Presidenziale 2012: Sarkozy vs Hollande

Sarkozy vs Hollande

Mercoledì sera si è consumata l’ultima cruciale tappa della campagna presidenziale 2012, il dibattito televisivo tra il candidato socialista François Hollande e il presidente uscente Nicolas Sarkozy.
Quasi diciotto milioni di francesi hanno assistito al dibattito tra i due candidati trasmesso da TF1 e France2, un duello televisivo studiato nei minimi particolari dallo staff dei due uomini politici.
Questa mattina sulla metropolitana non si parlava d’altro e gettando un’occhiata all’edicola vicino al mio ufficio ho potuto costatare che le prime pagine di tutti i quotidiani francesi ritraevano i volti accesi dall’antagonismo politico dei due candidati.
Personalmente sono rimasto positivamente stupito da Hollande che ha saputo controbattere colpo su colpo alle accuse di Sarkozy e ha mostrato un carisma politico che in molti avevano messo in discussione.
Il dibattito è stato dominato da un’atmosfera di tensione e i toni dei due uomini politici sono spesso diventati aspri richiedendo un attento lavoro di mediazione ai due giornalisti chiamati a moderare la discussione.

I due contendenti si sono affrontati senza esclusione di colpi mostrando una sprezzante aggressività già dalle battute iniziali del confronto.
Hollande ha criticato l’operato dell’attuale presidente della repubblica francese sottolineando il bilancio negativo del suo mandato che ha portato alla divisione fratricida del popolo francese.
Sarkozy ha replicato accusando il candidato socialista di utilizzare argomenti scontati e poco concreti per contrastare la sua caratura politica.
Infiammati dal dibattito, i due si sono rinfacciati reciprocamente le critiche e gli insulti che hanno caratterizzato la campagna presidenziale.
Sarkozy si è vantato di non avere registrato alcuna manifestazione violenta del popolo durante il suo quinquennio e di non avere mai dovuto ritirare una riforma a causa delle proteste della piazza.
Le strategie dei due candidati si sono palesate fin dall’inizio: Hollande ha sistematicamente rinfacciato al presidente in carica gli obiettivi non raggiunti durante il suo mandato, Sarkozy ha enfatizzato le ambiguità del candidato socialista come la sua posizione riguardo al tema dell’immigrazione (Hollande propone di estendere il diritto di voto agli immigrati, anche non comunitari, mentre Sarkozy non è d’accordo).
La tensione è stata palpabile durante tutto il dibattito e le parole “menzogna”, “falso” e “calunniatore” sono state ripetutamente e provocatoriamente pronunciate dal presidente candidato.
Sarkozy ha sottolineato con cinismo la mancanza di esperienza di Hollande che non ha mai avuto un ruolo politico importante, l’ex-marito di Segolène Royal ha risposto accusando Sarkozy di nascondersi troppo facilmente dietro il capro espiatorio della crisi economica per giustificare i suoi fallimenti.

Tutti i temi scottanti della campagna sono stati affrontati dall’affare DSK (Dominique Strauss-Kahn) al nucleare, dall’aumento della disoccupazione a quello delle tasse, e le divergenze tra i due diversi punti di vista sono emerse chiaramente.
Tra le varie tematiche discusse è saltato fuori anche il nome di Silvio Berlusconi, citato da Hollande come personaggio vicino a Sarkozy ed esempio negativo di gestione politica.
Sarkozy ha tenuto a precisare che non considera Silvio Berlusconi come un suo amico.
Il grande comunicatore Sarkozy è apparso teso e nervoso di fronte a un François Hollande inaspettatamente aggressivo e già proiettato nel futuro ruolo di presidente della repubblica (il candidato socialista ha ripetuto varie volte “moi, President de la Republique” nel corso del dibattito).
In ogni caso l’ombra del Fronte Nazionale volteggia beffarda sul risultato finale di questa elezione.
Se Hollande non ha rivolto alcun messaggio ai militanti del partito di estrema destra capeggiato da Marine Le Pen, è apparso fastidiosamente patetico l’appello finale di Sarkozy che ha invitato gli elettori del FN a votare per lui per rafforzare le frontiere della Francia.
Nel corso della sua campagna il presidente in carica ha manifestato più volte la vicinanza ideologica con i valori del Front National lasciando capire che se sarà rieletto punterà a cementificare l’identità francese e limitare l’immigrazione clandestina.
Bisognerà aspettare ancora qualche ora e le ultime dichiarazioni che accompagneranno gli sgoccioli della campagna presidenziale per conoscere il volto del nuovo presidente francese.
I sondaggi danno attualmente il candidato socialista favorito per la vittoria finale ma il dibattito di mercoledì ha forse mischiato le carte in tavola permettendo a Sarkozy di recuperare il ritardo sul concorrente.
L’atteggiamento demagogo e populista di Sarkozy potrebbe procurargli i voti degli indecisi e dell’estrema destra ma potrebbe avere un effetto boomerang sottraendogli preziosi voti. La risposta tra poche ore.

Annunci

Parigi 26 gigapixels

Parigi 26 gigapixels

Parigi 26 gigapixels rappresenta la sfida che si sono lanciati i fotografi Arnaud Frich e Martin Loyer per consentire di scoprire Parigi virtualmente.
Si tratta della foto più grande mai realizzata (risoluzione  354159 x 75570 pixels) che permette di vedere la capitale francese nei minimi dettagli.
Già al momento dell’investitura del presidente americano, Barack Obama, il 20 gennaio 2009, il fotografo David Bergman aveva realizzato una foto panoramica collegando tra loro le 220 foto che aveva realizzato in quell’occasione per permettere agli assenti di partecipare virtualmente all’evento.

Questa volta sono i fotografi francesi che hanno voluto realizzare un’opera colossale attraverso il progetto Paris en 26 gigapixels che ha raggiunto un risultato impressionante.
I due fotografi hanno rassemblato 2346 fotografie, equivalenti a 138 colonne e 17 linee e pari alla superficie di un campo di calcio, scattate con due macchine fotografiche fissate su un supporto meccanico.
Il luogo da dove effettuare gli scatti è stato consigliato da Martin Loyer, esperto conoscitore dei tetti parigini e delle vedute panoramiche piú suggestive: la scelta ha premiato il tetto dell’eglise Saint Sulpice.
Sono stati necessari 6 mesi di preparazione e 5 ore di scatti (ai quali bisogna aggiungere alcune settimane dedicate ai ritocchi finali) per raggiungere l’ambizioso obiettivo.

Come afferma lo stesso Frich “Non si tratta di una foto rivoluzionaria dal punto di vista artistico ma ha il grande merito di offrire un suggestivo sguardo su Parigi a chi non vi abita o a chi non c’è mai stato”.
La foto, ospitata su una pagina web, è accompagnata da un sottofondo musicale creato da Jean-Pierre Tiersen, la colonna sonora del famoso film di Jean-Pierre Jeunet, Le Fabuleux destin d’Amélie Poulain (Il favoloso mondo di Amélie Poulain).
La sfumatura musicale partecipa a creare un’atmosfera tipicamente parigina che allieta la navigazione della foto.
Il visitatore partecipa attivamente alla navigazione: puó utilizzare il mouse per spostarsi all’interno della foto, zoomare sui particolari, selezionare uno dei 20 monumenti piú belli della cittá dall’Opera Garnier al Sacro Cuore passando per la Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo. Un realismo veramente impressionante.