Trovare lavoro a Parigi

Trovare lavoro a Parigi

Trovare lavoro a Parigi

Da quando ho messo online il sito Italiani a Parigi e questo blog ho ricevuto tantissime email riguardo la possibilità di trovare un lavoro a Parigi.
Trovare lavoro rappresenta uno dei tasselli fondamentali che permettono, a chi decide di vivere a Parigi, d’integrarsi nel tessuto sociale.
Troverete in questo post alcuni consigli per evitare che la ricerca di un’attività professionale nella ville lumière si trasformi in una snervante odissea.
La capitale francese custodisce una miniera di occasioni che aspettano di essere colte al volo, spetta a voi procedere in maniera intelligente e carpire le tante possibilità disponibili.
Il vostro futuro datore di lavoro non vi chiederà documenti particolari per finalizzare la vostra assunzione: successivamente all’entrata in vigore delle norme comunitarie, tutti i cittadini europei hanno il diritto di spostarsi liberamente in un altro Paese della comunità e trovare un lavoro.
Un tempo agli italiani che si stabilivano in Francia veniva richiesta una carte de séjour per giustificare la loro presenza nel territorio francese, oggi basta semplicemente essere in possesso della carta d’identità.
Altri documenti che dovrete presentare per procedere alla vostra futura assunzione sono il RIB (relevé identité bancaire), un’attestazione della carte vitale e un justificatif de domicile che certifica la vostra residenza attuale.

Tappa obbligata per un italiano a Parigi alla ricerca del suo primo lavoro è il Consolato italiano (5, Boulevard Emile Augier, 75016 Paris).
Recatevi al consolato per visionare gli annunci affissi nella bacheca sita all’ingresso e al tempo stesso lasciate un annuncio in cui vi presentate e spiegate che tipo di lavoro cercate:la vostra caccia al lavoro è iniziata!
Dopo avere depositato il vostro annuncio/CV al Consolato italiano, recatevi all’ Istituto di cultura italiana (73, rue de Grenelle – 75007 Paris) per ripetere la stessa operazione.
Il Consolato e l’Istituto di Cultura sono frequentati quotidianamente da tantissimi italiani residenti a Parigi che consultano sistematicamente gli annunci esposti in bacheca.

Un importante passo da compiere per accelerare la ricerca di lavoro è recarsi all’ANPE (Agence Nationale pour l’emploi), il punto di riferimento indiscusso per la ricerca di lavoro a Parigi che rappresenta l’equivalente del nostro ufficio di collocamento.
L’ANPE dispone di centinaia d’agenzie sparse sul territorio nazionale al fine di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
All’ ANPE potrete consultare gli annunci esposti nelle bacheche, ottenere informazioni, navigare su siti specializzati attraverso le postazioni internet e iscrivervi come demandeur d’emploi.
Le agenzie ANPE sono molto ben strutturate e dotate di tutti i mezzi per permettervi di effettuare delle ricerche corrispondenti alle vostre competenze.
Esistono, inoltre, agenzie ANPE specializzate in determinati settori come quello turistico, alberghiero, informatico, dello spettacolo e della ristorazione.
Se la vostra ricerca di lavoro verte principalmente su incarichi di tipo manageriale consultate piuttosto il sito dell’APEC (Association Pour l’Emploi des Cadres) che si rivolge ai giovani diplomati in istituti superiori o Università (almeno 4 anni di studi).

