Gay Pride 2016: la marcia dell’orgoglio

gay pride 2016 paris

La Gay Pride di Parigi

La marcia dell’orgoglio si chiamava inizialmente chiamata Gay Pride, poi Lesbian & Gay Pride, LGBT Pride  e alla fine ha preso il nome di Pride o marcia dell’orgoglio.
Si tratta di una manifestazione che promuove la libertà e l’uguaglianza per tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere (etero, lesbiche, gay, bi, trans).
La marcia è caratterizzata da una coloratissima ed eterogenea sfilata di partecipanti che mostrano senza alcun complesso il loro gusto sessuale.
Questa manifestazione si svolge nella maggior parte delle città del mondo, tutti gli anni, durante i mesi di maggio e giugno, per ricordare gli scontri di Stonewall che avvenero nella Christopher Street a New York .
Il 28 giugno 1969, un gruppo di lesbiche, gay e transessuali si ribellarono contro le forze dell’ordine che avevano fatto irruzione allo Stonewall Inn, un bar gay di New York, e una dura lotta, durata ben tre giorni, si scatenò tra la polizia e gli omosessuali.
Da quel giorno, gli scontri di Stonewall vengono considerati come il punto di partenza delle rivendicazioni egualitarie degli omosessuali.

Brenda Howard, conosciuta come la “madre dell’orgoglio”, alla testa del gay liberation front e della gay activists alliance, organizzò una prima commemorazione di quegli eventi a un mese dagli scontri.
Marce commemorative si svolsero anche a San Francisco e Los Angeles.
Col passare degli anni, le marce si sono propagate in tutti i Paesi e sebbene ognuna presenti le sue peculiarità, si ritrova sempre la stessa organizzazione.
In testa al corteo si trovano i personaggi ufficiali: uomini politici della regione, gli organizzatori della manifestazione e le associazioni.
Dietro questa prima rappresentanza del corteo si dispongono la maggior parte dei manifestanti riuniti attorno a colorati carri-camion dotati di potenti sistemi d’amplificazione che diffondono in prevalenza musica elettronica e house music.

La prossima gay pride di Parigi avrà luogo sabato 25 giugno 2016.

Per informazioni:
www.gaypride.fr

Bronte e il Sud depredato

Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non raccontano

Mi è capitato di vedere recentemente un film di Florestano Vancini che racconta un episodio della storia d’Italia poco conosciuto e, come sottolinea lo stesso titolo, poco raccontato.
Il film si intitola Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non raccontano e narra i drammatici eventi della strage di Bronte, cittadina vicino Catania, poco dopo l’impresa dei mille di Garibaldi.
Prima del 1972, quando il film fu divulgato al pubblico, l’episodio di Bronte era conosciuto da pochissime persone e la sua memoria era affidata alla novella Libertà di Giovanni Verga che illustrava in maniera cruda e realistica l’altra faccia del Risorgimento italiano.
L’episodio, raccontato da Verga e Vancini, racchiude tutte le contraddizioni della Sicilia e della storia dell’Italia e fa riflettere sul vero significato dell’unità del Paese.
Siamo nel 1860 e Garibaldi sta ottenendo importanti vittorie sui Borboni che lasciano sperare le classi più miserabili in un’imminente rivincita.
Garibaldi viene visto dai contadini siciliani come un liberatore, un eroe che vendicherà i soprusi subiti per anni a opera dei ricchi latifondisti.
La povera gente, i cosiddetti “berretti”, è assetata di giustizia, libertà e dignità e vede nel liberatore barbuto il riscatto della propria esasperazione, il generale buono che spazzerà via le ingiustizie dei “cappeddi” ovvero i padroni.
La prima parte del film si sofferma proprio sulle angherie e sulle crudeltà gratuite che i proprietari terrieri fanno patire ai poveri braccianti.
Galvanizzati dall’incombente arrivo di Garibaldi in Sicilia e fiduciosi che i soprusi dei signori nei confronti dei poveri sarebbero terminati, i contadini di Bronte insorgono.
Gonfi di rabbia e dell’odio maturato da anni di sopraffazioni e ingiustizie, i braccianti si appropriano dei beni dei “cappeddi” e uccidono sommariamente i padroni.
La rivolta si infiamma ulteriormente dopo l’arrivo di Gasparazzo un brigante rivoluzionario venuto dalle montagne per fare giustizia.
Il brigante, assetato di sangue, attraversa le strade di Bronte e senza tergiversare troppo uccide i ricchi proprietari che gli si fanno davanti in nome del diritto dei poveri di vendicare le sovercherie subite fino a quel momento.
Sedici persone vengono uccise durante l’insurrezione: si tratta principalmente di nobili, ufficiali e semplici civili.
Al personaggio sanguinario di Gasparazzo si contrappone la figura dell’avvocato Lombardo, un uomo di idee liberali che tenta di ristabilire l’ordine nel paese e di far ragionare le parti in lotta.
Lombardo si mette a capo di un governo provvisorio del paese e convince la gente ad aspettare l’arrivo di Garibaldi che avrebbe provveduto ad un’equa spartizione delle terre.
Nella cittadina siciliana giunge invece Nino Bixio, il braccio destro di Garibaldi, che per sedare la rivolta e ripristinare l’ordine arresta numerosi insorti.
Indifferente alle rivendicazioni dei rivoltosi che avevano agito dietro la spinta della promessa di libertà e riscatto, Bixio organizza un processo sommario per identificare rapidamente i responsabili della rivolta.
Il generale garibaldino ha il compito di placare l’insurrezione e proteggere gli interessi commerciali e terrieri dell’Inghilterra (Bronte apparteneva agli eredi di Nelson), che aveva favorito lo sbarco dei mille.
Il 10 agosto 1860 Bixio, spietato e intransigente, individua cinque colpevoli tra cui l’avvocato Lombardo e lo scemo del paese Nunzio, e ordina la fucilazione immediata.
La storia racconta che lo scemo del villaggio pregò la Madonna durante tutta l’esecuzione e scampò miracolosamente alla raffica dei fucili.
Quando Nunzio s’inginocchiò davanti a Bixio per chiedere la grazia, il generale lo freddò spietatamente con un colpo alla testa.
Garibaldi poteva continuare la sua avanzata e unificare l’Italia.

