tratta di francesi che hanno l’abitudine del contatto con gli stranieri: cio’ facilita enormemente le cose.
Il mio consiglio è, dunque, quello di concentrarvi su questi annunci.
Bisogna chiamare rapidamente, subito dopo l’uscita del Fusac poichè gli annunci sono attesissimi.

Un metodo essenziale per la ricerca di offerte professionali a Parigi è internet.
La rete propone numerosi strumenti che permettono di ricercare, consultare, e postulare ai tantissimi annunci di lavoro disponibili.
Focalizzatevi inizialmente sugli annunci presenti sui principali portali dedicati agli italiani a Parigi come Italiansonline e Italie à Paris.
Un ottimo strumento online è il sito del Cyberemploi che offre una larga selezione di siti web specializzati nell’offerta di lavoro e più di 5000 siti d’aziende che assumono in Francia.
Il sito l’Hotellerie, invece, propone vari annunci legati al mondo della ristorazione.
Se non parlate ancora il francese potete focalizzare la vostra ricerca sui tantissimi ristoranti e pizzerie italiane sparsi in tutta la città.

Per aumentare maggiormente le vostre possibilità di trovare il lavoro ideale a Parigi, effettuate una ricerca sui principali motori di ricerca lavorativi, magari utilizzando la parola chiave italien, e naturalmente scegliendo Parigi come città.
Eccone alcuni:

Keljob
Wanajob
Monster 
Stepstone 
Hays
Option carriere
Cmonjob
Carriere online
Parisjob

Annunci

Trovare casa a Parigi

Trovare casa a Parigi

Trovare casa a Parigi

Gli italiani residenti a Parigi che non hanno mai abitato in una chambre de bonne alzino la mano.
Questa modesta sistemazione rappresenta la prima forma d’alloggio per la maggior parte degli stranieri che decidono di stabilirsi a Parigi: minuscole stanzette, apparse per la prima volta a Parigi intorno al 1830, che venivano utilizzate per ospitare la servitù delle ricche case adiacenti.
Solitamente situate sotto i tetti e accessibili dalle scale di servizio, le insalubri camere ospitavano i domestici reclutati per occuparsi delle faccende di casa (il termine bonne deriva da bonne à tout faire ovvero “in grado di far tutto”).
Questi spazi ristretti risultavano angusti e dotati di un confort abbastanza discutibile, il bagno era spesso situato sul pianerottolo ed era condiviso con gli altri abitanti del piano.
Le precarie condizioni di vita che si conducevano in queste chambre de bonne furono denunciate già nel XIX secolo dal professore Paul Brouardel dell’Accademia dei medici che accusò pubblicamente la mancanza delle condizioni igieniche basilari.

Bisogna ammettere che dal 1830 a oggi le cose non sono molto cambiate.
Ad abitare in queste sistemazioni fatiscenti non sono più les bonnes ma gli schiavi moderni: studenti squattrinati e lavoratori sottopagati che non hanno altra scelta.
Gli annunci ingannevoli presentano queste squallide topaie come splendidi monolocali dotati di infiniti angoli (angolo cucina, angolo doccia, angolo scrivania) e ingegnose soluzioni salvaspazio (divani-letto, ripostigli improvvisati, tavoli e sedie pieghevoli).
Rassegnatevi, dunque, all’idea di dover abitare per i primi mesi della vostra avventura parigina in un’angusta stanzetta priva di luce situata al sesto piano, senza ascensore, di un bellissimo edificio haussmaniano.
Ricordo ancora la stanza nella quale ho abitato nel 2003, quando ero appena arrivato a Parigi: 15 metri quadrati che ospitavano un letto, una doccetta, un tavolo, una sedia e un armadio (il bagno era in comune con gli sconosciuti del pianerottolo).
Non avevo neppure la televisione ma soltanto una radiolina che mi teneva compagnia e che mi ha aiutato molto a migliorare il francese.
Fortunatamente abitavo vicino lo Champ de Mars e potevo praticare molto sport e attività fisica all’aria aperta per scappare da quella cella inospitale.

