I 10 migliori proverbi francesi

Qui recherche la lune...

Qui recherche la lune…

I proverbi sono una parte essenziale della cultura francese.
La saggezza popolare spesso riesce a tradurre in parole, nel modo più vivido e diretto, momenti e situazioni quotidiane, stati d’animo, sentimenti o semplici consigli di buon senso.
Vere e proprie perle di saggezza che ci fanno riflettere sulle situazioni che la vita ci propone e su quali insegnamenti queste nascondono.
Molti dei proverbi francesi hanno un equivalente in italiano, altri sono peculiari della lingua francese ma in ogni caso sono sempre forieri di una grande saggezza.

Vouloir, c’est pouvoir
(Volere é potere)
La determinazione è la garanzia della riuscita delle nostre azioni

Pas de nouvelles, bonnes nouvelles
Nessuna notizia, buona notizia
Quando non si ricevono notizie da parte di qualcuno, si può dedurre che non ci sono problemi e che la persona sta bene

Le chat parti, les souris dansent
Quando il gatto non c’é, i topi ballano
Quando il responsabile non c’é, i subordinati ne approfittano

La vengeance est un plat qui se mange froid
La vendetta è un piatto che va servito freddo
Preparate bene la vostra vendetta perché sia più efficace

Qui ne dit mot consent
Chi tace acconsente
Silenzio = Assenso

Les amours commencent par anneaux, et finissent par couteaux
Gli amori iniziano con gli anelli e finiscono con i coltelli
I giovani sposi si amano alla follia e le coppie anziane non si sopportano più

Si jeunesse savait, si vieillesse pouvait
Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse
L’esperienza manca ai giovani, e la forza agli anziani

La parole est d’argent, mais le silence est d’or
La parola é d’argento, ma il silenzio é d’oro
Il valore del silenzio é superiore a quello della parola.
In effetti é importante parlare bene ma saper tacere é un segno di saggezza

Un coup de langue est pire qu’un coup de lance
Un colpo di lingua fa più male d’un colpo di spada
Le parole offensive fanno più male d’una ferita

A bon entendeur, il ne faut qu’une parole
A buon intenditore, poche parole
Una persona intelligente capisce rapidamente e non ha bisogno che gli si spieghi tutto

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I falsi amici

I falsi amici

I falsi amici

No, non vi parlerò di quell’amico che ha tradito la vostra fiducia o di quell’altro che vi chiama solamente quando ha bisogno di voi.
Voglio presentarvi, invece, i cosiddetti faux amis ovvero falsi amici linguistici che possono impelagarvi in spiacevoli incomprensioni.
La somiglianza fonetica ci induce spesso a pensare che una certa parola francese abbia lo stesso significato del corrispettivo italiano.
In realtà molti termini francesi che somigliano a parole italiane, per pronuncia o per l’ortografia, hanno significati completamente diversi.
Facendo sempre attenzione a non confondere il significato dei falsi amici, eviterete fraintendimenti di ogni tipo e situazioni poco felici.

Ecco alcuni dei principali falsi amici e il relativo significato.

Ajuster = regolare                    Aggiustare = réparer
Attacher = legare                     Attaccare = attaquer
Botte = stivale                       Botte = tonneau
Boudin =  sanguinaccio             Budino = flan
Brut = lordo                          Brutto = laid
Cantine = mensa                       Cantina = cave
Case = casella                        Casa = maison
Code = codice                         Coda = queue
Confetti = coriandoli                 Confetti = dragées
Costume = vestito da uomo     Costume da bagno = maillot de bain
Déjeuner = pranzare                 Digiunare = jeuner
Facteur = postino                     Fattore = fermier
Fermer = chiudere                   Fermare = arrêter
Firme = ditta                         Firma = signature
Gare = stazione                       Gara = compétition
Gueule = bocca                        Gola = gorge
Lasser = stancare                   Lasciare = laisser
Limonade = gazzosa               Limonata = citronnade
Nonne = monaca                     Nonna = grande-mère
Pelle = pala                          Pelle = peau
Poli = educato                        Pulito = propre
Poltronne = vigliacca             Poltrona = fauteuil
Soldes = saldi                        Soldi = argent
Ville = città                         Villa = pavillon