Questa fu l’esperienza garibaldina per Bronte e per la Sicilia: la povera gente si aspettava giustizia e libertà ed ebbe in cambio violenza e indifferenza.
Vancini illustra in maniera secca e lucida la disillusione dei contadini e la crudeltà di Nino Bixio realizzando un magnifico esempio di controinformazione storica che immortala cinicamente le speranze deluse dei contadini siciliani.
Il coraggioso regista attacca con forza il quadretto patriottico dell’epopea garibaldina e fa riflettere gli spettatori sulle vere ragioni dell’unificazione d’Italia.
Naturalmente la versione del Risorgimento che è stata diffusa nelle scuole è quella edulcorata del libro cuore di De Amicis e il film di Vancini è stato a lungo censurato e bandito dai cinema.
E’ un film che consiglio di vedere a tutti perchè consente di riesaminare la storia dell’Italia in maniera critica e comprendere con maggiore lucidità la situazione odierna.
L’episodio di Bronte va inserito nel più ampio contesto dell’unificazione d’Italia che rappresentò una sconfitta bruciante per il Sud e per il florido Regno delle du Sicilie.
Quella parte d’Italia che oggi viene sprezzantemente etichettata come Terronia dai leghisti era una zona di grande prestigio e ricchezza.
Bisognerebbe approfondire le reali ragioni che hanno portato Camillo Benso conte di Cavour nel 1861 ad annettere il ricco Regno delle due Sicilie al Piemonte, allora povero e sull’orlo di un tracollo finanziario per i debiti.
Oggi la Lega di Bossi vorrebbe cancellare il Sud dalla carta geografica dell’Italia e Maroni ha recentemente presentato un quesito referendario per escludere il Mezzogiorno dall’Europa e dalla moneta unica (al fine di evitare il default della comunità europea).
Sarebbe bene che gli amici leghisti ricordassero i tanti primati raggiunti dal regno delle due Sicilie e dal Sud prima che i piemontesi, con l’appoggio di Francia e Inghilterra, se ne impossessassero cacciando i Borboni dal trono.

Ecco un piccolo promemoria:

1735 – Prima cattedra di astronomia in Italia (Università di Napoli a Pietro De Martino)

1735 – Prima al mondo la Giunta dei Veleni per gli scarichi industriali

1735 – Prima in Italia Borsa e Cambi merci

1737 – Primo teatro nel mondo (San Carlo a Napoli)

1738 – Primi scavi archeologici al mondo (Ercolano e Pompei)

1739 – Primo tribunale di commercio in Italia

1740 – Inizio attività delle celebri manifatture di Capodimonte (lavorazione ceramica)

1741 – Prima abolizione in Italia dei beni ecclesiastici

1741 – Introduzione del catasto onciario (Carlo III)

1743 – Prime leggi igieniche per la prevenzione sanitaria e ambientale

1748 – Prima nascita al mondo della Scienza archeologica con il museo archeologico di Napoli

1748 – Fondazione Università di Altamura (Terra di Bari)

1750 – Invenzione dell’impermeabile da parte di Raimondo di Sangro, principe di San Severo