Dopo aver individuato una zona di Parigi che preferite e avere identificato il vostro budget, siete pronti per iniziare a consultare gli annunci.
Uno strumento essenziale per cercare casa a Parigi sono gli annunci sulle riviste specializzate.
Una delle riviste più conosciute per la ricerca di appartamenti è PAP (“particulier à particulier” ovvero da “privato a privato”) che offre il vantaggio di proporre esclusivamente annunci di privati.
Il vantaggio è che non ci saranno costi aggiuntivi legati a un’eventuale agenzia, lo svantaggio è che i beni proposti non sono garantiti da nessuno. Così accade che gli splendidi monolocali degli annunci si rivelino orrende topaie.
La rivista viene distribuita nelle edicole ogni giovedì e contiene più di cinquemila annunci settimanali.
Dovrete munirvi rapidamente della preziosa copia di PAP e cominciare a chiamare subito gli annunci che vi interessano: la richiesta d’appartamenti è altissima a Parigi e ogni momento d’esitazione potrebbe rivelarsi decisivo.
PAP è anche consultabile online.

Personalmente ho trovato le mie prime sistemazioni a Parigi tramite il Fusac, una rivista destinata agli anglofoni di Parigi che propone una sezione di annunci dedicati alle case in affitto, offerte di servizi e opportunità professionali.
E’ possibile consultare gli annunci online anche se la versione cartacea (distribuita gratuitamente in numerosi pub della capitale) contiene molti più annunci.
La gente che pubblica sul Fusac è prevalentemente straniera o si tratta di francesi che hanno l’abitudine del contatto con gli stranieri. E cio’ facilita enormemente le cose.
Il mio consiglio è, dunque, quello di concentrarvi su questi annunci.
Bisogna chiamare rapidamente, subito dopo l’uscita del Fusac, poiché gli annunci sono attesissimi.
Anche i principali quotidiani come Le Figaro e Liberation dispongono di una sezione dedicata agli annunci immobiliari che spesso presentano annunci filtrati da agenzie.

Un ottimo strumento di ricerca resta indiscutibilmente Internet che offre svariati siti specializzati come per esempio:

SE LOGER
A VENDRE A LOUER

Il miglior metodo per trovare casa a Parigi resta comunque il passaparola: parlatene a colleghi, amici e conoscenze che mobiliteranno la propria rete di contatti aprendovi nuove possibilità.
Dopo aver capito dove cercare gli annunci, vediamo adesso come decifrarli.
A prima vista un annuncio di una rivista immobiliare può sembrare un indovinello in sanscrito o uno geroglifico egiziano di difficile comprensione.
Dovrete imparare a barcamenarvi nell’universo delle abbreviazioni francesi legate al campo semantico dell’immobiliare.

Eccovi le principali:

AL = à louer
appt= appartement
asc. = ascenseur
b. ét. = bon état
ch. = chambre
disp. = disponible
dup. = duplex (appartamento su due piani)
exc. = excellent
gd = grand
impec. = impeccable
sdb = salle de bains
sdd = salle de douche
TTC = toutes taxes comprises
vis. Rdv = visites sur rendez-vous

Un ottimo periodo per trovare casa nella ville lumière sono i mesi da maggio a luglio mentre si sconsigliano settembre e ottobre che registrano il ritorno degli studenti in città.
Se avete individuato un appartamento che soddisfa le vostre aspettative, considerate anche il quartiere poiché sarà il contesto che accompagnerà le vostre giornate. Visitate la zona di giorno e di notte in modo da farvi un’idea di quello che vi aspetterà.

Il momento cruciale della ricerca d’appartamento sono naturalmente le visite che spesso si traducono in estenuanti attese con file chilometriche di candidati pronti a darsi battaglia.
Munitevi di tanta pazienza e portate sempre con voi il famigerato dossier, un insieme di documenti che vi saranno richiesti per presentare la candidatura a un determinato appartamento.
Il dossier d’affitto è formato da vari documenti che il padrone di casa richiede per verificare la vostra situazione e accertarsi che siate in grado di pagare l’affitto.
Conviene fare molteplici copie del dossier perché con molta probabilità visiterete svariati appartamenti e avrete bisogno di un malloppo di paperasse (così i francesi definiscono un mucchio indistinto di documenti) da presentare al vostro ipotetico padrone di casa.
Vediamo nel dettaglio i documenti necessari:

– Fotocopia della carta d’identità o del passaporto
– Ultima dichiarazione dei redditi
– Le tre ultime buste paga o il contratto di lavoro
– Se eravate già in affitto precedentemente, munitevi delle ultime ricevute di pagamento delle mensilità (quittance de loyer)

