Sixt e il presidente

Sixt e il presidente

Sixt e il presidente

La compagnia di locazione d’auto SIXT adatta spesso le pubblicità ai fatti salienti del momento.
Recentemente il sito web della compagnia e varie pubblicità su carta stampata hanno lanciato un consiglio al presidente della Repubblica francese, François Hollande, riguardo la vicenda amorosa con l’attrice Julie Gayet.
Il messaggio che campeggiava nello spot pubblicitario era questo “Presidente, la prossima volta eviti lo scooter. Sixt affitta auto con i vetri oscurati”.

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Cattivi presagi europei

Un fulmine squarcia il cielo

Il popolo francese si aspetta molto dal neo-presidente Francois Hollande.
Il candidato socialista risultato vincitore dalla campagna presidenziale ha l’oneroso compito di tenere salde le redini della Francia nel contesto della crisi europea.
Hollande si è insediato all’Eliseo il 15 maggio scorso prendendo il posto del presidente uscente Nicolas Sarkozy e ha immediatamente cominciato gli incontri con i capi di stato internazionali per ridefinire la linea politica francese.
Uno dei momenti più attesi di queste prime battute della presidenza di Hollande è stato senza dubbio l’incontro con il cancelliere tedesco Angela Merkel.
L’opinione pubblica europea e mondiale ha guardato con il fiato sospeso al primo confronto tra i due premier e al destino dell’asse franco-tedesco, ribattezzato “Merkozy”, fondamentale per la comunità europea.
Hollande aveva già dichiarato durante la campagna presidenziale la sua volontà di allontanarsi dalla posizione assunta dal suo predecessore e di volersi battere contro il clima generale di austerità.
Di certo i rapporti tra Hollande e la Merkel non sono iniziati sotto i migliori auspici.

Martedì scorso, poco dopo la sua investitura, Hollande ha preso un aereo per Berlino per incontrare Angela Merkel.
Colpito da un fulmine durante il volo, l’apparecchio sul quale viaggiava il presidente francese è stato costretto a tornare indietro e atterrare all’aeroporto di Villacoublay.
Solamente una grossa paura per Hollande che ha subito ripreso un altro volo per rendersi al suo appuntamento con la cancelliera tedesca.
Come se non bastasse, la prima passerella ufficiale del presidente transalpino a fianco della Merkel è stata un vero e proprio fiasco: Hollande si è mostrato impacciato e insicuro lungo il tappeto rosso e ha addirittura tagliato la strada alla sua omologa tedesca.
Angela Merkel non ha ha esitato a spingere Hollande e allontanarlo dalla propria traiettoria, come a dire “non provarci nemmeno a pestarmi i piedi, piccola matricola inesperta!”.
A voler essere superstiziosi si potrebbe pensare che la relazione Hollande-Merkel sia partita con il piede sbagliato, speriamo che gli eventi futuri smentiscano questo presentimento e che i due capi di stato riescano a risollevare le sorti dell’Europa.

Presidenziale 2012: Sarkozy vs Hollande

Sarkozy vs Hollande

Mercoledì sera si è consumata l’ultima cruciale tappa della campagna presidenziale 2012, il dibattito televisivo tra il candidato socialista François Hollande e il presidente uscente Nicolas Sarkozy.
Quasi diciotto milioni di francesi hanno assistito al dibattito tra i due candidati trasmesso da TF1 e France2, un duello televisivo studiato nei minimi particolari dallo staff dei due uomini politici.
Questa mattina sulla metropolitana non si parlava d’altro e gettando un’occhiata all’edicola vicino al mio ufficio ho potuto costatare che le prime pagine di tutti i quotidiani francesi ritraevano i volti accesi dall’antagonismo politico dei due candidati.
Personalmente sono rimasto positivamente stupito da Hollande che ha saputo controbattere colpo su colpo alle accuse di Sarkozy e ha mostrato un carisma politico che in molti avevano messo in discussione.
Il dibattito è stato dominato da un’atmosfera di tensione e i toni dei due uomini politici sono spesso diventati aspri richiedendo un attento lavoro di mediazione ai due giornalisti chiamati a moderare la discussione.

