Trovare lavoro a Parigi

Trovare lavoro a Parigi

Trovare lavoro a Parigi

Da quando ho messo online il sito Italiani a Parigi e questo blog ho ricevuto tantissime email riguardo la possibilità di trovare un lavoro a Parigi.
Trovare lavoro rappresenta uno dei tasselli fondamentali che permettono, a chi decide di vivere a Parigi, d’integrarsi nel tessuto sociale.
Troverete in questo post alcuni consigli per evitare che la ricerca di un’attività professionale nella ville lumière si trasformi in una snervante odissea.
La capitale francese custodisce una miniera di occasioni che aspettano di essere colte al volo, spetta a voi procedere in maniera intelligente e carpire le tante possibilità disponibili.
Il vostro futuro datore di lavoro non vi chiederà documenti particolari per finalizzare la vostra assunzione: successivamente all’entrata in vigore delle norme comunitarie, tutti i cittadini europei hanno il diritto di spostarsi liberamente in un altro Paese della comunità e trovare un lavoro.
Un tempo agli italiani che si stabilivano in Francia veniva richiesta una carte de séjour per giustificare la loro presenza nel territorio francese, oggi basta semplicemente essere in possesso della carta d’identità.
Altri documenti che dovrete presentare per procedere alla vostra futura assunzione sono il RIB (relevé identité bancaire), un’attestazione della carte vitale e un justificatif de domicile che certifica la vostra residenza attuale.

Tappa obbligata per un italiano a Parigi alla ricerca del suo primo lavoro è il Consolato italiano (5, Boulevard Emile Augier, 75016 Paris).
Recatevi al consolato per visionare gli annunci affissi nella bacheca sita all’ingresso e al tempo stesso lasciate un annuncio in cui vi presentate e spiegate che tipo di lavoro cercate:la vostra caccia al lavoro è iniziata!
Dopo avere depositato il vostro annuncio/CV al Consolato italiano, recatevi all’ Istituto di cultura italiana (73, rue de Grenelle – 75007 Paris) per ripetere la stessa operazione.
Il Consolato e l’Istituto di Cultura sono frequentati quotidianamente da tantissimi italiani residenti a Parigi che consultano sistematicamente gli annunci esposti in bacheca.

Un importante passo da compiere per accelerare la ricerca di lavoro è recarsi all’ANPE (Agence Nationale pour l’emploi), il punto di riferimento indiscusso per la ricerca di lavoro a Parigi che rappresenta l’equivalente del nostro ufficio di collocamento.
L’ANPE dispone di centinaia d’agenzie sparse sul territorio nazionale al fine di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
All’ ANPE potrete consultare gli annunci esposti nelle bacheche, ottenere informazioni, navigare su siti specializzati attraverso le postazioni internet e iscrivervi come demandeur d’emploi.
Le agenzie ANPE sono molto ben strutturate e dotate di tutti i mezzi per permettervi di effettuare delle ricerche corrispondenti alle vostre competenze.
Esistono, inoltre, agenzie ANPE specializzate in determinati settori come quello turistico, alberghiero, informatico, dello spettacolo e della ristorazione.
Se la vostra ricerca di lavoro verte principalmente su incarichi di tipo manageriale consultate piuttosto il sito dell’APEC (Association Pour l’Emploi des Cadres) che si rivolge ai giovani diplomati in istituti superiori o Università (almeno 4 anni di studi).

Un altro strumento essenziale per chi si avvicina per la prima volta al l’universo del lavoro francese sono le agenzie CIDJ Centres d’Information et de Documentation Jeunesse che offrono tutta una serie di utili servizi.
Ricordo che durante i primi mesi della mia permanenza a Parigi ero un assiduo frequentatore del CIDJ sito vicino la Tour Eiffel (101, quai Branly – 75015).
Si tratta di luoghi preziosissimi per la vostra ricerca di lavoro e per ottenere informazioni fondamentali sul mondo del lavoro francese.
Troverete uno spazio d’informazione con numerose schede consultabili sugli organismi e le agenzie di collocamento e orientamento, annunci di lavoro e postazioni informatiche.
Numerosi consulenti sono a vostra disposizione per aiutarvi a perfezionare la vostra ricerca, spiegarvi il funzionamento del sistema lavorativo francese, seguirvi nella preparazione del curriculum vitae e della lettera di motivazione.
Da non sottovalutare gli annunci sulle riviste specializzate e sui principali quotidiani francesi come il Figaro (martedì e venerdì) Le Monde (martedì) e Libération (tutti i giorni).