1751 – Primo Real Albergo dei Poveri a Napoli 100.000 mq (8000 posti letto)

1753 – Carlo Curzio descrisse per primo la sclerodermia nell’ospedale degli Incurabili di Napoli

1754 – Prima nel mondo, cattedra di Economia (Università di Napoli ad Antonio Genovesi)

1755 – Prima al mondo, Accademia Belle Arti di Ercolano e prime leggi a difesa del patrimonio culturale ed artistico

1757 – Inizio attività della Real Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata

1762 – Fondazione Accademia di Architettura (tra le prime d’Europa)

1763 – Primo cimitero italiano per poveri (detto delle 366 fosse)

1764 – Inaugurazione dell’Acquedotto di Maddaloni detto “Carolino”

1768 – Inaugurazione del complesso siderurgico di Mongiana (VV) tra i maggiori d’Europa

1768 – Invenzione della Carrozza marittima, natante con al posto delle ruote aveva delle “pale”

1774 – Istituzione della motivazione delle sentenze (G. Filangieri)

1774 – Completamento dei lavori per la costruzione della Reggia di Caserta

1776 – Inizio attività del celebre setificio di San Leucio e della sua Comunità con acqua corrente nelle abitazioni, unica al mondo.

1778 – Ferdinando IV ordina agli enti ecclesiastici di dar vita a scuole pubbliche gratuite

1778 – Prima scuola gratuita ed obbligatoria d’Italia istituita a San Leucio

1778 – Prima in Italia, bonifica del Tavoliere delle Puglie

1781 – Primo codice marittimo del mondo (Michele Iorio)

1782 – Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare

1783 – Primo cimitero d’Europa ad uso di tutte le classi sociali (Palermo)

1783 – Primi criteri antisismici al mondo per la rapida ricostruzione di Messina e Reggio (terremoto)

1784 – Istituzione del Porto Franco a Messina (abolito nel 1879)

1786 – Più grande cantiere navale d’Italia e del Mediterraneo (Castellammare 2000 operai)

1786 – Prima al mondo, Cattedra di Astronomia, Napoli: Giuseppe Cassella

1787 – Prima scuola ufficiali in Italia, Scuola Militare della Nunziatella

1787 – Primo prototipo al mondo di ascensore dell’era moderna nel Real Casino di Carditello (CE)

1789 – Codice delle leggi di San Leucio: Prima assegnazione di case popolari in Italia, asili nido, indennità malattia,

prima assistenza sanitaria gratuita per malati, assistenza agli anziani, alle vedove, precisi orari

di lavoro, obbligo di abbigliamento uguale per tutti, meritocrazia, abolizione della ricchezza

1790 – Primo al mondo, Osservatorio astronomico di Palermo (1819 a Capodimonte, Napoli)

1792 – Primo Atlante Marittimo nel mondo (scuola di cartografia napoletana)

1795 – Primo in Italia, orto botanico per la fitomedicina a Palermo

1799 – Prima al mondo della lotta nazional-popolare di guerriglia contro lo straniero: Frà Diavolo

1801 – Primo museo Mineralogico del mondo

1802 – Primo in Italia, ospedale psichiatrico di Palermo con cattedra (1813 ad Aversa, Napoli)

1806 – Primo in Italia, telegrafo ad asta in Sicilia

1807 – Primo Orto botanico in Italia a Napoli

1812 – Prima in Italia, cattedra di psicoterapia, Palermo: Giovanni Linguiti

1812 – Prima in Italia, Costituzione siciliana emanata da Ferdinando IV di Borbone

1818 – Prima nave a vapore del mondo (Real Ferdinando I)

1818 – Prima al mondo, legge sulle monete, sulla finanza e sulla zecca

1819 – Riforma dei codici napoleonici

1819 – Primo in Italia, Codice Napoletano: raccolta leggi civili

1819 – Primo Osservatorio Astronomico in Italia (Capodimonte)

1820 – Primo codice militare al mondo

1820 – Prima in Italia, Costituzione di tipo francese è estesa in tutto il Regno da Ferdinando I di Borbone. Per la prima volta è prevista un’organizzazione della pubblica istruzione, scuole elementari sono istituite in ogni comune, nelle scuole superiori è studiata la costituzione, ogni cittadino può in libertà scrivere e pubblicare le sue idee senza autorizzazione preventiva

1821 – Prima introduzione in Italia e poi in Inghilterra della medicina omeopatia da parte del dr. Francesco Romano, medico personale di Ferdinando IV di Borbone

1825 – Prima in Italia, scuola ufficiale di artiglieria

1827 – Prima in Europa, linea di navigazione a vapore con navi nazionali

1829 – Prima clinica omeopatica in Italia voluta dal Re presso il più grande ospedale della Trinità a Napoli

