Un café dal favoloso destino

Un café dal favoloso destino

Non passa un giorno senza che un gruppo di turisti non si fermi davanti la terrasse del cafè. L’interno è cambiato da quando le riprese del Favoloso destino di Amelie Poulain sono state realizzate nel 2001.
Il café, vittima del suo successo, deve incateanre le sedie sui marciapiedi per evitare che qualche appassionato del film le porti via come souvenir.
Il café situato al 15, rue Lepic, all’angolo della rue Cachois nel XVIII arrondissement, è diventato una metà di turisti e c inefili e un grande manifesto del film è stato affisso all’interno del locale per ricordare l’evento.
Poco lontano si trova il fruttivendolo Collignon (rue des trois Frères) che compare più volte nel film.

15 rue Lepic
75018 Paris

Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain

Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain

Amélie cresce in provincia, siamo in Francia. Suo padre è un medico fin troppo originale: visita ogni mese la figlia, che si agita ogni volta, e crede che sia malata di cuore.
La madre, uscita dalla chiesa, viene schiacciata da una suicida. Più grande la ragazza va a Parigi. Fa la cameriera e incontra tanta gente.
Il 31 agosto 1997 è il giorno decisivo della sua vita: vede in tv il servizio dulla morte di lady Diana, le cade di mano un tappo di bottiglia che finisce sotto una piastrella, dove Amélie trova una vecchia scatola di cianfrusaglie (figurine, la foto di un calciatore, un ciclista di ferro). Si mette in testa di rintracciare il proprietario, che a quel punto avrà una cinquantina d’anni. Lo trova, gli restituisce il “ricordo” e gli cambia la vita.

Da quel momento decide di far felice il prossimo, ed ecco una galleria di personaggi secondo la tradizione del cinema francese…dell’arte: un pesce che cerca continuamente di suicidarsi, un impiegato dei treni in pensione che oblitera le foglie delle piante di sua moglie, un pittore che falsifica una volta l’anno un dipinto di Renoir, un cieco che Amélie accompagna, descrivendogli ciò che vede. Il film è stato un “caso”. Negli USA ha battuto l’incasso del nostro La vita è bella.

In Francia il chiasso è stato altissimo, con riferimenti al grande cinema del passato, da Carné a Malle ( Zazie nel metro), a Lelouch alla magica scrittura di Prévert. Con tutto il rispetto, la sceneggiatura di Jeunet-Laurent, spumeggiante e fantasiosa, non si avvicina certamente allo spessore di Prévert. Dunque Amélie più che beatificata, va considerata una bella storia, diversa e curiosa, che fa star bene, uscita nel momento propizio. Ma noi continuiamo a preferire Benigni. .  (fonte: mymovies.it)

Un film di Jean-Pierre Jeunet. Con Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Dominique Pinon, Rufus, Jamel Debbouze – Anno: 2001 – Durata : 120 min.