La statua equestre di Giovanna d’Arco

La statua equestre di Giovanna d'Arco

La statua equestre di Giovanna d’Arco, eretta sulla place des Pyramides nel 1874, risale agli inizi della terza repubblica.
L’opera doveva contribuire alla ripresa di fiducia del popolo francese dopo l’umiliante sconfitta del 1870.
Realizzata dallo scultore Fremiet, l’opera sarà collocata nel luogo in cui l’eroina nazionale era stata ferita durante il tentativo infruttuoso di entrare a Parigi.
La statua, divenuta simbolo della riconquista nazionale fino alla Prima Guerra Mondiale, rappresenterà un luogo di pellegrinaggio per i partiti reali e tradizionalisti soprattutto in seguito alla canonizzazione di Giovanna nel 1920.
Fremier, scultore che prediligeva il mondo animale, affermerà di non essere soddisfatto della sua opera sostenendo che la statua rappresentante il cavallo non fosse all’altezza della cavaliera.
L’artista riprodurrà la stessa statua, riducendo le dimensioni del cavallo e aggiungendo svariate decorazioni, per la città di Nancy.
Il cavallo della statua parigina sarà sostituito con una copia, avente la taglia di quello di Nancy, dieci anni più tardi.

Giovanna d’arco rappresenta senza dubbio una delle figure più emblematiche della storia francese.
Soprannominata la Pucelle d’Orléans o più semplicemente la Pucelle è divenuta, dopo la morte, una Santa della chiesa cattolica.
Agli inizi del XV secolo Giovanna guida vittoriosamente le truppe francesi contro le armate inglesi, togliendo l’assedio dalla cittá d’Orléans, conducendo il delfino Charles a Reims per la consacrazione e contribuendo in maniera decisiva a cambiare il corso della guerra dei cent’anni.
Catturata dai Borgognoni a Compiègne, viene venduta agli inglesi da Jean de Luxembourg per la somma di diecimila sterline e sarà condannata la rogo, nel 1431, dopo aver subito un processo per eresia.
Dopo la morte, papa Callisto VI annulla il processo che l’aveva decretata eretica e con un secondo processo la innalza al rango di martire.
Giovanna d’Arco viene beatificata nel 1909 e canonizzata nel 1920.
E’ una delle Sante patrone della Francia.

Place des Pyramides
75001 Paris
Metro: Pyramides

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E Santa Geneviève salvò Parigi

Sainte Genevieve

Il 3 gennaio 512 moriva all’età di 89 anni colei che è diventata una delle grandi patrone della Francia.
Vi voglio parlare di Sainte Genevieve, nata a Nanterre nel 422, la quale, settecento anni prima di Giovanna d’arco, salvò la Francia non con le armi ma con la fede, la pietà cristiana e le sue predizioni.
Quando Attila, il flagello di Dio, si presentò alle porte di Parigi con la sua orda di barbari, secondo la predizione, Parigi non fu assediata.
Santa Geneviève aveva chiesto alle dames de Paris di digiunare e di pregare per sfuggire alla minaccia degli Unni.
Si dice che molti miracoli sono stati compiuti per sua intercessione: posseduti dal demonio vennero guariti, un operaio ritrovò l’uso delle mani, un altro fu guarito da un calcolo, altri ancora dalla peste.
Sainte Genvieve riusciva anche a sedare tempeste, far piovere sulle terre aride, accendere ceri con la mano.
Alcuni documenti raccontano anche che resuscitò una morta a Orleans.