Il proprietario di casa richiede molti documenti per essere sicuro della vostra identità e della vostra capacità di pagare l’affitto a fine mese.
Tuttavia deve limitarsi a chiedere i documenti citati sopra e non ha il diritto di chiedervi altri documenti personali come la carte vitale, un certificato di lavoro, una foto o altro ancora.
Nel caso in cui il vostro salario non copra tre volte il valore dell’affitto, avrete bisogno di un garante, una persona che guadagni più di voi e che s’impegni a pagare al posto vostro se necessario.
Se non conoscete nessuno disposto a garantire per voi, potete fare ricorso al Loca-Pass.
Leggete bene il contratto d’affitto prima di firmarlo ed esaminate attentamente le clausole riguardanti la disdetta ed eventuali spese aggiuntive.

Al momento di entrare nella nuova casa, il proprietario vi chiederà di versare il primo mese e un mese di cauzione (il cosiddetto mese morto) che servirà a coprire eventuali danni constatati al momento della partenza.
Per gli appartamenti ammobiliati i proprietari chiedono due mesi di cauzione.
Infine, un’altra soluzione per trovare casa a Parigi risparmiando una buona parte del budget è la cosiddetta colocation ovvero la coabitazione.
Un’ottima soluzione che consente di dividere in due o più persone il costo totale dell’affitto pur tenendo presente che l’armonia tra gli inquilini rimane molto fragile e delicata e rischia di degenerare in situazioni catastrofiche.

Se l’idea di dividere l’appartamento con qualcuno vi tenta eccovi alcuni siti specializzati:

Colocation
Cherchecoloc
Appartager

Taxi baby seat : in viaggio con i cuccioli

bimbi viaggio

In viaggio con i bimbi

Le soluzioni per spostarsi un punto A a un punto B a Parigi non mancano: metro, bus, Velib, Autolib, taxi, Uber e tanto altro ancora.
La situazione si complica quando lo spostamento include la presenza di bambini piccoli e si vuole farli viaggiare in condizioni ottimali.
La settimana scorsa ho dovuto recarmi all’aeroporto d’Orly per partire per l’Italia e ho cercato disperatamente un taxi/navetta equipaggiato di seggiolini e rialzi per accogliere i miei due bambini (2 e 20 mesi).
Sebbene la normativa del Codice di Sicurezza Stradale non impone l’utilizzo dei seggiolini ai taxi, volevo fare viaggiare i due cuccioli in maniera comoda e, soprattutto, sicura.
La mia ricerca sulla Rete è stata lunga e le compagnie più note, come Taxi G7 e Uber, mi hanno risposto che i seggiolini per il trasporto dei bimbi avremmo dovuto fornirli noi e recuperarli alla fine del viaggio in taxi.

Dopo estenuanti consultazioni di forum per genitori e siti dedicati all’argomento, mi sono imbattuto sulla perla rara: Taxi Baby Seat, il primo servizio di taxi accessibile alle famiglie.
La prenotazione della vettura deve essere effettuata (via mail, telefono o SMS) almeno 24 ore prima specificando se si necessita di 1 o 2 seggiolini o rialzi per bambini.
La mia esperienza con Taxi Bay Seat è stata ottima : il giorno della partenza, puntuale all’ora stabilita, un autista ci aspettava sotto casa.
L’auto, una Mercedes Viano molto comoda e spaziosa, ha accolto me, mia moglie e i nostri due pargoli comodamente seduti sui seggiolini messi a loro disposizione.
L’enorme cofano ci ha permesso di trasportare tranquillamente passeggini e valigie.
Il servizio è prenotabile anche per il ritorno, dall’aeroporto al domicilio: l’autista vi aspetterà agli arrivi e vi condurrà al taxi per riaccompagnarvi a casa.

La fête du cinéma 2015

La festa del cinema 2015

La festa del cinema 2015

Da domenica 28 giugno a mercoledì 1 luglio 2015, in occasione della fête du cinéma 2015, le sale cinematografiche parigine venderanno i biglietti d’ingresso al prezzo di 4€.
La BNP Paribas prolungherà la fête du cinéma dal 2 all’ 8 luglio 2015.
Un’occasione unica per i cinefili parigini di godersi decine di film a un prezzo stracciato.

