I battelli della speranza

I battelli della speranza sul Canal Saint Martin

Una bella iniziativa si è tenuta martedì scorso lungo il canale Saint Martin, nel X arrondissement di Parigi, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla triste sorte dei tanti immigrati che trovano la morte tra le costre africane e quelle europee.
Ogni anno sono tantissimi i disperati che tentano di raggiungere quello che considerano un Eldorado attraverso imbarcazioni di fortuna.
Molti sono gli immigrati provenienti dalle coste libiche, tunisine o marocchine che raggiungono le sponde di Lampedusa e della Sicilia in generale, ma tantissimi sono quelli che perdono la vita miseramente inseguendo speranze di cambiamento e di un’esistenza migliore.
Tra il 1994 e il 2011, circa 6000 immigrati hanno perso la vita tra le onde del Mediterraneo e il numero delle vittime è aumentano in maniera esponenziale in seguito alle rivoluzioni nei paesi arabi che hanno causato drammatici sconvolgimenti sociali e politici.
Un gran numero di battelli, zattere e gommoni si sono schiantati tra gli scogli trascinando in fondo al mare i sogni e le chimere di gente che scappava dalla guerra o da altre difficoltà per cercare un possibile futuro per sè e per la propria famiglia.
L’associazione Boats4people, che si batte per un Mediterraneo di libertà e solidarietà, ha organizzato una grande manifestazione per denunciare l’indifferenza degli stati dell’unione europea nei confronti di un dramma umano dalle dimensioni enormi.
Nell’ambito di questa utilissima iniziativa, il battello Oloferne navigherà tra la Tunisia e Lampedusa, per tutto il mese di luglio, effettuando alcune tappe intermedie che saranno accompagnate da svariate manifestazioni.
Anche le associazioni umanitarie parigine hanno voluto esprimere il loro contributo simbolico e la loro solidarietà verso questa delicata problematica organizzando un lancio di battelli di carta sul canale Saint Martin.
Una flotta di coloratissime barchette ha invaso per un giorno il canale parigino per ricordare che un mondo migliore sarà possibile solamente quando l’essere umano imparerà a rispettare e accettare i suoi simili.

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Chiang mai: elefanti e orchidee

Il bagno degli elefanti

Venerdi 1 Luglio. Siamo sempre a Chiang Mai e siamo ancora in cerca di nuove avventure.
Dopo un’abbondante colazione in hotel, siamo pronti per un’intensa giornata di trekking che prevede varie attività: show degli elefanti, passeggiata di circa un’ora a dorso d’elefante, passeggiata su un carro trainato dai buoi e visita di una fattoria d’orchidee e farfalle.
Il minibus viene a prenderci puntualmente alle 7h00 e, dopo aver recuperato i nostri compagni di viaggio in differenti hotel, ci incamminiamo in direzione del Maetaman camp dove assisteremo allo show degli elefanti.
Arrivati al Maetaman camp, ci sistemiamo lungo le rive del fiume e assistiamo al bagno degli elefanti che ci salutano spruzzando acqua dalle lunghe proboscidi.
Gli enormi pachidermi risalgono il fiume e ci sfilano davanti, in fila indiana, per andare a disporsi nell’area del campo dove si esibiranno.
Lo show comprende numerose esibizioni: i possenti animali formano simpatiche coreografie, trasportano tronchi d’albero, giocano a calcio, basket e dipingono quadri che alla fine saranno messi in vendita come souvenir.

Un elefante che dipinge

Rimaniamo stupiti per le grandi capacità dimostrate dagli elefanti nel compiere le loro performance.
Alla fine dello spettacolo gli animali si avvicinano al pubblico per un ultimo saluto e per farsi accarezzare; le guide ci invitano a salire sulle enormi proboscidi per immortalare il nostro passaggio al campo degli elefanti.
In seguito aspettiamo il nostro turno per salire in groppa a un gigantesco elefante ed esplorare un incontaminato angolo di giungla.
Comodamente seduti su un animale che pesa almeno 4 tonnellate, apprezziamo la vegetazione lussureggiante che ci circonda.
La passeggiata è molto piacevole e assume tinte avventurose quando l’elefante scende una ripida discesa e attraversa il fiume.

I carri trainati dai buoi

Terminato il giro in elefante, torniamo al campo dove ci aspetta la passeggiata su un carro trainato dai buoi.
Andiamo a spasso, su questo atipico mezzo di locomozione, lungo le stradine di un tipico villaggio e carpiamo momenti di vita quotidiana della gente semplice che abita in questi luoghi.
Dopo esserci rifocillati in un ristorantino thailandese, raggiungiamo la postazione da dove partirà il bamboo rafting, un’escursione lungo il fiume a bordo di una zattera realizzata con canne di bambù.

Il bamboo rifting

Avevamo già provato il “bamboo rafting” a Kanchanaburi, ma l’esperienza questa volta è diversa e molto più frizzante.
La corrente del fiume è forte, il tragitto è più lungo e una potente tempesta tropicale prende di mira la nostra piccola zattera.
L’acqua cade incessantemente e cerchiamo di proteggerci utilizzando un ombrellino e un telone che i due rematori thailandesi ci forniscono.
Durante la permanenza in Thailandia, abbiamo vissuto molti momenti emozionanti ma questa passeggiata in zattera resta il ricordo più avventuroso di tutta la vacanza.
Ci ritroviamo in piena giungla, nel bel mezzo di un fiume, su una zattera dalla discutibile stabilità, mentre stentiamo a proteggerci dalla pioggia battente.
Terminiamo con successo la traversata del fiume e arriviamo a destinazione senza annegare.

