Una foresta effimera

Una foresta effimera

Dal 15 al 23 settembre, una foresta effimera pianterà le sue radici sulla place du Palais Royal, nel I arrondissement della capitale francese.
Circa 300 alberi creeranno uno scrigno verde, nel cuore di Parigi, che accoglierà una mostra fotografica e animazioni pedagogiche sull’ecologia e la protezione delle foreste.
L’associazione ONF (Office National des Forets) ha organizzato un’esposizione fotografica, realizzata da François Sechet, che punta l’obiettivo sul delicato lavoro dei forestali.
Il percorso dell’evento invita i visitatori a entrare nell’universo di questi uomini e queste donne che s’impegnano quotidianamente per la difesa dell’ecosistema naturale.
Alcuni membri dell’associazione saranno presenti durante l’evento per informare i visitatori sulle differenti specie di alberi presenti nella foresta effimera del Palais Royal.

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Il cannone di mezzogiorno

Il cannone del Palais Royal

Dal 1 gennaio 2011 il piccolo cannone del Palais Royal è tornato a rombare fragorosamente a mezzogiorno preciso di ogni mercoledì.
Nel 1795, un certo Rousseau (non filosofo ma ingegnere esperto di strumenti matematici), appassionato d’orologeria, inventò un nuovo tipo di gnomone per rimpiazzare l’orologio solare della rue Bons-enfants.
Questo piccolo cannone, munito di una miccia e caricato con polvere da sparo, è sormontato da una lente d’ingrandimento, orientata perfettamente verso il passaggio del sole lungo la linea del meridiano di Parigi.
Quando il sole si trova nel punto zenit, i suoi raggi si concentrano grazie alla piccola lente d’ingrandimento, infiammando la miccia e provocando la detonazione.
L’arguta invenzione era molto utile per permettere di regolare gli orologi in un’epoca in cui gli orologi al quarzo non esistevano ancora.
Nel 1891 l’ora del cannone del Palais Royal fu imposta a tutta la Francia.
Il rituale venne abbandonato nel 1911 quando anche la Francia si allineò al meridiano di Greenwich.
Rimesso in funzione nel 1990 dal ministero della cultura, il cannone continuò a suonare fin quando non venne messo fuori servizio per questioni di sicurezza.
Rubato nel 1998, oggi suona una volta alla settimana a mezzogiorno in punto. L’iscrizione sulla base del cannone Horas non numéro nisi serenas, ci informa che il simpatico cannoncino conta solamente le ore felici.

Le colonne di Buren al Palais Royal

Le colonne di Buren al Palais Royal

Una scacchiera gigante incastonata nel giardino del Palais Royal richiama l’attenzione dei curiosi e dei tanti turisti che si trovano a passare di qui.
Si tratta di un originale opera chiamata Les deux plateaux ma conosciuta anche come Les colonnes de Buren dal nome dell’artista che l’ha concepita.
L’opera non lascia indifferenti e colpisce per il forte impatto visivo: 260 colonne ottagonali, di altezza differente e a strisce bianche e nere, creano un particolarissimo gioco di simmetrie che contrasta con il classicismo del colonnato del Palais Royal.
Le colonne partono dal sotto suolo, da sotto le griglie, ed emergono alla superficie come se sorgessero dal ventre archeologico della città.

L’opera di Buren, situata a pochi passi dalla Comédie Francaise e dal Ministero della Cultura, ha riscosso un grande successo tra i parigini e viene fotografata quotidanamente da migliaia di persone.
Quest’installazione emblematica fu commissionata dal Ministero della Cultura, allora diretto da Jack Lang, per rimpiazzare quello che doveva essere un parcheggio.
Le colonne zebrate di Buren occupano una superficie di 3000 m2 e si sviluppano su due livelli: uno visibile a tutti occupa il porticato del Palais Royal, l’altro si sviluppa nel sottosuolo e include un percorso acquatico che riflette il livello superiore.

Le sfere del Palais Royal

Le sfere del Palais Royal

Poco lontano dalle colonne di Buren, nel giardino del Palais Royal, si trovano le sfere di Bury.
Sono costituite da due originali fontane poste tra il giardino e il portico del Palais Royal: dieci sfere d’acciaio inossidabile riflettono i colori del cielo e le sfumature dell’immenso colonnato.
L’opera di Bury colpisce per il contrasto tra la leggerezza dell’acqua che zampilla da queste fontane e la fredda densità dell’acciaio.
Pol Bury è stato un’artista surrealista belga specializzato in fontane.
Tra le sue più belle realizzazioni ricordiamo la fontana dell’università dell’Iowa (1969) e quella della Fondazione Maeght (1978).

L’edicola dei nottambuli della stazione Palais Royal

L’edicola dei nottambuli della stazione Palais Royal

Quest’affascinante creazione artistica, che funge da ingresso della stazione della metropolitana Palais Royal, si compone di una parte esterna e una interna.
La parte esterna rappresenta un reticolato metallico in alluminio, formato da vari anelli, legati gli uni agli altri, che circonda la scala d’accesso alla stazione.
Sei colonne formate da sfere d’alluminio sostengono due cupole formate da un insieme di perle giganti in vetro di Murano, realizzate dalla vetreria Salviati.
La cupola che sovrasta l’ingresso della metropolitana ha perle dai toni caldi (giallo, bianco e rosso) e rappresenta il giorno; l’altra cupola possiede toni freddi (blu, bianco, giallo e viola) e rappresenta la notte.
Dietro la struttura metallica si trova una panchina che riprende l’originale stile delle cupole.

La parte interna dell’opera è costituita da due vetrine incastonate nel muro che contengono perle colorate: una vetrina contiene perle con colori caldi e l’altra con colori freddi.
Quest’insolita decorazione urbana, chiamata edicola dei nottambuli, è stata  realizzata dall’artista Jean Michel Othoniel nel 2000 per festeggiare il centenario della metró parigina.
L’insolita decorazione urbana scintilla di mille colori e sfumature e rende magica l’atmosfera della Place Colette. Una tinta di barocco che spezza il classicismo parigino.

Place Colette
75001 Paris
Metro: Palais Royal (Linea 1 o linea 7)