Le Louchébem: il regno della carne

Le Louchébem: il regno della carne

Nel dialetto dei macellai parigini la parola louchébem significa proprio il mestiere di macellaio (boucher).
Il termine designa un gergo linguistico utilizzato esclusivamente dai macellai parigini e dotato di un particolarissimo vocabolario.
Il processo di creazione lessicale del louchébem si avvicina al verlan che si ricava invertendo le sillabe delle parole.
Le parole della lingua francese vengono modificate rispettando alcune regole: la consonante o il gruppo di consonanti iniziali vengono poste alla fine della parola e rimpiazzate da una “l” e, inoltre, si aggiunge un suffisso dialettale come –em/ème, –ji, –oc, –ic, –uche, –ès.
Ancora oggi alcuni macellai parigini usano alcuni vocaboli di questo strano linguaggio comunitario.
Ecco alcuni esempi:

l’argot = largomuche
boucher = louchébem
client = lienclès
café = lafécaisse
femme = lamfé
garçon = larsonkesse
fou = louf (loufoque)
porc = lorpic
monsieur = lesieumic
pardon = lardonpem
patron = latronpuche
pourboire = lourboirpem

Mettendo da parte la sfera linguistica ed entrando in quella gastronomica, le Louchebém è anche il nome di un ottimo ristorante nel I arrondissement di Parigi.
Il tempio della carne si trova nel cuore del quartiere delle Halles che anticamente ospitava il grande mercato di Parigi (oggi trasferitosi a Rungis).
Situato di fronte alla splendida chiesa di Saint Eustache, questo ristorante saprà soddisfare i carnivori incalliti a prezzi ragionevoli.
Famoso in tutta la città per la qualità della sua carne, le Louchébem propone menù rigorosamente a base di carne serviti con vari accompagnamenti.
Tra i menù proposti, l’assiette du rotisseur, servito a volontà, comprende una bistecca bovina, arrosto di agnello e prosciutto con osso accompagnati da puré di patate.
La scelta delle varie tipologie di carni è davvero enorme e i camerieri indossano i grembiuli tipici dei macellai.
Altamente sconsigliato ai vegetariani!

Le Louchébem
10, rue des Prouvaires – angle 31, rue Berger
75001 Paris

Le parolacce in francese

Le parolacce in francese

Le parolacce in francese

Ricevo tantissime email da compatrioti che desiderano lasciarsi alle spalle il Belpaese e iniziare una nuova vita a Parigi.
Spesso, però, gli italiani che aspirano a diventare abitanti della ville lumière non presentano un requisito fondamentale: la padronanza della lingua francese.
Malgrado la motivazione e la voglia di andare via da una realtà che vi sta stretta e nella quale non vi riconoscete più, se non possedete almeno le basi linguistiche l’integrazione nel tessuto sociale parigino sarà impossibile.
Se decidete di trasferirvi a Parigi senza conoscere una parola di francese, le possibilità professionali saranno limitatissime: potrete solamente lavorare in ristoranti italiani assumendo mansioni che non richiedano il contatto con il pubblico.

Cosiglio, a chi desidera ardetemente iniziare una nuova vita a Parigi ma non conosce la lingua, di seguire un buon corso prima di compiere il grande passo.
L’Alliance Française propone un’ampia scelta di corsi linguistici, concepiti in base alle conoscenze già possedute dagli studenti, per l’apprendimento del francese direttamente a Parigi.
Personalmente ritengo più saggio la frequenza di un corso linguistico prima della partenza per la Francia.
Chi non volesse affrontare le onerose spese d’iscrizione, può sempre sfruttare quella inesauribile e preziosa miniera d’informazioni chiamata Internet.
Esistono tantissimi materiali dedicati all’apprendimento del francese sparsi tra le maglie della Rete, bisogna avere pazienza e spulciare minuziosamente tutte le fonti disponibili.

