Il coniglio Serge trova un nuovo lavoro

sergeLa RATP aveva lanciato lo scorso maggio una campagna pubblicitaria per promuovere il restyling di Serge, il mitico coniglio rosa che dal 1977 campeggia sui vagoni della metropolitana di Parigi per ricordare ai pendolari di fare attenzione alla brusca chiusura delle porte.
Il look del coniglio della metro è stato cambiato e Serge ha adottato uno stile più casual indossando un jeans e una maglietta gialla.
Ma che fine ha fatto il vecchio coniglio?
Il canale umoristico Youtube La Débande ha ritrovato il vecchio Serge e lo ha intervistato sul lungo-Senna.
Scopriamo così che il coniglio dopo aver perso il posto di lavoro da mascotte della metropolitana parigina si sarebbe riconvertito in… un attore porno!

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Incidente razzista prima di PSG-Chelsea

Incidente razzista prima di PSG-Chelsea

Incidente razzista prima di PSG-Chelsea


Un brutto incidente razzista è avvenuto martedi scorso nella metro di Parigi.
Un gruppo di tifosi del Chelsea, venuti a Parigi per assistere all’ottavo di finale con il Paris Saint- Germain, ha impedito ad un uomo di colore di salire nella metropolitana parigina.
La scena, filmata lungo le banchine della stazione Richelieu-Drouot prima dell’inizio della partita, mostra i tifosi dei Blues che spingono violentemente un giovane che cerca di accedere al vagone.
Il fatto che si tratti di un atto dichiaratamente e disgustosamente razzista è confermato dalla canzone intonata dagli inglesi per schernire il giovane pendolare: “We are racist and that’s the way we like it”.
Il video colpisce per l’atteggiamento arrogante e beffardo degli inglesi e per l’indifferenza delle altre persone che assistono alla scena.
La squadra del Chelsea ha stigmatizzato duramente il comportamento odioso dei suoi tifosi e ha garantito che prenderà provvedimenti severissimi per punirli.
José Mourinho, l’allenatore del Chelsea, per scusarsi dell’accaduto ha invitato il giovane Souleymane, l’uomo che è stato respinto dai tifosi inglesi, a recarsi allo Stamford Bridge per assistere alla partita di ritorno.

Come prendere la metro… al volo

Come prendere la metro...al volo

Come prendere la metro…al volo

Da quando abito a Parigi ho visto gente di tutti i tipi: gente che parla da sola (quella ormai la considero gente normale), schizofrenici, pazzi di ogni sorta (da chi si crede Napoleone a chi parla ai suoi molteplici amici immaginari), gente ricoperta di piercing e/o tatuaggi, nani, elfi, hobbit, mostri e mutanti.
Ma il personaggio di cui vi voglio parlare in questo post occupa un posto a parte nel campionario umano parigino.
Si tratta di Mister Puma, un’artista/stuntman che per stupire i suoi ammiratori ha deciso di prendere la metropolitana al volo…nel vero senso della parola.
Mister Puma, già famoso per altre imprese acrobatiche e molto seguito su Facebook, ha atteso l’arrivo della metro, all’altezza della stazione metro di Barbès – Rochechouart, e con un salto felino e ottima tempistica ha saltato sul tetto di un vagone in movimento.
Non è riuscito a restare in piedi ma, almeno, non è caduto sui binari.
Naturalmente si tratta di un gesto pericolosissimo che non va assolutamente riprodotto.

Du rock à Duroc

Du rock à Duroc

Du rock à Duroc

I Rockettari, i metallari e i pendolari della linea 10 apprezzeranno particolarmente in questi giorni la stazione della metro Duroc che ospita una mostra temporanea dedicata alla musica rock.
La stazione, che per l’occasione è stata ribattezzata Durock, accoglierà fino a domani un’esposizione di manifesti realizzati da grandi illustratori che hanno rappresentato grandi artisti come Lana Del Rey, Arctic Monkeys, The prodigy, Blondie o Portishead.
La mostra è organizzata dalla RATP in collaborazione con il festival Rock en Seine e sarà visibile nella sua integralità durante il festival.
Il rock non sarà soltanto celebrato dalle immagini sui muri della stazione ma anche con la musica: i brani degli artisti che parteciperanno al festival Rock en Seine saranno diffusi nella stazione della metro.

