Un “italiano a Parigi” a Chambord

Il monumentale castello di Chambord

Approfittiamo di un assolato fine settimana d’aprile per visitare Chambord che ospita uno dei più maestosi castelli della Loira.
Il castello di Chambord è uno dei più grandi e famosi castelli francesi e i dettagli della sua architettura rappresentano un ottimo esempio dello stile rinascimentale francese.
L’imponente castello si trova in mezzo a una grande distesa che ospitava le battute di caccia del re e che accoglie oggi cinghiali, cervi, scoiattoli e tanti altri animali: un miscuglio di cultura e paesaggi selvaggi rende questo luogo incantevole.
Questo gioiello architetturale venne costruito da Francois I ed è stato proclamato monumento storico nel 1840.
Il castello di Chambord è probabilmente il più grandioso di tutti i castelli della Loira e sono necessarie diverse ore per visitarlo interamente.
Il complesso monumentale include 156 metri di facciata, 426 stanze, 77 scale, 282 camini e 800 capitelli.
I giardini che lo circondano rappresentano il fasto dell’epoca e la potenza di Francesco I.
Ogni stanza del castello si differenzia per le decorazioni e un’ala del castello accoglie una collezione di carrozze.
Alcune stanze dell’antica residenza reale ospitano esposizioni temporanee.
Il pezzo forte del castello è la scala a doppia rivoluzione che viene attribuita al grande Leonardo da Vinci.
La scala crea un’effetto particolare: se due persone vi penetrano allo stesso tempo dai lati opposti, potranno vedersi attraverso le piccole lucernaie della scala ma non potranno mai incontrarsi!

L’impiccato che non voleva morire

L’impiccato che non voleva morire

La Place Maubert porta questo nome dal XII secolo.
Si pensa che il nome provenga dal Maestro M.Albert, più conosciuto sotto lo pseudonimo di Alberto il Grande, un alchimista domenicano che scrisse numerosi trattati di magia.
Era un’epoca in cui il rogo dell’inquisizione iniziava a bruciare e la piazza avrebbe visto la fine di molti eretici e blasfemi.
Si racconta la storia incredibile di un ragazzo accusato di aver assassinato il suo maestro.
Il giovane fu impiccato e il boia che dopo una buona mezz’ora venne a staccargli la corda dal collo, si rese conto che il ragazzo continuava a dimenarsi.
Fu sul punto di tagliargli la gola ma alcune donne, sensibili a quella scena, gridarono al miracolo e implorarono il boia di concedere la grazia.
Quest’ultimo accettò e il giovane che non aveva smesso di proclamare la sua innocenza affermò di essere resuscitato “Ero morto diceva e la mia preghiera nel momento in cui trapassavo mi ha riportato in vita”.
Nessuno aveva mai sopravvissuto ad un’impiccagione dopo mezz’ora di supplizio e ciò suscitò un grande clamore in tutta la città.
Lo stesso re Francesco I graziò il miracolato e l’inchiesta che il sovrano fece condurre provò che il ragazzo non aveva mentito: il suo maestro era stato assassinato dalla moglie.
Non bisognò altro per confermare il miracolo.