La Taverna medievale: un tuffo nel Medioevo

La Taverna medievale: un tuffo nel Medioevo

Un luogo anacronistico e affascinante dove potrete incontrare cavalieri in armatura e gentili damigelle.
Per accedere a quest’insolito pub dovrete presentarvi con i costumi adeguati all’atmosfera, se non li avete tra i vostri abiti carnascialeschi potrete sempre affittarli all’entrata del locale.
L’atmosfera medievale è ricreata alla perfezione e i piatti proposti si ispirano alla gastronomia del Medioevo.
Questo atipico ristorante e pub, ospitato dalle cave di Saint Sabin, vi permetterà di vivere per una sera nella pelle di un cavaliere o di una principessa.
Dopo aver gustato le specialità culinarie dai sapori ancestrali potrete scatenarvi in folli danze sulle note di musiche ancestrali.

La Taverne medievale
50, rue Saint-Sabin
75011 Paris
Metro: Bréguet-Sabin

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La maledizione di Jacques de Molay

La maledizione di Jacques de Molay

Notre Dame racchiude numerosi segreti che si possono scoprire soltanto penetrando all’interno della cattedrale.
Fu proprio sul sagrato di questa chiesa che Filippo IV il Bello, nella volontà di distruggere l’Ordine dei Templari, fece bruciare al rogo il grande maestro dell’Ordine Jacques de Molay e i 37 cavalieri accusati di eresia.
La pira incendiaria fu eretta sull’ ile aux juifs, nella parte ovest dell’ile de la cité che corrisponde oggi alla parte meridionale dello square du Vert Galant.
Quando il grande Maestro vide il rogo chiese ai suoi giustizieri di essere rivolto verso la cattedrale:
“Vi prego di lasciarmi unire le mani per un’ultima preghiera. Morirò presto e Dio sa che e’ ingiusto. Ma io vi dico che la disgrazia cadrà su coloro che ci condannano ingiustamente.”
E poi rivolgendosi al papa Clemente V e al re Filippo il Bello aggiunse
“Vi affido entrambi al tribunale di Dio, tu Clemente nei prossimi 40 giorni e tu Filippo prima della fine dell’anno”.
La predizione di Jacques de Molay si realizzò poiché papa Clemente V morì un mese dopo e il re Filippo il Bello fu vittima, nello stesso anno, di un incidente di caccia a Fontainebleau.
La maledizione sembra essersi protratta nel corso dei secoli come una vendetta implacabile.
E voi, credete alla maledizion della stirpe dei re di Francia pronunciata, il giorno del rogo, da Jacques de Molay?

C’era una volta Playmobil

Due Playmobil innamorati

Il était une fois Playmobil è la prima esposizione francese che celebra i trentacinque anni del personaggio, alto appena 7 centimetri e mezzo, nato dalla creatività della marca tedesca.
L’esposizione, ospitata al museo delle arti decorative di Parigi, ripercorre la storia di questo piccolo personaggio di plastica rappresentando la sua evoluzione attraverso il tempo e contesti differenti e fantastici: giocolieri, cavalieri, pirati, vichinghi, cow-boys, indiani, esploratori, animali e tanti altri colorati universi da scoprire.
I visitatori vengono accolti da alcune gigantografie dei giocattoli e una stanza dell’esposizione è dedicata a presentazioni multimediali che ripercorrono la storia della società Geobra poi diventata Playmobil.

Le collezioni presentate alla mostra provengono dalla sede principale di Playmobil, sita in Germania, e da un collezionista privato, Oliver Schaffer.
Proponendo questo nuovo personaggio, Hans Beck inventò una nuova maniera di giocare.
Disegnatore per l’azienda tedesca, produttrice di giocattoli, Geobra Brandstatter, Beck fu incaricato d’ideare dei giocattoli di piccole dimensioni e meno costosi per ovviare alla crisi petrolifera.
Il successo di Playmobil fu immediato e i bambini iniziarono a proiettare la loro immaginazione nei piccoli personaggi creati da Beck.

Il était une fois Playmobil
Musée des Arts décoratifs – galerie des jouets
Dal 10 Dicembre 2009 al 9 Maggio 2010
107 rue de Rivoli
75001 Paris