Molti miracoli sono legati al tema della vista: una donna che aveva rubato le scarpe della Santa divenne cieca, una suora che aveva avuto la curiosità di spiare la Santa attraverso il buco della serratura fu colpita dalla stessa cecità.
Dopo la sua morte i miracoli continuarono. Un giorno la Senna straripò e inondò la cappella delle Vergini che la Santa aveva fatto costruire e quando le acque si ritirarono la gente fu sorpresa nel vedere che il letto, nel quale la Santa era morta, era rimasto intatto.
Durante una grossa epidemia che aveva causato la morte di 14 mila persone, il corpo della Santa fu esposto e tutti i malati furono guariti tranne tre increduli.
La sua casa natale si trova sempre a Nanterre non lontano dalla chiesa parrocchiale e la sua tomba, ancora oggi venerata, si trova nella Chiesa di Saint Etienne du Mont dove il suo corpo riposa dal 1821.

Ice Magic : splendidi brividi di ghiaccio

La Venere di Milo…di ghiaccio

Il Natale 2011 è ormai alle porte e anche quest’anno Parigi indossa la sua veste più bella e luminosa in occasione della tanto attesa festività. Tra le tante iniziative volte a valorizzare la bellezza e il fascino della ville lumière, ve ne segnalo una particolarmente atipica e originale che ha già riscosso molto successo l’anno scorso: Ice Magic, l’esposizione di sculture di ghiaccio che si svolge sugli Champs Elysées, nel cuore del mercato di Natale.
L’evento durerà dal 20 novembre 2010 al 3 gennaio 2011 e i fortunati visitatori di quest’evento glaciale difficilmente lo dimenticheranno.
Ice Magic è stato realizzato grazie alla partecipazione di sedici scultori professionisti, provenienti da tutto il mondo, che hanno riprodotto, modellando il ghiaccio proveniente direttamente dalla Lapponia, i principali monumenti della ville lumière e personaggi celebri della storia della Francia: l’arco di Trionfo, la Bastiglia, Notre Dame, il Moulin Rouge, la Venere di Milo, la Gioconda, Giovanna d’Arco, il pensatore di Rodin e tanti altri ancora.
Ben 420 tonnellate di ghiaccio e 100 di neve sono state utilizzate per la realizzazione di queste meravigliose sculture.
L’attrazione di ghiaccio è stata duramente criticata dagli ambientalisti che hanno trovato fuori luogo l’idea di realizzare una tale opera, in un momento in cui il dibattito sul riscaldamento climatico del pianeta è all’ordine del giorno.
I fautori di Ice Magic hanno risposto sostenendo che il risultato finale e la bellezza delle sculture ha ampiamente giustificato quest’esposizione.

Ho visitato Ice Magic l’anno scorso, insieme ad alcuni amici di passaggio a Parigi, e posso confermarvi che ne vale la pena: le statue di ghiaccio sono di rara bellezza, vere e proprie opere d’arte curate nei dettagli.
Appena entrati nello stand, che ha una temperatura di -6°, si rimane estasiati per la bellezza delle sculture e, dopo, ci si rende conto del freddo glaciale.
La nostra visita è durata circa cinque minuti: il tempo di immortalare l’evento con qualche foto, riconoscere i monumenti e i personaggi che scorrevano sotto i nostri occhi e stupirci di fronte alle curiosità nascoste in quel mondo di ghiaccio.
La cosa che ci ha più sorpreso è stata la presenza di un Ice bar alla fine del percorso espositivo (quando ormai la sensibilità delle mani e dei piedi ci aveva da tempo abbandonati): un barman dietro un bancone di ghiaccio, ci sorrideva aspettando di conoscere cosa ci andasse di bere dopo aver visto quello spettacolo di luci, ghiaccio e neve.
Ancora oggi, ci chiediamo come facesse quel ragazzo a resistere a quella temperatura gelida e svolgere il suo lavoro come se niente fosse.
Forse si dava il cambio con qualcun’altro ogni cinque minuti? Forse era ben equipaggiato con calzettoni e mutandoni di lana? Forse era un robot? Forse era una statua di ghiaccio anche lui? Forse lo abbiamo immaginato?!?
I cinque minuti di visita allo stand Ice Magic non li dimenticheremo facilmente: per la superba fattura delle opere di ghiaccio e perché alla fine del percorso eravamo quasi congelati…brrrrrrrrrrrrrr!