Il concerto privato della rue Vaugirard

Les jardins du Luxembourg

Molti di voi ignorano che Parigi oltre a essere stupenda e romantica è anche una città infestata!
Tantissime sono le leggende metropolitane che aleggiano sulle vie della capitale francese, dai giardini delle Tuileries a Notre Dame, e che vedono Parigi popolarsi di spiriti e fantasmi al calar della notte.
Una di queste leggende riguarda i bellissimi giardini del Lussemburgo, situati nel cuore del quartiere latino, che sarebbero la dimora di un misterioso uomo in soprabito.

Nel 1925 Jean Ramier, un giovane studente, incontrò un uomo chiamato Alphonse Berruyer che indossava un lungo soprabito nero.
L’uomo si sedette accanto al giovane e gli propose di assistere ad un concerto privato.
Ramier accettò volentieri l’invito dell’uomo e insieme si recarono presso la sua abitazione di rue Vaugirard dove il concerto si svolse in maniera elegante e raffinata.
Il giovane discusse di musica con le altre persone che assistevano al concerto e abbandonò la casa di Berruyer soddisfatto dell’esperienza vissuta.
Lo studente, appena uscito dal concerto, si rese conto di aver dimenticato l’accendino in quella casa e si precipitò a recuperarlo.
Bussò a lungo e violentemente alla porta della casa in cui, poco prima, aveva assistito allo spettacolo.
Un vicino informò il giovane Ramier che la casa era abbandonata da parecchio tempo visto che Alphonse Berruyer era morto da una ventina d’anni.

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Maitre Albert, un alchimista parigino

L'atelier di Maitre Albert (oggi un ristorante)

La rue du Maître Albert è una stradina calma, che porta il nome del suo più illustre abitante: Albert de Cologne detto Albert le Grand. Scienziato, teologo e alchimista che ci ha lasciato il più celebre manuale di stregoneria Les merveilleux secrets du Grand et du Petit Albert.

Secondo la leggenda le sue continue sperimentazioni e i suoi poteri esoterici lo avrebbero portato a creare una testa umana totalmente autonoma, capace di muoversi e di rispondere alle domande. Nel luogo in cui un tempo sorgeva il suo laboratorio si trova, oggi, un ristorante.

Rue Maître Albert
75005 Paris

Il cantiere stregato della rue des Saints-Pères

Il cantiere interminabile

Questa leggenda urbana affonda le sue origini agli inizi degli anni ’80 quando un architetto parigino acquistò un edificio con l’intenzione di rinnovarlo.
Nel giro di pochi mesi, i lavori intrapresi per la ristrutturazione causarono gravi incidenti: un operaio cadde dall’impalcatura, un pilastro crollò, un incendio distrusse una parte del cantiere e strani rumori continuarono a rimbombare tra le mura.
L’architetto decise, allora, di convocare un medium che grazie ai suoi poteri rivelò il mistero di quell’edificio: la casa era appartenuta a un uomo che vi aveva vissuto una grande storia d’amore e che voleva proteggere quel luogo dagli intrusi.

Rue des Saints-Pères
75007 Paris

Il barbiere sanguinario della rue Chanoinesse

Il barbiere sanguinario

L’Ile de la Cité custodisce una leggenda talmente incredibile e inverosimile che ha ispirato numerosi scrittori e il regista Tim Burton per il film Sweeney Todd.
La leggenda racconta che, nel XVI secolo, alcuni studenti che alloggiavano presso il convento di Notre-Dame iniziarono a scomparire uno dopo l’altro.
Il cane di uno degli studenti scomparsi vegliò e pianse, tutta la notte successiva alla scomparsa del suo padrone, davanti la porta del barbiere vicino.
Gli abitanti del quartiere, insospettiti, scoprirono il mistero: il barbiere sgozzava i giovani clienti e depositava i corpi in una cantina comunicante con il macellaio.
Quest’ultimo, secondo la leggenda, dopo aver tritato, speziato e lavorato la carne l’avrebbe venduta ai propri clienti.
I due complici sarebbero stati bruciati vivi e le loro case rase al suolo.

18-20 rue Chanoinesse
75004 Paris
Metro: Cité

La casa infestata dell’avenue Frochot

Il mistero di Pigalle

Esiste a Parigi, nel cuore di Pigalle, una viuzza che custodisce numerose leggende.
L’impasse Frochot, una piccola oasi di verde che ha ospitato molti artisti del calibro di Renoir, Toulouse Lautrec che abitò al numero 15 e Django Reinhardt che si dice bruciasse i suoi mobili nel camino per scaldarsi.
Il vicolo che si sviluppa da place Pigalle fino alla rue Victor Massé è oggi interamente privato e, dai cancelli chiusi, è possibile intravedere alcune abitazioni in stile medioevale.
L’atmosfera del luogo è molto particolate ed è resa particolarmente inquietante dalla leggenda che riguarda una delle case di questo vicolo che sarebbe stregata.
Si tratta della casa sita al numero 1 dell’impasse, una costruzione in stile neo-gotico che presenta un giardinetto, varie stanze e numerose vetrate.

In questa casa visse Victor Massé, famoso compositore, che rimase vari anni paralizzato  a causa di una sclerosi multipla. Alla sua morte, il direttore delle Folies Bergères decise di comprare la casa per poi lasciarla in eredità alla donna delle pulizie. Quest’ultima venne selvaggiamente assassinata e il suo assassino non fu mai ritrovato.
Da quel momento la casa rimase disabitata per più di trent’anni e la leggenda secondo cui l’abitazione sia infestata dal fantasma della donna inizio’ a crescere.
La cantante Sylvie Vartan, in seguito, decise di comprarla per vivere la propria gravidanza serenamente, in quest’oasi di verde in piena Parigi,  ma per motivi inspiegabili abbandonò rapidamente la casa.
Dopo di lei, Mathieu Galey, un critico teatrale che apprezzava lo stile gotico della casa, la comprò.
Galey morì poco dopo di sclerosi multipla come Victor Massé.
La casa, che è stata ereditata da due amici di Galey, è oggi disabitata e conserva i suoi misteri.

1 avenue Frochot
75009 Paris

Il fantasma dell’Opera

Il Fantasma dell’Opera

Nel romanzo Il fantasma dell’Opera del 1810, Gaston Leroux fa riferimento a un misterioso abitante dei sotterranei dell’Opera Garnier.
Leroux non ha inventato questa leggenda ma si è ispirato a strani fenomeni avvenuti alla fine del XIX secolo: la caduta di un lampadario durante una rappresentazione teatrale, un macchinista ritrovato impiccato e altri strani segnali e apparizioni.
I vari direttori dell’epoca avrebbero, inoltre, ricevuto dei messaggi da parte del fantasma stesso che rivendicava l’uso esclusivo di uno dei camerini.
Christine Daaé, una giovane cantante, avrebbe addirittura avuto un incontro ravvicinato con il misterioso personaggio.
La presenza di un ruscello sotterraneo è stata scoperta durante i lavori di costruzione dell’Opera Garnier.
Si dice che, ancora oggi, i macchinisti dell’Opera si occupino di alimentare i pesci del ruscello per sfamare il misterioso inquilino dei sotterranei.