I ciclopi invadono Parigi

I ciclopi invadono Parigi

Le manifestazioni d’arte urbana abbelliscono Parigi in maniera sempre diversa e originale.
Tantissime forme di street art adornano la capitale francese colorandone le strade e le piazze e conferendo un tocco di freschezza: maschere di Gregos, mosaici, graffiti, trompe l’oeil, space invaders e tanto altro ancora.
Un nuovo multiforme e colorato popolo ha da poco invaso le strade della ville lumière: i ciclopi, un’originale creazione dell’artista francese Cyklop, il cui nome deriva dal gigante della mitologia greca sconfitto da Ulisse.
La specialità di Cyclop consiste nell’abbellire con la sua fantasia creativa i paletti che delimitano i marciapiedi parigini per impedire alle auto di posteggiare.

Questi paletti sono disseminati nei vari arrondissement della città e sono caratterizzati da un’estremità rotondeggiante che ha ispirato l’immaginazione di Cyklop.
L’artista parigino ha pensato di infondere una nuova vita a questi tristi paletti trasformandoli in allegri mostri dotati di un solo occhio.
Tantissimi occhi colorati osservano le passeggiate dei parigini lungo i boulevards e si mimetizzano nel tessuto urbano della capitale.
Se volete ammirare una delle più belle realizzazioni di Cyklop recatevi nel quartiere Faidherbe-Chaligny nell’XI arrondissement: i 93 paletti anti-parcheggio che costeggiano i marciapiedi della Cité de l’ameublement sono stati trasformati in un frizzante popolo di ciclopi.

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Un capolavoro nascosto nella stazione Abbesses

Un capolavoro nascosto nella stazione Abbesses

La metropolitana parigina, dedalo misterioso dove s’incontrano quotidianamente le vite di milioni di sconosciuti, custodisce opere d’arte di grande bellezza.
Basti pensare alle decorazioni in stile Art Nouveau, realizzate dall’architetto Guimard, che abbelliscono alcune delle stazioni della metro di Parigi.
Si possono citare numerose stazioni a tema dotate di uno stile inconfondibile: per esempio la stazione Arts et metiers che sembra riprodurre l’interno di un sottomarino, la stazione Concorde che illustra con le sue pareti il testo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo o, ancora, la stazione Bastille e i suoi bellissimi affreschi che richiamano le fasi salienti della rivoluzione francese.

La stazione Abbesses, oltre a essere la più vicina alla stupenda basilica del Sacro Cuore, è una di quelle stazioni che racchiude un piccolo capolavoro artistico: uno stupendo dipinto murale che decora le sei rampe di scale a chiocciola che conducono all’esterno.
Se siete abbastanza coraggiosi da prendere le scale (è una delle stazioni più profonde di Parigi) e rinunciare alla comodità dell’ascensore potrete ammirare un’opera di rara bellezza che accompagna in maniera colorata e gioiosa la discesa o la salita.
L’attenzione di chi si trova a percorrere queste scale viene immediatamente catturata dalla superba fattura di queste opere dimenticando l’innumerevole quantità di gradini che si presentano vorticosamente.
L’opera, nata dalla collaborazione di vari artisti, è stata rinnovata tra il 2006 e il 2007 dal collettivo di artisti Paris-Montmartre che ha ridato nuovo splendore a questo capolavoro nascosto.

Il multietnico mercato di Aligre

Il colorato mercato d’Aligre

Se siete in vacanza a Parigi e desiderate conoscere l’anima di questa città, amalgamarvi con la gente che ci abita e per una mattina vivere come loro, recatevi al mercato di Aligre.
Se invece, come me, a Parigi ci abitate, la visita settimanale a questo coloratissimo mercato diventerà un appuntamento fisso.
Il mercato si svolge tutti i giorni, dal martedì alla domenica, lungo la rue d’Aligre, tra la rue du faubourg Saint Antoine e la rue de Charenton.
Si tratta del cuore del XII arrondissement, una delle zone più multietniche e frizzanti di Parigi.
Recarmi al mercato di Aligre è diventata un’abitudine da un lato per i prezzi imbattibili di frutta e verdura, dall’altro perché mi ricorda molto l’atmosfera che si respira nei mercati palermitani.
Riempire ogni settimana il carrello della spesa di prodotti freschi e genuini a prezzi stracciati, rappresenta la mia madeleine di Proust che mi proietta nella mia infanzia quando con mio padre quella stessa spesa la facevo al Capo, al Ballarò o alla Vucciria.

