Tour Paris 13: il regno della street art

Tour Paris 13: il regno della street art

Tour Paris 13: il regno della street art

La mostra temporanea Tour Paris 13 è stato uno degli eventi parigini che ha riscosso il maggior successo nel 2013.
Più di 25.000 persone hanno affrontato file interminabili per accedere a questo tempio effimero dedicato alla street art, situato nel XIII arrondissement, di fronte alla Senna e al ministero delle Finanze.
L’esposizione, organizzata dalla galleria Itinerrance all’interno di un palazzo destinato alla demolizione, ha visto la partecipazione di 80 artisti provenienti da tutto il mondo che hanno esposto le loro creazioni in uno spazio di 4500 m² distribuito su 10 piani e 36 appartamenti.
L’elemento che ha reso questa mostra unica e che ha determinato un incredibile afflusso di visitatori è stato il carattere effimero della mostra.
La consapevolezza dell’imminente distruzione del palazzo e dei suoi graffiti ha motivato migliaia di parigini desiderosi di partecipare a un evento insolito e originale.
La Tour Paris 13, vittima del suo successo, è stata presa d’assalto da tantissimi curiosi e appassionati d’arte che ogni mattina, schierati in simmetrica fila indiana, hanno pazientato per ore interminabili davanti all’edificio rosso fuoco della rue Fulton.
Nel rispetto delle misure di sicurezza vigenti, l’accesso al palazzo era limitato a 49 persone contemporaneamente.
Questa restrizione unita alla grande affluenza di pubblico e alla gratuità dell’evento ha determinato file mostruose: i visitatori hanno dovuto attendere mediamente dalle 5 alle 7 ore di fila!

Ho visitato la Tour Paris 13 il 31 ottobre scorso, ovvero l’ultimo giorno disponibile per vedere la mostra.
Se interessati, potete vedere le foto che ho scattato e i video che ho girato visitando rispettivamente la pagina Facebook e il canale Youtube del blog.
Mi sono presentato sotto il palazzo decorato da un enorme graffito tribale su sfondo rosso, intorno le 9h30 del mattino.
Ho messo piede all’interno della Tour Paris 13 alle 16h30.
Sette estenuanti ore di attesa hanno messo a dura prova la mia pazienza e svariate volte ho avuto la tentazione di abbandonare la fila e rientrare a casa.
La voglia di prendere parte a un evento effimero e di poter dire “io c’ero” è stata più forte.
La fila infinita ha rappresentato un’esperienza psicologica e umana che ha testato la pazienza di migliaia di parigini, allineati disciplinatamente, per aspettare il fatidico momento dell’accesso al palazzo.

La mostra, coloratissima e fantasiosa, era semplicemente stupenda.
Artisti come C215, Katre, El Seed, Rapto, Pantonio, Lek & Sowat, Guy Denning, HOPNN, Marko 93, Stew e tanti altri sono stati capaci di convertire un palazzo semi-abbandonato in un gigantesco museo effimero che ha accolto la più grande esposizione di street art del mondo.
Gli artisti hanno dato sfogo a tutta la loro creatività e ogni appartamento della Tour 13 si è trasformato in un pianeta del loro universo onirico e allucinato: un vero e proprio festival dell’arte urbana impreziosito da tecniche artistiche finemente utilizzate (collage 3D, spray, pixacao, light painting), stanze segrete, passaggi inattesi e una riproduzione in stile puntinista dell’affresco della cappella Sistina.
Nonostante varie petizioni e richieste al municipio, la mostra sarà distrutta tra poco tempo insieme al palazzo che l’ha ospitata.
Le creazioni artistiche della Tour Paris 13 sono ancora visibili sul sito dedicato all’esposizione che dal 1 novembre (data di chiusura della mostra) è simbolicamente disponibile nella versione in bianco e nero.
Se non è stato possibile salvare l’esposizione reale dalla sua fine imminente è, invece, realizzabile il progetto di conservare l’esposizione vitrtuale.
Per salvare virtualemente i graffiti della Tour Paris 13, i visitatori del sito dovranno cliccare, prima dell’11 novembre, uno dei 500.000 pixel della mostra online.
Il pixel cliccato si colorerà come per magia e quando la percentuale di salvataggio avrà raggiunto il 100%, l’opera avrà la certezza di continuare a esistere almeno sul web.

