Down and Out In Paris and London (Senza un soldo a Parigi e Londra)

Senza un soldo a Parigi e Londra

Questo romanzo di Georges Orwell descrive le vicissitudini realmente vissute dallo scrittore inglese durante la permanenza a Parigi e Londra.
La storia risale agli anni della giovinezza dello scrittore caratterizzata da grande povertà e precarietà.
Orwell dipinge lucidamente lo squallore e il grigiore della vita nei bassifondi parigini che ha vissuto sulla sua pelle.
La miseria che descrive lascia senza parole e viene amplificata dalle forme di sfruttamento che i sottoproletari devono accettare pur di assicurarsi un lavoro.
A Parigi, Orwell lavora come lavapiatti in un ristorante per guadagnarsi da mangiare. Le giornate sono interminabili e arriva a lavorare ininterrottamente per 17 o 18 ore.

Lo scrittore racconta dettagliatamente i turni di lavoro insostenibili, le angherie dei colleghi e dei capi e soprattutto la miseria quotidiana.
Abituatosi a quel ritmo di lavoro massacrante, Orwell squattrinato impara a vivere con pochi franchi in tasca e spesso si ritrova a non poter mangiare.
L’idea di scrivere Down and Out in Paris and London, che risale al 1933, venne a Orwell dopo la lettura di People of the Abyss di Jack London e dalla volontà di descrivere le condizioni di vita degli oppressi e degli emarginati.
Il campionario umano descritton nel suo romanzo comprende ubriachi, nani, usurai e altri loschi personaggi con i quali divide la quotidianità.

La giornalistica descrizione della povertà e delle sue sfumature rende questo libro particolarmente crudo ma i numerosi aneddoti relativi alle soluzioni trovate dallo scrittore per sbarcare il lunario lo rendono frizzante e godibile.
I bassifondi e le cucine dei ristoranti di Parigi fanno da contesto.
La parte finale del romanzo descrive il ritorno a Londra di Orwell che incontrerà la stessa miseria e povertà con cui aveva convissuto a Parigi.

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1984 – Georges Orwell

Big brother is watching you!

Anche se non direttamente legato a Parigi, questo libro merita un suo spazio nel blog.
1984 è, insieme a La fattoria degli animali (Animal Farm), il romanzo più famoso di George Orwell.
Un romanzo che rimane di forte attualità e che venne scritto dal romanziere inglese per enfatizzare le nefandezze compiute dai totalitarismi.
Comunismo e nazismo hanno ampiamente mostrato i loro colossali orrori e si sono rivelate ideologie inapplicabili al mondo reale.
Orwell si scaglia aspramente contro questi sistemi volti a soffocare la libertá dell’individuo e a forgiarlo a immagine e somiglianza dell’ideologia di partito.
La società futuristica immaginata da Orwell in 1984 è dominata dalla demagogia, dalla manipolazione, dall’annichilimento degli individui, dall’abuso di potere: l’individuo è ridotto a una semplice pedina costretta a compiere le mosse dettate dal regime.
La vita di tutti è costantemente controllata da telecamere che non lasciano nessun margine di libertà, teleschermi sparsi dappertutto bombardano il popolo con messaggi di propaganda, poster e gigantografie del Grande Fratello che sta a capo del partito sono disseminate ovunque.
Se ci pensate bene il romanzo di Orwell non è poi così lontano dalla realtà italiana attuale.

Winston Smith, il protagonista del libro, dopo aver tentato di lottare e ribellarsi al sistema dovrà rassegnarsi ad accettarlo.
1984 rappresenta la visione di Orwell di un futuro possibile: la più grande dittatura mai esistita!
Ogni momento della vita di ogni singolo cittadino è spiato dagli occhi e dalle orecchie del potere; la stampa è totalmente controllata; la radio dispone di una sola stazione che diffonde messaggi a favore del regime e del “pensiero unico”.
La Polizia del Pensiero controlla tutto e i bambini, in grado di denunciare i genitori al minimo atteggiamento sospetto,  sono le sue migliori reclute.
Il passato viene cancellato attraverso un costante lavoro di modifica e di falsificazione delle informazioni contenute nei giornali e nei libri.
Il mondo appare diviso in tre grandi aree (EstAsia, Eurasia e Oceani) in continua guerra tra loro per il predominio mondiale.
Disgustato da questo regime totalitario, Winston inizia a nutrire un sentimento di odio verso il sistema e verso il pensiero unico: l’eroe del romanzo sente la necessità di liberarsi e di condividere le idee anti-regime con qualcuno.
Comincia a scrivere un diario dove mette nero su bianco la sua sete di libertà e l’insofferenza alle idee del sistema.
Winston s’innamora di Julia con cui intrattiene segretamente una storia e con cui condivide l’odio per il sistema di potere e per il Grande Fratello.

I due decidono di rivelare la loro voglia di ribellione e i loro ideali rivoluzionari a O’Brian, un alto membro del Partito di potere di cui si fidano e che pensano faccia parte di una setta segreta anti-regime chiamata Fratellanza.
In realtà l’amicizia con O’Brian si rivelerà una trappola e i due protagonisti saranno accusati di “crimine di pensiero” e condannati a orribili torture presso il Ministero dell’Amore.
Winston e Julia cambieranno totalmente dopo aver subito lunghe torture fisiche e morali e alla fine del romanzo appaiono svuotati, privi di ogni ideale libertario e rassegnati al regime.
Orwell sembra dare un avvertimento alle popolazioni future  puntando la sua lente d’ingrandimento sui rischi dei totalitarismi e sull’importanza della libertà di pensiero.
Lo scrittore inglese vuole invitare i suoi lettori a costruire una propria visione delle cose, a fortificare gli ideali, a credere nelle proprie idee.
Tuttavia il messaggio principale del libro riguarda l’importanza del passato: la conoscenza del proprio passato è la migliore garanzia dei valori umani e della verità.
Vi consiglio vivamente di leggere questo romanzo per riflettere sulla situazione italiana attuale e sulle sue possibili degenerazioni.
Imparerete, inoltre, che il Grande Fratello non è il frutto dei Reality show ma della letteratura e della penna di Georges Orwell.