Il Beaujolais 2016 è arrivato

Il Beaujolais 2013 è arrivato

Il Beaujolais 2016 è arrivato e come ogni anno, in tutta la Francia, si festeggiano i primi vini DOC (denominazione origine controllata) dell’annata.
La Francia intera celebra il Beaujolais nuovo che, sebbene non sia un grande vino, offre l’occasione di fare festa tra amici nei bistrots.
La festa del Beaujolais Nouveau é una festa tradizionale francese celebrata il terzo giovedì di Novembre di ogni anno.
In questa occasione migliaia di bottiglie di questo vino fruttato vengono stappate; ogni anno il suo gusto varia assumendo una sfumatura diversa, che puo’ andare dalla fragola ai frutti di bosco al lampone o alla mora.
L’arrivo del Beaujolais Nouveau è un evento molto atteso e celebrato in tutto il mondo.
Il successo di questo vino è tale che ogni anno più di 90 milioni di bottiglie vengono esportate in 140 Paesi diversi.
L’evento è talmente popolare e diffuso che ha anche ispirato il titolo di un romanzo di René Fallet “Le beaujolais nouveau est arrivé“, adattato cinematograficamente in un film dallo stesso nome con Jean Carmet et Michel Galabru.
Si tratta di un vino, prodotto nell’omonima regione, che viene consumato l’anno stesso in cui é prodotto.
Il nome di Beaujolais Nouveau è apparso nel 1951 e deriva dal nome della città di Beaujeu nella regione Rhone-Alpes.
Fino al 1985, questo vino veniva messo in vendita il 15 novembre, ma questa data è stata modificata perché troppo vicina alla festività dell’11 novembre.

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La notte dei musei

nuit des musees 2016

La nuit des musées 2016

Nata dalla volontà di rendere accessibile a tutti la cultura, la Notte dei Musei permette ai musei partecipanti all’iniziativa di aprire le proprie porte a un’ora atipica rispetto al solito orario.
Questo appuntamento annuale rappresenta l’occasione unica per scoprire da una nuova prospettiva la ricchezza e la diversità dei musei di Parigi: luoghi d’esposizione e di contemplazione, i musei diventano luoghi d’animazione, d’incontro, lettura, spettacolo e teatro.
L’undicesima edizione della notte europea dei musei si terrà sabato 21 maggio 2016.
I musei parigini competeranno tra loro per inventiva e originalità per stupire il pubblico presente quella notte.

Sabato 21 maggio 2016
Dalle 19h all’1h

Un albero di Natale gigantesco

Un albero di Natale gigantesco

In occasione dell’avvicinarsi delle festività natalizie, Parigi indossa la sua veste più elegante: splendide illuminazioni decorano i principali quartieri della città, vetrine animate impreziosiscono magicamente le facciate dei grandi magazzini per la gioia di grandi e piccini, numerosi mercatini di natale invadono le piazze con la loro atmosfera gioiosa e la grande ruota panoramica torna a dominare place de la Concorde per offrire ai turisti e ai parigini una spettacolare vista panoramica sulla ville lumière. 
Quest’anno la capitale francese ha deciso di superare se stessa offrendo ai suoi visitatori l’albero di Natale (naturale) più grande d’Europa.
Il maestoso abete, alto  35 metri, sarà innalzato a place de la Concorde dal 6 dicembre 2012 al 3 gennaio 2013 e ospiterà varie manifestazioni e animazioni destinate ai più piccoli.
L’iniziativa è nata da una collaborazione tra il comune di Parigi e il canale televisivo per bambini Nickelodeon.
Proveniente d’Abreschviller, nella regione della Mosella, l’abete è stato scelto in partenariato con l’ONF (Office National des Forêts) e ha necessitato di tre giorni di trasporto per raggiungere Parigi.
L’enorme albero di Natale sarà decorato con luci LED a basso consumo e sarà inaugurato e acceso la notte del 6 dicembre in presenza del mitico Spongebob, uno dei personaggi più famosi di Nickelodeon.