La fattoria di orchidee Mae Sa

Risaliamo a bordo del minibus per visitare la fattoria di orchidee, l’ultima tappa di questa giornata.
Lungo il tragitto, facciamo una tappa intermedia in una singolare azienda che produce carta a partire dagli escrementi degli elefanti.
Gli operai della fabbrica ci spiegano minuziosamente le varie fasi che trasformano la cacca dei pachidermi in carta: lavaggio, ebollizione, selezione delle fibre, aggiunta del colore, essiccamento e assemblamento.
Inizialmente quest’originale idea ci stranizza e ci spiazza.
Tuttavia vedendo i numerosi prodotti (quaderni, portafoto, agendine, cartoline) realizzati a partire da questa singolare materia prima, ci diciamo che si tratta di un’ottima trovata.
Se volete portare un souvenir thailandese a una persona che non vi sta molto simpatica, potete offrire un bel regalo (naturalmente solo voi conoscerete la reale natura dell’oggetto).
Raggiungiamo, infine la fattoria Mae Sa dove ammiriamo le svariate specie di farfalle e le tantissime e coloratissime orchidee che ci lasciano estasiati.
La giornata si conclude e torniamo a Chiang Mai con una bella stanchezza addosso. Stanchi ma soddisfati delle tante esperienze che ci hanno arricchito.

Aprire un conto in banca a Parigi

Aprire un conto in banca a Parigi

L’apertura di un conto in banca rappresenta uno degli ingranaggi fondamentali per mettere in movimento i meccanismi che vi consentiranno di entrare a far parte del sistema sociale francese.
Da poco atterrati sul pianeta Parigi, capirete rapidamente che il conto in banca costituisce un requisito essenziale per essere riconosciuti e accettati dalla macchina sociale e burocratica francese.
Siete arrivati da pochi giorni e state cercando casa? Il proprietario vi chiederà inesorabilmente il vostro RIB (relevé d’identite bancaire).
Avete finalmente trovato il vostro primo lavoro a Parigi? Il datore di lavoro vi chiederà il fatidico RIB per potervi versare lo stipendio.
Avete capito che questo simpatico acronimo vi tormenterà l’esistenza fin quando non vi deciderete ad aprire un conto in banca.

Non vi resta che recarvi in banca per aprire un conto e iniziare la nuova vita da cittadino italiano residente in Francia.
Quando vi recherete allo sportello bancario e l’impiegato vi chiederà di fornire un justificatif de domicile (bolletta della luce, ricevuta del pagamento dell’affitto o altro) vi renderete conto rapidamente di esservi impelagati in un fastidioso circolo vizioso.
Come faccio a fornire un certificato di domicilio se per trovare casa mi chiedono di avere un conto in banca, direte voi spalancando gli occhi?
Chi ha dovuto affrontare le pratiche per ufficializzare la propria situazione a Parigi si è trovato dinnanzi questo gatto che cerca di mordersi la coda: la banca chiede un documento che confermi la residenza in Francia, il proprietario di casa è disposto ad affittarvi casa solo se possedete un conto in banca e disponete del magico RIB.
Come venire fuori da questo noioso pasticcio?
Una soluzione (che ha funzionato nel mio caso) è quella di presentarsi allo sportello bancario con un amico o collega che è già cliente di quella banca e che può garantire sulla vostra serietà.
Un’altra soluzione per ottenere l’apertura del conto in banca è quella di aprire un conto “non-residente” che, tuttavia, non vi consente di disporre di una carta di credito nè di essere allo scoperto.

L’apertura del conto è gratuita e la banca vi assegnerà una persona, il vostro consigliere, che seguirà il vostro percorso di risparmio e vi guiderà nel districato universo dei prodotti bancari fatto di libretti e tassi d’interesse.
In linea di massima vi basterà disporre di un conto corrente e un libretto di risparmio (il cosiddetto Codevi) per gestire le vostre economie.
Gli altri prodotti che vi proporrà la banca, dai piazzamenti in borsa al PEL, possono essere interessanti solo se ne riscontrate l’utilità.
Riflettete bene prima di accettare tutte le proposte del vostro consigliere che talvolta può rivelarsi una figura prettamente commerciale.

Le principali banche francesi sono:
BNP-Paribas
Société Générale 
Crédit Agricole
Caisse d’Epargne
Crédit Lyonnais

Gli orari d’apertura sono dal lunedì al venerdì dalle 8:30-9:00 alle 16:00-17:30.
Qualche banca prolunga l’orario di apertura una volta a settimana e qualche altra chiude tra le 12:00 e le 14:00.
Alcune agenzie bancarie aprono il sabato e restano chiuse il lunedì.
Verificate attentamente le condizioni legate al conto in banca al fine di evitare brutte sorprese (andare in rosso anche per pochi giorni può talvolta comportare alti costi).
In base alla banca e alle vostre entrate potete negoziare un totale consentito per un eventuale scoperto.
Se supererete questo tetto massimo concordato con la banca quest’ultima potrà bloccarvi la carta di credito e ritiravi il blocchetto degli assegni.
La maggior parte delle banche forniscono un accesso gratuito via Internet al proprio conto e consentono di effettuare le principali operazioni online.
Ogni mese riceverete, inoltre, in formato cartaceo, il rapporto che ricapitola i movimenti legati al vostro conto.

Adesso che avete un conto in banca, potete finalmente ottenere l’agognato RIB, un tagliandino che racchiude le preziose informazioni riguardanti il vostro conto.
Il RIB vi aprirà le porte del sistema francese e vi aiuterà a inserirvi nel tessuto sociale.