La fontana delle Palme

La fontana delle Palme

La fontana delle palme, conosciuta anche come fontana della Vittoria, si trova sulla Place du Chatelet, al confine tra il primo e il quarto arrondissement di Parigi.
La piazza ospita, oltre alla fontana, due grandi teatri parigini: le Theatre du Chatelet e le Theatre de la Ville.
La fontana è stata realizzata dal 1806 al 1808, su commissione di Napoleone, dall’ingegnere e scultore Francois-Jean Bralle.
La colonna che sovrasta la fontana è ornata di foglie di palma e d’iscrizioni che ricordano la campagna d’Egitto di Napoleone.
In cima alla colonna si trova una statua rappresentante la vittoria che tiene in mano una corona d’alloro: la statua è una replica dell’opera originale dello scultore Louis Simon Boizot che si trova al museo Carnavalet.
Ai piedi della colonna quattro figure allegoriche di pietra formano un cerchio, dandosi la mano; le quattro statue rappresentano le quattro virtù cardinali: la Forza, la Prudenza, la Temperanza e la Giustizia.
Quattro monumentali sfingi, realizzate dallo scultore Jacquemart, completano la fontana e alimentano il bacino inferiore grazie all’acqua che zampilla dalle loro bocche.

Place du Chatelet
75001 Paris

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Linea 14: Bajada por el lado izquierdo

Linea 14: Bajada por el lado izquierdo

I pendolari che quotidianamente utilizzano la linea 14 della metropolitana parigina saranno sicuramente rimasti sorpresi dal nuovo messaggio introdotto recentemente.
Il messaggio che caratterizzava la linea di trasporto automatica della RATP è stato modificato in occasione dei 10 anni della linea come conseguenza delle numerose lamentele da parte dei viaggiatori riguardo il volume eccessivamente elevato dei messaggi sonori.
La versione francese e quella inglese sono state riadattate ma il cambiamento principale del messaggio trilingue della famosa linea viola è stato rappresentato dalla sostituzione dello spagnolo con l’italiano.
Il passaggio al messaggio italiano è motivato dal fatto che numerosi viaggiatori italiani, giunti in treno alla stazione di Bercy, utilizzano la linea 14.
La mitica frase Bajada por el lado izquierdo che ha segnato la storia della linea 14, e in particolare quella della stazione Gare de Lyon, è stata sostituita dalla frase in italiano Uscita a sinistra.
Un italiano a Parigi come me può solamente rallegrarsi di questo cambiamento e sorridere ogni volta che si trova a passare da Gare de Lyon a bordo della linea 14.
Tuttavia i pendolari parigini sembrano aver accolto con poco entusiasmo il cambiamento e implorano la RATP di restaurare l’annuncio spagnolo al quale si erano tanto affezionati.
Ammetto che, dopo averlo ascoltato per parecchi anni, anche io lo associavo automaticamente alla linea 14 e mi stava molto simpatico.
Preferisco pero’ poter ascoltare la mia lingua e sapere che i parigini rosicano perché non gradiscono il nuovo messaggio.
I simpatici amici mangia-baguette hanno addirittura creato vari gruppi e pagine Facebook per rivendicare il ritorno al vecchio messaggio spagnolo a scapito di quello italiano.
I cugini transalpini, infuocati dalle inimicizie culturali e calcistiche tra i due Paesi, sostengono che la metropolitana parigina non deve parlare italiano.

Anche la voce del messaggio è cambiata: una voce maschile annuncia i nomi delle stazioni nel senso Olympiades/St Lazare e una voce di donna nel senso inverso.
La linea 14 ha segnato una svolta nelle abitudini dei pendolari parigini e forse anche per questo i viaggiatori si sono maggiormente affezionati alla cosiddetta linea Météor (MÉTro Est-Ouest Rapide), la prima linea automatica del circuito parigino, l’unica a non avere un conduttore.
La linea 14 ha accolto i suoi primi passegeri il 15 ottobre 1998 e si è rapidamente guadagnata un particolarissimo posto nell’immaginario collettivo dei parigini che l’ammirano come se fosse un monumento nazionale.
Inizialmente limitata al percorso Madeleine – Bibliothèque, la linea Météor ha beneficiato di un primo prolungamento fino a Saint Lazare nel 2003 e nel 2007 il capolinea sud-est è stato prolungato fino a Olympiades.
Il recente cambiamento d’identità sonora della linea 14 ha destabilizzato molti fedeli pendolari ma ha fatto contenti i tanti italiani a Parigi.

Au pied du cochon

Au pied de cochon

Questo famosa brasserie in stile Belle Epoque rappresenta un’istituzione tra i ristoranti del quartiere delle Halles.
Il ristorante è specializzato nei crostacei e frutti di mare d’ogni tipo, propone una deliziosa zuppa di cipolla e, naturalmente, presenta tantissimi piatti a base di maiale.
Potrete gustare le zampe di maiale più gustose della capitale e i più golosi potranno osare il pezzo forte del locale: la tentazione di Maria Antonietta che comprende zampe, orecchie, muso e coda di maiale.
Il ristorante ha aperto i battenti nel 1947 e si è rapidamente affermato come il regno del maiale per la felicità di chi ha uno stomaco solido e sopporta una cucina molto grassa.
Situato a pochi passi dal Centro Pompidou e aperto tutta la settimana, Au pied du cochon saprà stupirvi per la decorazione raffinata.

