Il cuore del Louvre

Intérieur de cuisine

Se siete già stati a Parigi almeno una volta, avrete sicuramente visitato il museo del Louvre.
All’interno del famoso museo parigino vi sarete soffermati a contemplare la bellezza enigmatica della Gioconda, l’eleganza raffinata di Amore e Psiche e l’imponenza della Venere di Milo.
Se vi capiterà di visitare nuovamente il celebre museo, fermatevi ad ammirare il dipinto Interieur de cuisine del pittore Martin Drolling.
Non si tratta di un’opera d’arte come le altre: il quadro sarebbe stato realizzato utilizzando il cuore di Luigi XIII!

A partire dal XIII secolo i cuori e i corpi dei re francesi venivano conservati separatamente: i corpi venivano seppelliti presso la basilica di Saint Denis e i cuori venivano donati alla persona scelta dal re stesso (spesso venivano consegnati ai Gesuiti).
I cuori di Luigi XIII e Luigi XIV erano stati conservati in due magnifici reliquiari, realizzati da Sarrazin e Coustou, custoditi nella chiesa Saint Paul Saint Louis.
Durante la rivoluzione la chiesa fu depredata e i preziosi reliquiari furono rubati.
Secondo le poche informazioni disponibili, le preziose teche contenenti i cuori dei sovrani francesi finirono nelle mani di un architetto chiamato Petit-Badel che li consegnò ai due suoi amici pittori Alexandre Pau de Saint-Martin e Martin Drolling.
In quell’epoca i pittori utilizzavano i cuori dei defunti, macerati e mescolati con l’olio, per ottenere un magnifico pigmento rosso (simbolicamente chiamato color mummia) che conferiva una brillantezza particolare alle loro tele.
Martin Drolling, in particolare, aveva approfittato della rivoluzione per recuperare numerosi cuori della famiglia reale (tra gli altri quelli di Anna d’Austria e Maria Teresa di Spagna) che avrebbe utilizzato per realizzare i suoi dipinti.
Petit-Badel consegnò il cuore di Luigi XIV a Alexandre Pau de Saint-Martin che lo utilizzò per realizzare il dipinto Vue de Caen custodito al museo di Pontoise.
Drolling, che aveva ottenuto dall’amico architetto il cuore di Luigi XIII, si servì del cuore reale per impreziosire il suo quadro Intérieur de cuisine, esposto al museo del Louvre.

Fonte: Lutetia

L’invasione degli Space Invaders

L’invasione degli Space Invaders

Una delle forme artistiche urbane più diffuse e originali della capitale francese sono gli space invaders: piccole opere d’arte, realizzate con la tecnica del mosaico dall’artista francese Invader, che rappresentano i personaggi di Space Invaders e di altri videogiochi degli anni 1970-80.
L’affissione di questi piccoli personaggi, effettuata in maniera illegale, rappresenta l’invasione.
Dal 1998, Invader cosparge di stupendi mosaici variecittà del mondo quali Londra, Los Angeles, Tokyo, New York e soprattutto Parigi dove è stato maggiormente prolifico.
L’anonimo artista lavora in incognito e non vuole svelare la sua identità al pubblico.
I videogiochi degli anni ’80 si caratterizzavano per una grafica ancora elementare in cui i pixel erano facilmente distinguibili: ciò ha facilitato la realizzazione dei personaggi sottoforma di mosaico (1 pixel = 1 tessera di mosaico).
Il materiale di cui sono fatte le tessere di mosaico resiste bene alle intemperie del tempo e si conserva ottimamente garantendo lunga vita alle piccole opere d’arte.
Gli Space Invaders si trovano sui muri di tutta Parigi, in tutti gli arrondissement, nei luoghi più strani, e rappresentano la volontà dell’artista di contaminare lo spazio urbano con la trasposizione di un mondo virtuale (quello dei videogiochi) nella realtà.