Le nuove campane di Notre Dame

Le nuove campane di Notre Dame

Le nuove campane di Notre Dame

Nell’ambito delle celebrazioni dell’850esimo anniversario della cattedrale di Notre Dame, un nuovo insieme di campane è stato sistemato nelle torri dell’imponente costruzione gotica.
Nove campane luccicanti sono arrivate giovedì scorso davanti il sagrato di Notre Dame acclamate dalla felicità dei fedeli accorsi per l’evento e dallo sguardo estasiato dei curiosi che si trovavano a passare da quelle parti.
Dopo aver affrontato un lungo viaggio in camion durato circa otto ore, le campane sono arrivate a Parigi sfoggiando fieramente il proprio nome inciso sul metallo: Marie, Gabriel, Anne-Geneviève, Denis, Marcel, Etienne, Benoît Joseph, Maurice e Jean Marie.
Le campane sono state realizzate in una fonderia di Villedieu-les-Poêles (nella regione della Manica) per sostituire le antiche campane della cattedrale che datavano del 1856 ed emettevano un suono di cattiva qualità.
Le nove realizzazioni sono state costruite per durare dai 200 ai 300 anni e sono state benedette solennemente da Monsignor Vingt-trois.
I parigini potranno ascoltare per la prima volta il suono delle nuove campane il prossimo 23 marzo, la vigilia della domenica delle palme.

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La maledizione di Jacques de Molay

La maledizione di Jacques de Molay

Notre Dame racchiude numerosi segreti che si possono scoprire soltanto penetrando all’interno della cattedrale.
Fu proprio sul sagrato di questa chiesa che Filippo IV il Bello, nella volontà di distruggere l’Ordine dei Templari, fece bruciare al rogo il grande maestro dell’Ordine Jacques de Molay e i 37 cavalieri accusati di eresia.
La pira incendiaria fu eretta sull’ ile aux juifs, nella parte ovest dell’ile de la cité che corrisponde oggi alla parte meridionale dello square du Vert Galant.
Quando il grande Maestro vide il rogo chiese ai suoi giustizieri di essere rivolto verso la cattedrale:
“Vi prego di lasciarmi unire le mani per un’ultima preghiera. Morirò presto e Dio sa che e’ ingiusto. Ma io vi dico che la disgrazia cadrà su coloro che ci condannano ingiustamente.”
E poi rivolgendosi al papa Clemente V e al re Filippo il Bello aggiunse
“Vi affido entrambi al tribunale di Dio, tu Clemente nei prossimi 40 giorni e tu Filippo prima della fine dell’anno”.
La predizione di Jacques de Molay si realizzò poiché papa Clemente V morì un mese dopo e il re Filippo il Bello fu vittima, nello stesso anno, di un incidente di caccia a Fontainebleau.
La maledizione sembra essersi protratta nel corso dei secoli come una vendetta implacabile.
E voi, credete alla maledizion della stirpe dei re di Francia pronunciata, il giorno del rogo, da Jacques de Molay?

La Festa dei Pazzi (La Fête des Fous)

La Festa dei Pazzi (La Fete des Fous)

Ogni cosa nasconde un rovescio della medaglia!
E’ il caso di Notre Dame de Paris, la cui sacralità emana pietà, bontà, giustizia divina e trasporto dell’anima.
Sapevate che una volta all’anno (alcuni dicono a Natale, altri a Pasqua) si organizzava a Notre Dame la Festa dei Pazzi?
A questa festa partecipavano diaconi, preti, chierichetti e penitenti, uomini e donne, appena vestiti o completamente nudi che percorrevano la città praticando strani rituali: alcuni si bucavano le carni con i chiodi e segnavano il loro passaggio con il sangue, altri benedicevano gli spettatori con termini osceni ed eseguivano danze macabre, altri mangiavano minestra in un angolo dell’altare o bruciavano sterco di animali al posto dell’incenso.

Nel corso della serata la febbre saliva, si beveva, ci si insultava, e persino i preti, ubriachi, insultavano la folla scagliandogli contro pietre e rifiuti.
Ogni tanto questa strana processione faceva tappa in luoghi di prostituzione e finiva nell’orgia e nell’eccesso come a Sodoma e Gomorra.
Queste riunioni, per quanto possa sembrare incredibile, si protrassero fino al XVI secolo con la benedizione del re stesso.
La Festa dei Pazzi durava una giornata intera ma l’indomani tutto era dimenticato e la chiesa tornava alla normalità: la minima blasfemia o il più piccolo sacrilegio venivano puniti secondo le dure leggi della giustizia divina.
Si racconta la storia di un penitente che, non essendo ancora tornato al suo stato normale, disse una parola di troppo che pagò duramente: gli fu inchiodata la lingua sulla scrivania!

Il punto zero

Il punto zero

Il punto zero delle strade francesi (point zéro des routes de France) rappresenta il punto geodetico di Parigi, ovvero il punto chilometrico di riferimento a partire dal quale vengono calcolate le distanze tra la capitale francese e le altre cittá.
Concretamente il punto zero si materializza in un medaglione ottogonale di bronzo, che circonda una rosa dei venti, situato sullapPlace Jean Paul II nello spazio antistante la cattedrale di Notre Dame, sull’Ile de la Cité.
 
Parvis de la Cathédrale Notre Dame
75004 Paris

Cattedrale Alexandre Nevski

La cattedrale Alexandre Nevski

La cattedrale ortodossa russa decora con la sua sagoma neo-bizantina il paesaggio parigino conferendogli un aspetto esotico.
Costruita nel 1861, la cattedrale attira l’attenzione dei passanti per l’architettura particolare che si contraddistingue per la cupola dorata che scintilla da lontano.
La chiesa, come anche la cripta inferiore, trabocca di splendore: iconografie, mosaici, basso-rilievi, sculture, decorazioni in legno e tanto altro ancora.

12, rue Daru
75008 Paris
Metro: Ternes

Una cattedrale ucraina nel cuore di Parigi

La chiesa ukraina di Parigi

Questa cappella è stata piú volte ricostruita prima di essere totalmente trasformata, dopo la rivoluzione, per diventare una scuola di medicina clinica.
Nel 1942, la parte inferiore dell’edificio è diventata la chiesa cattolica ucraina che, essendo la sede dell’esarcato degli ucraini greco-cattolici di Francia, svolge la funzione di cattedrale.
Le icone e le pitture murali risalgono al 1972 e sono opera del pittore Mazurek.
 
51 rue des Saints Pères
75006 Paris
Metro: Saint Germain des Près