Un altro strumento essenziale per chi si avvicina per la prima volta al l’universo del lavoro francese sono le agenzie CIDJ Centres d’Information et de Documentation Jeunesse che offrono tutta una serie di utili servizi.
Ricordo che durante i primi mesi della mia permanenza a Parigi ero un assiduo frequentatore del CIDJ sito vicino la Tour Eiffel (101, quai Branly – 75015).
Si tratta di luoghi preziosissimi per la vostra ricerca di lavoro e per ottenere informazioni fondamentali sul mondo del lavoro francese.
Troverete uno spazio d’informazione con numerose schede consultabili sugli organismi e le agenzie di collocamento e orientamento, annunci di lavoro e postazioni informatiche.
Numerosi consulenti sono a vostra disposizione per aiutarvi a perfezionare la vostra ricerca, spiegarvi il funzionamento del sistema lavorativo francese, seguirvi nella preparazione del curriculum vitae e della lettera di motivazione.
Da non sottovalutare gli annunci sulle riviste specializzate e sui principali quotidiani francesi come il Figaro (martedì e venerdì) Le Monde (martedì) e Libération (tutti i giorni).

Personalmente ho trovato i miei primi lavoretti tramite il Fusac.
Si tratta di una rivista destinata agli anglofoni di Parigi che propone una sezione di annunci di case in affitto, servizi e numerose opportunità professionali.
E’ possibile consultare gli annunci online anche se la versione cartacea, distribuita gratuitamente in numerosi pub della capitale, contiene molti più annunci.
La gente che pubblica annunci sul Fusac è prevalentemente straniera o si tratta di francesi che hanno l’abitudine del contatto con gli stranieri: cio’ facilita enormemente le cose.
Il mio consiglio è, dunque, quello di concentrarvi su questi annunci.
Bisogna chiamare rapidamente, subito dopo l’uscita del Fusac poichè gli annunci sono attesissimi.

Un metodo essenziale per la ricerca di offerte professionali a Parigi è internet.
La rete propone numerosi strumenti che permettono di ricercare, consultare, e postulare ai tantissimi annunci di lavoro disponibili.
Focalizzatevi inizialmente sugli annunci presenti sui principali portali dedicati agli italiani a Parigi come Italiansonline e Italie à Paris.
Un ottimo strumento online è il sito del Cyberemploi che offre una larga selezione di siti web specializzati nell’offerta di lavoro e più di 5000 siti d’aziende che assumono in Francia.
Il sito l’Hotellerie, invece, propone vari annunci legati al mondo della ristorazione.
Se non parlate ancora il francese potete focalizzare la vostra ricerca sui tantissimi ristoranti e pizzerie italiane sparsi in tutta la città.

Per aumentare maggiormente le vostre possibilità di trovare il lavoro ideale a Parigi, effettuate una ricerca sui principali motori di ricerca lavorativi, magari utilizzando la parola chiave italien, e naturalmente scegliendo Parigi come città.
Eccone alcuni:

Keljob
Wanajob
Monster 
Stepstone 
Hays
Option carriere
Cmonjob
Carriere online
Parisjob

Annunci

Loi El Khomri: la protesta continua!

loi travail manif

Le proteste contro la Loi El Khomri

Il popolo francese si prepara per la grande manifestazione nazionale di domani, martedì 14 giugno, per protestare contro il progetto di legge El Khomri che vuole cambiare radicalmente la legge sul lavoro.
Il leader del sindacato CGT, Philippe Martinez, prevede una partecipazione massiccia a Parigi, dove il corteo di protesta partirà alle 13:00 da Place d’Italie in direzione degli Invalides.
L’estenuante braccio di ferro tra governo e sindacati è entrato in una pericolosa impasse che sta paralizzando il Paese: gli scioperi si susseguono, dai trasporti alla nettezza urbana, la tensione sale e le manifestazioni si moltiplicano.
L’amara pillola del Job Act, passata senza troppi problemi nell’Italia di Renzi, non viene digerita dai cugini francesi che rifiutano di accettare la precarizzazione del lavoro.
La legge El Khomri si ispira dichiaratamente al Job Act italiano che ha falciato, nel marzo 2015, l’articolo 18 che consentiva il reintegro dell’impiegato in caso di licenziamento abusivo, aumentando la flessibilità delle condizioni lavorative e la precarietà dei contratti.
A differenza degli italiani, i francesi non accettano la svalorizzazione dei diritti dei lavoratori e, in risposta al governo, protestano, manifestano e bloccano il sistema sociale per esprimere il proprio malcontento.

