La minaccia terrorista incombe sulla Francia

Il piano vigipirate rafforzato alla Tour Eiffel

La minaccia di un possibile attentato in Francia sembra essere diventata imminente.
Le inquietudini del governo si basano su fonti certe, provenienti dall’Algeria, che hanno messo in guardia la Francia riguardo un possibile attacco terroristico da parte delle cellule di Al Qaida situate nel Magreb islamico.
L’obiettivo del governo francese non è quello di creare panico tra la gente ma prevenire e informare.
Nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno cercato senza successo una donna kamikaze che, secondo informazioni provenienti da servizi differenti, sarebbe stata pronta a farsi esplodere nei trasporti parigini.
La minaccia viene presa seriamente in considerazione dal Ministro dell’Interno Brice Hortefeux che ha aumentato lo stato di allerta generale aumentando di un grado il livello del sistema di sicurezza Vigipirate.

In seguito all’adozione della legge che vieta il velo islamico integrale nello spazio pubblico, la partecipazione del contingente francese alle operazioni in Afghanistan, l’attacco avvenuto a luglio da parte di una pattuglia francese di una base di Al Qaida, i fanatici islamici sembrano aver preso di mira il territorio dell’Esagono.
La Francia, e soprattutto Parigi, sono al massimo grado di allerta come è stato dimostrato dalla recente evacuazione della Tour Eiffel la settimana scorsa in seguito a un allarme-bomba.
La RATP e la SNCF hanno rinforzato i controlli e i trasporti sono costantemente perturbati per permettere la rimozione o l’ispezione di pacchi abbandonati sospetti.
L’ultimo caso si è verificato ieri sera quando il traffico sulla linea TGV è stato interrotto a causa di un pacco sospetto ritrovato nei pressi della stazione Massy Palaiseau.
Fortunatamente il pacco, che aveva l’apparenza di un ordigno esplosivo, non conteneva alcuna minaccia e il traffico è ripreso normalmente.

La minaccia terrorista incombe sul territorio francese come una spada di Damocle pronta a mietere vittime innocenti e il recente rapimento di quattro ostaggi francesi in Nigeria  rende anocra più difficile la situazione.
La tensione è palpabile in città e la presenza di militari e forze dell’ordine è aumentata vistosamente.
L’opposizione non ha tardato a criticare le mosse del governo Sarkozy, accusandolo di voler creare una situazione di panico e di allerta tra la gente al fine di distogliere l’attenzione dello scandalo della ricca ereditiera Bettencourt che lo vede implicato.

Le espulsioni dei ROM continuano

Nicolas Sarkozy e i Roms

Il Parlamento europeo ha invitato la Francia e tutti gli altri stati dell’Unione Europea a sospendere immediatamente le espulsioni dei Rom e a rispettare le regole in materia di libera circolazione ed insediamento dei cittadini dell’Unione nel territorio degli stati membri.
Questa risoluzione, presentata da una coalizione liberale di sinistra, è stata adottata con un grande consenso: 337 voti contro 245 e 51 astensioni.
Il Parlamento si è manifestato particolarmente preoccupato per la retorica provocatrice e l’atteggiamento dichiaratamente discriminatorio che ha portato alle espulsioni dei Roms.

Il rimpatrio massivo della comunità Rom, cacciata energicamente dal territorio francese, ha fatto la felicità dei gruppi xenofobi d’estrema destra che hanno assistito a un’epurazione etnica auspicata da tempo.
La comunità europea ha ammonito severamente la politica d’espulsioni messa in atto dal governo di Nicolas Sarkozy.
Naturalmente il governo francese ha minimizzato il cartellino giallo inflitto dal Parlamento europeo e il ministro dell’immigrazione Eric Besson, fautore di questa politica di rimpatrio dei ROM, si è affrettato a dichiarare che la Francia continuerà ad espellere i ROM dal proprio territorio.
Un sonoro schiaffo nei confronti del “Paese dei diritti dell’uomo” che dimostra palesemente i suoi limiti e le sue pecche nei confronti di un’integrazione sempre più difficile.