Frisbee: oggetto volante identificato

L'ultimate frisbee

Avete voglia di lanciarvi in un’attività sportiva che non richieda eccessivo sforzo fisico ? Datevi al frisbee! Anzi all’ ”ultimate frisbee”!!!
Questo sport che conosce un grosso successo nella stagione estiva, quando, sulle spiagge di tutto il mondo, il famoso disco di plastica viene fatto fluttuare nell’aria e poi rapidamente ripreso.

Si tratta di un’attività fisica che coniuga sforzo fisico, riflessi, tattica e spirito di squadra e può essere praticata sull’erba, in spiaggia o al chiuso.
L’ultimate frisbee, che ha iniziato a diffondersi in Francia solamente verso la fine degli anni 70, trova la sua origine negli Stati Uniti quando un giovane americano vide alcuni studenti del campus che giocavano a lanciarsi una teglia in alluminio (fabbricata dalla Frisbie Pie Companie).
Lo studente americano, stimolato dall’apparizione della materia plastica, mise a punto il primo frisbee.

Nel 1957, la marca di giocattoli “Wham’o” acquistò il brevetto per la produzione del frisbee e mise sul mercato il simpatico disco volante.
Il successo dell’ultimate frisbee, inizialmente praticato solo sull’erba e in sala, fu immediato e nel 1967 venne pubblicato il primo regolamento.
Il primo club francese , “Hot Frisbee Club” de Paris, è stato creato nel 1973.
Quattro anni più tardi nasce la Federazione francese di frisbee, oggi chiamata Fédération Flying-Disc France.

Il campionato francese conta attualmente più di 1500 iscritti ripartiti in 60 squadre. L’ultimate frisbee praticato in spiaggia vede opposte due squadre di 5 giocatori, su un terreno di 75 metri su 25.
Una partita dura 30 minuti e lo scopo e semplice: riuscire a prendere il frisbee nella zona avversaria per poter segnare un punto; la squadra che gioca in difesa deve, invece, intercettare il disco o farlo cadere per terra per interrompere l’azione degli avversari.
Soltanto un giocatore alla volta può ostacolare chi è in possesso del disco. Quando il disco cade a terra si cambia di ruolo: la squadra che attaccava passa alla difesa e viceversa.

Esistono altre discipline che si praticano con il frisbee. Il “disc-golf”, per esempio, ha lo stesso principio del golf, il disco deve atterrare dentro un cesto metallico o toccare un oggetto stabilito. Il freestyle, invece, consiste nell’effettuare figure artistiche e acrobazie con uno o più frisbee.

Revolution’Air
2, rue Japy
75011 Paris
http://www.revolutionair.free.fr/

Calcio a 5 …a Parigi

Calcio a 5...a Parigi

Calcio a 5...a Parigi

Una delle cose che mi è sempre mancata (e che continua a mancarmi) terribilmente da quando mi sono trasferito a Parigi è giocare a calcetto.
Il calcetto ha da sempre rappresentato per me una valvola di sfogo essenziale e insostituibile.
Questa attività sportiva mi ha, inoltre, permesso di conoscere una gran parte di quelli che oggi sono miei amici.

Quando abitavo a Cinisi, organizzare una partitella era semplicissimo: bastava fare un paio di telefonate o andare al bar o in piazza per incontrare qualche amico, mettersi d’accordo sull’ora e prenotare il campo.
Ci si ritrovava poi all’ora stabilita, indossando la maglia del proprio giocatore preferito e sognando di realizzare un gol da cineteca, per condividere un’ora (a volte molto di più) di sano e genuino sport. Spesso la partitella era seguita da una pizza in compagnia dei compagni di gioco per commentare le azioni salienti e i gol più belli davanti una birra ghiacciata.

Parigi offre un’infinità di risorse a livello culturale, gastronomico, intellettuale, musicale…e naturalmente anche sportivo.
Tuttavia i campi per giocare a calcetto (intendo calcio a 5) scarseggiano.
Potrete facilmente giocare a calcio in uno dei tantissimi parchi pubblici che questa splendida città offre, basterà indossare le vostre scarpette, munirvi di un pallone (non necessariamente) e presentarvi a uno dei tanti gruppi di ragazzi che ogni week end si ritrovano al Bois de Vincennes o al Bois de Boulogne per trascorrere un pomeriggio insieme dando quattro calci a un pallone.

Ho abitato per circa un anno nell’avenue La Motte Piquet, nel quindicesimo arrondissement, a due passi dalla Torre Eiffel, un quartiere alto-borghese e abbastanza simpatico.
Io occupavo una minuscola “chambre de bonne”, ovvero una stanzetta di appena quindici metri quadrati con bagno in comune con gli sconosciuti abitanti del mio stesso piano e dovevo ritenermi fortunato perché disponevo della doccia in stanza.

Naturalmente cercavo di stare il più lontano possibile da quell’abitazione angusta e soffocante che utilizzavo unicamente come dormitorio. Trascorrere le giornate in quelle quattro mura avrebbe fatto impazzire la più equilibrata e mentalmente stabile delle persone.
Ero da poco arrivato a Parigi e non avevo nè il computer nè la televisione.
Se durante la settimana le mie giornate erano riempite dal lavoro di receptionist che svolgevo presso un centro d’affari Regus situato vicino la Bibliotheque Francois Mitterand, il week-end trovare un’attività che mi appagasse e che soprattutto mi consentisse di sfuggire alla solitudine del mio “studiò” era impresa abbastanza difficile.

E così iniziai a trascorrere i miei week-end nel rigoglioso e verdeggiante parco del Campo di Marte o meglio Champ de Mars, che dispone di ampi spazi per poter giocare a calcio o praticare qualsiasi altra attività sportiva si voglia, di un campo di basket e di un piccolo campo di calcetto (non troverete l’erba sintetica ma considerando che l’accesso è gratuito può anche andare) dove mi sono cimentato in mini-campionati con ragazzi di tutte le culture ed etnie.

Solamente chi ha la passione del gioco del calcetto può capire come ci si senta a non poter più praticare quest’ attività quando se ne ha voglia.
Per evitare che questo sentimento di frustrazione rovini la vostra permanenza (breve o lunga che sia) a Parigi ho trovato la soluzione: dopo lunghe ricerche e dopo svariate sbucciature di ginocchio nel campetto di calcetto in cemento del Campo di Marte sono riuscito a trovare dei campi di calcio a cinque degni di questo nome.

I campetti si trovano a Puteaux e Meudon, due paesi poco distanti da Parigi e facilmente raggiungibili con i trasporti pubblici. In ogni caso vi assicuro che ne varrà la pena poiché potrete riassaporare il piacere di una partita di calcetto.

Eccovi tutti i dettagli:

 http://www.urbanfootball.fr

Urban Football (a Puteaux)
A 10 minuti da Parigi e a1 minuto dalla Défense

159 rue de la République          
92800 Puteaux
Tel: 01 74 70 45 60

Urban Football (a Meudon)
A 10 minuti da Parigi e a 3 minuti da Velizy

50 route de la Mare Adam        
92360 Meudon-la-Forêt
Tel: 01 78 16 43 90

Enjoy the Urban Football!