Il governo ha risposto con fermezza ai manifestanti indicando l’intenzione di non ritirare o modificare la legge El-Khomri e di farla passare, in modo forzato, utilizzando il dispositivo 49-3.
L’articolo 49-3 della Costituzione, l’arma fatale del governo, permette al Primo Ministro di approvare un progetto di legge sotto la propria responsabilità.
Il disegno di legge viene considerato adottato a meno che una mozione di censura, presentata nelle 24 ore seguenti, venga votata dall’Assemblea Nazionale.
Questa impopolare decisione, che ha bloccato il dialogo sociale, ha gettato nuova benzina sul fuoco determinando l’inasprimento delle tensioni sociali e il moltiplicarsi degli scioperi delle mobilitazioni di massa.
La rabbia della gente è palpabile come ha dimostrato l’arrivo concitato del Ministro dell’Economia, la settimana scorsa, alla posta di Montreuil, dove si era recato per celebrare un francobollo commemorativo dell’ottantesimo anniversario del Fronte Popolare.
Emmanuel Macron è stato accolto da slogan ostili, urla, fischi e lanci di uova da un gruppo di sindacalisti della CGT ed esponenti del PCF, oppositori della legge El Khomri.

Perché il governo non vuole assolutamente fare marcia-indietro davanti alle manifestazioni e alle rivendicazioni del popolo?
Per quale motivo Valls e Hollande rifiutano ogni forma di dialogo con gli antagonisti sociali e, di fronte a un Paese indebolito dagli scioperi e dalle tensioni, continuano verso una direzione suicidaria?
Come mai un governo di sinistra assume questa attitudine autoritaria nei confronti della gente che lo ha votato?
La riforma del lavoro francese, come il Job Act italiano, non è altro che l’applicazione della volontà della Commissione Europea di imporre ai suoi membri misure di austerità e riforme coercitive: il governo francese chiede al suo popolo di versare quelle famose lacrime e sangue che il ministro Fornero, versando patetiche lacrime di coccodrillo, chiese a noi italiani durante il governo-fantoccio Monti.
I governi si vedono depauperati e svuotati della loro sovranità nazionale che viene rimpiazzata da poteri superiori e da bieche logiche capitalistiche.
Le politiche nazionali vengono progressivamente sostituite dai dictat dettati dalle istituzioni europee e dalla globalizzazione finanziaria che avanza come una macchina da guerra.
Solo il popolo unito, dotato d’una solida coscienza di classe e guidato dalla volontà di resistere e salvaguardare la propria identità e i propri diritti, può arrestare questa pericolosa avanzata.
L’opposizione dell’Italia si è rivelata molto debole e le riforme piovute dall’alto sono state adottate: il Job Act è passato, l’articolo 18 scomparso e i diritti dei lavoratori calpestati e umiliati.
Il popolo francese si mostra più coeso, solidale, unito e battagliero.
Riuscirà a resistere?

AAA – Cercasi aiuto a domicilio (per bimbi piccoli)

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Sei una studentessa italiana a Parigi, disponi di tempo libero e vorresti arrotondare i tuoi guadagni?
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A presto!

Il colloquio di lavoro – 3 parte

Il colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro

Nell’ambito di un colloquio di lavoro spesso vengono poste alcune domande rituali per esaminare la personalità e le competenze del candidato.
Non esiste un’unica maniera per rispondere a queste domande ma alcuni approcci sono migliori di altri.
Ecco qualche consiglio per rispondere alle domande classiche da colloquio.

– Potrebbe parlare un poco di lei?
Anticipate questa domanda frequente, spesso posta all’inizio del colloquio, preparando un riassunto che valorizzi la vostra carriera e il vostro percorso formativo.
Sintetizzate al massimo le vostre esperienze e ponete l’accento sulle competenze acquisite e gli obiettivi raggiunti.
Il vostro discorso deve permettere al datore di lavoro di capire ciò che potete offrire all’azienda.
Evitate di raccontare la vostra vita dilungandovi in dettagli inutili, citate solo gli elementi in relazione con il posto di lavoro per cui vi candidate.