Ecco alcuni dei film in programmazione nelle sale in questo periodo:
Comme un avion di Bruno Podalydès con Agnès Jaoui e Sandrine Kiberlain: un film d’avventura e poesia.
Spy di Paul Feig con Melissa McCarthy e Jude Law: una commedia ambientata nel cuore della CIA.
La loi du marché di Stéphane Brizé con Vincent Lindon e Yves Ory: A 51 anni, dopo 20 anni di disoccupazione, Thierry comincia un nuovo lavoro e si trova di fornte a una difficile scelta.
Tales of Tale di Matteo Garrone con Vincent Cassel e Salma Hayek: una storia di fate, orchi e saltimbanchi ispirata ai racconti di Giambattista Basile.
Valley of Love di Guillaume Nicloux con Gerard Depardieu e Isabelle Huppert: uno strano incontro nella Valle della Morte in California.

Per maggiori informazioni:
www.feteducinema.com

P’tit Velib: il Velib’ diventa mini

P'tit Velib: il Velib’ diventa mini

P’tit Velib: il Velib’ diventa mini

Anne Hidalgo, il sindaco di Parigi, ha inaugurato mercoledì scorso il mini Velib’ per i bambini tra i 2 e 8 anni.
L’idea è nata durante la campagna elettorale per le recenti municipali su richiesta di un folto gruppo di bambini.
Le mini biciclette sono già disponibili nel parco André Citroën (15e), sul canale Saint-Martin (10e), sul Docks (13e) e sulla coulée verte (12e).
Le postazioni dei P’tit Velib si trovano in zone pedonali e non presentano alcun rischio per la circolazione.
Ogni bicicletta è equipaggiata di casco e panierino.

Velib’, Il servizio di condivisione di biciclette che permette ai parigini di prendere una bici in un punto della città e depositarla in un altro quartiere. Velib’ (abbreviazione divélo e liberté) é il sistema di noleggio di biciclette disponibile in tutta Parigi dal 15 luglio 2007.
Un sistema originale per affittare biciclette per brevi tragitti che é stato ideato dalla municipalità di Parigi e gestito dalla società JCDecaux.

Un’ottima infografica (in basso) realizzata dal sito di viaggi Momondo riassume efficamente le caratteristiche principali del servizio Velib’.

Velib'

Velib’

Andare da IKEA…gratis!

Andare da IKEA...gratis!

Andare da IKEA…gratis!

IKEA, la marca svedese specializzata nella creazione e vendita al dettaglio di mobili e oggetti di decorazione, è la soluzione ideale per chi abita a Parigi e desidera arredare il proprio appartamento senza spendere una fortuna.
L’unico problema è la poca praticità per raggiungere il centro IKEA più vicino alla capitale francese se non si dispone di un’auto. Il negozio, situato a Thiais, dista una decina di chilometri da Parigi.
Da qualche mese a questa parte, esiste un servizio di navetta gratuito che parte da Parigi e che va fino all’IKEA di Thiais (il tragitto dura circa 30 minuti).
La navetta parte da Place Denfert-Rochereau ed è disponibile mercoledì alle 11h, alle 13h30 e alle 16 e sabato e domenica alle 9h30, 11h, 12h30, 14h e 15h30.
Potrete mettere i vostri acquisti nel porta-bagagli del bus-navetta.
Oltre ad effettuare i vostri acquisti, all’IKEA di Thiais potrete seguire vari atelier gratuiti di decorazione e di cucina.

Donare i vestiti usati a Parigi

Donare i vestiti usati a Parigi

Donare i vestiti usati a Parigi

A ogni cambio di stagione, si svuotano gli armadi e si riempiono con il nuovo guardaroba.
Ci si ritrova spesso con capi d’abbigliamento da eliminare perché troppo piccoli, fuori moda o non più di nostro gusto.
Esistono molte associazioni a Parigi a cui donare i vestiti usati (Croce Rossa, Emmaus, ecc.) ma spesso non sono facilmente accessibili o non sono disponibili nelle ore in cui siamo liberi.
La soluzione più semplice per donare i vestiti usati sono i cosiddetti punti di raccolta Le Relais gestiti da un’associazione che si occupa di distribuire gli indumenti alle famiglie in situazione di indigenza.
Trovate la mappa dei contenitori metallici dove depositare gli indumenti in questo sito.
Potete depositare indumenti (sciarpe, guanti, cappelli, ecc.), scarpe (allacciate insieme) e qualunque altro tipo di tessuto in qualsiasi condizione sia.