Homo homini lupus est

Gli scontri tra polizia e manifestanti a Roma

Ci risiamo. A poco più di un anno dalla manifestazione degli indignati italiani degenerata nella furia cieca dei Black Block, Roma è stata messa nuovamente a ferro e fuoco.
La capitale ha fatto da scenario a duri scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nell’ambito del primo sciopero transnazionale contro l’austerity e da stamattina le televisioni e i giornali fanno a gara per mostrare gli scatti che dimostrano la violenza dei partecipanti.
Come troppo spesso avviene nel nostro Paese, ci si trova a parlare di cortei e manifestazioni solamente in occasione di episodi di violenza.
La maggior parte delle volte le proteste pacifiche di studenti, NO TAV, noglobal, disoccupati, sindacati e lavoratori passano in secondo piano per lasciare posto a notizie più frivole che dipingono l’immagine di una nazione che, tutto sommato, non sta così male.
Gli obiettivi dei fotografi e dei cameraman delle principali testate italiane si accendono alla vista del sangue e si eccitano davanti a un poliziotto che prende a manganellate uno studente inerme.
Sarebbe opportuno che la stampa nazionale iniziasse a raccontare la vera realtà che l’Italia sta conoscendo in questo periodo di tragica crisi e che osservasse criticamente il clima che si respira attualmente nelle piazze di mezza Europa.
Stamattina, accendendo la televisione, ho osservato con sdegno una squallida mistificazione degli eventi e l’ennesimo tentativo di far passare per manifestazioni violente le proteste spontanee e pacifiche di tantissime persone scese in piazza per gridare la propria rabbia.
A parte qualche voce fuori dal coro, i principali esponenti politici italiani inneggiano alla necessità di stringere la cinghia e accettare i sacrifici necessari per uscire fuori dalla crisi e accontentare la BCE, la Merkel e la comunità europea.
La realtà racconta, invece, una popolazione europea stanca di una politica di austerità meschina che sta strozzando il lavoro e che sta tagliando le gambe a milioni di giovani senza nessuna colpa.

Dopo l’abdicazione di Berlusconi il 12 novembre 2011 e la nomina di Mario Monti a capo del governo tecnico, era grande la speranza degli italiani nei confronti di una nuova compagine politica che avrebbe dovuto aprire una pagina rosea nella storia italiana.
Purtroppo quella pagina positiva bisogna ancora scriverla e l’Italia è sprofondata in una gattopardesca situazione di stagnazione in cui “tutto cambia affinchè nulla cambi”.
Da quando Mario Monti è divenuto il capo del governo italiano, l’Italia ha senza dubbio riacquistato quel rispetto e quella reputazione internazionale che erano stati gravemente compromessi: sono scomparse le barzellette di Berlusconi, le feste boccaccesche a palazzo Grazioli e Sarkozy e la Merkel non ridono più di noi.
A eccezione di questa riconquista di una fragile patina di rispettabilità, la crisi italiana non è migliorata minimamente.
La situazione è forse peggiorata per gli italiani perchè il nuovo governo ha scelto di trovare i fondi per rispondere alle avide richieste dell’insaziabile BCE mettendo le mani nelle tasche più facilmente raggiungibili, quelle delle classi medio-basse della popolazione.
Il vocabolario quotidiano degli italiani ha iniziato a traboccare di termini finanziari e tributari: spread, tasse, imposte, IMU, differenziale, crisi economica.
Non sarebbe più giusto mettere in atto una patrimoniale e chiedere maggiori sacrifici a chi ha più soldi e i sacrifici li può affrontare?
Certo, mi rendo conto che questa si chiama utopia, comunismo, pazzia: chiedere a un gruppo di politici e tecnici appartenenti a una casta dorata di attaccare e tassare quello stesso mondo dal quale provengono e che li sostiene.
Una proposta paradossale che rasenta l’assurdità del chiedere a un parlamento popolato da politici indagati, sospettati, corrotti e condannati di votare un decreto legge anti-corruzione.
In buona sostanza il governo italiano e i governi europei chiedono a noi cittadini di pagare e sorridere, accettare con benevolenza i sacrifici richiesti e, in più, non essere troppo choosy (schizzinosi) altrimenti la Fornero si mette a piangere.
Se proviamo a ribellarci, alziamo la voce e gridiamo la nostra rabbia contro questa politica di austerità che sta spezzando le gambe a un’intera generazione, se scendiamo nelle piazze a sfilare e manifestare contro il fallimentare sistema europeo, se blocchiamo le città e rifiutiamo di accettare l’amara pillola che il governo vuole obbligarci a inghiottire, riceviamo in cambio violente manganellate dalla polizia di Stato.