– Perchè volete entrare nella nostra azienda?
Per rispondere a questa domanda non bastano le conoscenze di base che già possedete sul marchio.
Effettuate una ricerca approfondita sul web e cercate le informazioni principali sulla storia dell’azienda e sulla sua reputazione e sulla sua cultura.
Più disporrete di informazioni e più potrete argomentare le ragioni per le quali vi considerate il candidato ideale per quel posto.

– Qual è il vostro punto debole?
Questa domanda viene posta spesso nel corso di un colloquio e sono tanti i candidati che restano in silenzio o, peggio ancora, elencano una lista interminabile di difetti.
Rispondere a questo quesito equivale a dimostrare che vi conoscete e che conoscete i vostri limiti.
Rispondete citando un ambito in cui potreste migliorarvi e sottolineate gli sforzi che avete fatto per avanzare.

Come vi vedete tra cinque anni?
Proiettatevi nel futuro immediato con realismo, flessibilità e un pizzico di ambizione. Parlate della vostra voglia di assumere nuove responsabilità e di evolvere professionalmente.
Citate l’eventualità di seguire una formazione che vi consenta di sviluppare ulteriormente le vostre competenze o di acquisirne nuove.
Evitate risposte megalomani o inaccessibili. Un colloquio di lavoro non è il buon contesto per sognare a voce alta.

Perchè ha lasciato il suo precedente posto di lavoro?
Ponendovi questa domanda il datore di lavoro vuole capire cosa vi ha portato a postulare per la sua azienda, vuole vedere se siete veramente motivati per quel posto di lavoro o se vi serve soltanto una fonte di sostentamento.
Mostrate il vostro interesse e non date l’impressione di essere scappati dal vostro precedente lavoro.
Siate sinceri e non parlate male del vostro precedente contesto lavorativo.

Ecco le altre domande maggiormente poste durante un colloquio:

Sul passato
– Qual è la vostra formazione?
– Che studi avete fatto?
– In quale materie eccellevate?
– Durante gli studi avete lavorato?
– Siete soddisfatti degli studi che avete fatto?
– Avete fatto degli stages o delle formazioni?

Sul presente
– Siete disponibile immediatamente?
– Accettereste di viaggiare spesso?
– Potreste traslocare per questo lavoro?
– Qual è la vostra situazione familiare?
– Da quanto tempo cerca lavoro?
– Che lavoro fa sua moglie/marito?
– Ha già effetuato dei colloqui con altre aziende?
– Ha ricevuto altre proposte?
– Quanto vorrebbe guadagnare?

Sul futuro
– Qual è il vostro obiettivo professionale?
– Come vede il suo futuro nella nostra azienda?
– Quali sono i vostri obiettivi a breve, medio e lungo termine?
– Come vede la sua carriera tra 20 anni?

Sull’azienda
– Perchè vuole lavorare nella nostra azienda?
– Cosa conosce del nostro marchio?
– Perché desidera lavorare in una grande (o piccola) azienda?
– Cosa pensa di poterci offrire?
– In che modo pensa di partecipare allo sviluppo della ditta?

Sul posto di lavoro
Cosa vi piace di questo posto?
– Quali possono essere gli svantaggi di questo lavoro?
– Vi sentite all’altezza per questa missione professionale?
– Quali sono le competenze necessarie?

Sull’esperienza
– Quali funzioni avete occupato nel passato?
– Cosa vi è piaciuto maggiormente? Perchè?
– Quali obiettivi avete raggiunto?

Sulle competenze
– In quale ambito vi reputate maggiormente competenti?
– Perchè vi dovrei scegliere?
– Parlate lingue straniere?