Personalmente ho trovato i miei primi lavoretti tramite il Fusac.
Si tratta di una rivista destinata agli anglofoni di Parigi che propone una sezione di annunci di case in affitto, servizi e numerose opportunità professionali.
E’ possibile consultare gli annunci online anche se la versione cartacea, distribuita gratuitamente in numerosi pub della capitale, contiene molti più annunci.
La gente che pubblica annunci sul Fusac è prevalentemente straniera o si tratta di francesi che hanno l’abitudine del contatto con gli stranieri: cio’ facilita enormemente le cose.
Il mio consiglio è, dunque, quello di concentrarvi su questi annunci.
Bisogna chiamare rapidamente, subito dopo l’uscita del Fusac poichè gli annunci sono attesissimi.

Un metodo essenziale per la ricerca di offerte professionali a Parigi è internet.
La rete propone numerosi strumenti che permettono di ricercare, consultare, e postulare ai tantissimi annunci di lavoro disponibili.
Focalizzatevi inizialmente sugli annunci presenti sui principali portali dedicati agli italiani a Parigi come Italiansonline e Italie à Paris.
Un ottimo strumento online è il sito del Cyberemploi che offre una larga selezione di siti web specializzati nell’offerta di lavoro e più di 5000 siti d’aziende che assumono in Francia.
Il sito l’Hotellerie, invece, propone vari annunci legati al mondo della ristorazione.
Se non parlate ancora il francese potete focalizzare la vostra ricerca sui tantissimi ristoranti e pizzerie italiane sparsi in tutta la città.

Per aumentare maggiormente le vostre possibilità di trovare il lavoro ideale a Parigi, effettuate una ricerca sui principali motori di ricerca lavorativi, magari utilizzando la parola chiave italien, e naturalmente scegliendo Parigi come città.
Eccone alcuni:

Keljob
Wanajob
Monster 
Stepstone 
Hays
Option carriere
Cmonjob
Carriere online
Parisjob

Annunci

Trovare casa a Parigi

Trovare casa a Parigi

Trovare casa a Parigi

Gli italiani residenti a Parigi che non hanno mai abitato in una chambre de bonne alzino la mano.
Questa modesta sistemazione rappresenta la prima forma d’alloggio per la maggior parte degli stranieri che decidono di stabilirsi a Parigi: minuscole stanzette, apparse per la prima volta a Parigi intorno al 1830, che venivano utilizzate per ospitare la servitù delle ricche case adiacenti.
Solitamente situate sotto i tetti e accessibili dalle scale di servizio, le insalubri camere ospitavano i domestici reclutati per occuparsi delle faccende di casa (il termine bonne deriva da bonne à tout faire ovvero “in grado di far tutto”).
Questi spazi ristretti risultavano angusti e dotati di un confort abbastanza discutibile, il bagno era spesso situato sul pianerottolo ed era condiviso con gli altri abitanti del piano.
Le precarie condizioni di vita che si conducevano in queste chambre de bonne furono denunciate già nel XIX secolo dal professore Paul Brouardel dell’Accademia dei medici che accusò pubblicamente la mancanza delle condizioni igieniche basilari.

Bisogna ammettere che dal 1830 a oggi le cose non sono molto cambiate.
Ad abitare in queste sistemazioni fatiscenti non sono più les bonnes ma gli schiavi moderni: studenti squattrinati e lavoratori sottopagati che non hanno altra scelta.
Gli annunci ingannevoli presentano queste squallide topaie come splendidi monolocali dotati di infiniti angoli (angolo cucina, angolo doccia, angolo scrivania) e ingegnose soluzioni salvaspazio (divani-letto, ripostigli improvvisati, tavoli e sedie pieghevoli).
Rassegnatevi, dunque, all’idea di dover abitare per i primi mesi della vostra avventura parigina in un’angusta stanzetta priva di luce situata al sesto piano, senza ascensore, di un bellissimo edificio haussmaniano.
Ricordo ancora la stanza nella quale ho abitato nel 2003, quando ero appena arrivato a Parigi: 15 metri quadrati che ospitavano un letto, una doccetta, un tavolo, una sedia e un armadio (il bagno era in comune con gli sconosciuti del pianerottolo).
Non avevo neppure la televisione ma soltanto una radiolina che mi teneva compagnia e che mi ha aiutato molto a migliorare il francese.
Fortunatamente abitavo vicino lo Champ de Mars e potevo praticare molto sport e attività fisica all’aria aperta per scappare da quella cella inospitale.