Métrofeminin: la métro di Parigi al femminile

Métrofeminin: la métro di Parigi al femminile

Métrofeminin: la métro di Parigi al femminile

Partendo dalla considerazione che la metropolitana parigina conta ben 303 stazioni e solamente 2 (Louise Michel e Pierre et Marie Curie) sono dedicate alle donne, l’artista Silvia Radelli ha immaginato una mappa interamente al femminile.
La mappa é stata intitolata Métrofeminin e sostituisce i vari Etienne Marcel, Charles de Gaulle e Robespierre con Nefertiti, Edith Piaf e Anne Franck.
La Radelli, in collaborazione con il grafico Bruno Chizat ha integrato nella mappa 100 nomi di donne celebri che hanno lasciato un segno nella storia: Frida Khalo, Romy Schneider, Calimity Jane, Lady Di, Eleanor Roosevelt o ancora Simone Weil. Un vero e proprio elogio della donna che riequilibra il predominio maschile nel regno della RATP.
La creazione dei due artisti è stata presentata l’8 marzo 2014, in occasione della festa della donna, e sarà visibile fino al 29 marzo, presso la Galerie de l’Aléatoire, nell’ambito della mostra intitolata Femmes.
Se volete osservare il risultato di questa insolita rivisitazione della metro parigina in chiave femminile, potete cliccare qui e scoprire Métrofeminin.

Se volete osservare l’opera creativa dal vivo, eccovi l’indirizzo:
Galerie l’Aléatoire
29 rue de Bièvre
75005 Paris

Salsiccia de Morteau: 20 cm di piacere

Salsiccia de Morteau: 20 cm di piacere

Salsiccia de Marteau: 20 cm di piacere

“Offritevi 20 cm di piacere”. E’ questo il provocatorio slogan con cui la marca Jean-Louis Amiotte ha tappezzato la metro parigina per pubblicizzare la sua salsiccia de Morteau.
Un messaggio ambiguo e volutamente ammiccante per carpire l’attenzione delle migliaia di parigini che utilizzano quotidianamente la metropolitana.
Dopo aver ottenuto una doppia medaglia d’oro al salone dell’agricoltura 2013, Jean-Louis Amiotte punta su questo insolito messaggio pubblicitario per dare rilievo a questa specialità della regione Franche-Comté.

Se volete saperne di più, fate un salto sul sito della marca: 20cmdepurbonheur.com

Incubi metropolitani

Incubi metropolitani

Incubi metropolitani

La metropolitana parigina rappresenta il mezzo più semplice, rapido ed economico per spostarsi nella ville lumière.
La rete gestita dalla RATP conta più di 300 stazioni, la cui entrata è indicata da una grande M gialla, e 16 linee per un totale di 213 chilometri di percorso ferrato.
La metro rappresenta un vero e proprio universo sotterraneo, una dimensione parallela in cui le esistenze di migliaia di parigini s’incrociano e si sfiorano distrattamente.
Il caotico movimento umano che prende vita quotidianamente sotto le strade della capitale francese è anche l’oggetto delle paure e degli incubi dei parigini.

Eccovi alcune situazioni che ogni parigino teme di dover affrontare in metropolitana:

1. Sedersi accanto a un barbone
Entrate nel vagone stanchi per l’intensa giornata lavorativa e vi precipitate sull’unico posto disponibile.
Se la vista non ve lo ha segnalato, l’odorato non tarderà a segnalarvi la presenza del vostro vicino. Cambio di vagone immediato !

2. La porta del vagone vi si chiude in faccia
La metro era lì, a pochi passi da voi, la vedevate vicina e avevate sentito il segnale sonoro.
Ci avevate creduto fino alla fine e con uno scatto da sprinter olimpionico vi eravate scagliati come un proiettile impazzito in direzione del vagone.
Purtroppo la porta si è chiusa davanti al vostro viso incredulo.
Con la coda fra le gambe e sotto lo sguardo beffardo dei passeggeri, vi allontanate dalla banchina facendo finta che non sia successo nulla

3. Prendere una linea della metro nel senso opposto
Impegnati a provare l’ultima applicazione del vostro telefonino o immersi nel libro che stavate leggendo avete preso la metro nel senso opposto.
Naturalmente non vi rendete immediatamente conto dello sbaglio ma dopo 2, 3 o 4 stazioni!
Scendete dalla metro masticando parolacce in un italo-francese confuso e incomprensibile.