Il leader del movimento cinque stelle, Beppe Grillo, ha preso posizione riguardo gli scontri di ieri e, rispolverando suggestioni Pasoliniane, ha provocatoriamente invitato i poliziotti a passare dalla parte dei manifestanti per cambiare questo sistema marcio.
Naturalmente le parole di Grillo sono state utilizzate demagogicamente contro la mente del partito politico in forte ascesa in Italia e le sue parole sono state travisate dai principali mass media.
In realtà Grillo, come Pasolini che parlò di “proletari in uniforme”, afferma una verità sacrosanta e sotto gli occhi di tutti: basterebbe che le forze dell’ordine riflettessero pochi istanti su chi ha ragione e chi ha torto anzichè picchiare ciecamente e indistintamente chi protesta.
Se le squadre di picchiatori specializzati inviate dalla polizia per sedare gli scontri di piazza considerassero le ragioni di chi sta manifestando, potrebbero prendere coscienza che gli stessi problemi e le stesse pene sociali li accomunano con i manifestanti.
Studenti, disoccupati, lavoratori, poliziotti, carabinieri hanno un nemico comune che si personifica nella parola austerity, una supposta amara che i nostri padroni vogliono farci ingiustamente assumere.
Tuttavia al posto di combattere fianco a fianco per i nostri diritti e la nostra dignità, ci troviamo uno contro l’altro in una assurda guerra tra poveri.
E già successo in occasione di numerose manifestazioni degli anni 60, è successo durante il G8 di Genova dove la palestra della scuola Diaz ha testimoniato un orribile massacro di manifestanti pacifici da parte della polizia italiana, succederà ancora…
Homo homini lupus est (l’uomo è un lupo per gli altri uomini) diceva il filosofo inglese Thomas Hobbes ovvero l’uomo rappresenta il peggior nemico per i suoi simili.
Ricordo ancora in occasione di una recente manifestazione NO TAV, in Val di Susa, il caso di un ragazzo che aveva sfidato e insultato un poliziotto chiamandolo pecorella.
Quel ragazzo si chiama Marco Bruno e dopo aver riflettuto al suo gesto e alle parole pronunciate si è scusato pubblicamente con la polizia italiana.
So che è un desiderio utopico ma sarebbe davvero un sogno se anche la polizia si fermasse un istante a pensare alle proprie azioni e si schierasse con gli studenti, i disoccupati, i sindacati, i lavoratori e che unisse il proprio grido di rivolta a quello di chi vive nelle sue stesse fragili condizioni.

Queste le parole di Grillo:

“Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? E’ quello il tuo compito? Ne sei certo? Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza. Ti ho visto invece scortare al supermercato una senatrice o sfrecciare in moto affiancato ad auto blu nel traffico, a protezione di condannati in giacca e cravatta, di cosiddetti onorevoli, dei responsabili dello sfascio sociale che invece di occuparsi dello Stato si trastullano con la nuova legge elettorale per salvarsi il culo e passano le serate nei talk show. Di improbabili leader a cui non affideresti neppure la gestione di un condominio che partecipano a grotteschi confronti televisivi per le primarie. Loro “non tengono” vergogna, tu forse sì.
Lo spero. Soldato blu, tu hai il dovere di proteggere i cittadini, non il Potere. Non puoi farlo a qualunque costo, non scagliando il manganello sulla testa di un ragazzino o di un padre di famiglia. Non con fumogeni ad altezza d’uomo. Chi ti paga è colui che protesta, e paga anche coloro che ti ordinano di caricarlo. Paga per tutti, animale da macello che nessuno considera e la cui protesta, ultimo atto di disobbedienza civile, scatena una repressione esagerata. Soldato blu, ci hanno messi uno contro l’altro, non lo capisci? I nostri ragazzi non hanno più alcuna speranza, dovranno emigrare o fare i polli di allevamento in un call center. Tu che hai spesso la loro età e difendi la tua posizione sotto pagata dovresti saperlo. E’ una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta, mentre i responsabili stanno a guardare sorseggiando il tè, carichi di mega pensioni, prebende, gettoni di presenza, benefit. Soldato blu non ti senti preso per i fondelli a difendere l’indifendibile, a non schierarti con i cittadini? Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco. E’ un italiano, un’italiana come te, è tuo fratello. è tua sorella, qualche volta, come ieri per gli operai del Sulcis, un padre che ha sputato sangue per farti studiare. Sarà un atto rivoluzionario”.

