Grazie di esistere!

L’eccesso francese di politesse

Una delle tante cose che i parigini esigono è il (falso) Grazie.
La loro ipocrita politesse li porta a sputarsi continuamente in faccia finte formule di cortesia e ogni piccolo gesto della routine quotidiana diventa un continuo ringraziarsi, scusarsi o salutarsi.
Tali atteggiamenti pseudo–educati vengono enfatizzati ulteriormente nei trasporti pubblici dove una grande massa di  gente sconosciuta è costretta a fare il tragitto fianco a fianco.
In queste situazioni, la falsa gentilezza dei francesi raggiunge il suo parossismo, si pensi solamente al Pardon che scatta automaticamente al minimo sfioramento fisico.
Il parigino esige alcuni atteggiamenti dalle persone che lo circondano e non esita a sottolineare il suo malcontento quando questi vengono a mancare.

Un esempio tra i tanti: quando attraversate i corridoi sotterranei per prendere la corrispondenza della metropolitana, siete portati a spingere diverse porte che si chiudono automaticamente.
Il galateo dei trasporti pubblici (e in particolar modo del pendolare che usa la metropolitana) impone che la persona che sta davanti tenga aperta la porta per lasciare passare la persona che sta dietro che risponderà con l’immancabile Merci.
Se vi troverete davanti tre o piú porte da dover spingere e terrete aperta la porta sempre alla stessa persona quella vi ringrazierà tre o piu’ volte.
Se, invece, vi troverete nella situazione opposta, cioè se è la persona che vi sta davanti che vi tiene la porta per lasciarvi passare, ricordatevi di sputargli in faccia un vigoroso Merci Monsieur/Madame (se occorre anche piú volte).
Ogni dimenticanza da parte vostra sarà punita da sguardi fulminanti e smorfiette disgustose per ratificare quanto il simpatico parigino non ha gradito la vostra maleducazione.

Attenzione non voglio dare l’impressione di essere un gran maleducato, sono d’accordo sul fatto che bisogna ringraziare ma a tutto c’è un limite (un proverbio siciliano dice “u supecchiu rumpi u cupecchiu” altrimenti detto “il troppo stroppia”).

Annunci

Scusi, non volevo.

Scusi…non volevo

Questa mattina mi sono reso conto che, pur sentendomi italiano al 100%, vado a poco a poco adattando le mie abitudini e il mio modo di fare a quello dei parigini. Bref, sto diventando come loro!
Mi sono accorto, proprio oggi, dello stato avanzato di questo processo di metamorfosi del mio essere: salendo in metropolitana, in maniera un pó precipitosa per evitare che la chiusura delle porte m’intrappolasse, ho appena sfiorato una ragazza. La tipa in questione non ha nemmeno fatto caso alla leggera collisione ma a me è partito un Pardon automatico.
E in quel momento che ho realizzato che i parigini mi hanno contagiato quella loro politesse estrema e spesso di facciata che li obbliga a scusarsi anche solo del fatto di esistere.
I parigini emettono Pardon costantemente, ogni minimo contatto con il vicino fa scattare il meccanismo della scusa.
Se prendete la metro Pardon sarà la parola che sentirete che dovrete pronunciare più spesso.
Una volta mi è persino capitato di ascoltare il mitico Pardon pronunciato da una donna che aveva leggermente inciampato entrando in metropolitana.
Ancora oggi mi chiedo a chi abbia chiesto scusa: al marciapiede o alla metro?