6 Rue Coquillière
75001 Paris
Metro : Châtelet-Les Halles

Ecoute: una statua da ascoltare

Ecoute: il testone di Henri Miller

Ecoute è l’originalissima scultura, realizzata dall’artista francese Henri Miller, che caratterizza la Place René-Cassin nel cuore del quartiere delle Halles.
La statua, posta davanti la chiesa Saint Eustache, rappresenta un’enorme testa di pietra appoggiata su un’altrettanto gigantesca mano: la posizione della la statua e il fatto che porti la mano all’orecchio lasciano presumere che sia in posizione di ascolto o che stia cercando di concentrarsi per meglio interpretare qualcosa.
Questo testone pensieroso che sembra captare voci e suoni che lo circondano pesa ben settanta tonnellate ed è stato realizzato nel 1986.
Presa d’assalto dai turisti e dai bambini, la statua lancia un messaggio profondo e invita i passanti a sforzarsi maggiormente di ascoltare chi ci circonda.

Place René-Cassin
75001 Paris
Metro: Etienne Marcel (linea 4) o Louvre Rivoli (linea 1)

Una colonna misteriosa

La colonna de Medicis

Poco distante dalla Borsa, nel I arrondissement, si innalza una misteriosa colonna, alta 31 e larga 3 metri, che un tempo faceva parte della residenza di Caterina dei Medici (da cui trae il nome).
Non si sa bene a cosa servisse questa colonna ma l’ipotesi più avvalorata le attribuisce una funzione astrologica: i quattro angoli del capitello fanno riferimento ai quattro punti cardinali e la cima della costruzione, raggiungibile dopo aver salito 147 gradini, offre una visione cosmografica delle decorazioni e dei cerchi di ferro che la contornano.
La colonna, oltre a testimoniare la passione della regina per l’astrologia, ha anche una funzione commemorativa come dimostrano le iniziali H (Henri II) e C (Caterina) che vi sono incise.

Numerosi sono i simboli e le allegorie che campeggiano sulla colonna: corone, gigli, cornucopie e altre decorazioni che fanno riferimento alla maestà e al potere della regina.
La colonna dominava il centro della Parigi dell’epoca simboleggiando il potere imperiale.
Il monumento ha sopravvissuto al passare degli anni e ha assistito alla costruzione della Halle au Blé (mercato del grano) successivamente sostituita dalla Borsa nel 1889.
Nonostante le numerose trasformazioni architetturali del quartiere e la minaccia di essere distrutta, la colonna dei Medici è stata risparmiata.
L’insolita costruzione domina, ancora oggi, i giardini delle Halles ricordandoci il nome di Cosimo Ruggieri, astrologo di Caterina dei Medici, che si sarebbe servito della colonna per l’osservazione del cielo.

Rue de Viarmes
75001 Paris
Metro: Chatelet ou Louvre-Rivoli

Je suis venu te dire que je m’en vais – Serge Gainsbourg

Je suis venu te dir’que je m’en vais
et tes larmes n’y pourront rien changer
comm’dit si bien Verlaine “au vent mauvais”
je suis venu te dir’que je m’en vais
tu t’souviens des jours anciens et tu pleures
tu suffoques, tu blémis à présent qu’a sonné l’heure
des adieux à jamais
oui je suis au regret
d’te dir’que je m’en vais
oui je t’aimais, oui, mais- je suis venu te dir’que je m’en vais
tes sanglots longs n’y pourront rien changer
comm’dit si bien Verlaine “au vent mauvais”
je suis venu d’te dir’que je m’en vais
tu t’souviens des jours heureux et tu pleures
tu sanglotes, tu gémis à présent qu’a sonné l’heure
des adieux à jamais
oui je suis au regret
d’te dir’que je m’en vais
car tu m’en as trop fait- je suis venu te dir’que je m’en vais
et tes larmes n’y pourront rien changer
comm’dit si bien Verlaine “au vent mauvais”
tu t’souviens des jours anciens et tu pleures
tu suffoques, tu blémis à présent qu’a sonné l’heure
des adieux à jamais
oui je suis au regret
d’te dir’que je m’en vais
oui je t’aimais, oui, mais- je suis venu te dir’que je m’en vais
tes sanglots longs n’y pourront rien changer
comm’dit si bien Verlaine “au vent mauvais”
je suis venu d’te dir’que je m’en vais
tu t’souviens des jours heureux et tu pleures
tu sanglotes, tu gémis à présent qu’a sonné l’heure
des adieux à jamais
oui je suis au regret
d’te dir’que je m’en vais
car tu m’en as trop fait

Châtelet les Halles – Florent Pagny et Calogero

Entre gris et graffitis
Où s`enferme le quotidien
Et des murs tellement petits
Qu`on entend tout des voisins
Avec pour seul vis-à-vis
Des montagnes de parfums
Où déambule l`ennui
Et se traînent des destins
le samedi après-midi
Prendre des souterrains
Aller voir où ça vit
De l`autre côté

Refrain:
Ligne 1
Châtelet les Halles
Station balnéaire
Mais où y a pas la mer
Comme de banlieue la plage
Voir un peu de bleu
Echouer sa galère
Marquer son passage
Suivre les tags
Quand y a plus de repères
Châtelet la fin du voyage

C`est pas ici Tahiti
Mais c`est toujours mieux que rien
Les baskets sur le parvis
Ne vont jamais très loin
On y piétine les débris
Et les abris clandestins
Eprouvant même du mépris
A ceux qui tendent la main
De Harlem à Paris
S`engouffrer dans un train
Puis un couloir qu`on suit
Ne pas aller plus loin

Refrain:
Ligne 1
Châtelet les Halles
Station balnéaire
Mais où y a pas la mer
Comme de banlieue la plage
Voir un peu de bleu
Echoucher sa galère
Marquer son passage
Suivre les tags
Quand y a plus de repères
Châtelet la fin du voyage

La fin du voyage
La fin du voyage
La fin du voyage