Dopo aver individuato una zona di Parigi che preferite e avere identificato il vostro budget, siete pronti per iniziare a consultare gli annunci.
Uno strumento essenziale per cercare casa a Parigi sono gli annunci sulle riviste specializzate.
Una delle riviste più conosciute per la ricerca di appartamenti è PAP (“particulier à particulier” ovvero da “privato a privato”) che offre il vantaggio di proporre esclusivamente annunci di privati.
Il vantaggio è che non ci saranno costi aggiuntivi legati a un’eventuale agenzia, lo svantaggio è che i beni proposti non sono garantiti da nessuno. Così accade che gli splendidi monolocali degli annunci si rivelino orrende topaie.
La rivista viene distribuita nelle edicole ogni giovedì e contiene più di cinquemila annunci settimanali.
Dovrete munirvi rapidamente della preziosa copia di PAP e cominciare a chiamare subito gli annunci che vi interessano: la richiesta d’appartamenti è altissima a Parigi e ogni momento d’esitazione potrebbe rivelarsi decisivo.
PAP è anche consultabile online.

Personalmente ho trovato le mie prime sistemazioni a Parigi tramite il Fusac, una rivista destinata agli anglofoni di Parigi che propone una sezione di annunci dedicati alle case in affitto, offerte di servizi e opportunità professionali.
E’ possibile consultare gli annunci online anche se la versione cartacea (distribuita gratuitamente in numerosi pub della capitale) contiene molti più annunci.
La gente che pubblica sul Fusac è prevalentemente straniera o si tratta di francesi che hanno l’abitudine del contatto con gli stranieri. E cio’ facilita enormemente le cose.
Il mio consiglio è, dunque, quello di concentrarvi su questi annunci.
Bisogna chiamare rapidamente, subito dopo l’uscita del Fusac, poiché gli annunci sono attesissimi.
Anche i principali quotidiani come Le Figaro e Liberation dispongono di una sezione dedicata agli annunci immobiliari che spesso presentano annunci filtrati da agenzie.

Un ottimo strumento di ricerca resta indiscutibilmente Internet che offre svariati siti specializzati come per esempio:

SE LOGER
A VENDRE A LOUER

Il miglior metodo per trovare casa a Parigi resta comunque il passaparola: parlatene a colleghi, amici e conoscenze che mobiliteranno la propria rete di contatti aprendovi nuove possibilità.
Dopo aver capito dove cercare gli annunci, vediamo adesso come decifrarli.
A prima vista un annuncio di una rivista immobiliare può sembrare un indovinello in sanscrito o uno geroglifico egiziano di difficile comprensione.
Dovrete imparare a barcamenarvi nell’universo delle abbreviazioni francesi legate al campo semantico dell’immobiliare.

Eccovi le principali:

AL = à louer
appt= appartement
asc. = ascenseur
b. ét. = bon état
ch. = chambre
disp. = disponible
dup. = duplex (appartamento su due piani)
exc. = excellent
gd = grand
impec. = impeccable
sdb = salle de bains
sdd = salle de douche
TTC = toutes taxes comprises
vis. Rdv = visites sur rendez-vous

Un ottimo periodo per trovare casa nella ville lumière sono i mesi da maggio a luglio mentre si sconsigliano settembre e ottobre che registrano il ritorno degli studenti in città.
Se avete individuato un appartamento che soddisfa le vostre aspettative, considerate anche il quartiere poiché sarà il contesto che accompagnerà le vostre giornate. Visitate la zona di giorno e di notte in modo da farvi un’idea di quello che vi aspetterà.

Il momento cruciale della ricerca d’appartamento sono naturalmente le visite che spesso si traducono in estenuanti attese con file chilometriche di candidati pronti a darsi battaglia.
Munitevi di tanta pazienza e portate sempre con voi il famigerato dossier, un insieme di documenti che vi saranno richiesti per presentare la candidatura a un determinato appartamento.
Il dossier d’affitto è formato da vari documenti che il padrone di casa richiede per verificare la vostra situazione e accertarsi che siate in grado di pagare l’affitto.
Conviene fare molteplici copie del dossier perché con molta probabilità visiterete svariati appartamenti e avrete bisogno di un malloppo di paperasse (così i francesi definiscono un mucchio indistinto di documenti) da presentare al vostro ipotetico padrone di casa.
Vediamo nel dettaglio i documenti necessari:

– Fotocopia della carta d’identità o del passaporto
– Ultima dichiarazione dei redditi
– Le tre ultime buste paga o il contratto di lavoro
– Se eravate già in affitto precedentemente, munitevi delle ultime ricevute di pagamento delle mensilità (quittance de loyer)

Il proprietario di casa richiede molti documenti per essere sicuro della vostra identità e della vostra capacità di pagare l’affitto a fine mese.
Tuttavia deve limitarsi a chiedere i documenti citati sopra e non ha il diritto di chiedervi altri documenti personali come la carte vitale, un certificato di lavoro, una foto o altro ancora.
Nel caso in cui il vostro salario non copra tre volte il valore dell’affitto, avrete bisogno di un garante, una persona che guadagni più di voi e che s’impegni a pagare al posto vostro se necessario.
Se non conoscete nessuno disposto a garantire per voi, potete fare ricorso al Loca-Pass.
Leggete bene il contratto d’affitto prima di firmarlo ed esaminate attentamente le clausole riguardanti la disdetta ed eventuali spese aggiuntive.

Al momento di entrare nella nuova casa, il proprietario vi chiederà di versare il primo mese e un mese di cauzione (il cosiddetto mese morto) che servirà a coprire eventuali danni constatati al momento della partenza.
Per gli appartamenti ammobiliati i proprietari chiedono due mesi di cauzione.
Infine, un’altra soluzione per trovare casa a Parigi risparmiando una buona parte del budget è la cosiddetta colocation ovvero la coabitazione.
Un’ottima soluzione che consente di dividere in due o più persone il costo totale dell’affitto pur tenendo presente che l’armonia tra gli inquilini rimane molto fragile e delicata e rischia di degenerare in situazioni catastrofiche.

Se l’idea di dividere l’appartamento con qualcuno vi tenta eccovi alcuni siti specializzati:

Colocation
Cherchecoloc
Appartager

Rusidda: una rosa siciliana

Rusidda

Rusidda

Una rosa fresca e profumata è da poco sbocciata nel cuore di Parigi: Rusidda, una frizzante épicerie siciliana.
I parigini amanti della cucina mediterranea e i siciliani residenti a Parigi diventeranno clienti affezionati di questo ristorantino situato lungo la rue Borda, a due passi dal Musée des Arts et Métiers.
In questa caverna di Ali Babà, dedicata agli amanti della gastronomia italiana e dei prodotti della tradizione culinaria siciliana, i palati più raffinati avranno l’imbarazzo della scelta: parmigiano reggiano, pecorino pepato, crema di zucchine, paté di capperi, pasta trafilata al bronzo, ricotta di pecora, gorgonzola, burrata, prosciutto dei Nebrodi, bresaola, salsa di pomodori ciliegino, olio d’oliva, pesto al pistacchio di Bronte, miele millefiori e tanto altro ancora.

Un tipico carretto siciliano è utilizzato per presentare elagantemente una sapiente selezione di vini tra cui il Nero d’Avola e il Rocamora.
Il modo migliore per assaporare tutta la bontà di Rusidda è un pranzo o una cena in quest’angolo di Sicilia a Parigi: potrete gustare un vassoio di salumi e formaggi,  la pasta del giorno (busiate, caserecce, trofie, maccheroncini), uno squisito pizzolo (un gustosissimo incrocio tra un panino e una pizza) e concludere il vostro viaggio gastronomico con un cannolo, una panna cotta o un tiramisù.
Amélie, Giulia et GianMarco vi aspettano per deliziare le vostre papille gustative.

Rusidda
1 Rue Borda
75003 Paris
09 86 47 54 74

Sei diventato parigino se…

Sei diventato parigino se...

Sei diventato parigino se…

Anche se non vuoi ammetterlo a te stesso, ormai sei diventato un parigino DOC.
I sintomi sono evidenti e parlano chiaro:

– Ti sembra normale pagare 800€ al mese per un monolocale minuscolo

– Conosci a memoria le stazioni della tua linea della metropolitana

– Appena un timido raggio di sole accarezza la città, ti precipiti a comprare baguette e formaggio per un pic-nic al Bois de Vincennes

– Consideri tutto ciò che si trova al di là del périphérique come un continente sconosciuto e selvaggio

– Sei diventato un campione dello sport cittadino più diffuso: la gimkana tra gli escrementi dei cani parigini che tappezzano i marciapiedi

– Non vai mai sugli Champs Elysées, a meno che non devi farli visitare a qualcuno

– Hai visto almeno una volta una troupe cinematografica girare un film per le strade della città…e non ti ha scioccato.