L’atmosfera è veramente simile a quella dei mercati rionali di Palermo e, dato che la maggior parte dei commercianti sono arabi, anche i sapori sono quelli mediterranei.
Quello che stimola maggiormente il flusso della mia memoria, riportandomi indietro nel tempo, sono soprattutto le abbanniate ovvero le grida proclamate dai venditori del mercato per decantare le qualità dei loro prodotti.
Naturalmente il venditore del mercato di Aligre non grida “pisci spata friscu!” o “accattativi l’aranci brasiliani!!!” ma piuttosto “Au choix, au choix! (a scelta)” o ancora “Tout à un euro (tutto a un euro)” ma l’effetto è lo stesso.
Quando si arriva al mercato di Aligre si è subito avvolti dal movimento perpetuo e dal miscuglio multiforme di volti, grida, lingue e colori che riflette la mescolanza etnica e sociale del XII arrondissement e più in generale di Parigi stessa.
Tutti gli strati sociali si mescolano e si ritrovano insieme a fare la fila al mercato: giovani studenti venuti a fare la spesa per la settimana, operai, attempate signore che vengono da anni a scegliere le lattughe più belle o le arance più succose, turisti e semplici curiosi.
Il mercato d’Aligre è l’unico mercato di Parigi a coniugare insieme un mercato alimentare all’aperto, un mercato al chiuso (la hall Beauvau, costruita nel 1779) e un piccolo mercato delle pulci: un’eterogeneità che sta alla base del successo di questo mercato.

Il termine Aligre che da il nome al mercato e alla via, deriva dal nome di una vedova benefattrice che lasciò tutti i suoi averi all’hospice des Enfants Trouvés che sorgeva laddove oggi si trova la square Troussau.
I venditori di frutta e verdura occupano la parte del mercato situata all’esterno, una quarantina di bancarelle che quotidianamente espongono frutta di stagione o agrumi importati dai paesi più caldi (Sicilia inclusa), fiori, funghi, spezie ed erbe aromatiche.
Per essere sicuri della qualità della frutta, non esitate ad assaggiare, odorare, toccare e mantenete una certa diffidenza nei confronti dei venditori che non vi lasciato scegliere personalmente la frutta.
I migliori affari si fanno sicuramente la domenica tra mezzogiorno e l’una quando i prezzi delle bancarelle scendono precipitosamente e i venditori diventano molto più propensi a negoziare pur di sbarazzarsi dei prodotti rimasti.
Alcune bancarelle sono specializzate nella vendita di frutti esotici, altre in quella di aglio e cipolle ma la maggior parte presentano la stessa varietà di prodotti.
In ogni caso, prima di riempire la cesta della spesa, conviene sempre fare un giro completo del mercato e adocchiare i prodotti migliori.
La parte che separa il mercato delle pulci dalla parte coperta rappresenta il cuore del mercato di Aligre dove si possono trovare le migliori qualità di frutta e verdura, ai piedi del piccolo edificio che sovrasta la piazza con la sua torre munita d’orologio.
Il mercato chiuso, la hall Beauveau, è molto pittoresco e offre l’imbarazzo della scelta: pescivendoli, venditori di formaggio, specialità italiane, negozi biologici, panifici e macellerie.
Tuttavia i prezzi sono più alti rispetto a quelli del mercato all’aperto.

Per quanto riguarda il mercato delle pulci, molti oggetti sono malandati o rovinati dal tempo ma se avrete la pazienza di esaminare attentamente tutti gli oggetti proposti, potrete fare dei buoni affari.
Da non perdere a fine mercato, l’immancabile venditore di cd/dvd masterizzati: il giovane, che tra l’altro parla un perfetto italiano, saprà consigliarvi riguardo al suo vasto catalogo di film.
Tornati a casa, poi, vi renderete conto che solo uno dei cinque film appena acquistati funziona, ma il simpatico contraffattore di film sarà ben disposto a sostituirli e poi sarà il pretesto per tornare al mercato.

Tutti i giorni, tranne il lunedì,  dalle 8h30 alle 13h00.
Marché d’Aligre
Place d’Aligre
75012 Paris
Metro : Ledru-Rollin o Faidherbe Chaligny (linea 8)