I due contendenti si sono affrontati senza esclusione di colpi mostrando una sprezzante aggressività già dalle battute iniziali del confronto.
Hollande ha criticato l’operato dell’attuale presidente della repubblica francese sottolineando il bilancio negativo del suo mandato che ha portato alla divisione fratricida del popolo francese.
Sarkozy ha replicato accusando il candidato socialista di utilizzare argomenti scontati e poco concreti per contrastare la sua caratura politica.
Infiammati dal dibattito, i due si sono rinfacciati reciprocamente le critiche e gli insulti che hanno caratterizzato la campagna presidenziale.
Sarkozy si è vantato di non avere registrato alcuna manifestazione violenta del popolo durante il suo quinquennio e di non avere mai dovuto ritirare una riforma a causa delle proteste della piazza.
Le strategie dei due candidati si sono palesate fin dall’inizio: Hollande ha sistematicamente rinfacciato al presidente in carica gli obiettivi non raggiunti durante il suo mandato, Sarkozy ha enfatizzato le ambiguità del candidato socialista come la sua posizione riguardo al tema dell’immigrazione (Hollande propone di estendere il diritto di voto agli immigrati, anche non comunitari, mentre Sarkozy non è d’accordo).
La tensione è stata palpabile durante tutto il dibattito e le parole “menzogna”, “falso” e “calunniatore” sono state ripetutamente e provocatoriamente pronunciate dal presidente candidato.
Sarkozy ha sottolineato con cinismo la mancanza di esperienza di Hollande che non ha mai avuto un ruolo politico importante, l’ex-marito di Segolène Royal ha risposto accusando Sarkozy di nascondersi troppo facilmente dietro il capro espiatorio della crisi economica per giustificare i suoi fallimenti.

Tutti i temi scottanti della campagna sono stati affrontati dall’affare DSK (Dominique Strauss-Kahn) al nucleare, dall’aumento della disoccupazione a quello delle tasse, e le divergenze tra i due diversi punti di vista sono emerse chiaramente.
Tra le varie tematiche discusse è saltato fuori anche il nome di Silvio Berlusconi, citato da Hollande come personaggio vicino a Sarkozy ed esempio negativo di gestione politica.
Sarkozy ha tenuto a precisare che non considera Silvio Berlusconi come un suo amico.
Il grande comunicatore Sarkozy è apparso teso e nervoso di fronte a un François Hollande inaspettatamente aggressivo e già proiettato nel futuro ruolo di presidente della repubblica (il candidato socialista ha ripetuto varie volte “moi, President de la Republique” nel corso del dibattito).
In ogni caso l’ombra del Fronte Nazionale volteggia beffarda sul risultato finale di questa elezione.
Se Hollande non ha rivolto alcun messaggio ai militanti del partito di estrema destra capeggiato da Marine Le Pen, è apparso fastidiosamente patetico l’appello finale di Sarkozy che ha invitato gli elettori del FN a votare per lui per rafforzare le frontiere della Francia.
Nel corso della sua campagna il presidente in carica ha manifestato più volte la vicinanza ideologica con i valori del Front National lasciando capire che se sarà rieletto punterà a cementificare l’identità francese e limitare l’immigrazione clandestina.
Bisognerà aspettare ancora qualche ora e le ultime dichiarazioni che accompagneranno gli sgoccioli della campagna presidenziale per conoscere il volto del nuovo presidente francese.
I sondaggi danno attualmente il candidato socialista favorito per la vittoria finale ma il dibattito di mercoledì ha forse mischiato le carte in tavola permettendo a Sarkozy di recuperare il ritardo sul concorrente.
L’atteggiamento demagogo e populista di Sarkozy potrebbe procurargli i voti degli indecisi e dell’estrema destra ma potrebbe avere un effetto boomerang sottraendogli preziosi voti. La risposta tra poche ore.