– Se hai fame e non hai tempo, compri un grec, non un kebab

– Conosci tutti i colori delle linee della metro

– Non hai paura di prendere il Noctilien

– I 3 animali che odi di più sono il topo, il piccione e…il turista

– Assaggi le cucine di tutto il mondo spostandoti di quartiere

– Incroci la miseria ogni giorno e, purtroppo, non ci fai più caso

– Sai imitare alla perfezione la voce che annuncia le stazioni della metro, soprattutto la versione spagnola della linea 14 a Gare de Lyon

– Nel tuo appartamento ricevi più di venti segnali Wi-fi diversi

– Conosci tutti i quartieri di Parigi ma vai sempre negli stessi posti

– Cerchi sempre di evitare di prendere la corrispondenza a Chatelet e di perderti nei suoi interminabili corridoi

– Anche se il sole splende e il cielo è azzurro, esci da casa con l’ombrello perchè non si sa mai

– Adori Parigi in Agosto quando la città si libera del suo male peggiore (i parigini!)

– Ti metti a sbuffare e a fare smorfiette se, prendendo la scala mobile, qualcuno resta immobile a sinistra e ti blocca il passaggio.

Amo Parigi quando…

Tramonto parigino

Tramonto parigino

Parigi è un miscuglio di razze e culture, un melting pot di etnie e tradizioni, una torre di babele dove centinaia di linguaggi diversi vengono parlati da gente proveniente da ogni parte del mondo.
Parigi è resa unica da tutti gli stranieri che vi abitano e che un giorno probabilmente l’abbandoneranno.
Anch’io sono straniero, anch’io sono Parigi e anch’io prima o poi l’abbandonerò.
Per il momento ho la fortuna di viverci e approfitto fugacemente di quei momenti preziosi che mi fanno adorare questa città meravigliosa.

Amo Parigi quando…

Quando si sveglia alle prime luci dell’alba
Place de la Concorde si colora di arancione e il profumo di pane fresco e croissants invade le strade. I bateaux-mouches cominciano a solcare le acque della Senna e i venditori del mercato di Aligre decantano a squarciagola la freschezza della propria frutta e verdura

Quando un giapponese mi ferma per strada per chiedermi dove si trova il centro Pompidou o il Louvre
Mi fa sentire uno del posto, uno che conosce la città, uno che la ama profondamente

Quando accetto consapevolmente di perdermi tra le sue vie
E riscopro la città con gli occhi di un turista che la attraversa per la prima volta

Quando si svuota durante la prima metà del mese d’Agosto
E riprende la forma di una città normale, meno caotica e più tranquilla

Quando la abbandono per qualche tempo
Per sentire esplodere, dentro di me, la voglia prepotente di ritrovarla e riabbracciarla

Quando la pioggia mi sorprende mentre passeggio lungo la Senna
Le gocce d’acqua che cadono dal cielo aggiungono una dolce nota di malinconia ai passanti che percorrono con lo sguardo le acque miti della Senna e la tranquillità imperturbabile dei bouquinistes

Quando, passeggiando senza meta, scopro un giardino o una piazza che non conoscevo
Perle di rara bellezza si nascondono nel tessuto urbano della ville lumière e aspettano soltanto di essere scoperte dagli occhi avidi di passanti curiosi

Quando incontro qualcuno che conosco, per caso
Milioni di parigini e turisti si mescolano vorticosamente tutti i giorni tra le vie della capitale.
Incontrare un conoscente, per caso, è quasi impossibile. Quando capita è una festa per entrambi e l’anonimato cittadino lascia posto per un breve istante ad un’inattesa familiarità

Quando il sole tramonta sui giardini delle Tuileries
Tingendo di rosso fuoco i volti delle statue e baciando soavemente i turisti seduti attorno alle fontane

Quando osservo il lungo-Senna dalle finestre di un taxi notturno
Parigi conserva il suo fascino più conturbante per i vagabondi notturni che a piedi o in auto attraversano le sue avenues e i suoi boulevards.
La maestosità del Museo d’Orsay, la bellezza dell’isola Saint Louis e il mistero della Conciergerie assumono sfumature uniche di notte ed emanano una magia particolare

Quando la notte s’impossessa della città
E migliaia di comignoli rossi di terracotta illuminano il buio

Vive la France!