Sulla personalità
– Quali sono i vostri hobbies?
– Preferite lavorare soli o in gruppo?
– Quali sono le vostre qualità e difetti?
– Vi piacciono i lavori monotoni?
– Riuscite a lavorare sotto pressione e stress?
– Come vi ponete nei confronti della gerarchia?

Il colloquio di lavoro – 2 parte

Il colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro

Affrontare un colloquio di lavoro mette i nervi a dura prova. Bisogna mantenere la calma, avere fiducia in se stessi e scegliere attentamente le risposte.
Il nervosismo può talvolta giocare brutti scherzi e una semplice domanda potrebbe farvi sudare freddo ed entrare nel panico.

Ecco qualche affermazione da evitare nel corso di un colloquio:

– Detestavo il mio ex capo!
Il vostro capo vi tormentava e vi rendeva la vita impossibile. Facevate incubi terribili nei quali vi inseguiva chiedendovi di sbrigare pratiche interminabili in tempi brevissimi. Non perdeva occasione per umiliarvi davanti ai colleghi.
Sicuramente avete vissuto un’esperienza difficile e traumatica ma non menzionatela durante il colloquio.
Se parlerete male del vostro ex capo, il vostro futuro datore di lavoro potrà pensare che tra poco tempo direte la stessa cosa di lui.

– Non conosco questa azienda
La persona che avrete di fronte vi chiederà sicuramente di parlare dell’azienda.
Evitate di fare scena muta e informatevi appropriatamente la vigilia del colloquio.
Studiate la storia del marchio e il suo sviluppo nel corso degli anni.
Mostrando la vostra conoscenza dell’azienda, dimostrerete che il posto vi interessa non soltanto per i soldi ma sopratutto perché desiderate fare carriera in un gruppo che stimate.

– Non ho altre domande
Allo stesso modo di dire che non conoscete l’azienda, dire che non avete altre domande equivale a una mancanza di interesse da parte vostra. Anche se il datore di lavoro ha risposto a tutte le domande e i dubbi che avevate formulato, preparate una domanda che mostri l’interesse verso il posto di lavoro offerto.
Il giorno prima del colloquio, fate una rapida ricerca su internet e spulciate attentamente le informazioni della ditta.
Troverete sicuramente spunti interessanti da utilizzare per il colloquio.

– Avrei bisogno di prendere alcuni giorni di vacanza
La persona che vi riceverà per il colloquio sa che avete delle esigenze familiari e personali che vi terranno lontano dal lavoro qualche giorno. E’ fuori luogo e fortemente negativo iniziare l’incontro con il vostro futuro capo parlando di vacanze e giorni di assenza.
Rischiereste di apparire presuntuoso e di lasciare intendere che riteniate che il posto sia già vostro.
Conservate le domande relative alle domande per le fasi avanzate del colloquio quando sarete in fase di negoziazione salariale.

– Fra quanto tempo potrò avere una promozione
Anche se volete mostrare che siete dei tipi ambiziosi e che vi siete fissati degli obiettivi, evitate di porre questo tipo di domanda al vostro primo incontro.
Il vostro interlocutore potrebbe avere l’immagine di uno spietato arrivista pronto a tutto per scalare i gradini della gerarchia aziendale.
Chiedete in maniera diplomatica quali sono le eventuali possibilità evolutive del posto.

Il colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro

Terminata la stesura del curriculum e la redazione di una lettera di motivazione accattivante, non vi resta che incrociare le dita es sperare che l’azienda vi contatti per un colloquio di lavoro.
Il colloquio è una fase essenziale del processo di assunzione che permette al datore di lavoro di effettuare una prima selezione delle candidature ricevute e al futuro lavoratore di conoscere preziosi dettagli aggiuntivi riguardo al posto (missioni da compiere, responsabilità, condizioni di lavoro, retribuzione, orari di lavoro e vantaggi aziendali).
Il dialogo che si sviluppa nel corso di questo incontro serve a completare le informazioni già illustrate nel CV e ad approfondire i dettagli di un’eventuale collaborazione lavorativa.