1831 – Primi in Italia, aiuti all’agricoltura: Accademie Agricole e Monti Frumentari

1831 – Primi in Italia, aiuti all’industria: Istituto di Incoraggiamento di Arti e Manifatture a Palermo

1831 – Primi in Italia, carrozze omnibus nelle grandi città

1832 – Primo ponte sospeso in ferro in Italia (fiume Garigliano)

1832 – Prima città in Italia a varare una legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti e sulla pulizia delle strade

1832 – Primi in Italia, incentivi alla Marina Mercantile per le esportazioni

1832 – Primo in Italia, pozzo artesiano, Torre dell’Annunziata

1832 – Prime in Italia, leggi sanitarie sulla quarantena per evitare contagi a Nisida

1832 – Primo Stato italiano a dotarsi di un Ufficio Centrale di Statistica

1833 – Primo editto a salvaguardia del novellame ittico con limitazioni alla pesca a strascico e dell’uso di reti fitte

1833 – Prima nave da crociera nel Mediterraneo, la “Francesco I”

1833 – Prima al mondo, stazione meteorologica “Osservatorio Vesuviano”

1833 – Primi in Italia, aiuti al commercio, incentivi alle linee marittime di esportazione se fanno anche importazione

1833 – Primo in Italia, Corpo dei Pompieri

1833 – Istituzione in ogni provincia della società economica per il commercio di olio e del vino

1834 – Primi in Italia, aiuti all’industria di costruzione, Compagnia Edilizia per il Credito Urbano

1834 – Prima in Italia, fabbrica di zucchero di barbabietola a Sarno

1835 – Prime in Italia, scuole di Commercio e Agricoltura: Napoli, Barletta, Palermo, Melfi

1835 – Primo istituto italiano per sordomuti

1836 – Primo in Italia, marchio DOC, società di enologia

1836 – Prima in Italia, fonderia a Napoli (Maddalena, Lino&Henri)

1836 – Prima compagnia di navigazione a vapore nel Mediterraneo

1836 – Prima in Italia, compagnia di Assicurazioni Generali: partenopea Sebezia

1837 – Durante l’anno Napoli viene visitata da oltre 7000 stranieri

1838 – Prima in Italia, navigazione intraoceanica: capitan De Bartolo in Malesia per la via del pepe

1838 – Riapertura dell’università di Messina soppressa durante il viceregno francese

1839 – Prima in Italia, agevolazione daziarie su libri stranieri esportando libri nazionali

1839 – Prima in Italia, istituzione asili infantili “al di qua del Faro”

1839 – Prima ferrovia e prima stazione in Italia, seconda in Europa (Napoli – Portici)

1839 – Prima in Italia, linea di diligenze: Napoli – Roma

1839 – Prima illuminazione a gas di una città italica e terza in Europa (Napoli, 350 lampade)

1840 – Prima in Italia, alpinismo, scalata Monte Bianco dal marchese Giuseppe Imperiale

1840 – Prima fabbrica metalmeccanica d’Italia (Pietrarsa con 1050 operai)

1841 – Prima in Europa, scuola macchinisti a Pietrarsa

1841 – Istituzione dell’Amministrazione Generale delle Bonificazioni (del Volturno 15000 ha, del Sarno, della Piana del Sele, delle paludi Sipontine, del golfo di Policastro, della piana di Bivona e dei dintorni di Brindisi)

1841 – Primo centro sismologico e vulcanologia al mondo (Ercolano, ing. Gaetano Fazzini)

1841 – Primo sistema di fari lenticolari a luce costante in Italia (porto di Napoli)

1843 – Prima nave da guerra a vapore d’Italia (pirofregata Ercole)

1844 – Primo in Italia, marchio DOC dell’olio pugliese

1844 – Primo Osservatorio Meteorologico in Italia (falde del Vesuvio dott. Melloni)

1845 – Prima locomotiva tutta in ferro a vapore costruita in Italia (stabilimento di Pietrarsa)

1845 – Risanamento del debito pubblico (ministro delle finanze D’Andrea)

1845 – Napoli ospita il settimo congresso degli scienziati italiani

1847 – Prima in Italia, propulsione ad elica per navigazione marittima, nave Giglio delle Onde (Castellammare di Stabia)

1847 – Fondazione della colonia agricola di S. Ferdinando di Puglia (FG), dopo bonifica

1848 – Primo Stato italiano a concedere la Costituzione per i moti del 1848 (29 gennaio)

1848 – Primo in Italia, esperimento di illuminazione ottica: Lecce

1852 – Primo in Europa, telegrafo sottomarino continentale tra Reggio e Messina

1852 – Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (porto di Napoli)

