La lettera di motivazione

Un colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro

Inviare la propria candidatura per un posto di lavoro in Francia equivale ad inviare una copia del curriculum accompagnata da una lettera motivazionale.
Creare una lettera di motivazione attraente e interessante può rapidamente trasformarsi in un vero rompicapo.
La chiave di volta per riuscire a redigere una lettera efficace è la personalizzazione e l’uso di un vocabolario mirato al posto che ci interessa.

Ecco alcuni spunti per comporre una lettera valida che lasci trapelare la vostra motivazione.

Capire il ruolo della lettera motivazionale
La lettera non ha nulla a che vedere con il CV e ha il compito di trasmettere la vostra motivazione al datore di lavoro. Se il curriculum illustra le vostre competenze e le esperienze lavorative, la lettera decanta la voglia di fare bene e di fare parte di quella azienda.
La lettera di motivazione si colloca a metà tra il CV e il posto di lavoro e svolge un essenziale ruolo intermediario tra questi due elementi.
Il CV e la lettera sono complementari: si completano e si rinforzano tra loro in un gioco di continui collegamenti e rimandi.
La lettera motivazionale ha il compito di focalizzare l’attenzione dell’interlocutore sui punti forti del vostro CV che corrispondono all’offerta di lavoro.

Usate il giusto tono
Scrivere una lettera di motivazione rappresenta molto di più di un semplice esercizio di stile nel quale riempire un foglio di belle parole su di noi.
Tre paragrafi (15 o 20 righe) bastano per riassumere i concetti fondamentali.
La lettera deve essere scritta in un francese corretto, senza nessun errore di ortografia o sintassi (fatela rileggere a un madrelingua prima di inviarla), in uno stile elegante che si avvicini più al tono professionale che a quello letterario.
Cercate il giusto mezzo tra l’originalità, che potrebbe non piacere, e la banalità, che vi amalgama alla massa.

Non parlate soltanto di voi
Il principale difetto di una lettera di motivazione è il fatto di incentrarla esclusivamente su voi e sul vostro percorso formativo-professionale.
Creare una sorta di doppione del vostro CV e non parlare minimamente dell’azienda rischia di far perdere l’interesse della lettera.
Parlate di voi ma dedicate anche alcune riflessioni all’azienda e ai progetti che vi attirano.

Collegate il vostro progetto ai bisogni dell’azienda
Rendete la lettera attraente creando collegamenti tra il vostro profilo professionale e i bisogni della ditta. Mostrate la vostra affinità alla cultura aziendale. Più le vostre argomentazioni saranno precise e coerenti, più susciterete l’interesse del vostro interlocutore che avrà voglia di conoscervi maggiormente in occasione di un colloquio.

Adattate la lettera
Non confondete le risposte agli annunci di lavoro e le “candidature spontanee”. In quest’ultimo caso potete inviare una lettera standard con un tono abbastanza generico e vago.
Nel caso di una risposta a un annuncio, dovrete utilizzare riferimenti precisi e specifici relativamente al posto che vi interessa.

Non rispondete a tutti gli annunci
Concentrate la vostra ricerca di lavoro solamente verso gli annunci che vi interessano e per i quali possedete i giusti requisiti. Evitate di inviare la vostra candidatura per tutti gli annunci di lavoro includendo i posti troppo tecnici per voi. Sprechereste tempo ed energia.

Il testamento di Berlusconi

La risata di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy

Alea iacta est come disse Cesare attraversando il Rubicone o se preferite rien ne va plus, les jeux sont faits come dicono qui in Francia.
Il tramonto dell’impero Berlusconi è stato inesorabilmente sancito dalla lettera che il premier ha recentemente inviato all’unione europea per presentare le riforme che intende effettuare per garantire la stabilità economica dell’Italia.
Risulta abbastanza paradossale che in un’epoca dominata dalla tecnologia, dalle intercettazioni e dagli scambi telematici sia una lettera a condannare il governo Berlusconi.
Basta leggere pochi passi della lettera, che illustra in otto punti le riforme previste a breve termine, per capire che si tratta di un vero e proprio testamento con il quale il primo ministro italiano ratifica la fine del suo governo.
La missiva che Berlusconi ha inviato all’UE rappresenta un testamento, a mio avviso, perché contiene propositi irrealizzabili e inattuabili in un paese democratico e rappresenta un drammatico esempio di macelleria sociale.
La lettera d’intenti recapitata a Josè Manuel Barroso e Herman Van Rompuy, alla fine dell’ultimatum di 72 ore imposto all’Italia per presentare le garanzie, prevede sostanziali cambiamenti da realizzare nel corso dei prossimi 8 mesi nell’ambito delle pensioni, del lavoro e della pubblica amministrazione.
La lettera è la risposta del governo italiano alle risatine con cui Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno confermato davanti agli occhi del mondo che l’Italia è diventata lo zimbello d’Europa.
Personalmente ritengo che i punti sviluppati nel documento di 15 pagine presentato dal premier per tenere a bada Sarkozy e la Merkel (e soprattutto le banche europee) non saranno attuati e porteranno alla definitiva crisi di governo.
Come potranno mai passare le orrende misure proposte da Berlusconi quando il governo non è nemmeno stato capace di mettersi d’accordo sul rendiconto statale?
Il destino del governo sembra ormai segnato e la spada di Damocle, tenuta con due dita dalla Lega Nord, pende inesorabilmente sul suo capo.

I punti chiave della lettera di Berlusconi all’UE prevedono:

– Pensioni: Uomini e donne andranno in pensione a 67 anni a partire dal 2026

– Lavoro: Maggiore flessibilità richiesta ai lavoratori e licenziamenti più facili che tradotto nel linguaggio utilizzato nella lettera corrisponde a “una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti  di lavoro a tempo indeterminato e più stringenti condizioni nell’uso dei contratti para-subordinati“. Viene, dunque, cancellato l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e irrigidito l’articolo 8 della manovra di agosto.

– Pubblica amministrazione: Un’ulteriore precarizzazione del lavoro attraverso la mobilità obbligatoria del personale e la cassa integrazione tramite  “meccanismi cogenti e sanzionatori”.

– Liberalizzazioni e privatizzazioni: In nome del Dio denaro e delle squallide leggi del capitalismo saranno liberalizzati gli orari degli esercizi commerciali.
Le tariffe minime dei professionisti diventeranno  “soltanto un riferimento” e saranno “derogabili”. I servizi pubblici locali saranno “completamente liberalizzati“.

Nonostante il caldissimo Consiglio Europeo, tenutosi mercoledì scorso, sembra aver accettato positivamente la lettera d’intenti di Silvio Berlusconi, bisogna considerare la realtà nostrana e contestualizzare i punti proposti dal premier nel clima che si respira nel nostro Paese.
Come farà questo governo a risolvere rapidamente i problemi interni a una maggioranza sempre più frammentata e divisa?
In che modo il governo Berlusconi riuscirà a far inghiottire la pillola amara agli esasperati lavoratori italiani e ai sindacati inviperiti?
La risposta a queste due domande è la chiave di volta per capire se il governo è in grado di attuare quel serrato calendario d’impegni contenuto nella lettera da cui dipende il destino dell’Italia in Europa.
Si tratta di risolvere in pochi mesi la maggior parte dei problemi italiani irrisolti da decenni.

Il testamento del governo attuale è stato stilato e firmato con il sangue dei lavoratori italiani e della povera gente a cui si chiede di andare in pensione sempre più tardi (a 67 anni), di essere disposti a farsi licenziare in base all’umore del datore di lavoro e di diventare ancora più precari e flessibili.