4. Addormentarsi e risvegliarsi al terminus (o al deposito).
Dopo una serata dall’alto tasso alcolico vi azzardate a prendere l’ultima metro per tornare a casa.
Mancano poche stazione a quella in cui dovete scendere e le vostre palpebre si chiudono dolcemente facendovi scivolare in una fatale pennichella.
Vi svegliate di soprassalto, sudati, e vi rendete conto di essere al capolinea.
Il conducente della metro che vi invita a scendere dal vagone vi conferma che non si tratta di un incubo ma della triste realtà.

5. Perdere l’ultima metro
Eravate usciti in tempo dalla festa, avevate calcolato anche i nanosecondi per fare in tempo e correndo a gambe levate vi siete fiondati nella vicina stazione della metro.
Il sogno di gloria si spegne miseramente quando, appena scesi nelle banchine della metropolitana, vedete andare via sotto i vostri occhi l’ultima corsa.
Taxi o festa fino alle 6 di mattina?

6. Trovarsi nello stesso vagone di un gruppo fastidioso
Eravate nella tranquillità più assoluta, vi mancavano poche caselle per terminare il vostro Sudoku quando le porte del vagone si sono spalancate per lasciare entrare un gruppo di casinari incivili che cominciano a parlare a voce altissima.
Wesh wesh alla riscossa provenienti dalle periferie calde, famiglie di turisti stracarichi di valigie e zaini ingombranti, gigantesche scolaresche in gita, gruppi di ubriachi che cantano a squarciagola parole senza senso.
Sono tanti i gruppi che possono turbare di punto in bianco la tranquillità e la serenità di un vagone targato RATP.

7 Il giubbotto resta incastrato tra le porte
Grazie a uno scatto da centometrista siete riusciti a entrare all’ultimo momento nel vagone, appena dopo il fatidico suono della sirena.
Riprendete fiato e, soddisfatti per l’impresa realizzata, osservate con compiacimento gli altri passeggeri.
Abbassate lo sguardo con discrezione e vi rendete conto che il vostro giubbotto e rimasto irrimediabilmente incastrato tra le porte.
Fate finta di niente e accennate un sorriso disinvolto.
Sarete liberati alla stazione successiva ma l’attesa vi sembra interminabile.

8. Restare bloccati tra due stazioni
Oscurità e silenzio vi circondano. Avete perso l’orientamento e brancolate nel buio in cerca di un appiglio.
Bisbiglii misteriosi vi lasciano presupporre la presenza di altre persone accanto a voi. Ma chi sono?
Le voci si moltiplicano mescolandosi a sospiri e frasi spezzate che somigliano a imprecazioni.
Qualche nota musicale giunge alle vostre orecchie da un punto indefinito dello spazio circostante e vi ricorda che non siete soli.
I minuti passano, l’ossigeno comincia a scarseggiare e l’agitazione diventa palpabile intorno a voi.
Un film dell’orrore tipo l’Enigmista? No.
Vi eravate semplicemente addormentati nella metropolitana e vi siete svegliati mentre il vagone era bloccato al buio tra due stazioni. A Parigi capita spesso e l’attesa snervante può diventare inquietante.

9. Il temutissimo sciopero
Circolano pochissime metro, la gente è irrequieta, l’attesa e il nervosismo aumentano, una marea umana vi investe e vi impedisce di muovervi.
Benvenuti in un’ordinaria giornata di siciopero parigino.

10. La vostra stazione è chiusa per lavori
Vi svegliate di buon mattino, fate colazione e come ogni giorno vi apprestate a prendere la metro per recarvi al lavoro. Giunti davanti la stazione vi trovate di fronte un cartello che recita “station en travaux”.
In preda al panico salite sul primo autobus imprecando contro la RATP.

11. Venire derubati dai pickpocket
Una delle più gravi piaghe che affliggono Parigi è costituita dai cosiddetti pickpockets ovvero i ruba-portafoglio che rappresentano un rischio concreto per i tanti turisti che ogni anno visitano la capitale francese.
Organizzati in bande o da soli, questi piccoli lestofanti agiscono approfittando dei momenti di distrazione dei viaggiatori e della loro scarsa vigilanza.
I minuti ladruncoli operano spesso lungo le banchine della metropolitana aggirandosi tra la folla ignara e colpendo soprattutto alcune stazioni e alcune linee (1, 4, 8 e 9 in particolare).
Fate sempre attenzione agli annunci che vengono diffusi dagli altoparlanti e se sentite la parola pickpocket mettevi subito sull’allerta.
E voi, quali sono le vostre fobie “metropolitane”?