1852 – Primo Piroscafo in Italia ad attraversare l’Atlantico (Il Sicilia, società di navigazione del palermitano Salvatore De Pace)

1852 – Primo esperimento di illuminazione elettrica in Italia (Capodimonte)

1852 – Primo in Italia, telegrafo elettrico tra Napoli, Capua, Gaeta e Caserta

1853 – Prima applicazione dei principi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi

1855 – Collegamento telegrafico tra Napoli e Roma, Parigi, Londra

1855 – Forte aumento della popolazione: oltre 9 milioni rispetto ai 5.7 milioni del 1830 (+57,8%)

1855 – Istituzione dei monti frumentari per il finanziamento ai piccoli coltivatori.

1856 – Premio per il terzo paese al mondo per sviluppo industriale ed economico (Parigi Esposizione Internazionale)

1856 – Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo (arch. Luigi Palmieri)

1858 – Prima galleria ferroviaria del mondo (traforo Passo dell’Orco presso Nocera Inferiore)

1859 – Primo Stato in Europa per produzione di guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno), pasta e lavorazione di coralli

1860 – Prima flotta mercantile e militare d’Italia, totale 4/5

1860 – Prima nave ad elica in Italia (Il Monarca)

1860 – Più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia

1860 – Più alta percentuale di medici per abitante d’Italia

1860 – Minor carico Tributario Erariale in Italia, solo cinque tributi

1860 – Maggior quantità di lire/oro tra tutti i Banchi Nazionali Preunitari (Banco delle Due Sicilie 443 milioni sui 668 milioni del totale: 66.3% del totale)

1860 – Prima borsa merci e seconda borsa valori d’Europa

1860 – Maggior numero di società per azioni in Italia

1860 – Miglior finanza pubblica tra gli stati preunitari

1860 – Rendita dello stato quotata alla Borsa di Parigi al tasso del 12%

1860 – Tasso di sconto più basso della penisola (5%)

1860 – Prima città in Italia per numero di abitanti (Napoli 447.065)

1860 – Prima città italiana per numero di teatri (Napoli)

1860 – Prima città d’Italia per numero di conservatori musicali (Napoli)

1860 – Prima città d’Italia a dotarsi di Piano Regolatore (Napoli) con centro direzionale e strada con funzione di tangenziale

1860 – Prima città d’Italia per numero di tipografie (113 in Napoli)

1860 – Prima città d’Italia per numero di pubblicazioni, riviste e giornali (Napoli)

1860 – Prima nazione ad emettere assegni bancari, detti “polizzini sulle fedi di credito”

1860 – Monopolio mondiale dello zolfo: 90% (industria bellica)

1861 – Nell’inventario dell’invasore italiano dei beni nel Palazzo Reale di Napoli, prima di saccheggiarlo, è annotato “oggetto sconosciuto a forma di chitarra”, trattasi del bidet già in uso presso le corti napoletane dal ‘700.

1861 – Prima nazione italica per occupazione, censiti nell’industria: 1.595.369, agricoltura 3.133.261, commercio 275.069, professionisti 534.485, pubblica amministrazione 130.697, forze armate e polizia 240.044, proprietari 604.437, domestici 473.674 per un totale del 76,10% di popolazione occupata

Primo sistema pensionistico con ritenute del 2% sugli stipendi

Prima cattedra di Ostetricia e osservazioni chirurgiche

Primo stato italiano ad istituire il Ministero della Pubblica Istruzione

Prime agenzie turistiche della penisola

REALIZZAZIONI CULTURALI:

Apertura del Gabinetto di Fisica del Re

Scuola di musica e danza di S. Pietro a Maiella

Scuola pittorica di Posillipo

Apertura della Real Biblioteca

Fondazione dell’Accademia letteraria

Fondazione dell’Accademia di Scienze Mediche

35 teatri attivi tra Sicilia continentale e insulare

Il venerdì caldo di Parigi

La sede di Charlie Hebdo

La giornata di oggi si annuncia come un venerdì di grande tensione.
Il film anti-Islam e le vignette provocatorie del settimanale satirico Charlie Hebdo hanno creato una pericolosa miscela di rabbia e odio che rischia di esplodere tra le strade della capitale francese.
Dopo l’attentato all’ambasciata americana di Bengasi  e le violente manifestazioni in vari Paesi musulmani (tra cui la Tunisia) della settimana scorsa, il governo francese teme le reazioni dei musulmani di Parigi.
Il venerdì è il giorno di preghiera dei musulmani, il giorno in cui si ritrovano nelle moschee, il giorno della riflessione.
In seguito alle recenti esplosioni di violenza, la Francia ha aumentato le misure di sicurezza davanti le ambasciate dei Paesi arabi e ha chiuso le scuole.
A Parigi l’atmosfera è molto tesa.
In realtà la giornata più temuta in città è quella di domani a causa delle possibili manifestazioni davanti la grande moschea e Place du Trocadero.