Illuminazioni del Natale 2012

Illuminazioni del Natale a Parigi

La magia del Natale 2012 e la sua atmosfera unica e scintillante sta progressivamente invadendo Parigi.
L’elemento urbano che meglio testimonia l’avvento di questo periodo festivo è la decoratissima avenue degli Champs Elysées, le cui illuminazioni saranno ufficialmente inaugurate il 21 Novembre dall’attrice Diane Kruger.
La modella e attrice olandese, in presenza del sindaco di Parigi Bertrand Delanoé, attiverà l’interruttore che inonderà di luce l’avenue più bella del mondo.
Fino al 10 Gennaio 2012, da place de l’Etoile a place de la Concorde, i 415 alberi che costeggiano la rinomata avenue parigina, scintilleranno tutte le notti.
Gli Champs Elysées indosseranno, per tutta la durata del periodo natalizio, il loro abito più elegante: un abito fatto di luci intermittenti, decorazioni festive e tanta magia.

Il rispetto dell’ambiente e il risparmio energetico sono obiettivi fondamentali per la città di Parigi; per questa ragione, le migliaia di lampadine, utilizzate per l’illuminazione dei quasi due chilometri e mezzo che formano gli Champs Elysées, sono a basso consumo.
Il progetto che  ha vinto quest’anno è quello do Koert Vermulen e Marcos Vinals Bassols che hanno immaginato di decorare ogni albero del celebre viale con tre cerchi sospesi di colore rosso: lo spettatore avrà l’impressione che i cerchi galleggiano nel vuoto.
Uno spettacolo unico e indimenticabile tanto agli occhi dei parigini quanto a quelli dei turisti provenienti da tutto il mondo.

Gangnam Style: in 20.000 al Trocadéro

Gangnam Style: in 20.000 al Trocadéro

Pochi sono gli eventi in grado di riempire le piazze mobilitando grandi folle di persone che si ritrovano insieme per manifestare lo stesso ideale o condividere la stessa visione del mondo: i comizi politici, le assemblee religiose e i flashmob!
Lo scorso 5 novembre, la piazza del Trocadéro è stata invasa da circa ventimila persone che si erano date appuntamento utilizzando le principali reti sociali (Facebook, Twitter e altri social network) per ballare al ritmo forsennato della famosa canzone Gangnam style del dj coreano Psy.
L’ultima volta che la famosa piazza parigina antistante alla Tour Eiffel era stata così affollata, è stato nella primavera del 2012 in occasione del comizio di Nicolas Sarkozy come candidato alle elezioni presidenziali.
Non si è trattato del primo flashmob realizzato al Trocadéro sulle note di Gangnam Style ma, senza dubbio, quello di ieri è stato uno dei flashmob parigini più partecipati.
La partecipazione massiccia dei parigini all’evento è stata motivata dalla presenza dello stesso Psy che, indossando un elegante vestito bianco e nero, ha ballato la stravagante coreografia del pezzo mandando la folla in visibilio.
Da tre mesi a questa parte la canzone del cantante di K-pop è diventata un vero e proprio fenomeno di costume che ha contagiato anche il dissidente cinese Ai Weiwei e il segretario generale Ban Ki-moon, sorpresi a interpretare i celebri passi della coreografia di Gangnam style.
Il video ufficiale della canzone, pubblicato il 15 luglio 2012, ha superato i seicento milioni di clic su Youtube diventanto uno dei video più visionati della rete.

Scintille sotto la cupola

L’albero firmato Swaroski

Aspettando l’allestimento delle magiche vetrine dei grandi magazzini parigini, da oggi è possibile vedere l’albero di natale delle Gallerie Lafayette.
Per festeggiare i 100 anni della cupola dei celebri magazzini parigini, quest’anno la concezione e la decorazione dell’albero è stata affidata alla celebre gioielleria Swarovski.
Il risultato è uno scintillante abete, alto 21 metri e ornato con 120 decorazioni Swarovski, che non lascerà indifferenti i tanti turisti giunti da tutto il mondo per visitare le Galeries Lafayette.
L’albero, che sarà visibile fino all’8 gennaio 2013, è sorretto da un imponente piedistallo decorato con 5000 stelle in cristallo Swarovski.
Il capolavoro realizzato dal celebre gioielliere è sublimato da 120 fonti luminose che illuminano i cristalli creando un magico gioco di luce.