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I ciclopi invadono Parigi

I ciclopi invadono Parigi

Le manifestazioni d’arte urbana abbelliscono Parigi in maniera sempre diversa e originale.
Tantissime forme di street art adornano la capitale francese colorandone le strade e le piazze e conferendo un tocco di freschezza: maschere di Gregos, mosaici, graffiti, trompe l’oeil, space invaders e tanto altro ancora.
Un nuovo multiforme e colorato popolo ha da poco invaso le strade della ville lumière: i ciclopi, un’originale creazione dell’artista francese Cyklop, il cui nome deriva dal gigante della mitologia greca sconfitto da Ulisse.
La specialità di Cyclop consiste nell’abbellire con la sua fantasia creativa i paletti che delimitano i marciapiedi parigini per impedire alle auto di posteggiare.

Questi paletti sono disseminati nei vari arrondissement della città e sono caratterizzati da un’estremità rotondeggiante che ha ispirato l’immaginazione di Cyklop.
L’artista parigino ha pensato di infondere una nuova vita a questi tristi paletti trasformandoli in allegri mostri dotati di un solo occhio.
Tantissimi occhi colorati osservano le passeggiate dei parigini lungo i boulevards e si mimetizzano nel tessuto urbano della capitale.
Se volete ammirare una delle più belle realizzazioni di Cyklop recatevi nel quartiere Faidherbe-Chaligny nell’XI arrondissement: i 93 paletti anti-parcheggio che costeggiano i marciapiedi della Cité de l’ameublement sono stati trasformati in un frizzante popolo di ciclopi.

L’albero blu della rue Mouffetard

L’albero blu della rue Mouffetard

Se vi troverete a passare per il colorato e frizzante quartiere Mouffetard, tenete gli occhi bene aperti per assaporare questo bel murales realizzato dal pittore Pierre Alechinsky.
L’albero si trova in un quartiere ricco di storia e cultura che ha ospitato tra le sue mura Cartesio, Hemingway e Verlaine.
Il grande albero blu è affiancato da questa poesia di Yves Bonnefoy che invita alla riflessione:

Feuilles d’automne

Passant,
regarde ce grand arbre
et à travers lui
il peut suffire.

Car même déchiré, souillé
l’arbre des rues,
c’est toute la nature,
tout le ciel,
l’oiseau s’y pose,
le vent y bouge, le soleil
y dit le même espoir malgré
la mort.

Philosophe,
as-tu chance d’avoir l’arbre
dans ta rue,
tes pensées seront moins ardues,
tes yeux plus libres,
tes mains plus désireuses
de moins de nuit.

Rue Mouffetard
75005 Paris
Metro: Cardinal Lemoine (linea 10)

Diffidate delle parole!

Il faut se mefier des mots

Belleville è senza dubbio uno dei quartieri piú multietnici e popolari di Parigi.
In questo quartiere che ha visto la nascita di Edith Piaf (al 72 rue de Belleville) abitano anche moltissimi artisti che hanno disseminato i segni inequivocabili della loro presenza lungo le strade e le piazze del quartiere.
La piazza Frehel, all’incrocio della rue Belleville e la rue Julien Lacroix, è particolarmente emblematica per la presenza di ben quattro opere d’arte:
– L’originale opera dell’artista Ben 93 che rappresenta un enorme lavagna con la scritta il faut se méfier des mots (bisogna diffidare delle parole) affiancata a due personaggi in 3D
– Un gigantesco affresco che rappresenta un detective alla ricerca d’indizi, opera di Jean Lagac, che scopre questo messaggio : «Habitué au style allusif du peintre, le jeune détective comprit que le message lui indiquait de continuer la poursuite par la rue Julien-Lacroix»
– Un cono luminoso realizzato da Marie Bourget
– Una striscia bianca orizzontale realizzata da Jean Luc Albert

Place Frehel
75020 Paris

La Forge di Belleville

La Forge di Belleville

Gli amanti d’arte contemporanea apprezzeranno particolarmente questa cittadella d’artisti situata nel cuore del XX arrondissement di Parigi in antichi capannoni industriali abbandonati.
L’associazione La Forge de Belleville è nata dall’iniziativa di un gruppo d’artisti in reazione a un progetto comunale che intendeva utilizzare quella vecchia fabbrica per la creazione di un centro commerciale.
Grazie alla mobilitazione degli artisti nel 1991, questa vecchia fabbrica di chiavi, ribatezzata La Forge, ha conosciuto una rinascita.
I locali sono diventati luoghi di creazione artistica e di espressione culturale dove artisti provenienti da tutto il mondo danno sfogo alla loro creativitá.
Un laboratorio di ricerca e comunicazione che permette uno scambio unico tra arte e societá.
Le esposizioni vengono organizzate all’aperto e la maggior parte degli artisti lavora utilizzanto materiali riciclati.

21, rue Ramponeau
75020 Paris
Metro : Belleville