Un igloo a Parigi

L’ice Kube: un igloo a Parigi

Come la maggior parte delle capitali europee anche Parigi dispone di un Ice-bar rappresentato dall’Ice Kube, bar dell’hotel Kube.
Piú che un bar, l’Ice Cube rappresenta una vera e propria esperienza sensoriale di trenta minuti durante i quali potrete degustare vodka Grey Goose alla temperatura di -10 gradi.
Naturalmente per poter penetrare in questa atmosfera glaciale, vi saranno forniti guanti, cappotto imbottito e cappello per permettervi di gustare quest’esperienza unica.
Dopo aver indossato il vostro completo da perfetto eschimese, sarete pronti per poter scoprire un mondo di ghiaccio: sedie, tavoli, muri, scale, tutto è ghiacciato in questo bar!
Se l’idea di bere un cocktail comodamente seduti dentro il freezer vi ha giá attraversato la mente almeno una volta nella vita, l’Ice Kube è il posto che fa per voi.
Un consiglio spassionato: evitate di leccare il muro se non volete entrare a far parte anche voi delle decorazioni del bar.

1-5 passage Ruelle
75018 Paris
Metro: La Chapelle

Ice Magic : splendidi brividi di ghiaccio

La Venere di Milo…di ghiaccio

Il Natale 2011 è ormai alle porte e anche quest’anno Parigi indossa la sua veste più bella e luminosa in occasione della tanto attesa festività. Tra le tante iniziative volte a valorizzare la bellezza e il fascino della ville lumière, ve ne segnalo una particolarmente atipica e originale che ha già riscosso molto successo l’anno scorso: Ice Magic, l’esposizione di sculture di ghiaccio che si svolge sugli Champs Elysées, nel cuore del mercato di Natale.
L’evento durerà dal 20 novembre 2010 al 3 gennaio 2011 e i fortunati visitatori di quest’evento glaciale difficilmente lo dimenticheranno.
Ice Magic è stato realizzato grazie alla partecipazione di sedici scultori professionisti, provenienti da tutto il mondo, che hanno riprodotto, modellando il ghiaccio proveniente direttamente dalla Lapponia, i principali monumenti della ville lumière e personaggi celebri della storia della Francia: l’arco di Trionfo, la Bastiglia, Notre Dame, il Moulin Rouge, la Venere di Milo, la Gioconda, Giovanna d’Arco, il pensatore di Rodin e tanti altri ancora.
Ben 420 tonnellate di ghiaccio e 100 di neve sono state utilizzate per la realizzazione di queste meravigliose sculture.
L’attrazione di ghiaccio è stata duramente criticata dagli ambientalisti che hanno trovato fuori luogo l’idea di realizzare una tale opera, in un momento in cui il dibattito sul riscaldamento climatico del pianeta è all’ordine del giorno.
I fautori di Ice Magic hanno risposto sostenendo che il risultato finale e la bellezza delle sculture ha ampiamente giustificato quest’esposizione.

Ho visitato Ice Magic l’anno scorso, insieme ad alcuni amici di passaggio a Parigi, e posso confermarvi che ne vale la pena: le statue di ghiaccio sono di rara bellezza, vere e proprie opere d’arte curate nei dettagli.
Appena entrati nello stand, che ha una temperatura di -6°, si rimane estasiati per la bellezza delle sculture e, dopo, ci si rende conto del freddo glaciale.
La nostra visita è durata circa cinque minuti: il tempo di immortalare l’evento con qualche foto, riconoscere i monumenti e i personaggi che scorrevano sotto i nostri occhi e stupirci di fronte alle curiosità nascoste in quel mondo di ghiaccio.
La cosa che ci ha più sorpreso è stata la presenza di un Ice bar alla fine del percorso espositivo (quando ormai la sensibilità delle mani e dei piedi ci aveva da tempo abbandonati): un barman dietro un bancone di ghiaccio, ci sorrideva aspettando di conoscere cosa ci andasse di bere dopo aver visto quello spettacolo di luci, ghiaccio e neve.
Ancora oggi, ci chiediamo come facesse quel ragazzo a resistere a quella temperatura gelida e svolgere il suo lavoro come se niente fosse.
Forse si dava il cambio con qualcun’altro ogni cinque minuti? Forse era ben equipaggiato con calzettoni e mutandoni di lana? Forse era un robot? Forse era una statua di ghiaccio anche lui? Forse lo abbiamo immaginato?!?
I cinque minuti di visita allo stand Ice Magic non li dimenticheremo facilmente: per la superba fattura delle opere di ghiaccio e perché alla fine del percorso eravamo quasi congelati…brrrrrrrrrrrrrr!