Nel corso del colloquio di lavoro il vostro interlocutore vi interrogherà relativamente alle informazioni incluse nel vostro curriculum e agli elementi che sono stati omessi o che non figurano: le esperienze precedenti, le attività extra-professionali, la natura esatta delle vostre competenze e il vostro grado di adattabilità.
L’incontro tra voi e il datore di lavoro e l’occasione che gli permette di conoscervi meglio, di carpire la vostra personalità e di testare la vostra motivazione.
Durante il tempo che vi sarà concesso, il rappresentante dell’azienda cercherà di valutare le vostre competenze in funzione del posto di lavoro proposto: dinamicità, capacità d’analisi, rigore, senso di responsabilità, organizzazione e cosi via.
Se, per esempio, avete postulato per un lavoro di commerciale, il vostro interlocutore insisterà particolarmente sulle qualità necessarie per svolgere questo tipo di lavoro: presa d’iniziativa, buona espressione orale, capacità d’argomentazione.

La forma classica de colloquio di lavoro si traduce in un incontro face to face tra il candidato e il datore di lavoro.
Alcune aziende preferiscono incontrare i candidati insieme per testare lo spirito di squadra e la capacità di collaborare a uno stesso progetto.
Un incontro collettivo permette all’azienda di studiare le sfumature psicologiche e le personalità dei vari candidati e di selezionare il profilo ricercato.
In base alle aziende o al posto di lavoro, il colloquio di lavoro può non rappresentare fase finale di un’assunzione.
Il primo incontro può essere seguito da ulteriori colloqui o da prove tecniche e/o psicologiche finalizzate a testare le competenze del candidato.

Il colloquio di lavoro comprende tre fasi fondamentali: la presentazione, il dialogo e la conclusione.
La presentazione è una fase essenziale poichè la prima impressione che lascerete al vostro interlocutore è quella che ricorderà dopo il vostro incontro.
Ricordate che, come diceva daniel Swansson, non avrete mai una seconda possibilità per fare una buona prima impressione.
Generalmente i primi 30 secondi rappresentano il breve arco di tempo in cui gli elementi visivi vengono analizzati: l’aspetto, l’abbigliamento, la postura, la gentilezza, il tono della voce.
Cercate di offrire un’immagine positiva, fresca e che rappresenti il vostro modo di essere.
Lo scopo della fase di dialogo è uno scambio reciproco di informazioni.
Voi avete bisogno di approfondire i dettagli relativi al posto di lavoro (responsabilità, gerarchia, missioni attribuite) e il vostro datore di lavoro vuole sondare la vostra motivazione.
Durante questa fase del colloquio, ascoltate pazientemente le spiegazioni di chi parla e ponete domande pertinenti per mostrare il vostro interesse per il posto.
Alla fine del colloquio, se l’argomento non è stato affrontato, parlate dell’eventuale retribuzione e delle condizioni di lavoro.
Prima di congedarvi dalla persona che vi ha ricevuto, chiedete quale sarà il seguito dell’incontro, chi riprenderà contatto e in che modo e se un secondo colloquio e previsto.

Infine, eccovi qualche consiglio per affrontare serenamente il colloquio:

Prima dell’incontro
– Identificate il tragitto che dovrete percorrere e la zona in cui si terrà il colloquio per evitare brutte sorprese il giorno X
– Partite con un pò d’anticipo per evitare imprevisti durante il tragitto
– Arrivate in anticipo per essere calmi e sereni durante il colloquio
– Osservate i luoghi e le persone che si trovano nella sala d’attesa, potreste trovare interessanti dettagli sull’azienda
– Scegliete un abbigliamento corretto che vi faccia sentire a vostro agio, non eccessivamente elegante e non troppo sportivo.
– Portate con voi il CV, la lettera di motivazione e ogni elemento che possa essere utile per ratificare la vostra motivazione e per giustificare le vostre precedenti esperienze lavorative.