La benzina sul fuoco gettata dalla rivista Charlie Hebdo ha aizzato ulteriormente la collera dei seguaci di Allah che al grido di “touche pas à mon prophète” (non toccare il mio profeta) hanno annunciato movimenti di protesta in tutta la Francia.
L’Eliseo ha vietato le manifestazioni poggiandosi sull’articolo 11 della dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789 che garantisce a tutti il diritto di manifestare “a meno che non ci siano gravi minacce per l’ordine pubblico”.
I giornalisti di Charlie Hebdo, che con il loro gesto hanno voluto ratificare la libertà d’espressione della Francia, vivono ormai come carcerati e sono costantemente scortati dalla polizia.
La Francia, il paese dei diritti dell’uomo, deve fare i conti con la rabbia della massiccia presenza musulmana che risiede sul suo territorio (circa il 10% della popolazione francese) e sebbene i rappresentanti del culto musulmano invitano a non cedere alle provocazioni, la tensione resta palpabile.
Il labile confine tra rivendicazione della libertà di espressione e la blasfemia è stato ampiamente varcato, la Francia e il mondo occidentale sperano in una reazione pacata e intelligente da parte del mondo arabo.

Non professo alcuna religione e condanno fermamente ogni forma di violenza.
Tuttavia devo dare atto che la religione cattolica è molto più pacata e comprensiva rispetto a quella musulmana (mi riferisco alle frange più fanatiche) che se provocata, mostra le sue debolezze dando vita a orrende manifestazioni di odio e inutili spargimenti di sangue.
Da quando abito a Parigi mi è capitato spesso di vedere gruppi di cattolici manifestare davanti agli ospedali per protestare contro l’aborto.
Non mi é mai capitato di vedere gli stessi gruppi di cattolici appiccare il fuoco agli ospedali per manifestare il proprio dissenso.
Ricordo, inoltre, che poco tempo fa i cattolici parigini avevano protestato davanti al theatre de la Ville contro un’opera teatrale blasfema intitolata “Sul concetto del volto del figlio di Dio” di Romeo Castellucci.
Le scene incriminate di quell’opera vedevano alcuni ragazzi intenti a lanciare pietre e oggetti (che con grande probabilità rappresentavano escrementi) sulla gigantografia del volto di Cristo, il Salvator Mundi di Antonello da Messina.
In quell’occasione alcuni manifestanti si sono incatenati davanti ai cancelli del teatro per bloccarne l’accesso mentre altri gridavano slogan contro l’anticristianesimo e la cristianofobia.
Le proteste sono state veementi ma pacifiche. Nessuno ha aggredito il regista, distrutto il teatro o messo a ferro e fuoco l’intera città.

Dovremmo imparare tutti a prenderci meno sul serio e apprendere a mettere in discussione i dogmi e gli schemi mentali che la società ci ha inculcato fin dall’infanzia e che avvinghiano come ragnatele i nostri cervelli.
La religione dovrebbe essere un sostegno per l’animo umano e non l’oppio dei popoli.
E voi che ne pensate? E’ giusto rivendicare la libertà d’espressione o esistono dei limiti che non vanno valicati? Trovate giusta la decisione del governo francese di vietare le manifestazioni ai musulmani?

1969: Brel, Ferré, Brassens, un incontro mitico

Brel, Ferré, Brassens, un incontro mitico

Le fotografie sono insostituibili cristalli di memoria che ci permettono di ricordare in maniera vivida il passato e la nostra storia.
Alcune foto, scolpite nella memoria collettiva, sono più emblematiche di altre e veicolano valori e significati profondi.
Si pensi alla foto-icona di Ernesto Che Guevara in cui il rivoluzionario e guerrigliero cubano appare con la barba incolta e il berretto sulla testa o alla foto del famoso bacio dell’Hotel de Ville di Robert Doisneau.
La foto che ritrae Georges Brassens, Jacques Brel e Leo Ferré occupa un posto particolare tra i tasselli che formano il mosaico di immagini della memoria visiva universale.
Lo scatto immortala l’unica occasione in cui questi tre mostri sacri della musica, cultura e poesia francese si sono riuniti.
I tre cantautori s’incontrarono il 6 gennaio 1969 nell’ambito di una tavola rotonda organizzata dalla rivista Rock & Folk e dalla radio RTL per intervistarli e per conoscere le loro differenti opinioni su vari argomenti.