Non essendo un professore di francese non posso aiutarvi a imparare questa lingua che rappresenta la chiave di accesso al vostro sogno di abitare a Parigi.
Cercherò di darvi una mano nei limiti delle mie possibilità, consigliandovi dei link utili e pubblicando qualche sporadico post che vi permettà di possedere le basi per pronunciare qualche semplice frase al vostro arrivo nella ville lumière.
Il primo passo da compiere è quello di studiare la fonetica: il francese presenta suoni e fenomeni fonetici sostanzialmente diversi dall’italiano.
Basti pensare che la lingua dei nostri cugini galli comporta ben 12 vocali e una serie di consonanti nasali inesistenti nella lingua italiana.
Questo interessante sito presenta una panoramica della fonetica francese corredata da supporti audio per ascoltare la pronuncia e da utili esercizi per facilitarne l’apprendimento.
Infine per dare un piccolo contributo a chi il francese non lo conosce, fornirò qualche dritta linguistica per compiere i primi passi nella città di Voltaire e Robespierre.
Comincerò i miei articoletti linguistici dalla fine, ovvero da quella zona d’ombra che ogni lingua possiede: le parolacce.
Troverete di seguito le parolacce maggiormente usate dai francesi nel linguaggio quotidiano con la relativa traduzione.
Cercate di memorizzarle e ascoltatene la pronuncia utilizzando questo sito (inserite la parola che volete ascoltare e selezionate “lingua francese”).

IMPORTANTE: Imparate queste parole ma non utilizzatele mai durante le vostre future conversazioni in francese. Le state imparando soltanto per sapere se qualcuno vi sta insultando.
Utilizzandole nei vostri discorsi suonereste volgari alle orecchie degli interlocutori francesi che non avranno voglia di proseguire la conversazione con voi.
Quindi imparatele ma non usatele!

Merde

Il significato lo si capisce facilmente. Viene utilizzato spesso come imprecazione.

Putain

Equivale al nostro “caz*o!” Lo si sente continuamente per le vie di Parigi e tra le tante parolacce francesi è quella che viene utilizzata maggiormente in ogni sorta di situazione.

Chier

Significa “cag*re” e anche questa parola viene usata spessissimo dai francesi specialmente nell’espresstione “fait chier” paragonabile al nostro “Vaff*nculo!”. I francesi amano lamentarsi continuamente e questa espressione spunta frequentemente sulle loro labbra.

Bordel

Letteralmente equivale al sinonimo italiano (bordello) usato per esprimere una situazione caotica. Usato come imprecazione questo termine potrebbe essere associato al nostro “Caz*o!”
L’espressione “Bordel de merde” enfatizza maggiormente il senso di contrarietà di chi la pronuncia.

Foutre

Ovvero “fot*ere“. Lo si ritrova nelle espressioni “Va te faire foutre (vai a farti fot*ere)” o “J’en ai rien à foutre (non me ne frega niente)”.

Con / Conne / Connard/ Connasse

Tante parole per dire la stessa cosa: “Cogl*one”.

Ta gueule

Maniera molto volgare e aggressiva per dire “Stai zitto/a!”

Salop / salope / pute

Donna di facili costumi…

Fils de pute

Figlio della donna di facili costumi…

Bite

Significa “Caz*o” ma in questo caso non come imprecazione ma proprio per indicare il pistolino degli uomini

Chatte

Uno dei tanti falsi amici della lingua francese che può causarvi imbarazzanti fraintendimenti. Questa parola significa “gatta” ma viene anche utilizzato per riferirsi all’organo genitale femminile.

Niquer / Enculer

Equivalente di “fott*re”

Baiser

Corrisponde al nostro “scop*re”.
Anche questo termine rappresenta una trappola letale per gli italiani da poco trasferitisi a Parigi.
L’italiano ingannato dalla somiglianza fonetica tende a tradurre la frase “Ti bacio” con “Je te baise”.
Se commetterete questo errore, direte al vostro interlocutore “Ti sc*po” al posto di “Ti bacio” che in francese si dice “Je te fais la bise” o “Je t’embrasse”.

Se il tema delle parolacce vi appassiona, vi consiglio di visitare il sito The Bad Word che classifica le parolacce più famose in francese e italiano.

Esistono molte altre colorite espressioni che popolano la volgarità della lingua francese ma non vi sarebbe utile apprenderle.
Adesso che conoscete le principali parolacce francesi potrete capire se qualcuno vi offenderà durante la vostra permanenza a Parigi.
In ogni caso non usate mai queste parole, non fareste altro che sporcare le vostre espressioni e indisporre chi vi ascolta.
Cercherò di proporvi qualcosa di più interessante la prossima volta che scriverò della lingua francese.