Vive la France!

Vive la France!

Alimento le pagine di questo blog da diversi anni proponendovi curiosità, aneddoti, racconti e consigli relativi alla città di Parigi e alla cultura francese.
Ammetto che ho spesso utilizzato un tono pungente, amaro, sarcastico, duro, critico e una spiccata accezione negativa verso i parigini.
Con questo post voglio fare un piccolo mea culpa nei confronti dei nostri cugini francesi con cui da quasi 11 anni condivido la mia quotidianità.
Esistono differenze abissali che separano il popolo italiano da quello francese ma ciò non significa che uno sia migliore dell’altro.
Se in passato mi sono permesso di etichettare i francesi con epiteti e aggettivi talvolta acidi, era soltanto per stigmatizzare le divergenze e le sfumature culturali che ci allontanano.
Oggi, con una bella esperienza sul groppone da “italiano a Parigi” e qualche capello bianco in più, voglio ringraziare questa terra che mi ha accolto e che mi offerto la possibilità di realizzarmi.
Nel corso di questi anni trascorsi nella capitale francese, sono venuto a contatto con un campionario umano eterogeneo e vario.
Mi è capitato d’incontrare conducenti di taxi sgarbati e maleducati e altri cortesi e disponibili a una chiacchierata durante il tragitto, un vicino psicopatico che si metteva a urlare e a insultarmi ogni volta che invitavo amici a casa e una vicina gentilissima e sempre disponibile a darmi una mano, ristoratori scontrosi e/o disonesti e altri socievoli e cordiali, colleghi di lavoro squallidi e spietati e altri sinceri e affettuosi.
Non bisogna mai generalizzare i giudizi su di un popolo e la sua cultura: lo spirito dell’essere umano è talmente variegato e ricco di sfumature da non poter essere catalogato con semplici e riduttive etichette.
Vive la France!

Un italiano al Kremlino

Le Kremlin Bicêtre

Le Kremlin Bicêtre

In seguito al mio recente trasloco, il blog potrebbe essere ribattezzato “un Italiano al Kremlino”.
No, non ho lasciato la Francia per trasferirmi in Russia.
Ho semplicemente traslocato al Kremlin Bicêtre, una cittadina situata alle porte di Parigi.
Dopo essere stato un cristolien (abitante di Creteil), un montreuillois (abitante di Montreuil), un courbevoisien (abitante di Courbevoie) e un parigino (con residenza nei seguenti arrondissement: IX°, XV°, V°e XI°), sono da poco diventato un kremlinois, ovvero un abitante del Kremlin Bicêtre.

Il Kremlin-Bicêtre è stato creato nel 1836 riunendo due antichi quartieri della città: il Kremlin e Bicêtre.
La storia del comune e l’origine del suo nome insolito affondano le radici agli inizi del XIII secolo, quando Luigi VIII offrì un appezzamento di terra al responsabile delle cucine reali che vi costruì un edificio.
Jean Ogier, l’erede del cuoco, cedette nel 1286 l’edificio e le terre attinenti a Jean de Pontoise, vescovo di Winchester, che fece costruire sulle rovine dell’antico edificio il castello di Winchester.
Il termine Winchester ha subito varie metamorfosi fonetiche nel corso del tempo diventando prima Vincestre, Bichestre, Bicestre e, infine, Bicêtre.

Alla fine del XIV° secolo, il castello di Winchester, ormai in rovina, passò nelle mani del duca di Berry che lo fece ricostruire con grande magnificenza.
Prima della morte, il duca di Berry lasciò il castello ai vescovi della chiesa di Notre Dame des Champs.
Tuttavia l’usura del tempo e gli scontri tra Bourguignons e Armagnacs trasformarono il castello in una costruzione fatiscente e malfamata, frequentata da mendicanti e delinquenti.
Nel 1632 Richelieu decise di raderla al suolo per erigere un ospedale che accogliesse i veterani di guerra.
Dopo la campagna fallimentare di Napoleone in Russia e la conseguente ritirata da Mosca nel 1812, numerosi veterani di guerra vennero accolti nell’ospedale di Bicêtre.
Un furbo cabarettista aprì un locale, molto frequentato, chiamandolo Au Sergent du Kremlin, in ricordo della campagna napoleonica e della fortezza moscovita.
Il quartiere cominciò a essere conosciuto come Le Kremlin.

Adesso sapete perché la città dove abito adesso, Le Kremlin Bicêtre, si chiama in questo modo.