Le scene delle lotte studentesche del maggio 68 erano ancora vive negli occhi dei francesi che cercavano figure emblematiche che incarnassero gli ideali di libertà, ribellione e rivolta verso il conformismo.
Jean-Pierre Leloir, il fotografo che ha realizzato lo scatto, non sapeva ancora che stava catturando nella sua pellicola una goccia di memoria.
L’incontro si svolse in un appartamento della rue Saint Placide, lungo la rive gauche, in cui l’aria divenne rapidamente irrespirabile: Brassens fumava la pipa, Brel accendeva e spegneva le sue Gitanes, Ferré aspirava incessantemente le sue Celtiques e Cristiani, l’intervistatore di RTL, fumava ugualmente la pipa.
Una canzone di Leo Ferré intitolata Avec le temps enfatizzava l’inellutabilitá del tempo che scorre inesorabile, la fotografia di Leloir ha arrestato il tempo e ha sublimato quel grande momento di musica e cultura.

La legge Hadopi e i suoi limiti

La legge Hadopi e i suoi limiti

A due anni di distanza dall’entrata in vigore della famosa legge Hadopi, creata per lottare contro chi scarica illegalmente da Internet, il presidente Sarkozy e il governo francese si felicitano del bilancio positivo.
L’Eliseo ha affermato in una dichiarazione ufficiale che i risultati della legge Hadopi sono incoraggianti e hanno mostrato un netto calo della pirateria informatica proteggendo i diritti di autori e i creatori.
Sarkozy e le istituzioni di governo che hanno emanato questa legge liberticida si compiacciono degli effetti benefici sui comportamenti scorretti degli internauti e degli ottimi risultati ottenuti.
In realtà la situazione è ben diversa e gli utilizzatori della Rete hanno già trovato innumerevoli modi per schivare la legge Hadopi.
Prima di illustrare i metodi principali escogitati dai webnauti per evitare questa odiosa legge che vuole tarpare le ali alla libertà di Internet, risulta utile ripercorrere i contenuti e le modalità d’applicazione della stessa legge Hadopi.
La versione definitiva (chiamata Hadopi 2) di questa disposizione legislativa è entrata in vigore il 28 ottobre 2009 dopo l’approvazione definitiva del Senato.
E’ una legge che mira a colpire, attraverso un sistema di avvisi e sanzioni, i pirati del web che scaricano illegalmente film, musica e altro materiale protetto dal diritto d’autore.
Il sistema di filtraggio utilizzato sorveglia l’uso che ogni utente fa di Internet e si insinua impietosamente nelle vite private di ogni singola persona che naviga sul web.
In questo modo risultano maggiormente bersagliati da questo procedimento gli utilizzatori di reti Peer to Peer (P2P), come eMule o Bittorrent, che vengono sospettati e inquisiti a prescindere dal loro uso della Rete.
La libertà della rete Internet viene fortemente lesa e colpita.
La legge Hadopi, conosciuta anche come legge Création et Internet, prende il suo nome dall’acronimo di Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des droits sur Internet, l’autorità amministrativa che si occupa di sanzionare l’uso illegale di Internet.

L’applicazione della legge Hadopi si fonda sul concetto di risposta graduata  da parte dell’utente: dopo aver inviato un’email e una lettera raccomandata all’utilizzatore che ha infranto la legge, il Comitato per la Protezione dei Diritti decide di sospendere l’abbonamento Internet del pirata per una durata che può variare dai tre mesi a un anno.
L’abbonato che viene colto in flagranza di reato sarà costretto a pagare il suo forfait Internet alla società che lo fornisce ma non potrà utilizzare il servizio.
Inoltre, come se non bastasse, all’abbonato incolpato di pirateria viene anche vietato di sottoscrivere un abbonamento con un altro fornitore di servizi Internet.
Il sistema concepito dal governo francese nell’ambito della legge Hadopi è stato spesso paragonato all’autovelox dove alcune postazioni di controllo vengono piazzate lungo l’autostrada per sorprendere e multare gli automobilisti che superano i limiti di velocità.
Se per quanto riguarda le automobili è possibile identificare il proprietario del veicolo grazie alla targa d’immatricolazione, nel caso di Internet è possibile identificare l’utilizzatore di una connessione attraverso l’indirizzo IP (che sta per “Internet Protocol“), un numero composto da quattro cifre comprese tra 0 e 255 (per esempio 192.168.0.1) che identifica in maniera unica ogni computer e corrisponde all’indirizzo al quale quella postazione Internet si trova.
Se volete conoscere il vostro indirizzo IP potete connettervi su questo sito www.ip-adress.com, vi renderete conto con quanta facilità potete essere localizzati.
La legge Hadopi presenta, in realtà, pecche macroscopiche riguardo questo processo di identificazione dei pirati.
Nel caso di una famiglia o di una azienda è possibile identificare solamente il titolare dell’abbonamento e non chi ha commesso il reato: in questo caso tutti i componenti della famiglia o tutti gli impiegati sarebbero privati ingiustamente della connessione.
E che dire poi delle persone che si connettono utilizzando le connessioni non protette dei vicini? Il pirata è protetto dietro l’anonimato e a pagare la multa è l’inconsapevole vicino colpevole solamente di non aver protetto la sua connessione Internet.