Durante il colloquio
– Salutate il vostro interlocutore con una stretta di mano ferma e decisa. Guardatelo in faccia
– La vostra attitudine corporale rivela il vostro modo di essere. State seduti correttamente e sorridete.
– Mettetevi in valore decantando le vostre qualità ma evitate inutili eccessi.
– Alla fine dell’incontro vi sarà posta la fatidica domanda “Avete delle domande?”. Preparatene una!

Dopo il colloquio
– Non esitate a richiamare l’azienda se non ricevete più nessuna notizia. Confermerete la vostra motivazione per il posto di lavoro proposto.

La lettera di motivazione

Un colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro

Inviare la propria candidatura per un posto di lavoro in Francia equivale ad inviare una copia del curriculum accompagnata da una lettera motivazionale.
Creare una lettera di motivazione attraente e interessante può rapidamente trasformarsi in un vero rompicapo.
La chiave di volta per riuscire a redigere una lettera efficace è la personalizzazione e l’uso di un vocabolario mirato al posto che ci interessa.

Ecco alcuni spunti per comporre una lettera valida che lasci trapelare la vostra motivazione.

Capire il ruolo della lettera motivazionale
La lettera non ha nulla a che vedere con il CV e ha il compito di trasmettere la vostra motivazione al datore di lavoro. Se il curriculum illustra le vostre competenze e le esperienze lavorative, la lettera decanta la voglia di fare bene e di fare parte di quella azienda.
La lettera di motivazione si colloca a metà tra il CV e il posto di lavoro e svolge un essenziale ruolo intermediario tra questi due elementi.
Il CV e la lettera sono complementari: si completano e si rinforzano tra loro in un gioco di continui collegamenti e rimandi.
La lettera motivazionale ha il compito di focalizzare l’attenzione dell’interlocutore sui punti forti del vostro CV che corrispondono all’offerta di lavoro.

Usate il giusto tono
Scrivere una lettera di motivazione rappresenta molto di più di un semplice esercizio di stile nel quale riempire un foglio di belle parole su di noi.
Tre paragrafi (15 o 20 righe) bastano per riassumere i concetti fondamentali.
La lettera deve essere scritta in un francese corretto, senza nessun errore di ortografia o sintassi (fatela rileggere a un madrelingua prima di inviarla), in uno stile elegante che si avvicini più al tono professionale che a quello letterario.
Cercate il giusto mezzo tra l’originalità, che potrebbe non piacere, e la banalità, che vi amalgama alla massa.

Non parlate soltanto di voi
Il principale difetto di una lettera di motivazione è il fatto di incentrarla esclusivamente su voi e sul vostro percorso formativo-professionale.
Creare una sorta di doppione del vostro CV e non parlare minimamente dell’azienda rischia di far perdere l’interesse della lettera.
Parlate di voi ma dedicate anche alcune riflessioni all’azienda e ai progetti che vi attirano.

Collegate il vostro progetto ai bisogni dell’azienda
Rendete la lettera attraente creando collegamenti tra il vostro profilo professionale e i bisogni della ditta. Mostrate la vostra affinità alla cultura aziendale. Più le vostre argomentazioni saranno precise e coerenti, più susciterete l’interesse del vostro interlocutore che avrà voglia di conoscervi maggiormente in occasione di un colloquio.

Adattate la lettera
Non confondete le risposte agli annunci di lavoro e le “candidature spontanee”. In quest’ultimo caso potete inviare una lettera standard con un tono abbastanza generico e vago.
Nel caso di una risposta a un annuncio, dovrete utilizzare riferimenti precisi e specifici relativamente al posto che vi interessa.

Non rispondete a tutti gli annunci
Concentrate la vostra ricerca di lavoro solamente verso gli annunci che vi interessano e per i quali possedete i giusti requisiti. Evitate di inviare la vostra candidatura per tutti gli annunci di lavoro includendo i posti troppo tecnici per voi. Sprechereste tempo ed energia.