Questa legge liberticida ha drasticamente cambiato le abitudini degli internauti francesi che non si sono scoraggiati e hanno trovato numerosi stratagemmi per evitare di finire nelle maglie della Hadopi.
Uno dei sistemi più utilizzati per farsi gioco di questa legge ridicola è quello di utilizzare una rete VPN (Virtual Private Network – rete privata virtuale) che permette di nascondere il proprio indirizzo IP e di navigare nel totale anonimato.
L’uso del VPN è estremamente semplice e richiede soltanto l’installazione di un piccolo programma.
Un’altra soluzione per aggirare la legge Hadopi  è il direct download ovvero piattaforme (megaupload, megavideo e rapidshare sono le più conosciute) che archiviano enormi quantità di file che possono essere scaricati anonimamente.
Esiste anche la possibilità di guardare i propri video o canzoni preferite  in streaming su Youtube o Dailymotion .
In Italia non esiste ancora una legge bavaglio simile all’Hadopi ma l’AgCom ha tentato ripetutamente di limitare la libertà della Rete italiana attraverso normative per regolamentare la tutela del diritto d’autore in Internet.
Riusciremo a resistere a questo ulteriore tentativo di privazione di libertà?

La Statua della libertà a Parigi

La statua della libertà…a Parigi

Poco lontanto dal Pont de Grenelle, la miniatura della statua della libertà domina la punta dell’Ile des Cygnes.
Quest’opera intitolata La libertà che rischiara il mondo è stata realizzata in bronzo da Auguste Bartholdi.
La statua, alta 9 metri, fu offerta dagli Stati Uniti alla città di Parigi nel 1898 in occasione dell’esposizione universale e venne inaugurata il 15 novembre 1889, tre anni dopo quella di New York.
Bartholdi criticò duramente l’orientamento della statua che, rivolta verso la Tour Eiffel, dava le spalle agli Stati Uniti.
Nel 1937, in occasione dell’esposizione universale, la replica in scala della statua della libertà venne finalmente orientata verso gli Stati Uniti.
La base porta una targa commemorativa che ricorda la storia dell’amicizia franco-americana e sulla pergamena che la statua tiene in mano si legge l’iscrizione “IV Juillet 1776 = XIV Juillet 1789”, le date rispettive della rivoluzione americana e di quella francese.

Ile des Cygnes
75015 Paris
Metro: Bir Hakeim o Passy (linea 6)

Libertà – Pep’s

Tu sais qu’il y a un bateau qui mène au pays des rêves
Là où il fait chaud, où le ciel n’a pas son pareil
Tu sais qu’au bout d’ cette terre
Oh oui les gens sèment
Des milliers d’graines de joie où pousse ici la haine
On m’avait dit p’tit gars
Là-bas on t’enlève tes chaînes
On te donne une vie
Sans t’jeter dans l’arène
Comme ici tout petit après neuf mois à peine
On te plonge dans une vie où tu perds vite haleine
Alors sans hésiter
J’ai sauté dans la mer
Pour rejoindre ce vaisseau
Et voir enfin cette terre
Là-bas trop de lumière
J’ai dû fermer les yeux
Mais rien que les odeurs
Remplissaient tous mes voeux

{Refrain:}
I just wanna be free in this way
Just wanna be free in my world
Vivere per libertà
Vivere nella libertà

Alors une petite fille aussi belle que nature
Me prit par la main et m’dit : “Suis cette aventure”
On disait même, oh oui que la mer l’enviait
Que la montagne se courbait pour la laisser passer
Elle m’emmena au loin avec une douceur sans fin
Et ses bouclettes dorées dégageaient ce parfum
Qui depuis des années guidait ce chemin
Ton chemin, mon chemin, le chemin

{au Refrain, x2}

Pour arriver enfin à ces rêves d’enfants
Qui n’ont pas de limites comme on a maintenant
J’ai vu des dauphins nager dans un ciel de coton
Où des fleurs volaient caressant l’horizon
J’ai vu des arbres pousser remplaçant les gratte-ciels
J’ai vu au fond de l’eau une nuée d’hirondelles

{au Refrain}